SERVIGLIANO TORNEO CAVALLERESCO CASTEL CLEMENTINO inventato per la prima volta nel 1969 Onoranaza al papa

IL MESSAGGERO 15 giugno 1969 – Danilo Interlenghi pubblica PER LA PRIMA VOLTA A SERVIGLIANO IL
”TORNEO CAVALLERESCO CASTEL CLEMENTINO”
Oggi, per iniziativa di un comitato promotore avrà luogo a Servigliano una manifestazione folcloristica a carattere religioso popolare, denominata “Primo Torneo Cavalleresco Castel Clementino”.
Tale manifestazione ambientata ai costumi del 1700, vuole rievocare gli albori della cittadina del Fermano ricostruita nel 1771 con chirografo del munifico Papa Clemente XIV al cui onore, per volontà della riconoscente popolazione, mutò il nome in quello di “Castel Clementino”.
Solo successivamente, nel 1863, con l’avvento dell’unità d’Italia, il nome fu sostituito con quello primitivo ed originario disse emiliano.
La rievocazione storica inizierà a mezzogiorno in. Punto con la benedizione del palio sul sagrato della parrocchia San Marco e con la lettura del bando, alla presenza dei cavalieri e dame dei quattro rioni, dei notabili e della popolazione castellana. Nel pomeriggio, poi, alle 16:00, le personalità, “messeri, dame, cavalieri “ giostranti, figuranti vari ed armigeri, sbandieratori e tambureggiatori, con un fastoso corteo, si porteranno dalla piazza centrale al Campo dei giochi.
Proclamato, quindi, dall’apposita giuria il Cavaliere vincente e, consegnato il palio alla dama del suo rione, dinanzi al palco delle autorità e comparse, il Torneo si concluderà con la sfilata e il ritorno in piazza, per la custodia del palio nel palazzo civico e lo scioglimento della manifestazione tra il prevedibile entusiasmo del rione vincente.
La notizia della manifestazione, che si svolgerà quest’anno per la prima volta nella imminenza del bicentenario della ricostruzione del paese, è stata accolta con vivo piacere a Fermo e nei centri disseminati lungo la verde vallata del Tenna. Gli encomiabili – perché no? – coraggiosi organizzatori credono nella piena riuscita di questo Torneo cavalleresco, soprattutto per la felice ed armonica configurazione del capoluogo, per la spaziosità della piazza quadrata – quasi un salotto -, per l’idonea attrezzatura e la notevole estensione del campo sportivo che ospiterà la giostra e, infine, per l’intervento particolarmente gradito, degli sbandieratori della Quintana di Ascoli Piceno e dei tamburini di Monterubbiano. \Danilo Interlenghi\

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