Ecologia per lo sviluppo umano integrale di Antimo Lorcassi

IL BENE INTEGRALE DELLE PERSONE E DEL CREATO

Antimo Lorcassi

Lo sviluppo umano integrale non è possibile senza proteggere l’ambiente del nostro globo terrestre. Dalla meravigliosa Giornata mondiale della Gioventù che papa Francesco ha celebrato in Brasile, è venuto l’invito per tutti, a trasformare la terra in un giardino; senza mai sfruttarla in modo indiscriminato, innaturale, violento. Ogni modo peggiorativo è una ferita che si ripercuote sugli abitanti.  Dal successo delle iniziative di salvaguardia del creato dipende la sopravvivenza dell’intera comunità umana.

La caducità è manifesta nel degrado ambientale e nell’avvelenamento dell’acqua, del suolo, dell’aria. Questo mondo non durerà per sempre; la fede cristiana parla di “Cieli nuovi e terra nuova”. Non saranno i modi violenti a perpetuarsi, perché c’è  il riscatto messianico umano-divino realizzato dal Cristo che salva   l’umanità nostra, con la sua umiltà amorevole e misericordiosa. Anche l’ordine infranto dall’uomo a danno del creato sarà riscattato, a gloria del Creatore.

In questo mondo egoista e scoraggiato, serve il coraggio. La tristezza per il modo di saccheggiare e danneggiare le risorse terrestri, e lo sconforto per le prepotenze che distruggono la salubrità delle risorse ambientali, creano uno stato di tensione tra lo spirito e la materia, che si ripercuote anche tra i popoli. Siamo tutti interpellati  a verificare e riconoscere le proprie responsabilità per la comune salvaguardia.

Negli anni recenti è emersa e si è affermata la riflessione sui danni ecologici all’ambiente. Ne parlano i giornalisti, i docenti, gli studiosi, i politici, i vescovi e il papa. Sono sorte associazioni e movimenti, con fervore giovanile, per difendere la sopravvivenza dell’umanità liberandola dagli inquinamenti. Il mondo è in continuo divenire, ma va orientato  con un comportamento umano che lo salvaguardi. Il mondo è affidato alle mani degli uomini che lo popolano e ne fanno uso e da loro dipende la sorte di degrado, o di salvaguardia.

La gioventù diffonde manifesti e cartelloni per dire che ciascuno deve fare attenzione a non sprecare l’acqua né il cibo che sono doni ricevuti per il nostro bene, e non abusarne, né causare dissesti idrogeologici. Sentiamo ragazzi che dicono e scrivono che è importante aver cura della terra, inoltre condividere con gli altri quello che abbiamo, fare un consumo equilibrato, consapevole dei beni che la natura mette a nostra disposizione.  La terra e i suoi ambienti sono consegnati a noi, per il bene dell’umanità. Essi sono i luoghi di uno stile consapevole e sobrio di vita personale, di una condivisione sociale generosa, per poter raggiungere la tutela del creato e l’equa distribuzione dei beni e delle risorse naturali.

E’ di grande aiuto la visione chiara di papa Francesco che raccomanda la custodia del creato. A Rio de Janeiro nel luglio 2013 è stato pubblicato il “Manifesto per la salvaguardia del creato” in cui i giovani sollecitano tutti ad impiegare fonti energetiche rinnovabili, non inquinanti, quelle alternative, già disponibili. Per questo il papa ha proclamato l’importanza di una logica che fa uscire da se stessi per donarsi, la logica dell’altruismo contro la logica dell’egoismo conformista. La tutela del Creato è volontà del Creatore.

Questo mondo non sarà salvato senza il comune impegno, non bastano gli sforzi individuali generosi ed eroici, né la giustizia nella condivisione, se non quando si mantiene unita la coscienza umana con il Creatore che dona ogni bene. E’ la potenza divina d’Amore che completa e sostiene le fatiche  umane che si uniscono per renderci collaboratori con l’opera del Creatore. Chi si illude di far tutto poi si scoraggia. Nessuno è inutile, ma occorre sapere che ciascuno non vive solo per se stesso, ma vive anche per gli altri e in collaborazione con gli altri, e con il Creatore che tutti unisce. C’è bisogno di superare i timori.

Benedetto XVI, il 26 agosto 2009, richiamava l’attenzione pubblica sul degrado e sulle calamità naturali, e ha raccomandato il rispetto per la natura, il rapporto corretto e responsabile con l’ambiente. L’uomo deve diventare amministratore responsabile del globo terrestre che gli è affidato da Dio con gli ordinamenti ecologici da non trascurare mai. La Chiesa annuncia il Regno divino che semina i germi dello sviluppo per il bene umano in tutte le realtà. L’ambiente dell’esistenza quotidiana comune è indispensabile che sia salubre per la piena realizzazione psicologica e sociale e per rispondere al progetto divino.

L’impegno di riparare i disordini e i danni è ora imprescindibile. I governi statali non possono restare indifferenti a questo risanamento. Nessuno Stato può vantare alcun diritto nella pretesa  di aumentare i propri redditi prescindendo dalle conseguenze ambientali dell’utilizzo sbagliato delle risorse naturali nelle attività produttive nazionali. Al contrario è necessario rispettare l’impegno di tutela del bene comune per tutta l’umanità. Si incontrano “periferie esistenziali”  perché lo sfruttamento industriale non ha tutelato in molte parti della terra, l’ambiente che oggi troviamo inquinato e degradato.

Purtroppo esistono pubblicità studiate per illudere l’opinione pubblica con la diffusione di teorie non scientifiche, esaltate come occasioni e fonti di nuovi guadagni. Le coscienze manipolate e deformate devono essere riportate sulla retta via nella consapevolezza della scienza ecologica leale e scientificamente valida.  I Gesuiti si sono messi a studiare la giustizia sociale associata all’ecologia a livello mondiale ed hanno pubblicato il documento “Ricomporre un mondo frantumato”.

Le loro iniziative in America Latina favoriscono la cooperazione per lo sviluppo ‘sostenibile’. In Africa, dove l’endemica povertà è drammatica, nonostante la ricchezza di risorse naturali, si sta accrescendo l’istruzione per migliorare la società e l’ordinata produzione mineraria, occasione di  avidità e di guerre, a discapito delle popolazioni. In Asia le iniziative sono volte a salvaguardare le foreste. In India la condizione di povertà, richiede un’azione decisa dei volontari accanto ai  poveri (come Madre Teresa) per evitare la distruzione delle biodiversità e l’inquinamento atmosferico e ambientale.

In definitiva la cura dell’ambiente influisce sulla qualità delle nostre relazioni con Dio, e con le altre persone, pertanto tocca il cuore della nostra fede cristiana e del nostro vivere insieme come figli del Creatore. Da ogni parte del globo e da miriadi di persone è stata invocata l’urgenza degli impegni internazionali sollecitando i governi a promuovere uno sforzo congiunto per rimediare ai disastri ambientali e ristabilire gli equilibri del pianeta, per il bene di ciascuno.  Cerchiamo la tutela del creato, e l’equa distribuzione dei beni e delle risorse naturali.

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