STATUTA FIRMANORUM Statuti dei Castelli Fermani editi nel 1589. Traduzione italiana dell’Indice all’inizio con tre documenti 1446, 1555, 1596

Inizio  Statuta Firmanorum traduzione di Albino Vesprini

<spiegazione> aggiunta

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TABELLA DELLE RUBRICHE DI TUTTA L’OPERA

RUBRICHE DEL LIBRO PRIMO

1 Rub. 1 – La venerazione della festa di Santa Maria del mese di agosto.

1 Rub. 2 – I ceri, altre luminarie e lampade da offrire in detta festa della Beata Maria.

1 Rub. 3 – Gli Officiali da eleggersi per la custodia, per la conservazione delle Entrate, per le cose dell’Operaria <laboratorio> di detta chiesa di Santa Maria.

1 Rub. 4 – Le spese da farsi per i sindaci delle comunanze e per alcuni altri forestieri che vengono a detta festa.

1 Rub. 5 – La venerazione della Santa Spina.

1 Rub. 6 – La festa del beato Bartolomeo apostolo da onorarsi singolarmente.

1 Rub. 7 – I Sindaci e procuratori da eleggersi in qualsivoglia chiesa della Città.

1 Rub. 8 – I Palli da offrirsi dalle singole chiese che si trovano nella Città di Fermo.

1 Rub. 9 – Lo Statuto della chiesa di San Salvatore.

1 Rub. 10 – I carcerati da offrire.

RUBRICHE DEL LIBRO SECONDO

2 Rub. 1 – La corsa del Palio. 

2 Rub. 2 – Gli imbussolati, il modo e il sistema di aprire le urne, e di estrarli;

                  la conservazione delle cassette e il ricambiare uno con altro. 

2 Rub. 3 – Il potere dei signori Priori e il loro officio.

2 Rub. 4 – Lo speciale divieto per i signori Priori, e per il Gonfaloniere di giustizia e per i Regolatori, anche per il Banchiere del Comune.

2 Rub. 5 – L’officio del Gonfaloniere del Comune di Fermo.

2 Rub. 6 – L’elezione del Podestà e del Capitano.

2 Rub. 7 – Il giuramento del Podestà e del Capitano, la loro autorità e l’officio.

2 Rub. 8 – Il divieto per gli officiali dei ‘forensi’.

2 Rub.9 – L’officio del Cancelliere.

2 Rub. 10 – L’officio dei Notai dei signori Priori.

2 Rub. 11 – L’officio e l’ordine da tenersi dai Confalonieri per i contratti e dagli altri Cittadini di dette contrade.

2 Rub. 12 – Il modo di riunire i Consigli, di presentare le proposte, di arringare e di deliberare in essi.

2 Rub. 13 – Il Consiglio speciale del popolo.

2 Rub. 14 – L’autorità, la giurisdizione, e il potere del Consiglio speciale.

2 Rub. 15 – Il Consiglio generale.

2 Rub. 16 – L’arbitrato del Consiglio Generale.

2 Rub. 17 – Il modo di mandare la decisione <votata> alle fave nere e bianche.

2 Rub. 18 – Il modo di sospendere gli Statuti.

2 Rub. 19 – I Regolatori, il loro officio, le entrate ed uscite del Comune,  i Revisori dei conti del Comune e il loro officio.

2 Rub. 20 – L’officio del Banchiere e del suo Notaio.

2 Rub. 21 – L’officio dei Consoli dei Mercanti.

2 Rub. 22 – L’officio del Massaro che deve procurare e rivedere le mercanzie e le fortificazioni  del Comune.

2 Rub. 23 – L’elezione dei Notai dei Tribunali dei giudici civili e degli appelli   e il loro officio.

2 Rub. 24 – L’officio dell’Avvocato e de Sindaco del Comune per le cause.

2 Rub. 25 – Gli officiali dei castelli del Comune di Fermo da imbussolare. Nomi  dei Castelli Maggiori.

2 Rub. 26 – Nomi dei Castelli Medi.

2 Rub. 27 – Nomi dei castelli Minori

2 Rub. 28 – Estrarre dal bossolo i Cittadini fermani.

2 Rub. 29 – Imbussolare i Castellani delle Rocche del contado.

2 Rub. 30 – Il sindacato dei signori Priori del popolo, e del Vessillifero

                    di giustizia, e dei Regolatori e dei loro Notai.

2 Rub. 31 – Il sindacato degli officiali forensi. Breve del 1561 di Pio IV.

2 Rub. 32 – Il sindacato degli officiali dei Castelli del contado.

2 Rub. 33 – I Banditori del Comune e il loro officio.

2 Rub. 34 – L’officio dei Balivi del Comune di Fermo.

2 Rub. 35 – L’officio del custode delle carceri.

2 Rub. 36 – Le pitture da farsi nelle Porte. 

2 Rub. 37 – Un divieto per gli officiali del contado.

2 Rub. 38 – Un divieto per gli officiali nella Città ed il cumulo degli offici.

2 Rub. 39 – Nessuno presuma di allontanare i cittadini

                     o gli abitanti distrettuali dal Foro della Città di Fermo.

2 Rub. 40 – Nessun Fermano o abitante distrettuale osi andare per uno stipendio o né per una  provvigione di qualcosa senza il permesso.

2 Rub. 41 – I fortilizi da non costruire di nuovo, e quelli distrutti da non ricostruire.

2 Rub. 42 – L’officio degli Ambasciatori del Comune di Fermo.

2 Rub. 43 – Il Podestà, e il Capitano e gli altri officiali del Comune

                     di Fermo non vadano per fare ambasciate.

2 Rub. 44 – Coloro che ricevono l’onore della milizia.

2 Rub. 45 – Le vendite fatte dei beni degli esiliati.

2 Rub. 46 – L’officio del Notaio del Podestà che deve stare nel Porto.

2 Rub. 47 – Il Podestà o il Capitano o un loro officiale siano obbligati, ogni

                     qualvolta sarà necessario, recarsi fuori Città a loro spese.

2 Rub. 48 – I Castellani non debbono essere ricevuti nel distretto di Fermo.

2 Rub. 49 – Tutti quelli dei castelli e delle Ville del Comune

                    di Fermo siano considerati come Cittadini.

2 Rub. 50 – I Notai e i Balivi non debbono ricevere il salario dai sindaci

                    dei Castelli e delle Ville.

2 Rub. 51 – La libertà concessa a coloro che vengono nella Città

                    di Fermo per insegnare o per studiare.

2 Rub. 52 – I Cittadini, i quali non fanno ubbidienza al Comune 

                    di Fermo, non siano difesi come i cittadini.

2 Rub. 53 – I Notai del Podestà, del Capitano, o del Giudice di giustizia, o di altro officiale, non possano rendere pubblici gli istrumenti.

2 Rub. 54 – Il Podestà sia obbligato a praticare la “franchigia” <esenzione da imposte> a coloro che vengono ad abitare nella Città di Fermo.

2 Rub. 55 – L’immunità da concedersi a coloro che vengono ad abitare nelle terre o possedimenti che sono<valutati> nell’estimo per gli uomini della Città di Fermo.

2 Rub. 56 – I nobili del contado non paghino le “collette” <tasse>.

2 Rub. 57- Il Notaio degli estimi del Comune di Fermo.

2 Rub. 58 – Le Pacificazioni da farsi tramite il Podestà.

2 Rub. 59 – Il Podestà, o il Capitano o i loro officiali non dicano ingiurie ad alcuno.

2 Rub. 60 – La libertà e la “franchigia” per coloro che avranno abitato per 10 anni nella Città di Fermo, ed per i vassalli che vengono e vogliono abitare in Città, e  nessuno possa essere Procuratore per i forestieri nel detto caso.

2 Rub. 61 – I Notai siano obbligati a redigere gli istrumenti.

2 Rub. 62 – Il sindaco e il procuratore da aversi nella Curia Romana e nella Curia   del signor Marchese.

2 Rub. 63 – Le lampade dei Mercanti della Città di Fermo.

2 Rub. 64 – Che sia lecito di rinunciare a uno statuto.

2 Rub. 65 – Quando viene trattato un affare del Podestà o di una speciale       persona in qualsiasi Consiglio o nella Cernita, l’interessato debba   allontanarsene.

2 Rub. 66 – Se qualcuno abitasse o avesse la casa ai confini delle contrade glie sia lecito farsi registrare nella contrada nella quale più gli piace.

2 Rub. 67 – Il Podestà, il Capitano e gli altri officiali del Comune siano obbligati   e debbano fare accoglienza da se stessi.

2 Rub. 68 – La custodia e l’immunità <nei Castelli> di San Benedetto, Monte Falcone e Smerillo.

2 Rub. 69 – Tutti i singoli abitanti di San Benedetto debbano accuratamente

                     sorvegliare detto castello notte e giorno.

2 Rub. 70 – I mugnai devono stabilire i loro Capitani.

2 Rub. 71 – Le vendite e le donazioni fatte da qualcuno che diverrebbe Cittadino.

2 Rub. 72 – L’osservanza degli statuti.

2 Rub. 73 – I poderi siano soggetti ai tributi.

2 Rub. 74 – La parte delle vecchie condanne da dare agli officiali.

2 Rub. 75 – La giurisdizione del milite del Podestà.

2 Rub.76 – Le deleghe dei denari e di altri beni del Comune da dare a qualcuno.

2 Rub. 77 – I militi e gli officiali del Podestà e del Capitano non possano entrare   nelle abitazioni per l’esecuzione dei reati civili e dei danni dati.

2 Rub. 78 – L’osservanza degli statuti delle società e dei Castelli della Città di Fermo.

2 Rub. 79 – Tutti i pignoramenti siano consegnati ad un Depositario.

2 Rub. 80 – Il compenso per le scritture e per le esecuzioni reali e personali e per gli altri beni da pagarsi agli officiali del contado.

2 Rub. 81 -L’elezione e l’officio del Bargello.

2 Rub.82 – I Cittadini che sono nel governo nell’ufficio del Priorato.

2 Rub. 83 – Coloro che non vengono alla Cernita e al Consiglio e coloro

                     che sono impediti a venire.

2 Rub. 84 – Le chiavi delle carceri siano in mano al Podestà.

2 Rub. 85 – I debitori del Comune debbano essere iscritti nel registro di copia “Specchio”.

2 Rub. 86 – Per coloro che fanno chiasso nelle Cernite o nei Consigli.

2 Rub. 87 – La riscossione delle condanne, tanto per reati quanto per danni dati     e per altri debitori fiscali.

2 Rub. 88 – Le insegne del Comune che non debbono essere donate ai Rettori.

2 Rub. 89 – Il sostegno da dare ai cittadini Fermani e agli abitanti del distretto per i vantaggi da conseguire.

2 Rub. 90 – Come si possa fare la supplica per le malefatte e per il pagamento    del capitale dei soldi e per le grazie da ottenere.

2 Rub. 91 – I custodi da eleggersi nei Castelli della riviera del mare.

                RUBRICHE DEL LIBRO TERZO

3 Rub. 1 – L’officio e la giurisdizione del Podestà e del Capitano e dei loro

                    Vicari nelle cause civili.

3 Rub. 2 – Le citazioni nelle cause civili.

3 Rub. 3 – Il modo e l’ordine per fare la procedura nelle cause civili ordinarie o “livellari”.

3 Rub.0 4 – Gli interrogatori da farsi in giudizio <processo> e le cose che tendono a          fondare un futuro giudizio.

3 Rub. 5 – Le ferie.

3 Rub. 6 – La conoscenza sommaria nelle cause forensi e il danno da risarcire a chi  ha sofferto il danno per mezzo di rappresaglie.

3 Rub. 7 – Le cause fra i cittadini e gli abitanti del contado da ultimare nella Città.

3 Rub. 8 – I testimoni e il loro esame.

3 Rub. 9 – Coloro checonfessano del processo.<un loro reato>.

3 Rub. 10 – Le parti e il giuramento.  

3 Rub. 11 – Le cause e le liti di persone molto potenti.

3 Rub. 12 – L’esecuzione di uno istrumento pubblico e di una scrittura privata.

3 Rub. 13 – Lesecuzione di un istrumento di garanzia.

3 Rub. 14 – L’esecuzione di una scrittura per mezzo del Notaio incaricato 

                     scrivere i crediti dei mercanti.

3 Rub. 15 – Quali cose non possono essere prese in “tenuta”.

3 Rub. 16 – La cattura di un debitore sospetto e fuggitivo.

3 Rub. 17 – Il debitore che dimora nel contado.

3 Rub. 18 – La Revoca di una “tenuta” accolta tra i beni di un altro a posto del debitore.

3 Rub. 19 – L’alienazione del pegno sia convenzionale <concordata> che pretorio.

3 Rub. 20 – Il modo di prestare il patrocinio e il compenso dei patrocinatori.

3 Rub. 21 – Nel processo non è da ammettere chi non ha matricola

                     scritta nel registro.

3 Rub. 22 – L’officio e il compenso dei Notai delle Banche.

3 Rub. 23 – Che i Notai debbano essere iscritti nel Collegio o Matricola.

3 Rub. 24 – I sunti <scritture> e i protocolli <registri> dei Notai.

3 Rub. 25 – Atti già pagati da restituire.

3 Rub. 26 – Regresso <rivalsa> del fideiussore contro il principale <nell’azione>.

3 Rub. 27 – I <giudici> arbitri e gli “arbitratori” <conciliatori>.

3 Rub. 28 – I compromessi da farsi fra congiunti <parenti>.

3 Rub. 29 – Divisione di beni comuni.

3 Rub. 30 – I muri <tramezzi in comune> da farsi insieme.

3 Rub. 31 – Chi ha alberi in terreno altrui e gli alberi producenti impedimento al vicino.

3 Rub. 32 – Le società, le colleganze e le cose comuni, e la richiesta di queste cose.

3 Rub. 33 – l’emancipazione dei figli.

3 Rub. 34 – I tutori.

3 Rub.035- I pazzi, gli squilibrati, i dissipatori, i muti e simili e i loro curatori. 

3 Rub. 36 – Le prescrizioni.

3 Rub. 37 – Gli acquirenti di un bene immobile.

3 Rub. 38 – Le cose acquistate pubblicamente oppure dai Pirati.

3 Rub. 39 – Affinché nessuno soccomba in una causa civile per una richiesta non valida.

3 Rub. 40 – I contratti falsi da respingere.

3 Rub. 41 – La vendita di beni dei minorenni.

3 Rub. 42 – la vendita di beni appartenenti alla dote.

3 Rub. 43 – Gli sponsali, I beni degli sposi, il beneficio della sposa, da chi la sposa e i     suoi beni sono governati.

3 Rub. 44 – La restituzione delle doti.

3 Rub. 45 – Le ultime volontà <per testamento>.

3 Rub. 46 – L’eredità, e i legati fatti all’ospedale di Santa Maria della Carità,  

                     e l’operaria di Santa Maria dell’Episcopato, e altri ospedali.

3 Rub. 47 – I legati fatti a favore dei luoghi religiosi o per scopi pii. 

3 Rub. 48 – L’obbligo di fare l’inventario.

3 Rub. 49 – Le successioni ad uno morto senza lasciare testamento.

3 Rub. 50 – L’esecuzione delle sentenze di cause civili.

3 Rub. 51 – Secondo quali regole e le cause civili e gli affari debbano concludersi.

3 Rub. 52 – Debbano essere concesse le rappresaglie.

3 Rub. 53 – I signori Priori del popolo e il Vessillifero di giustizia possano

                     applicare tutte le rappresaglie.

3 Rub. 54 – Le disposizioni contro gli Ebrei.

3 Rub. 55 – Il giuramento degli Ebrei.

3 Rub. 56 – Le cause con tre giudici.

3 Rub. 57 – Le suppliche riguardanti le cause civili non debbano essere accolte       nel Consiglio di Cernita.

3 Rub. 58 – Il debitore contumace va messo al bando.

3 Rub. 59 – Quando le parti fanno un contratto si deve intendere in fiorini, non      invece in ducati, né al contrario.

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RUBRICHE DEL LIBRO QUARTO

4 Rub. 1-Per quali misfatti o delitti si possa fare la procedura nell’indagine giudiziaria.

4 Rub. 2-I Sindaci dei Castelli e delle Ville abbiano il potere e l’obbligo

                     di denunciare le malefatte.

4 Rub. 3 Il modo e la procedura da seguire nelle cause criminali o miste.

4 Rub. 4-Come si faccia la procedura contro chi compare nelle cause criminali.

4 Rub. 5-Come si debba fare la procedura contro un contumace nelle cause criminali.

4 Rub. 6 – Affinché nessuno, suo malgrado, sia costretto a fare un’accusa e non debba        ammettersi un accusatore segreto (anonimo).

4 Rub. 7 – Nelle cause penali I minorenni, i figli di famiglia abbiano una legittima    persona <a tutela> e i benefici per questi stessi.

4 Rub. 8 – Come quando nelle cause criminali il procuratore, il tutore o il curatore      o il padre vengano ammessi a favore del figlio.

4 Rub. 9 -Abolizione da concedersi.

4 Rub. 10 – Le donne non siano costrette ad entrare nei Palazzi.

4 Rub.11 – I processi non iniziati da un Rettore e da iniziarsi e ultimarsi da un altro.

4 Rub. 12 – Coloro che possono essere ammessi a testimoniare nei processi

                     penali e l’esame dei testimoni.

4 Rub. 13 – Le torture.

4 Rub. 14 – Le sentenze penali da portare in Consiglio e tramite chi possono

                     essere portate.

4 Rub. 15 -Nelle cose criminali, quando e quali sentenze penali non possono essere        pubblicate in Consiglio.

4 Rub. 16 – I benefici della confessione e della pace.

4 Rub. 17 – In quali casi la pace sia operativa, o no.

4 Rub. 18 – La pena da dimezzare per gli uomini dei Castelli, delle Ville del contado       e del Distretto di Fermo.

4 Rub. 19-Il raddoppio delle pene.

4 Rub. 20 – Le multe e le loro modalità.

4 Rub. 21 – I tempi per pagare le condanne.

4 Rub. 22 – A causa di un difetto di formalità una sentenza penale non sia invalidata.

4 Rub. 23 – I beni dei condannati.

4 Rub. 24 – Chi bestemmia chi maledice Dio o i suoi santi e chi spergiura con malizia       e in modi turpi, inopportunamente su questi stessi o mediante questi      o contro le loro immagini o figure.

4 Rub. 25 – Le pene per coloro che disturbano le funzioni sacre.

4 Rub. 26 – Le pene per i traditori e i ribelli.

4 Rub. 27- Le pene per gli ambasciatori che eccedono sui limiti del mandato.

4 Rub. 28 – Le pene per coloro che fanno una conventicola, una congiura,

                     una sommossa o cose simili.

4 Rub. 29 – Le pene per coloro che recano offesa ai signori Priori del popolo, al   Vessillifero di giustizia, al loro Notaio o al Cancelliere del Comune.

4 Rub. 30 – Norme da stabilirsi per le condanne al confino o all’esilio.

4 Rub. 31 – La pena per coloro che offendono i Rettori o gli officiali della Città e     del contado e la loro famiglia.

4 Rub. 32 – Coloro che infrangono le carceri.

4 Rub. 33 – Le pene per coloro che si oppongono alle esecuzioni della Curia

                    o che impediscono l’esecuzione stessa.

4 Rub. 34 – Le pene per coloro che impediscono a qualcuno di far testamento,   o fare contratti o disporre in altri modi dei propri beni.

4 Rub. 35 – Le carceri private.

4 Rub. 36 – Gli assassini e il loro pene, e i mandanti che fanno percuotere tramite altri.

4 Rub. 37 – Coloro che intercettano, asportano, sottraggono o invadono

                     i beni mobili del Comune.

4 Rub. 38 – La pena per coloro che commettono peculato o frode nel loro lavoro.

4 Rub. 39 – La pena per coloro che commettono un furto, una cattura, o cose simili      o allontanano dalla retta via una domestica.

4 Rub. 40 – La pena per coloro che rubano una bene mobile.

4 Rub. 41 – La pena per coloro che impongono una taglia o che subordinano il

                     riscatto alla taglia, o a cosa simili e per i loro portavoce.

4 Rub. 42 – L’omicidio.

4 Rub. 43 – I delitti, gli avvelenamenti, la negromanzia e simili.

4 Rub. 44 – Adulterio, stupro, incesto, rapimento di vergini, rapimento di consacrate   a Dio, omosessualità, empietà, accoppiamento proibito e cose simili, i     mezzani.

4 Rub. 45 – Per i furti e per chi, come contrattista o come bifolco commette un furto al    padrone.

4 Rub. 46 – La pena per coloro che saccheggiano i beni di una eredità.

4 Rub. 47 – Le cose falsificate.

4 Rub. 48 – La pena per coloro che costringono al parto.

4 Rub. 49 – La pena per chi fabbrica o spende moneta falsa.

4 Rub. 50 – La pena per coloro che rivelano cose di fedeltà ossia segreti del Comune.

4 Rub. 51 – La pena per coloro che arrecano offese insieme con persone o senza.

4 Rub. 52 – La pena per chi minaccia con armi o senza.

4 Rub. 53 – La pena per coloro che colpiscono con armi o senza.

4 Rub. 54 – La pena per coloro che percuotono il collaboratore di un altro.

4 Rub. 55 – Il forestiero che offende un Cittadino.

4 Rub. 56 – Le parole offensive.

4 Rub. 57 – La pena per coloro che rimproverano.

4 Rub. 58 – Coloro che offendono qualcuno a propria difesa la pena per chi si allontana     dalla giurisdizione del Comune.

4 Rub. 59 – La pena per coloro che rompono la pace.

4 Rub. 60 – Decreto del Consiglio sulle vendette trasversali, confermato

                     con un Breve di Pio IV sotto la data a Roma 10 febbraio 1560.

4 Rub. 61 – Per il non <voler> offendere si devono dare i fideiussori.

4 Rub. 62 – La pena per colui che entra e esce dalla Città di Fermo o dai castelli in altro       modo, non attraverso le porte.

4 Rub. 63 – La pena per coloro che rovinano oppure occupano i muri della Città        o dei castelli.

4 Rub. 64 – Gli incendiari e i distruttori dei mulini e delle case e di cose simili.

4 Rub. 65 – Gli Avvocati, i Procuratori, i Notai non siano accettati come fidejussori.

4 Rub. 66 – La pena per coloro che portano le armi.

4 Rub. 67 – La pena per coloro che vanno in giro dopo il terzo suono delle campane.

4 Rub. 68 – La pena per coloro che giocano ai dadi, o ad altro gioco proibito.

4 Rub. 69 – La pena per coloro che negano la parentela, il Notaio

                     o cose simili.

4 Rub. 70 – La pena per coloro che richiedono il pagamento di un debito già pagato,    o richiedono più del dovuto.

4 Rub. 71 – La pena per coloro che invadono o occupano un bene immobile o      infastidiscono qualcuno nella sua proprietà.

4 Rub.072-Pena per chi estrae o sposta i termini<di confini>.

4 Rub. 73 – La pena per coloro che occupano una tenuta assegnata dalla Curia.

4 Rub. 74 – Coloro che offendono gli esiliati.

4 Rub. 75 – Gli esiliati per offese fatte contro i giurati del popolo.

4 Rub. 76 – La cattura dei forestieri che offendono i Cittadini.

4 Rub.77 – Coloro che si siano sottratti <all’autorità> o si siano rifiutati a causa di     qualche loro alta carica.

4 Rub. 78 – I malfattori che dopo il misfatto commesso si sono fatti religiosi.

4 Rub. 79 – I ricettatori degli esiliati.

4 Rub. 80 – La pena di coloro che prestano patrocinio, aiuto, consulenza o favore      a qualcuno esiliato o condannato.

4 Rub.081-Beneficio di un esiliato che presenta un altro esiliato.

4 Rub. 82 – Gli Avvocati e Procuratori che si accordano per la somma della lite.

4 Rub. 83 – La pena per gli accusatori che non danno prove

4 Rub. 84 – Pena per coloro che prestano aiuto, consiglio per qualche misfatto     o a chi compie qualche misfatto.

4 Rub. 85 – Gli istigatori al combattimento, senza la guerra.

4 Rub. 86 – L’esecuzione di sentenze penali.

4 Rub. 87 – Non si faccia differenza per il genere, per il numero, ma si decida     in modo eguale.

4 Rub. 88 – I possedimenti dei cittadini e beni stabili da non vendersi o da non   trasferirsi fra quelli non soggetti all’autorità del Comune o di non offrirli   in un   sacrificio funebre come non soggetti.

4 Rub. 89 – Pena per colui che uccide o bastona animali gli altri.

4 Rub.90-Misfatti non conosciuti entro un mese nel contado.

4 Rub. 91 – La pena nella quale incorrono i signori Priori disobbedienti.

4 Rub.92 – Perché gli albanesi che vengono la Città di Fermo e del suo contado      debbano essere puniti per i delitti commessi al di fuori del Distretto,  se anche in Città o nel contado fossero stati assenti.

4 Rub.93 – La pena per coloro che commettono una frode alzando il proprio prezzo.

4 Rub. 94 – Una pena non stabilita per mezzo di uno statuto.

RUBRICHE DEL LIBRO QUINTO SUGLI APPELLI

5 Rub. 1 – L’officio e la giurisdizione del signor Capitano.

5 Rub. 2 – Ancora la giurisdizione del signor Capitano.

5 Rub. 3 – Ancora la giurisdizione del signor Capitano contro le signore

                  che portano ornamenti vietati.

5 Rub. 4 – Ancora la giurisdizione del signor Capitano.

5 Rub. 5 – Il signor Capitano sia obbligato a gestire l’officio dei dazi (gabelle).

5 Rub. 6 – Il Capitano possa esaminare tutti i misfatti.

5 Rub. 7 – Il Capitano sia obbligato ad esigere le condanne.

5 Rub. 8 – Il Capitano indaghi contro chi offende il Podestà e i suoi officiali.

5 Rub. 9 – Il Capitano sia obbligato ad indagare su coloro che esportano le vettovaglie.

5 Rub. 10 – Condanne all’esilio che il signor Capitano deve imporre.

5 Rub. 11 – I Balivi del signor Capitano.

5 Rub. 12 – In quali casi nella causa penale sia lecito fare appello, ed in quali no.

5 Rub. 13 – Gli appelli delle cause civili.

5 Rub. 14 – Nulla sia innovato durante la fase di appello.

5 Rub. 15 – La pena del giudice che non permette di fare appello.

5 Rub. 16 – Si intendano per i primi e per i secondi appelli tutti gi statuti che trattano      le cause di appello.

5 Rub. 17 – Gli statuti che si riferiscono al Capitano abbiano vigore per il Giudice   di giustizia e viceversa.

INCOMINCIANO I DANNI DATI

5 Rub. 18 – La giurisdizione e il potere del Giudice dei danni dati, delle vie, dei ponti e delle fontane.

5 Rub. 19 – Per coloro che in prima citazione non si presentarono.

5 Rub. 20 – Il signor Capitano invii i suoi Notai a rintracciare coloro che hanno fatto    un danno.

5 Rub. 21 – Il funzionario non riceva alcunché da alcuna persona.

5 Rub. 22 – Il Capitano facci e faccia fare un annuncio con pubblico avviso che nessuno    arrechi danno di persona o con animali.

5 Rub. 23 – Si deve concedere l’abolizione <della denuncia>.

5 Rub. 24 – I danni fatti alle casette.

5 Rub. 25 – Coloro che debbono essere ammessi per accusare. 

5 Rub. 26 – I danni fatti personalmente.

5 Rub. 27 – La pena per coloro che raccolgono le olive di altri.

5 Rub. 28 – I danni procurati con animali.

5 Rub. 29 – La pena per chi recide un olivo e altri alberi.

5 Rub. 30 – La pena per il taglio di viti.

5 Rub. 31 – Come debba essere punito il danno fatto di giorno e di notte

                      e da chi e per cosa.

5 Rub. 32 – Coloro essere stati sorpresi dal Capitano dai suoi officiali e

                      la famiglia con frutti o legna in Città, o in altra via, e che non

                      hanno possedimenti o proprio luogo di lavoro.

5 Rub. 33 – la pena per colui che ha tracciato un sentiero.

5 Rub. 34 – Pena per colui che ha fatto un passaggio sulla proprietà altrui.

5 Rub. 35 – Nessuno Notaio possa sedersi nel banco del Capitano o del giudice.

5 Rub. 36 – Il Capitano e il giudice di giustizia debba compilare le sentenze.

5 Rub. 37 – Beneficio della confessione e della pace.

5 Rub. 38 – la pena per gli incendiari.

5 Rub. 39 – La pena per chi arreca danno con arance marce.

5 Rub. 40 – La pena per coloro che si cambiano il nome.

5 Rub. 41 – A tutti sia consentito di propria autorità catturare gli animali trovati a far danno nella sua proprietà, e perché abbia diritto alla quarta parte.

5 Rub. 42 – Il danno fatto con i nuovi, e altri animali, di cui il malfattore non è   reperibile.

5 Rub. 43 – Che il padrone non possa essere costretto a pagare per una condanna fatta     ad un servo o bifolco.

5 Rub. 44 – Parte da dare all’accusatore o denunciatore.

5 Rub. 45 – Che il Capitano il giudice dei danni dati e i loro officiali siano obbligati a dare una copia al richiedente dell’accusa, denuncia o indagine.

5 Rub. 46 – I citati che non si presentano nel tempo stabilito.

5 Rub. 47 – Gli esili da applicare da parte del signor Capitano e i suoi giudici e officiali dei danni dati.

5 Rub. 48 – Esiliati dalla Curia del signor Capitano o del giudice, da catturare.

5 Rub. 49 – Coloro che di notte sono trovati a far danni dall’officiale o dai

                      collaboratori del giudice dei danni dati.

5 Rub. 50 – Che nessuno porti con animali, o senza, legna, viti, canne, grosse

                     o piccole, ed i danni fatti in recinzioni incustodite.

5 Rub. 51 – Che il Capitano debba inviare uno dei suoi Notai nei villaggi,

                     nei borghi, e contrade di Fermo per indagare su coloro che fanno danni.

5 Rub. 052 – Pene dal raddoppiarsi per danni fatti di notte.

5 Rub. 53 – Il signor Capitano o il giudice dei danni dati non possa costringere alcuno prima che da lui sia fatta la sentenza di condanna.

5 Rub. 54 – Pena per i forestieri che arrecano danno nei possedimenti dei cittadini  o degli abitanti nel contado della Città di Fermo.

5 Rub.55 – Che le condanne non siano cancellate fino a quando non è stato risarcito  il signore che ha subito le danno.

5 Rub. 56 – Entro quanto tempo è possibile fare la procedura per danni dati.

5 Rub. 57 – Che non si possa, per la cancellazione di sentenze, ricevere

                     alcunché.

5 Rub. 58 – Che il Capitano il giudice di giustizia non possa sottoporre alcuno

                     alla tortura a causa dei danni dati.

5 Rub. 59 – Parte spettante all’officiale dei danni dati.

5 Rub. 60 – Che per i danni dati non possa essere concessa la grazia.

5 Rub. 61 – Che i custodi delle porte siano obbligati di andare con l’officiale

                     dei danni dati.

5 Rub. 62 – Pene per coloro che prendono i piccioni nelle piccionaie.

5 Rub. 63 – Pena per coloro che prendono o uccidono i pesci nella fonte

                     o nella pescheria.

5 Rub. 64 – Pena per coloro che catturano o distruggono uno sciame di api.

5 Rub. 65 – In quei casi nei quali viene ammesso l’accusatore, negli stessi        sia ammesso il denunciatore.

5 Rub. 66 – I sindaci dei Castelli e delle Ville della Città di Fermo, ai quali

                      spetta, devono ricevere copia di detti statuti tutti contenuti

                      nel presente volume.

5 Rub. 67 – I giorni festivi da celebrare nella Città e nel Distretto di Fermo.

5 Rub. 68 – Libertà per coloro che vengono in piazza, senza che vi sia mercato.

5 Rub. 69 – La pena per coloro che esportano vettovaglie della Città e Distretto.

5 Rub. 70 – Il pedaggio da riscuotere.

5 Rub. 71 – Nessuno da un castello in riva al mare vada ad abitare altrove.

5 Rub. 72 – Divieto di importare sale.

5 Rub. 73 – Le vesti e gli ornamenti delle donne.

5 Rub. 74 – I regali.

5 Rub. 75 -La norma e il comportamento da osservare per cordoglio dei morti.

5 Rub. 76 – I banchetti e disposizioni da osservare nel lutto.

5 Rub. 77 – A nessuno sia consentito fare una nuova costruzione, né fabbrica,    né farla fare, o fabbricare presso una via pubblica o vicinale, senza avere   avuto il permesso e la presenza e l’autorizzazione dell’officiale ossia    del signor Capitano e dei vicini.

5 Rub. 78 – Nessuno possa vendere uva, o altri frutti non maturi.

5 Rub. 79 – Non si facciano grange nello spazio entro la prima e la seconda ‘senaita’.

5 Rub. 80 – Nessuno abbia più di una grangia per ciascuna contrada o villaggio.

5 Rub. 81 – Nessuno bifolco possa portare una qualche arma.

5 Rub. 82 – Nessuno possa avere se non quattro buoi da stalla.

5 Rub. 83 – Sono da ripulire le vie e le strade nella Città.

5 Rub. 84 – La pena per che fa sozzura nelle vie pubbliche.

5 Rub. 85 – Per chi getta una bestia morta presso le mura <della Città>.

5 Rub. 86 – Nessuno compri la frutta altrove se non in piazza.

5 Rub. 87 – Nessuno si appropri di qualche canaletto.

5 Rub. 88 – Nessuno getti alcuna immondizia dall’alto.

5 Rub. 89 – Il Capitano o il Giudice debbono costringere i carrettieri, i vetturali e i mulattieri.

5 Rub. 90 – Il giudice abbia l’arbitrio di indagare e di fare la procedura contro   tutti coloro che avessero asportato le pietre dalla via che sta presso

                     la strada di San Francesco.

5 Rub. 91 – La giurisdizione del giudice sui ponti, sulle fonti, sulle vie e la parte      del giudice che avrà regolato.

5 Rub. 92 – Nessuno getti letame nella via del mare

                      o entro le mura.

5 Rub. 93 – Nessuno debba caricare spese a qualche lavoratore.

5 Rub. 94 – Dover lastricare le vie e gli androni.

5 Rub. 95 – Le vie, i ponti e le fontane da riadattare o da riparare.

5 Rub. 96 – Per coloro che abbiano occupato, o tengono occupate qualche via    comunale, o vicinale, o un ponte o una fonte o il terreno di queste.

5 Rub. 97 – La pena per chi fa immondizia nel piazzale di San Salvatore.

5 Rub. 98 – La “biblia” spazzatura(?) non deve fluire.

5 Rub. 99 – Non si scavi in basso nel confine di qualcuno, o di un fossato

                     o di una via.

5 Rub. 100 – Nessuno possa zappare la terra sulle strade del Comune.

5 Rub. 101 – Le questioni dei confini si debbono terminare per sommi capi.

5 Rub. 102 – La pena per coloro che hanno una fornace entro le mura della Città.

5 Rub. 103 – Per le gronde <scoli>.

5 Rub. 104 – La penalità per chi pigia <frutta> acerba.

5 Rub. 105 – I maiali non possono essere tenuti all’interno della Città.

5 Rub. 106 – La pena per coloro che lavano presso le fontane.

5 Rub. 107 – Quelli che possono impunemente entrare in un Monastero <di monache>.

5 Rub. 108 – Le pecore che sono mandate nei pascoli della Città di Fermo.

5 Rub. 109 – Compenso da esigersi per gli animali condotti nel ricovero.

5 Rub. 110 – Per i lebbrosi da mandarsi fuori dalla Città.

5 Rub. 111 – Le abitazioni da distruggersi a causa di un incendio.

5 Rub. 112 – Le abitazioni da non distruggersi.

5 Rub. 113 – Le terre da coltivarsi nella Città di Fermo e nel Distretto.

5 Rub. 114 – Servitori e contrattisti che si allontanano dai padroni prima

                     del tempo garantito.

5 Rub. 115 – Le cassette del Comune e altre misure.

5 Rub. 116 – Le stadere e altri strumenti di misura.

5 Rub. 117 – Gli strumenti di misura da farsi uguali nei Castelli e nelle Ville del Comune      di Fermo e il modo di misurare i frutti.

5 Rub. 118 – Non abbandonare l’incastellamento di qualche castello del Comune   di Fermo.

5 Rub. 119 – Sia lecito a coloro che hanno Mulini di prendere l’acqua alla  sorgente     di un terreno altrui, dove l’acqua viene raccolta per questo molino.

5 Rub. 120 – I mulinari.

5 Rub. 121 – I beccai o macellai.

5 Rub. 122 – I pesci da vendere.

5 Rub. 123 – I fornai.

5 Rub. 124 – I panificatori e i venditori di pane.

5 Rub. 125 – I beni commestibili da non acquistare entro le ‘senaite’ della Città.

5 Rub. 126 – Le modalità e formalità da dare a chi fa ospitalità.

5 Rub. 127 – Nessuna persona prenda come ‘tenuta’ un possedimento del Comune.

5 Rub. 128 – Aiuto da farsi a coloro che vogliono fare una cisterna.

5 Rub. 129 – Il vino e il mosto da portarsi in Città, e la sicurezza per chi viene   in questa Città per acquistare lo stesso vino o mosto.

5 Rub. 130 – Calce, pietre, sabbia, mattoni, coppi e i fornaciai.

5 Rub. 131 – I commercianti mettano in mostra un panno fuori dalle abitazioni o      dalle botteghe.

5 Rub. 132 – I fornai non riscaldino il forno con nocchia di olive.

5 Rub. 133 – Le osterie.

5 Rub. 134 – Il lino non si deve stigliare entro la Città.

5 Rub. 135 – I Giudei non entrino nei palazzi, non vendano cose vietate,

                     e che camminino con il loro segno.

5 Rub. 136 – La stipula di penalità a favore della costruzione dei muri della Città.

5 Rub. 137 – Per i Cittadini che rifiutano di pagare le tasse dei possedimenti che hanno     nel contado.

5 Rub. 138 – Spazi secchi da non farsi nel fiume Tenna.

5 Rub. 139 – Per i Torrioni del Comune da non dare in affitto.

5 Rub. 140 –Per i frutti da non acquistare anzitempo.

5 Rub. 141 – Per i carri che non si debbono mandare in Città.

5 Rub. 14

522 – Per le donne svergognate (prostitute) da cacciare dalla contrada         e dal luogo in cui possono fare sosta.

5 Rub. 143 – La pena per coloro che vanno fuori dal distretto a paga.

5 Rub. 144 – La pena per coloro che vanno a macinare fuori dal distretto.

5 Rub. 145 – Gli alimentari siano venduti al colmo.

5 Rub. 146 – Il cittadino e l’abitante nel contado, che fosse un lenone possa

                      essere incarcerato come manigoldo.

5 Rub. 147 – La vendita di legumi e di altre erbe.

5 Rub. 148 – La sistemazione delle strade della Città.

5 Rub. 149 – La legna non sia esportata per mare.

5 Rub. 150 – Prezzo e dimensione dei cerchi.

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RUBRICHE DEL LIBRO SESTO

6 Rub. 1 – Dazio da pagare per ogni libra.

6 Rub. 2 – Dazio sull’oliva che si vende o che si compra

6 Rub. 3 – Dazio dell’olio.

6 Rub. 4 – Dazio dell’olio da importare da Terre non sottomesse <a Fermo>.

6 Rub. 5 – Dazio dei pistrini.

6 Rub. 6 – Dazio sulle drapperie dei panni <stoffe ornamentali>

6 Rub. 7 – Su botticelli, legnami e cerchi.

6 Rub. 8 – Dazio sul peso delle mercanzie.

6 Rub. 9 – Dazio del lino, del peso e della misura e dei panni.

6 Rub. 10 – I forni.

6 Rub. 11 – La pellicceria.

6 Rub. 12 – I venditori ambulanti.

6 Rub. 13 – Dazio dei fornaciai e conciatori di cuoio.

6 Rub. 14 – La misura delle cibarie e delle altre mercanzie.

6 Rub. 15 – Il dazio sul pane.

6 Rub. 16 – Il dazio delle cose pagato una volta non è più da pagare.

6 Rub. 17 – Gli stracci dei panni.

6 Rub. 18 – Il dazio di noci, fichi e seme di lino.

6 Rub. 19 – Il legname verde e stagionato elaborato non sia portato fuori dalla Città.

6 Rub. 20 – Per quelli che mandano il lino ‘graminato’ e scapezzato nella città di Fermo.

6 Rub. 21 – Per coloro che forniscono cacio, melarance e nocciole.

6 Rub. 22 – Per la vendita di cera e spezie.

6 Rub. 23 – La lana da vendersi in Città.

6 Rub. 24 – Il carbone.

6 Rub. 25 – Le castagne.

6 Rub. 26 – Il vetro elaborato.

6 Rub. 27 – La mola o macina per i mulini.

6 Rub. 28 – Non importare le mercanzie se non tramite le porte della Città.

6 Rub. 29 – Non mandare tributi del Comune.

6 Rub. 30 – I vetturali e i barcaioli.

6 Rub. 31 – Per i pesi (salme) di studenti, religiosi e officiali.

6 Rub. 32 – La dichiarazione dell’acquisto e della vendita di ogni cosa, su cui

                     viene pagato il dazio.

6 Rub. 33 – L’arbitrio del giudice e degli altri officiali esattori dei dazi del Comune.

6 Rub. 34 – I riscossori dei dazi.

6 Rub. 35 – L’aiuto e l’agevolazione da praticare con gli officiali dei dazi.

6 Rub. 36 – Le penalità da riscuotere.

6 Rub. 37 – Gli officiali posti a riscuotere i dazi.

6 Rub. 38 – Divieto per l’avvocato e per il procuratore sul dazio.

6 Rub. 39 – Non fare una riscossione oltre il dazio dovuto, né aggravarlo

                     in contrasto alla forma del presente statuto.

6 Rub. 40 – Cose non menzionate nel presente statuto.

6 Rub. 41 – Le pene per coloro che agirono contro le disposizioni dei presenti statuti.

6 Rub. 42 – Sui tempi per pagare i dazi e a chi.

6 Rub. 43 – Per coloro che hanno qualche immunità di dazio.

6 Rub. 44 – Il dazio sul vino venduto a salma <misura> o alla spina.

6 Rub. 45 -Il dazio dell’immagazzinaggio nel Porto di Fermo.

6 Rub. 46 – Nessun padrone di navi possa caricare e scaricare qualche

                      sua mercanzia senza il permesso di un officiale.

6 Rub. 47 – Le navi e le barche.

6 Rub. 48 – Il rame nuovo e <quello> vecchio.

6 Rub. 49 – Il dazio sulla macelleria e sulle parti, e per coloro che inviano

                     carni salate o fresche nella Città e nel Porto di Fermo.

6 Rub. 50 – Per coloro che forniscono agnelli, capretti o maialini.

6 Rub. 51 – Per coloro che acquistano agnelli, capretti e maialini con lo scopo di rivenderli.

6 Rub. 52 – Gli animali che possono essere comperati dai macellai.

6 Rub. 53 – La vendita di carni da parte dei macellai e la loro pesatura.

6 Rub. 54 – Il dazio delle bestie vendute dai macellai da pagarsi entro una scadenza.

6 Rub. 55 – I maialini da vendersi cotti.

6 Rub. 56 – Le carni da comperare per banchetti, per il settimo giorno e per le nozze

6 Rub. 57 – Il dazio dei pesci.

6 Rub. 58 – I maiali che debbono essere macellati dai cittadini.

6 Rub. 59 – Le carni salate da esportare per mare.

6 Rub. 60 – Gli animali malati o morti che si possono vendere.

6 Rub. 61 – Pelli da importare nella Città e nel Porto.

6 Rub. 62 – Gli animali che i macellai acquistati debbono macellai, debbono

                     essere macellati entro un certo tempo.

6 Rub. 63 – I cuoiami e le pelli da acquistare nella Città.

6 Rub. 64 – Il dazio dei cavalli, dei somari e di altre bestie.

6 Rub. 65 – Il dazio degli animali da allevamento ossia da tenere nei pascoli.

6 Rub. 66 – Il dazio sui cavalli da destinare al trasporto.

6 Rub. 67 – Il dazio di “bozza” <?cereali> e delle parti e di cibarie che sono vendute.

6 Rub. 68 – Il dazio sulla farina.

6 Rub. 69 – La pesatura di cereali.

6 Rub. 70 – Il dazio sulle cose date a cottimo.

6 Rub. 71 – Il pane da mandare in Città o al Porto.

6 Rub. 72 – Il dazio sugli animali dati in soccida <da soci>.

6 Rub. 73 – Il dazio del mercato di Belmonte.

6 Rub. 74 – Il dazio degli animali che transiteranno nel distretto di Fermo.

6 Rub. 75 – Il dazio sul transito <passaggio>.

6 Rub. 76 – Il forestiero possa esportare dal contado ogni mercanzia,

                      ad eccezione del lino e del canavaccio.

6 Rub. 77 – L’abitante del contado possa introdurre mercanzie nel territorio

                     del contado senza pagare dazio, perché paga l’assegna (tassa).

6 Rub. 78 – Chiunque asporti dalla Città e dal contado il lino, la lana, i panni,

                     i canovacci, le sementi, le noci o altra mercanzia, paghi il dazio.

6 Rub. 79 – Il forestiero che porta, soprattutto vende qualcosa nel mercato di

Belmonte, paghi il dazio, e possa portare indietro l’invenduto.

6 Rub. 80 – Sia lecito all’abitante del contado di barattare e vendere fuori dal

                    contado un bue malandato.

6 Rub. 81 – Sia lecito al forestiero portare indietro la mercanzia non venduta,

                    dopo aver pagati 6 denari per libra di cose vendute.

6 Rub. 82 – A nessuno sia lecito esportare cereali fuori dal distretto, raccolti

                    nello stesso distretto e nel contado.

6 Rub. 83 – Sia lecito agli abitanti del contado, fra loro stessi, vendere, comperare,  e di portare mercanzie, perché pagano l’assegna.

6 Rub. 84 – Qualsiasi forestiero recante mercanzie sia obbligato a pagare il dazio       al primo daziere incontrato nel contado.

6 Rub. 85 – Il dazio sul passaggio.

6 Rub. 86 – I caricatori e gli scaricatori.

6 Rub. 87 – Il dazio del sale, dei pascoli, del baratto e del controllo “scarfina” non     va incluso nelle vendite dei dazi.

6 Rub. 88 – Per coloro che portano i panni alle tintorie in Città.

6 Rub. 89 – Gli abitanti del contado possano venire con 6 buoi senza un

                      pagamento di dazio.

6 Rub. 90 – L’esenzione per coloro che fanno l’arte della lana.

6 Rub. 91 – I mercanti forestieri possano portare ea loro mercanzie, e non vendendo   dal 15 luglio, possano portare via le merci senza dazio o imposta.

6 Rub. 92 – L’esenzione per i chierici sopra i dazi.

Sulla stessa cosa la dichiarazione e la risoluzione: 29 marzo 1583.

6 Rub. 93 – Sul pagamento del dazio non si possa concedere il perdono né fine.

–  La conferma di tutte le cose contenute nel volume degli statuti.

–  I Capitoli del mercato e della fiera della Città di Fermo.

–  Gli Ordinamenti e le consuetudini del mare, editi dai Consoli della Città di Trani.

–  L’Ordinamento, la consuetudine e il diritto di “varea” secondo gli Anconetani.

                                                      FINE DELLA TAVOLA <INDICE>

 +++<1°testo poetico>   Giovanni Battista Evangelista di Fermo

                      professore di lettere umane nel Ginnasio Fermano

 – Realtà Fermane perenni, con questa giuridica costituzione,

 l’onore, la fama, la gloria, la libertà, esistettero ed esisteranno.

   Solone descrisse i diritti per la dotta Atene del suo tempo,

finalmente educò la vita quotidiana con quella patria città.

   Licurgo per fama è noto che arrecò le leggi agli Spartani,

tuttavia la Città fu oppressa dal giogo della tirannia.

   Sono eterni soltanto i diritti dell’avito Quirino:

anche i soli diritti del territorio Fermano sono ratificati

   chiaramente soltanto perché l’equità, la legalità, e la pietà

stanno abbracciati a queste leggi e ai diritti e al bene.

   Fermo praticando queste leggi sarà elevata sopra le stelle.

Questa discendenza resistente aspira al cielo

nella prudenza giuridica”.

*

<2° testo poetico>

–                     EPIGRAMMA di Aquilante Simonetti fermano

                      professore di lettere umane

                      per la magnifica comunità di Fermo.

Duratura ti conservi poiché sei fondata su ben fermo calcare,

   mantieni dignitosa la tua fama poiché sei ferma nella fede,

o Città di Pallade, decoro di Marte e della fertile Cerere,

   con gioia infatti questi diedero a te ciascuno i suoi doni.

Pallade ti affida il suo senno e le arti naturali.

   E Marte muove le armi con la mano che è vincitrice.

La nutrice Cerere chiama i frutti mentre per lei l’abbondanza

    dal suo munifico corno effonde ogni lieta cosa.

Insigne nel tempo per i padri cittadini romani e per i condottieri

   ora tu sei più gloriosa all’interno e all’estero.

Febo con la sua luce come le stelle vince ogni cosa

   e così unica tu risplendi sopra le Città di Piceno

giacché la rettitudine, la pietà, la legalità con il diritto si praticano

   affinché con ciò il foro non strepiti per le liti e per i legulei.

Ciò che i Quiriti ebbero nelle Dodici Tavole, tu

   ora lo sveli con mandati a favore dei cittadini e degli alleati.

Pertanto che tu viva felice, favorevole al benessere pubblico

   e il tuo nome colpisca l’eccelso cielo.

*

EUGENIO QUARTO anni 1445 e 1446

Eugenio vescovo servo dei servi di Dio a perpetua memoria. Consideriamo dignitoso e doveroso che aggiungiamo la stabilità della protezione Apostolica alle cose che sappiamo concesse e fatte di nostra volontà per mezzo delle nostre persone di legge per l’utilità e a comodo dei nostri sudditi e di questa Chiesa affinché rimangano stabili e inviolate. Certamente di recente alcuni patti, capitoli e convenzioni tra il legato della sede apostolica, nostro Camerario, il cardinale presbitero del titolo di San Lorenzo in Damaso, diletto figlio Ludovico, a nome nostro e di questa chiesa, con  i diletti figli, comunità e uomini della Città nostra Fermana sono stati avviati, conclusi e concessi per loro comodo e utilità e per il buon governo, e abbiamo fatto inserire scritta nel presente atto la loro copia. Pertanto da parte degli stessi di questa comunità e dei suoi uomini è stata rivolta una supplica umilmente affinché ci degniamo di aggiungere la protezione della conferma Apostolica per la sussistenza più stabile di questi stessi. Noi pertanto ben disposti verso tali suppliche, d’autorità Apostolica, confermiamo le convenzioni, i patti e i capitoli con certa consapevolezza e con il patrocinio della presente scrittura li rafforziamo. In realtà il contenuto dei predetti capitoli e delle loro singole concessioni è questo.

Da parte del Comune e degli uomini della nostra Città Fermana e del suo contado umilmente viene supplicato e richiesto che ci degniamo di concedere allo stesso Comune, con liberalità, per la divina volontà molto reverenda, le seguenti petizioni e i capitoli.

       Anzitutto la comunità della detta Città goda e debba godere di tutti i singoli privilegi, gli statuti e le delibere, le consuetudini, i capitoli, le comodità e le giurisdizioni finora in vigore in questa Città, cose concesse a questa e approvate in qualsiasi modo e in qualsiasi forma da Sommi Pontefici, da Legati, da Rettori e da Vicari della Chiesa Romana. E si intenda che queste giurisdizioni, privilegi, statuti, delibere, consuetudini e capitoli siano e sono approvati e confermati e vengano approvati e confermati e siano praticati come confermati inviolabilmente da parte di chiunque. /\=   . PLACET, purché non siano contro la libertà Ecclesiastica.

   Inoltre che tutte le singole entrate e i proventi di questa Città e del suo contado e del distretto, tanto ordinari che straordinari in qualsiasi modo e in qualsiasi forma provengano, tanto le entrate delle gabelle <dazi> e dell’assegna del contado, come anche dei reati e degli altri proventi di questa Città e del contado siano e debbano essere del Comune di Fermo e dei suoi uomini e che questa comunità e il contado e i suoi uomini non hanno altri obblighi verso la Camera Romana e verso il santo signore nostro Papa presente e per i futuri, neppure verso altri Rettori né per ogni qualsivoglia officiale della Provincia della Marca, se non esclusivamente soltanto di pagare le taglie, i censi e gli affitti. /\   . = PLACET

   Inoltre questa comunità Fermana, e gli officiali e i Rettori di questa Città abbiano e debbono avere il mero e misto impero e la libera potestà di investigare, e di punire su tutti e qualsiasi gli eccessi e i reati commessi e che si commetteranno in questa Città, nel contado, nei fortilizi, nel distretto, eccessi e delitti che avvengano di qualsiasi genere. /\   . = PLACET.

   Inoltre le cause di primo e di secondo grado, tanto quelle civili, quanto quelle penali siano investigate e debbano essere investigate per opera del Podestà, del Capitano degli altri ufficiali di questa Città, secondo la forma degli statuti e secondo la consuetudine di questa Città. /\   . = PLACET

   Inoltre questa Comunità della Città di Fermo abbia pieno e libero potere e autorità e arbitrio di eleggere il Podestà, il Capitano, il Cancelliere e tutti quanti gli officiali, i Rettori, tanto in questa Città, quanto nel contado, per sua propria autorità, chiunque purché non siano persone sospettate dalla Santa Romana Chiesa e dal sommo pontefice. E l’elezione di questi officiali non avvenga per opera di altri se non del Comune e degli uomini di questa Città. /\   . = PLACET.

   Inoltre né questa Città Fermana, né alcun Castello del contado e del suo distretto possano né debbano in alcun modo essere sottomessi né dati ad alcuna persona, ma stiano sempre sotto il dominio della Santa Romana Chiesa e i Castelli del contado stiano sotto il pieno dominio di questa Città. /\   . = PLACET.

   Inoltre tutti i Castelli, i luoghi e le Terre, che finora sono stati sotto il dominio di questa Città, del contado e del distretto suo, siano e debbono stare in futuro sotto il pieno dominio di questa Città, e non possano né abbiano vigore per nessun titolo, o causa di essere sottomessi ad alcuna persona ecclesiastica o secolare, né ad alcuna Comunità, o Collegio, né essere liberati in qualsiasi modo dal dominio di questa Città e tutti i singoli privilegi, i patti e i capitoli, fatti o concessi dai Sommi Pontefici e da qualsiasi altro suo Legato o Rettore riguardo ad alcuni Castelli e luoghi o Terre, che finora sono stati tenuti e posseduti da questa Città e sotto il suo dominio, siano atti inutili, non validi, e annullati e siano considerati annullati, non validi ed inutili. E questi patti e capitoli siano qui considerati come espressi distintamente ogni singolo e siano revocate tutte le sottomissioni fatte in contrasto e questi luoghi e Castelli che al presente fossero posseduti o tenuti da altri, siano restituiti a questa Comunità, senza alcun pagamento che questa debba fare, come il Castello di Acquaviva con le sue pertinenze e il Castello di Monteverde che siano restituiti. /\   . = PLACET, in ogni cosa eccetto per quelli per i quali i privilegi Apostolici hanno disposto in altro modo.

   Inoltre questa Città Fermana e i suoi uomini possano ed abbiano potere di fare affrancamento e fare e concedere di a tutti i singoli uomini e alle persone di venire, da qualsiasi luogo ad abitare in questa Città, come vogliono, o portando le loro mercanzie e cose, come vogliono, in questa Città Fermana e nel suo contado, senza che possano essere contrastati da alcuno officiale né da un Rettore di chiesa. /\   . = PLACET riguardo a tutto quanto è appertenente a questa Città.

   Inoltre che tutti e singoli contratti fatti e celebrati e i processi agitati e le sentenze emanate a tempo del conte Francesco <Sforza> tanto nella Curia degli ufficiali della Città Fermana o del suo contado, quanto anche nella Curia generale della Marca siano considerati decisi e validi e stabili e non siano in alcun modo invalidati, né revocati, né annullati, nonostante che ogni qualsiasi cosa che sia in contrasto. /\   . = PLACET.

   Inoltre se alcune sottomissioni o privilegi o concessioni siano state fatte o concesse ad alcune persone o Comunità riguardo a alcuni beni mobili o immobili, a diritti, e ad azioni appartenenti e spettanti a questa Città Fermana o ad alcuni Cittadini e abitanti del contado o dimoranti ivi e siano cose, e contro i diritti di costoro, al tempo dell’occupazione del Conte Francesco Sforza sulla Provincia della Marca, siano cose nulle, inutili, e senza validità. E questa Città e i predetti uomini e persone, siano restituiti nei loro beni, e nei diritti di cui godevano prima della detta occupazione, in ogni qualsiasi luogo e Terra della Provincia della Marca questi beni e diritti persistano.

/\   . = Si farà giustizia.

    Queste suppliche furono date, firmate e sottoscritte con impresso il solito sigillo ad opera di me Pietro Lunense, Segretario sottoscritto per mandato del reverendo in Cristo il signore e padre il signor Ludovico d’Aquileia Cardinale Presbitero della Santa Chiesa Romana del titolo di San Lorenzo in Damaso, Camerario del signor Papa, Legato della Sede Apostolica, eccetera nella Terra di Montecchio il giorno 11 dicembre dell’anno 1445, indizione ottava, nell’anno quindicesimo del Pontificato del santo padre in Cristo e signore nostro Eugenio quarto per divina provvidenza. Pietro Lunense. Non sia lecito ad alcun uomo pertanto infrangere questa pagina della nostra conferma e della convalida, né alcuno con audacia temeraria si ponga in contrasto. Se tuttavia qualcuno abbia presunto tentarlo, sappia che egli incorrerà nell’indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo. Dato a Roma presso San Pietro nell’anno dell’Incarnazione del Signore 1446, giorno ottavo alle calende di aprile <25 marzo>, nell’anno sedicesimo del nostro Pontificato.     <firma>   Poggio. Promulgata per mandato del Papa nostro signore.    A. de Corneto. Registrata in Camera Apostolica.  P.

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PAOLO IV Papa. Ai diletti figli i Priori e alla comunità e agli uomini della Città nostra Fermana.    Diletti figli salute e apostolica benedizione. Di recente avete mandato a Noi i vostri oratori che volentieri abbiamo considerato e ascoltato, i diletti figli Matteo Corrado e Andrea Francolino laici e cittadini Fermani con la vostra lettera per supplicare affinché ci degnassimo di confermare gli statuti, i privilegi, gli indulti, le delibere, le consuetudini, le giurisdizioni, le libertà, le facoltà, le immunità, le convenzioni, i patti e i capitoli di questa nostra Città di Fermo. Pertanto noi ben disposti a tali vostre suppliche, con questo ordine di autorità apostolica e con certa nostra consapevolezza noi approviamo e confermiamo e con il patrocinio della presente scrittura e custodiamo tutti i singoli statuti, i privilegi, gli indulti, le delibere, le consuetudini, le giurisdizioni, le libertà, le facoltà, le immunità, le convenzioni, i patti e i detti capitoli e le altre cose, a voi concesse, date, confermate, rinnovate tanto con una lettera in forma di Breve, quando con <sigillo> di piombo, specialmente dalla felice memoria Eugenio IV, Giulio II, Leone X, Adriano VI, Clemente VII, Paolo III, Giulio III e degli altri Romani Pontefici nostri predecessori, considerando che i contenuti di essi  siano come espressi in modo sufficiente con il presente atto, per tutto quello che queste cose sono in uso, e che non tendano a contrastare la libertà ecclesiastica. Ordiniamo a tutti i singoli Legati, Vice Legati, Commissari della nostra Provincia della Marca anconitana e al Governatore della detta Città, ea gli ufficiali e agli esecutori tutti, quelli ci sono ora o che ci saranno nel tempo e ad altri a cui compete che in virtù di santa obbedienza e sotto la pena della nostra indignazione in modo che essi adempiano e facciano adempiere completamente tutte le cose dette sopra senza ritardo e con precisione, sotto le dette e altre sentenze, censure ed anche multe da infliggere a loro arbitrio e da applicare con le pene e vi assistano con i favori opportuni. E dichiariamo sin da ora che ogni cosa in contrasto a questo è senza validità e inutile qualora avverrà che tenti di farlo ogni qualsivoglia autorità consapevolmente o ignorantemente, e nonostante qualsiasi costituzione e nonostante gli ordini apostolici, o anche provinciali e gli atti editi da concili sinodi generali e nonostante ogni altra qualsiasi cosa in contrasto. Dato a Roma presso San Marco nel segno dell’anello del Pescatore, il giorno 8 giugno 1555 anno primo del nostro pontificato.      S<er> Giovanni da Larino

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SISTO V PAPA Ai diletti figli, alla comunità e gli uomini della Città nostra Fermana.

   Diletti figli salute e Apostolica benedizione. La costanza della fedeltà e la sincerità della devozione con cui venerate noi e la Chiesa Romana ci inducono a dare il consenso volentieri alle vostre oneste petizioni. Inclinati pertanto alle vostre suppliche con autorità Apostolica a tenore del presente atto, con la nostra certa consapevolezza, approviamo e confermiamo e aggiungiamo la forza della validità perpetua e inviolabile per tutti e singoli i vostri statuti, gli ordini e le delibere, nonché i privilegi, le concessioni, le immunità, le grazie e gli indulti che fino ad ora sono stati concessi a voi e alla vostra comunità nel tempo ad opera di qualsiasi dei Romani Pontefici nostri predecessori, e dei loro legati in quanto essi esistono nell’uso e non attentano contro la libertà ecclesiastica né a pregiudizio per la Camera Apostolica, inoltre approviamo le tasse delle mercedi per i giudici e per i notai penali di questa nostra Città Fermana assegnati ad opera vostra e approvati altra volta ad opera del diletto figlio il nobiluomo Jacopo Boncompagni di questa Città, allora Governatore di questa Città, con anche un rescritto edito dallo stesso Governatore Jacopo riguardante le indagini da fare sopra alcune cause da esaminare rispettivamente ad opera della Curia del Capitano di questa Città e ad opera dei Vicari dei Castelli del suo contado e ammesso ad opera del suo luogotenente il giorno 2 aprile 1578 e il giorno 4 dello stesso mese, intimato al Cancelliere Penale e al Capitano, al di là tuttavia del pregiudizio delle riscossioni e degli altri diritti Camerali e pertanto diamo ordine e comandiamo a tutti quelli a cui compete che si faccia un’esatta osservanza, decidendo come non valido e nullo tutto quello che da qualsivoglia autorità o consapevolmente o ignorantemente capiterà che si tenti di fare in contrasto a queste cose; nonostante la costituzione del Papa Pio IV di felice memoria nostro predecessore sul dover registrare e insinuare le grazie della Camera Apostolica concernenti l’interesse della stessa Camera entro un certo tempo e nonostante qualsiasi altra Costituzione e gli ordini Apostolici e nonostante il giuramento della Città di Fermo e nonostante la conferma Apostolica o qualsiasi altra validità rafforzata con statuti e consuetudini e privilegi anche con indulti e lettere apostoliche in qualsiasi modo concessi, approvati e rinnovati. Consideriamo i contenuti di essi siano come espressi in questo atto, ad effetto delle cose dette sopra, deroghiamo per lo meno in modo espresso e speciale, ogni altra cosa in contrasto. Data a Roma presso San Pietro con sigillo dell’anello del Pescatore il giorno 10 febbraio 1586 anno primo del nostro Pontificato.            Giovanni Battista Canobi.

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