MORESCO. articoletto di Gabriele Nepi

Conosci Moresco?

Moresco, piccolo grazioso Comune vicino a Fermo, delizioso castello dalla struttura medievale quasi intatta, dominato e protetto dalla possente torre eptagonale. Nell’interno, nell’area di quella che era una chiesa, l’ampia piazza (dove si svolse la manifestazione canora “Il merlo di Moresco”) vi accoglie e vi indica un grazioso porticato dal quale sono riemersi affreschi. Tra essi, una Madonna con Bambino di Vincenzo Pagani (sec. XVI).

Una leggenda lo vuole fondato dai Mori predoni che infestavano le nostre coste; altra tradizione lo dice fondato nel sec. V contro le invasioni di essi. Moltissime pergamene dell’Archivio di Stato di Fermo ne parlano e ben sette, tra imperatori, Papi e Cardinali, si sono dati da fare per risolvere problemi regionali in cui più volte fu proprio il piccolo Moresco che costituì l’armonia diplomatica e la condivisione.

Nel 1248 il Card. Ranieri vice-gerente del Papa per le Marche, lo restituisce a Fermo a cui era stato tolto dall’imperatore Federico II. Di nuovo la parte imperiale, ad opera di Manfredi figlio di Federico II nel 1266 lo riconferma a Fermo; subentrala la parte del papato, Gregorio X nel 1272 da Lione scrive al castellano papale che lo riconsegni a Fermo; quattro anni più tardi, da Innocenzo la conferma alla città fermana, e nel 1278 pure Niccolò III ne dichiara l’appartenenza a Fermo. Sisto V lo stacca da tale città e lo aggrega al Presidato di Montalto. Federico II, Manfredi, Gregorio X, Innocenzo V, Niccolò III, Sisto V. E il settimo sovrano? È Lorenzo Tipeolo che stava per diventare  un doge di Venezia ed era figlio di Jacopo già doge.

Lorenzo (che fra l’altro ha fatto costruire la rocca a Porto San Giorgio) era allora Podestà di Fermo. Correva l’anno 1266 ed era venerdì 11 giugno quando i proprietari del castello di Moresco, Giorgio di Bordone e Felice Crescenzi di Santandrea, dopo vari approcci, vendettero Moresco al Comune di Fermo rappresentato appunto dal podestà veneto (futuro Doge) per la somma di lire 500 lire volterrane del tempo. Interessante la pergamena relativa. Vi compaiono testimoni, notai, cittadini di città extra regione. Vi si legge, tra l’altro “Vendettero, consegnarono all’esimio podestà di Fermo Lorenzo Tiepolo, figlio della buona memoria di Giacomo Tiepolo, il girone, il castello e la fortezza di Moresco con tutti i diritti reali e personali riguardanti castello e rocche, i fossati e tutto ciò che è annesso al castello medesimo…”.

Ancor oggi, fiero della possente mole del suo torrione, Moresco vigila sulla sponda sinistra dell’Aso. Il suo dinamico sindaco Prof. Sacchini ha fatto restaurare la torre che ospita mostre e manifestazioni culturali, mentre nella parrocchiale, nume tutelare, dorme il sonno eterno il Card. Luigi Capotosti (+1937) suo illustre figlio, ultimo anello della catena dei personaggi imperatori, Papi e Cardinali che si sono coinvolti con questo gioiello antico ed attuale!

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