A FERMO IL CUTLOI DEL BEATO ANTONIO GRASSI IL 13 DICEMBRE. BEATIFICATO NELL’ANNO SANTO 1900

Antonio Grassi è stato beatificato durante l’Anno Santo del 1900, dal Papa Leone XIII. Era nato a Fermo il 13 novembre 1592. Frequentò la chiesa del Santo Spirito dei Padri dell’Oratorio (fondato da S. Filippo Neri a Fermo nel 1586). Entrò nella congregazione nel 1609. Nel 1617, fu ordinato sacerdote. Padre Antonio, mite e caritatevole si dedicava a istruire, aiutare e compatire, nell’impegno catechistico, e nella carità verso gli infermi e i carcerati. Era cercato in confessionale dai fedeli penitenti. Nel 1635 fu eletto Preposito dei Filippini della sua città, e lo fu fino alla morte. Un ruolo importante fu la sua opera di pacificazione tra le persone, le famiglie e tra gli amministratori e il popolo (soprattutto quando nel 1648 fu ucciso il vice-governatore Uberto Visconti). La città tanto lo apprezzava da far mettere un suo ritratto nel Palazzo dei Priori. La sua carità era smisurata fino a chiedere l’elemosina per i poveri in tempo di carestia (a. 1630). Visitava di notte coloro che si vergognavano di ricevere il suo aiuto. Diceva che la Provvidenza non avrebbe fatto mai mancare nulla. Per le elemosine ridusse al minimo le spese della casa. Devotissimo della Vergine Maria, annuale era il suo pellegrinaggio alla Santa Casa di Loreto. Ogni sabato si recava nella chiesa di S. Maria a Mare a Fermo. Il Cardinale Colloredo, subito dopo la sua morte, avvenuta nel 1671, a Fermo, ne istruì il processo di beatificazione. Immediata fu la fama di santità in tutta Italia e anche in Germania, numerose le grazie e i miracoli a lui attribuiti. Il suo corpo è custodito sotto la mensa dell’altare della chiesa del Carmine a Fermo. Il convento in cui visse tutta la vita e morì, demaniato, è sede del tribunale. La sua data di culto è stata fissata nel Martirologio Romano al 13 dicembre. Oltre ai dipinti dei suoi ritratti, tra le più antiche testimonianze sul beato Antonio Grassi si vedono i manoscritti che parlano di lui presso la biblioteca R. Spezioli del Comune di Fermo mss.165, 167, 1291, 1770.

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