{"id":12069,"date":"2026-10-06T09:51:11","date_gmt":"2026-10-06T08:51:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=12069"},"modified":"2026-10-06T15:53:07","modified_gmt":"2026-10-06T14:53:07","slug":"notizia-su-belmonte-nello-stato-di-fermo-nel-medioevo-dagli-statuti-nel-1278","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=12069","title":{"rendered":"Notizia su Belmonte nello Stato di Fermo nel medioevo dagli statuti nel 1278"},"content":{"rendered":"\n<p>Potere di eleggere il capitano. Pergamena presso l&#8217;Archivio di Stato di Fermo<\/p>\n\n\n\n<p>n. 707 anno 1278. = \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si aggiunge che gli uomini del castello di Belmonte siano tenuti ad eleggere ogni anno un solo capitano della citt\u00e0 di Fermo, in modo tale che chiunque sia stato capitano di questo castello, di qualunque contrada &lt;fermana> egli sia, non possa esserlo nell\u2019anno seguente n\u00e9 lui, n\u00e9 alcun altro della sua contrada, ma gradualmente siano obbligati a eleggere uno di qualunque contrada, secondo i patti. -.-.- Da notare che in altri comuni l&#8217;elezione veniva fatta a sorteggio nel Consiglio Generale di Fermo. Per i patti tra Fermo e Belmonte, nello stesso archivio le pergamene n.i 1543 (1263 agosto 30). Risalendo al secolo  IX un momento decisivo fu la venuta di molte persone qualificate, assieme con l&#8217;abate di Farfa nei possessi dei monaci i quali fecero un monastero sul colle Matenano (denominato poi Santa Vittoria) ed erano emigrati insieme con molte famiglie profughe da paesi vicini a Farfa come Belmonte In Sabina, Monteleone in Sabina ed altri. Questi avvenimenti sono narrati nella &#8220;Distruzione&#8221; scritta nel secolo X  dall&#8217;abate Ugo.  Di tale epoca permane, tra l&#8217;altro, la chiesa di Santa Maria in Muris restaurata pi\u00f9 volte nei dieci secoli e pi\u00f9 dal suo inizio. Il castello di Belmonte nel Piceno con la chiesa del SS. Salvatore era gi\u00e0 costruito alla fine del secolo XII, come documentano gli scritti per  le vertenze sul dominio edite da Giuseppe Colucci in Antichit\u00e0 Picene XXXI. Dopo le svendite delle possidenze dei Farfensi ad opera degli malvagi abati di Santa Vittoria in Matenano, subentrarono come amministratori i signorotti laici  ed il vescovo di Fermo nuovi proprietari, e permaneva la  cooperazione o comunanza che aveva fatto gestire insieme gli interventi sul territorio con incarico comune di incarichi. Nel 1229 la Citt\u00e0 di Fermo fece un patto di difesa con i nobili del territorio fermano e il signorotto che promise il suo aiuto militare alla citt\u00e0, nei patti  concordati insieme con molti altri nobili locali, si chiamava Rodolfo da Belmonte.  Egli era signore del castello di Chiarmonte che aveva sede oltre la sponda sinistra del Tenna (sopra Monteverde) ma aveva domini anche nella piana di Servigliano ove esiste ancora la contrada Chiarmonte. Dopo di lui amministravano i figli Filippo e Alberto. In seguito altri padroni terrieri, ivi, furono Filippuccio di Trasmondo, Giorgio di Albertino da Monte Passillo e Rinaldo e Paoluccio da Lornano. Poco dopo, nel 1263 avvenne l&#8217;accordo per acquisire la cittadinanza Fermano e la citt\u00e0 cominci\u00f2 a mandare un capitano e un sostituto (vicario) qui e nei castelli compartecipi, sicch\u00e9 le vicende Belmontesi furono condivise con quelle Fermane. Nel 1278 Belmonte risulta, dal documento qui riportato, un comune tributario Fermano. Quando Egidio Albornoz delegato pontificio fece le Costituzioni della Marca  anche Belmonte prest\u00f2 giuramento di fedelt\u00e0 al cardinale ed al comune di Fermo nel1357.  Tommaso Rubei da Belmonte nel secolo XV  era militare nel fortilizio di Montone per difendere con altri la citt\u00e0 da invasioni da parte dei signori delle compagnie di ventura. Belmonte, poi, dal 1537 al 1547  fu governato dai Farnese che crearono lo Stato Ecclesiastico in Agro Piceno, ma con instabilit\u00e0 perch\u00e9 sia Macerata che Fermo detestavano questo governatorato Farnese e occasionavano scaramucce e scontri violenti tra i castelli dipendenti, tanto da farlo decadere. I monaci benedettini farfensi  unendo la preghiera al lavoro avevano favorito da secoli lo sviluppo delle risorse della media vallata del fiume Tenna non solo con l&#8217;apporto dell&#8217;istruzione, dell&#8217;infermeria, dell&#8217;artigianato (costruzioni, pittura, scultura, gioielleria e manufatti) anche con l&#8217;incrementare la valorizzazione dei terreni per il sostentamento della popolazione che si andava di continuo accrescendo. Due centri monastici da ricordare avevano sede uno a Santa Vittoria in Matenano, un altro di sant&#8217;Angelo in Tesenano detto poi di san Ruffino verso Amandola.  Decisamente il maggiore apporto culturale venne dall&#8217;universit\u00e0 fondata nell&#8217;anno 825 dall&#8217;imperatore Lotario a Fermo e attiva per molte altre provincie della media Italia Adriatica.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potere di eleggere il capitano. 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