FERMO STATUTI DEI CASTELLI FERMANI TRADUZIONE DAL LATINO edito 1507 Venezia

STATUTA FIRMANORM inizio 1, =

Il supremo Maestro che ha creato tutte le cose da massimo artefice, come genitore generosissimo, ha concesso il libero arbitrio alla creatura umana formata da lui, Dio ottimo massimo, con somma provvidenza e ha voluto che ogni cosa creata in questo globo terrestre sia sottomessa al dominio di questa creatura.

Ma colui che è invizzito nella malignità, con somma astuzia sta invidiando questa felicità umana e ha aggredito con la furberia i nostri progenitori deviandoli dal tramite la rettitudine della ragione e fuori dalla retta intenzione, fino a farli rovinare del tutto. Da questo fatto, come da un seme viziato, è stata procreata la mortalità (umana) che è stata deteriorata sempre di più, peggiorando nelle azioni malvagie ed accrescendo le forme empie, e quasi mai ha fatto né ha lasciato uno spazio <che fosse> sicuro per ogni forma onesta e innocente.

Ma colui che redime le persone decadute, le corrobora le redente e le garantisce, ha provveduto con cuore generoso offrendo leggi santissime, concedendo ministri dotati di somma dirittura per dover impedire l’audacia dei malvagi e per dover difendere l’innocenza.

Da quanto detto deriva il fatto che i probi e sapienti uomini Giuliano di ser Francesco della contrada Castello, Antonio di Egidiuccio della contrada Pila, il signor Nicola del signor Vanne della contrada San Martino, ser Clerico di Brunico della contrada Fiorenza, Ansovino del signor Filippo della contrada San Bartolomeo, il maestro Filippo figlio del maestro Domenico della contrada Campolezio, persone che, per opera del concilio generale, sono state legalmente e solennemente deputate a fare lo statuto della città di Fermo e del suo contado, della forza e del distretto, come risulta scritto per mano del notaio ser Cicco figlio del maestro Nicoluccio da Fermo e cancelliere del comune e del popolo di questa città, in base all’autorità, al vigore e all’arbitrio che è stato concesso ad essi, mediante lo stesso consiglio, essi fecero, ordinarono, decretarono e stabilirono questi decreti, ordinamenti, statuti e capitoli, a lode e riverenza di Dio onnipotente e della sua madre la beata gloriosa Vergine Maria e degli apostoli Pietro e Paolo e dei gloriosi santi Giovanni evangelista e Bartolomeo apostoli e del beato martire Sabino, protettore e difensore del popolo della città Fermana, anche ad onore tutta la corte celeste; inoltre ad onore e riverenza della sacrosanta romana Chiesa e del santissimo in Cristo il papa, signore nostro, del ceto dei cardinali; e ad onore e trionfo ed esaltazione del comune e del popolo della città Fermana e del suo contado, della forza e del distretto; e ad onore e magnificenza dei signori priori del popolo e del vessillifero di giustizia della città Fermana e del suo contado, della forza e del distretto, e per il progresso, l’unione e l’esaltazione perpetua del presente Stato libero, pacifico e popolare della città Fermana e per la finale distruzione e perpetua estirpazione di qualunque attentato o volontà di attentare contro le predette cose, o contro una di queste in qualsiasi modo.

Humani generis creaturae, summa ab Optimo Maximo Deo providentia formatae, ille ipse supernus artifex, ac rerum omnium conditor et opifex maximus ut indulgentissimus parens liberum concessit arbitrium, et cuncta in hoc inferiori orbe creata eius dominio subesse voluit; cui tantam felicitatem invidens callidissimus inveterator, prothoparentes nostros astu aggressus recto rationis tramite, rectae mentis statu transversos, ac praecipites egit. Inde, ut a vitiato semine, procreata mortalitas in dies magis atque magis deterior facta ad omne tandem flagitiosum facinus, et impietatem progressa, innocentiae probitati vix locum ullum tutum uspiam fecerat, ac iam reliquerat. Sed ille qui lapsa reparat, reparata corroborat, et confirmat, pia dispositione consuluit, sanctissimas leges praebendo, earumque summa integritate ministros praeditos concedendo, ad cohercendam improborum audaciam, innocentiumque  tutandam. Hinc est quod probi, et sapientes viri Iulianus Ser Francisci contratae Castelli, Antonius Egidiutij contratae Pilae, dominus Cola domini Vannis contratae Sancti Martini, Ser Clericus Brunichi contratae Florentiae, Ansovinus domini Philippi contratae Sancti Bartholomei, Magister Philippus Magistri Dominici contratae Campiletij Statutarij Civitatis Firmanae, eiusque comitatus, fortiae, et districtus, per Generale Concilium dictae Civitatis ad hoc legitime et solemniter deputati, ut patet manu Ser Cicchi Magistri Nicolutij de Firmo Notarij et Cancellarii Communis et Populi dictae Civitatis, vigore, auctoritate, et arbitrio eis concesso per dictum Concilium,  fecerunt, et ordinaverunt, decreverunt, et statuerunt decreta, ordinamenta, statuta, et capitula dicta, ad laudem et reverentiam omnipotentis Dei, et eius matris Beatae Mariae Virginis gloriosae, et Beatorum Apostolorum Petri et Pauli, et gloriosorum Sanctorum Iohannis Evangelistae et Bartholomei Apoftolorum, atque Beati Sabini Martyris protectorum, et defensorum Populi Civitatis Firmanae, ac totius coelestis Curiae et ad honorem, et reverentiam Sacrosanctae Romanae Ecclesiae, et Sanctissimi in Christo Patris, et domini, domini nostri Papae, et totius coetus Cardinalium  et ad honorem, et triumphum et exaltationem Communis, et Populi Civitatis Firmanae, eiusque comitatus, fortiae, et districtus et ad honorem et magnificentiam dominorm Priorum Populi et Vexilliferi iustitiae Civitatis Firmanae, eiusque comitatus, fortiae, et districtus et ad augmentationem, unionem, et perpetuam exaltationem presentis liberi, pacifici, et popularis Status dictae Civitatis Firmanae et finalem destructionem, et perpetuam extirpationem cuiuscunque contra praedicta, vel aliquod predictorum quomodolibet attentantis, vel attentare volentis.

 

 

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