{"id":2875,"date":"2011-09-05T18:08:37","date_gmt":"2011-09-05T17:08:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=2875"},"modified":"2011-09-05T18:08:37","modified_gmt":"2011-09-05T17:08:37","slug":"i-benedettini-farfensi-apostoli-nel-territorio-fermano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=2875","title":{"rendered":"I BENEDETTINI FARFENSI apostoli nel territorio Fermano"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019EFFICACE AZIONE RELIGIOSA DEI FARFENSI NEL FERMANO<\/p>\n<p>Prete Serafino<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0La disseminazione dei Monasteri Benedettini nella Marca, e, pi\u00f9 vicino a noi, nella Chiesa Fermana, \u00e8 un fenomeno che interessa primieramente lo stato religioso nella nostra regione, e, prima dell\u2019economia o della storia del diritto e dell&#8217;arte, tocca la storia della spiritualit\u00e0 Picena, perch\u00e9, come si osserva parimenti per l&#8217;Italia e per il mondo cristiano, i Benedettini, prima che maestri della scienza nell&#8217;agricoltura e nell&#8217;arte, lo furono eccellentemente nella vita religiosa e virtuosa. <!--more-->Dal sesto secolo in poi le popolazioni Picene soffrirono grandemente per l&#8217;invasione longobarda, e, come suole avvenire, con lo sparire della disciplina, dell&#8217;ordine e delle leggi civili, la religione cristiana e il costume subirono un decadimento con tutti quegli atti che accompagnano generalmente tale fenomeno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Non si creda che il clero delle chiese cattedrali, delle pievanie, delle chiese rurali fosse spento e inoperoso; ma l&#8217;opera sua fu al di sotto del bisogno e sembra passare inosservata e silenziosa come tante forme di attivit\u00e0 culturale e morale danno l&#8217;impressione d&#8217;essersi estinte nei duri secoli di ferro. \u00c8 indubbiamente certo tuttavia che a ridestare la vita religiosa nelle contrade d&#8217;Italia e nelle nostre, dove la barbarie spazz\u00f2 via in un primo momento religione e civilt\u00e0, contribu\u00ec potentemente, se non principalmente, il monachesimo benedettino, che accese dei centri luminosi di fede, di piet\u00e0, di scienza, di lavoro, di disciplina e di benessere, come Cassino, Farfa, San Vincenzo al Volturno e che irradiarono all&#8217;intorno benefici influssi di sapere e di virt\u00f9, costituendo una potente attrattiva ed esercitando un fascino irresistibile sopra le barbare ed eretiche popolazioni longobarde. Per merito dei Benedettini fu avviata la loro conversione, fu tentato un riavvicinamento fra latini e invasori, fu operato un raddolcimento del costume, della vita loro, fu favorito il loro ingresso nella grande comunit\u00e0 della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Quello che avvenne nel quadro generale della storia e si verific\u00f2 con i fatti notori della conversione dei grandi capi come Agilulfo e il figlio Adobaldo, col favore e la protezione concessa a chiese e monasteri da Liutprando e dal feroce Desiderio che erogava somme \u201cper rimedio dell\u2019anima nostra\u201d, con la monacazione di pr\u00ecncipi, come Rachis, e principesse longobarde (la figlia di Desiderio, Ansiperga era badessa di San Salvatore di Brescia) avvenne nella nostra regione con analoghi episodi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il conte Rabenno di Fermo vest\u00ec l\u2019abito di monaco a Farfa, sulla fine del secolo VIII. Un certo Ermifrido aveva sedotta la moglie di Rabenno, Alterana. I due colpevoli, secondo il diritto longobardo, furono consegnati al conte, che risparmi\u00f2 il seduttore, ma costrinse la consorte a prendere il velo di monaca. L&#8217;infelice evase dal monastero per ben due volte, per ricongiungersi con il suo amante.<\/p>\n<p>Una volta che il conte li sorprese, uccise il seduttore e corse ai piedi dell&#8217;abate di Farfa per ricevere la tonsura ed il saio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Alcuni secoli dopo, Rubbata, moglie di Benedetto di Alberto, dopo aver donati i suoi beni al monastero di Santa Vittoria, si consacra a Dio e veste l&#8217;abito di \u201cconversa\u201d nello stesso monastero. Giotto Grassi dispone per testamento dei suoi beni a favore di alcune le chiese e del monastero di Santa Vittoria in Matenano, e chiede di essere sepolto nudo dentro il monastero di esso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Questi episodi possono moltiplicarsi, essendo tipici di quel tempo, da quello di Rabenno che ricorda quei conti i quali, sotto la cocolla monastica, iniziavano nel chiostro una elevata espiazione dei trascorsi errori, agli altri innumerevoli pii donatori e donatrici che con le loro offerte generose, suggerite dalla loro piet\u00e0 costituirono ed estesero il patrimonio dei monasteri. Questi atti rivelano un significato profondo e sebbene portino con s\u00e9 elementi e circostanze di una ridotta religiosit\u00e0 mista a rozzezza e scorie di crudelt\u00e0, serbano il valore di testimonianza di un&#8217;et\u00e0 e di varie generazioni educate ad apprezzare i supremi valori dell&#8217;anima e dello spirito. Aggiungiamo che il numero grande di chiese ed oratori costruiti nel contado per opera dei monaci e che rappresentavano altrettanti piccoli centri diffusori del Vangelo, della verit\u00e0 e del bene, emanazione dei monasteri, dove s\u2019impartiva la \u201c Scuola del Servizio del Signore \u201c secondo l\u2019insegnamento di San Benedetto, compirono l\u2019inestimabile servizio di diffondere e conservare la fede cristiana tra le popolazioni di campagna. Si va forse lontano dalla storia quando si afferma che la fede tradizionale delle nostre popolazioni rurali ha le sue radici in quella seminatavi dai monaci Farfensi?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Ed \u00e8 opportuno spingere lo sguardo fugacemente nell&#8217;epoca seguente per trovare una conferma.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Alla fine del secolo 13\u00ba si nota il fenomeno del trapasso di molte chiese Farfensi, con monasteri annessi, talvolta ai Francescani e ad altri ordini mendicanti.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il fatto, molto naturale e spiegabilissimo, fu dovuto a vari fattori, non ultimo il progressivo distaccarsi dei singoli monasteri e chiese dall&#8217;abazia madre, e le lotte accese contro i potenti signori locali, che produssero il loro decadimento e la loro debolezza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Mentre possono citarsi non pochi esempi in Italia, ne possediamo, tra gli altri, uno significativo nel territorio della chiesa Fermana. La chiesa di santa Maria in Montegiorgio, l&#8217;antica prepositura Farfense, incendiata nel secolo 12\u00ba e restaurata dall&#8217;abate di Farfa, Berardo III, nel 1263 fu concessa definitivamente ai Francescani. A Santa Vittoria la chiesa di S. Giovanni in Florano fu data nel 1279 ai francescani e ed altri casi simili.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Un altro periodo di religiosit\u00e0 si iniziava come per l&#8217;Italia cos\u00ec per la nostra religione e quella che era stata la terra ospitale ai monaci di San Benedetto, che l&#8217;avevano popolata ed evangelizzata e dissodata dal secolo 7\u00b0 al 13\u00ba, divenne subito la terra classica di San Francesco, dove i conventi e i templi monumentali dedicati al santo d&#8217;Assisi e le comunit\u00e0 orgogliose dei ricordi dei primi compagni del Poverello, sbocciarono come una fioritura copiosa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 In tal maniera abbracciamo con uno sguardo solo la storia del cristianesimo della regione e della nostra chiesa Fermana. Esso fu predicato e piantato dai vescovi e dai martiri della prima et\u00e0. Fu ristorato, dopo la bufera barbarica, e confermato per un lungo tratto di secoli dai monaci di San Benedetto, particolarmente dai Farfensi. Fu rinverdito con uno spirito nuovo ed evangelico dai figli del Poverello di Assisi, ed in fine riorganizzato, difeso, rinsaldato dalla Riforma cattolica del concilio di Trento che giunge sino a noi. Questa storia \u00e8 scritta sulle mura di non pochi nostri templi, dove, sotto l&#8217;intonaco e la decorazione \u201cbarocca\u201c si scoprono i costoloni gotici delle chiese francescane e spesso nelle absidi o sulle pareti le cortine delle piccole finestre delle antiche chiese Farfensi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019EFFICACE AZIONE RELIGIOSA DEI FARFENSI NEL FERMANO Prete Serafino \u00a0 \u00a0La disseminazione dei Monasteri Benedettini nella Marca, e, pi\u00f9 vicino a noi, nella Chiesa Fermana, \u00e8 un fenomeno che interessa primieramente lo stato religioso nella nostra regione, e, prima dell\u2019economia &hellip; <a href=\"https:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=2875\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10,6,9,80],"tags":[9021,8953,1148,1146,8966],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2875"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2875"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2875\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2876,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2875\/revisions\/2876"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2875"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2875"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2875"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}