IL TERRITORIO FERMANO 1527-1547
Nel 1537 la città di Fermo fu destituita da capoluogo del governo dei castelli Fermani e il castello di Monte Ottone fu stabilito come nuovo capoluogo del territorio Fermano, con la creazione di una sorta di ducato Farnese. Ricercando le cause del mutamento esploriamo la situazione del Governo pontificio Romano, anche l’amministrazione della Marca Anconetana in cui rientrava il governo del territorio Fermano e accenniamo ai dissidi violenti tra i comuni piceni. Ciascuno di questi ordinamenti difendeva il proprio sistema governativo.
Va considerata anche l’opera del cardinale Gaddi nell’episcopato Fermo. L’antico territorio Fermano era governato secondo gli “Statuta Firmanorum” (Statuti dei Castelli Fermani) formulati nel medioevo ed editi a stampa nel 1507. In questa legge costituzionale della territorialità Fermana il governo politico era messa in sintonia con la vita diocesana. Nel 1521, a seguito della rinuncia fatta dal vescovo Fermano cardinale Salviati di famiglia Medici, il papa Leone X della stessa famiglia, nominò vescovo Fermano il ventiduenne Nicolò Gaddi anche lui fiorentino.
In quel periodo il dotto Annibal Caro (1507-1566) nativo di Civitanova Marche aveva come protettore la famiglia Gaddi che lo teneva come precettore dei suoi giovani e collaboratore. Morto nel 1521 Leone X il collegio cardinalizio era in una situazione di contrapposizione tra due schieramenti: uno a favore della Francia e dei Medici che avevano preso la signoria di Firenze e l’altro era il partito di Carlo V imperatore della Germania e della Spagna. Questi due schieramenti erano in una situazione di guerra quasi permanente. Il papa successore Adriano VI di Utrecht (che durò solo l’anno 1522) dichiarò ufficialmente la Chiesa Fermana del tutto immune da ogni giurisdizione delle Legato pontificio della provincia della Marca, con sede a Macerata.
Nel 1523 fu fatto Papa Clemente VII Medici. Per contrastare questo nuovo papa, i Lanzichenecchi militari dell’imperatore vennero a saccheggiare Roma e in tale occasione il cardinale Nicolò Gaddi rimase ostaggio nelle mani imperiali per far liberare Clemente VII catturato. Dopo gli accordi fu rilasciato. Il papa creò cardinale nel 1527 il Gaddi, che tenne la diocesi Fermana per mezzo dei suoi vicari fino al 1544 quando rinunciò a favore del nipote Lorenzo Lenti istruito da Annibal Caro. Mons. Gaddi facilitò anche i commerci con Firenze e con Roma esportando i prodotti Fermani. Annibal Caro in tali frangenti passo sotto la protezione dei Farnese che lo richiedevano.
Nel 1534, morto Clemente VII, divenne papa Paolo III di famiglia Farnese che era neutrale tra gli schieramenti politici filofrancese e filoimperiale per evitare il prevalere di uno dei due partiti al fine di difendere meglio lo Stato pontificio, anche con la prospettiva di rafforzarne i domini territoriali e di creare governatorati per la famiglia Farnese. Questo papa Farnese, nel 1537, mandò via da Roma il cardinale Gaddi vescovo Fermano per togliere potere all’influente suo schieramento politico filofrancese.
Nello stesso anno 1537il papa creò un nuovo governatorato come “Stato Ecclesiastico nell’agro Piceno” togliendo a Fermo la funzione di capoluogo dei castelli Fermani per stabilirne capoluogo Montottone sotto il dominio di Pier Luigi Farnese, che morì tragicamente a Parma nel 1547, anno in cui cessò anche l’anzidetto Stato Ecclesiastico nel Piceno.
L’occasione della destituzione di Fermo da capoluogo Fermano fu anche il dissidio violento tra Ascoli e Fermo nel contendersi il dominio su Monte San Pietrangeli, castello vicino a Fermo geograficamente e ben lontano da Ascoli. Nel 1539 Paolo III diede ai nipoti anche il dominio di Camerino nelle Marche, in occasione della fine della diretta discendenza dei signori Varano. L’anno 1545 segnò la fine del dominio Farnese su Camerino e dell’inizio ufficiale del loro ducato a Parma e Piacenza, durato per due secoli anche dopo la morte di Paolo III (1549). Nel frattempo si alimentavano le guerre tra i castelli del Fermano, per poi richiedere forti somme di multe e penalità.
Il governo della Marca Anconitana entro la quale era anche Fermo aveva capoluogo Macerata che fino al 1320 era stata all’interno della diocesi di Fermo e questa diocesi rimase e resta confinante con il comune di Macerata. Il governo marchigiano di Macerata interveniva indirettamente tra le gravi divergenze tra i castelli “Fermani” (originariamente) con multe pecuniarie. Nel contempo Annibal Caro (1507-1566) nativo di Civitanova Marche (diocesi di Fermo nel maceratese) fungeva da uomo dei Farnese come segretario, confidente, diplomatico e consigliere fidato del Figlio di Paolo II, Pier Luigi e del nipote Ranuccio nell’amministrazione dei beni, nella gestione di iniziative per l’arte e per gli affari personali.