Blasi don Mario parroco evangelizza Pentecoste anno A

PENTECOSTE (Gv 20, 19-23))

“ALITO’ SU DI LORO E DISSE: RICEVETE LO SPIRITO SANTO“.

Il giorno della Risurrezione Gesù dona lo Spirito Santo ai Suoi discepoli ed essi fanno l’esperienza di essere amati.

Chi è amato ama. Il cristiano fa proprio l’amore di Gesù, si identifica con Lui e manifesta il suo amore con la misericordia, il perdono e la generosità. “Con Gesù e come Gesù, con la forza e la spinta di amore (lo Spirito) che il Padre continuamente dona, dirige verso il fratello, così difficile da amare, la stessa energia con la quale viene amato” (A.Maggi).

Lo Spirito di amore donato da Gesù e accolto rende l’uomo completamente libero e capace di giungere allo sviluppo di tutte le sue capacità. Chi accoglie il suo amore diventa “l’uomo nuovo”, aperto a tutte le novità in sintonia con Dio che “fa nuove tutte le cose” e “rinnova la faccia di tutta la terra”.

Mediante la potenza dello Spirito Santo, che proviene da Gesù risorto, incomincia un mondo nuovo. I discepoli ri-creati e mossi dallo Spirito, sono resi capaci di trasmettere una vita che distrugge il male.

“A chi rimetterete i peccati saranno rimessi”.

I discepoli ricevono il potere di perdonare le colpe, offrendo il perdono a quelli che lo chiedono. Perdono che non si ottiene per i propri meriti, ma per l’amore di Dio donato e accolto nel cuore.

Dio crea così nell’uomo un cuore nuovo. Dio crea in questa piccola creatura una vera Risurrezione.

I cristiani, ricreati e risuscitati, devono testimoniare nel mondo che “lo Spirito di Gesù è potenza capace di fare nuovi tutti e tutto”.

Gesù risorto dona la pace, la gioia e la forza per portare nel mondo il Suo Amore. Amore che deve essere donato a tutti!

Il messaggio di Gesù va proclamato a tutti con la parola e la vita, ma non deve essere imposto a nessuno.

E’ amore che deve essere accolto.

(Gv 20, 19-23)

“Venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: Pace a voi”.

La pace è il dono del Signore risorto. E’ il sommo bene che il Risorto dona agli apostoli.

La pace è il saluto, ma è molto di più di un saluto. La pace di Gesù esprime il rapporto giusto e gioioso che una persona deve avere con se stessa, con gli altri e con il creato. Esprime la condizione di totale benessere in cui l’uomo deve vivere.

Gesù si presenta ai Suoi discepoli di Sua iniziativa. Essi non lo attendono, né lo cercano. Gesù viene e si fa riconoscere con i segni della croce.

Le tracce del Suo martirio lo accompagnano. La Sua Risurrezione non fa dimenticare la croce: la trasfigura. I segni della crocifissione manifestano la Sua identità. Il Risorto è proprio Colui che è stato crocifisso. La Sua presenza, però, è diversa da quella terrena. Gesù si presenta a porte chiuse ed è improvvisamente al centro. Su di Lui si posa lo sguardo di tutti i discepoli.

“I discepoli gioirono”.

Dalla paura si passa alla gioia. Tutti si rallegrano al vedere il Signore.

La pace è dono del Risorto, anche la gioia è dono promesso da Gesù. “Rimanete nel mio amore… Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia perfetta“.

Il cristiano partecipa della stessa gioia di Cristo. E’ gioia che affonda le sue radici nell’Amore di Cristo.

Rimanete nel mio amore“. La pace e la gioia sono i segni per riconoscerlo.

“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”.

Gesù manda nel mondo i Suoi discepoli per portare pace e gioia. Tutti devono riconoscere il messaggio di Amore di Gesù. Amore che Egli ha ricevuto dal Padre.

“L’Amore del Padre che, attraverso il Figlio, si apre nel mondo, è disponibile ad accogliere tutta la realtà anche nei suoi aspetti più problematici. Mondo è la creazione affidata da Dio all’uomo e legata al suo destino. Mondo è l’umanità che Dio ama e per la quale ha donato il Figlio. Mondo è anche quella porzione di umanità che rifiuta l’amore di Dio. L’Amore di Dio è disponibile anche per questa porzione di mondo“.

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