{"id":3247,"date":"2012-07-31T19:06:16","date_gmt":"2012-07-31T18:06:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=3247"},"modified":"2012-07-31T19:06:40","modified_gmt":"2012-07-31T18:06:40","slug":"machiavelli-niccolo-nelle-lezioni-del-prof-mancini-don-dino-a-fermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=3247","title":{"rendered":"Machiavelli  Niccol\u00f2 nelle lezioni del prof. Mancini don Dino a Fermo"},"content":{"rendered":"<p><strong>NICCOLO\u2019\u00a0\u00a0 MACHIAVELLI\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (1469-1527)<\/p>\n<p><strong>PERSONALITA\u2019<\/strong><\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere definito il tecnico della politica: opponiamo alla parola tecnico la parola filosofo, nel senso che il tecnico procede in base a princi\u00adpi sperimentali, il filosofo in base a principi teorici. Il Machiavelli fu il tecnico della politica specializzato particolarmente in tre settori:<\/p>\n<p>&#8211; fondazione dello stato unitario e forte (principe).<\/p>\n<p>&#8211; difesa dello stato (Arte della guerra, Dialoghi).<\/p>\n<p>&#8211; evoluzione della vita dello stato (Discorsi sulla prima deca di Tito Livio).<\/p>\n<p><strong>Ambiente generale in cui vive il Machiavelli.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 E&#8217; quello stesso in cui vive l&#8217;Ariosto: il Rinascimento maturo, l&#8217;et\u00e0 del\u00adla concretezza, della intelligenza, dell&#8217;abilit\u00e0, dell&#8217;armonia.<\/p>\n<p>Di questo ambiente a noi interessa soprattutto, richiamare la mentalit\u00e0 e la prassi politica. L&#8217;Italia \u00e8 divisa in svariate signorie e principati, i vari signori sono fra loro in rapporti di indifferenza sospettosa: ognuno pensa a s\u00e9 e sta in guardia dei vicini, nessuno dei signori pensa ad una Italia unita e forte, e nessuno di essi sarebbe disposto a far sacrificio della propria autorit\u00e0 a vantaggio dell&#8217;intera nazione e del popolo italiano; Francia e Asburgo si contendono il dominio dell&#8217;Italia: serie interrotta solo dopo molto tempo di battaglie nella penisola; signori italiani che si alleano con lo straniero; danni materiali e morali causati dalle guerre al popolo italiano; atteggiamento di curiosit\u00e0 da parte delle masse nei confron\u00adti degli avvenimenti e incoscienza dei propri mali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 L&#8217;Italia -dice il Machiavelli &#8211; nell&#8217;ultimo capitolo del <em>\u201cPrincipe\u201d<\/em> \u00e8 al fondo dei guai: senza capo, senza ordine, battuta, spogliata, lacera, corsa, soggetta ad ogni sorta di\u00a0 ruine.<\/p>\n<p>Di fronte a questo insieme dell&#8217;Italia c&#8217;era il quadro delle nazioni uni\u00adficate e forti (le grandi monarchie occidentali: Spagna, Francia, Inghilterra, Germania). Dal confronto tra i due quadri il Machiavelli traeva questa conclusione: gli stranieri sono mille volte pi\u00f9 poveri di risorse che gli italiani: tuttavia gli stranieri possono utilizzare le loro risorse modeste perch\u00e9 hanno raggiunto l&#8217;unit\u00e0 e l&#8217;unit\u00e0 organizza le forze e perci\u00f2 ne centuplica gli effetti (l&#8217;unit\u00e0 fa la forza); gli italiani disuniti come sono non possono utilizzare le loro energie e perci\u00f2 sono vittime dello straniero (la disunione svigorisce la forza).<\/p>\n<p><strong>Conclusione.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 La medicina per rimediare ai mali dell&#8217;Italia \u00e8 una sola: l&#8217;unificazione o con la persuasione o con la forza: non essendo possibile con la persuasione si deve, realizzare con la forza.<\/p>\n<p>Machiavelli ha avuto il merito di avere impostato bene il problema ita\u00adliano (la soluzione \u00e8 assai discutibile nei riguardi dei mezzi con cui realizzare l&#8217;unit\u00e0). Ecco l&#8217;impostazione: per cacciare via gli stranieri dall&#8217;Italia, per serrare le frontiere, e quindi risparmiare agli Italiani quell&#8217;ingente massa di mali materiali e morali che ogni anno si riversano su di loro, \u00e8 necessario essere forti ; ma siccome la forza \u00e8 data dall&#8217;unio\u00adne anzi dall&#8217;unit\u00e0, \u00e8 assolutamente necessario procedere all&#8217;unificazione politica della penisola.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Dante aveva propugnato la rinascita dell&#8217;Italia come nazione eletta nella compagine dell&#8217;impero. Il Petrarca aveva affermato che solo l&#8217;unifi\u00adcazione avrebbe rimediato ai mali che gi\u00e0 a suo tempo affliggevano l&#8217;Italia, tuttavia l&#8217;ostilit\u00e0 politica reciproca dei principi gli avevano fatto ca\u00adpire che l&#8217;unificazione era impossibile e che perci\u00f2 bisognava accontentar\u00adsi della unione morale ossia della concordia fra i signori (<em>&#8220;io vo gridando: pace, pace, pace&#8221;<\/em>).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il Machiavelli \u00e8 il primo che valuta necessaria la unificazione politi\u00adca, non si lascia abbattere dalle difficolt\u00e0, ma formula un preciso program\u00adma per garantire il risultato finale.<\/p>\n<p><strong>Esperienze personali<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 E&#8217; anzitutto da notare che il Machiavelli ebbe dalla natura un&#8217;indole pratica: il mondo degli affari, non il mondo delle teorie lo attraeva.<\/p>\n<p>Sin da giovane egli fu impiegato nel comune di Firenze (segretario dei nove della guerra) con l&#8217;incarico di organizzare un esercito cittadino.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 L&#8217;esercito fiorentino era l&#8217;unico che fosse formato di Italiani a ser\u00advizio di un lembo d&#8217;Italia: gli altri erano tutti eserciti mercenari a ser\u00advizio di Signori insensibili all&#8217;ideale patriottico. Nella repubblica Fio\u00adrentina si aveva la sensazione di lavorare e di lottare per interessi esclusivamente italiani. Se questa sensazione non la ebbero tutti gli impie\u00adgati della Repubblica, l&#8217;avrebbe certamente il Machiavelli, il quale, supe\u00adrando la visione del piccolo stato democratico cui apparteneva vagheggiava un esercito nazionale a servizio di tutta la nazione. Tale sogno non svan\u00ec nel 1512 quando ritornarono in Firenze i Medici: quel sogno infatti costituiva la sostanza ossia il piano centrale della passione che il Machiavel\u00adli nutriva per l&#8217;arte politica.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Egli non fu un impiegato comune che esegue gli ordini altrui e limita il suo impegno al compimento pi\u00f9 o meno scrupoloso del suo dovere: egli \u00e8 soprattutto e anzitutto un pensatore un scienziato e gli incarichi co\u00adstituiscono soltanto un mezzo o un&#8217;occasione per ampliare le sue esperien\u00adze. E&#8217; per questo che quando veniva ambasciatore or qua, or l\u00e0, al ritorno in Firenze stendeva le sue relazioni (Ritratti delle cose della Francia; Ritratti delle cose della Magna (Germania); Descrizione del modo tenuto dal duca Valentino nello ammazzare Vitellozzo Vitelli; Discorso sopra le cose di Pisa). Parlando delle sue meditazioni politiche nella lettera al Vettori, dice: <em>&#8220;Mi pasco di quel cibo che solum \u00e8 mio, e che io nacqui per lui&#8221; <\/em>e altrove dice:<em> &#8220;Quindici anni che io sono stato a studio dell&#8217;arte dello Stato, non li ho n\u00e9 dormiti n\u00e9 giocati\u201d<\/em>; udiamo in queste parole l&#8217;uomo di affari intelligente e appassionato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Quando ebbe la possibilit\u00e0 di avvicinare gli esponenti della politica di allora, si preoccup\u00f2 di studiare il loro carattere, i loro metodi, i loro errori e la loro abilit\u00e0. Non ci fu avvenimento in Italia e nell&#8217;Europa centro-occidentale di cui egli non si sia occupato in quanto rientrava nell&#8217;ambito del suo interesse di scienziato. Come i tecnici della meccanica seguirono con passione ogni scoperta, ogni applicazione nel campo che in\u00adteressava loro, cos\u00ec avveniva per il Machiavelli nei riguardi della politica.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Non solo i grandi fatti e i grandi uomini lo interessavano, ma anche i fatti piccoli e la psicologia della plebe. Relegato a S. Casciano , egli, come dice nella lettera al Vettori,<em>&#8220;si rinvoltava intra quei pidocchi&#8221;<\/em>, che erano gli abitanti del luogo con un evidente interesse e con un certo compiacimento: parlava con i boscaiuoli, si intratteneva con i passanti, giocava con il macellaio e due fornaciai; un motivo costante egli ritro\u00advava nella psicologia di questa gente: l&#8217;attaccamento al denaro. Una sola cosa non trovava: la passione per l&#8217;ideale sia esso patriottico o religio\u00adso o di altro genere: per cui nel \u201cPrincipe\u201d dava questo principio e consigli <em>&#8220;Tu, o principe, non colpire mai i tuoi sudditi negli interessi, semmai colpiscili nelle persone, perch\u00e9 gli uomini dimenticano pi\u00f9 facilmente la morte del padre o della madre che la perdita dei beni&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 La conoscenza della psicologia umana del volgo costituir\u00e0 uno dei fattori pi\u00f9 importanti su cui pogger\u00e0 il Machiavelli nella formulazione dei suoi principi politici.<\/p>\n<p>Ad esempio, quando nel 1494-95-96 Savonarola aveva in mano il dominio morale della citt\u00e0 di Firenze, il Machiavelli rideva della fiducia di quel\u00adl&#8217;uomo nei suoi seguaci. I seguaci di qualsiasi profeta sono capaci di tra\u00addire il loro capo quando intervengono altri interessi; per farli restare fedeli occorrerebbero le armi; di qui il principio:<em> &#8220;I profeti armati fanno sempre trionfi, i disarmati hanno sempre fallito&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 All&#8217;esperienza personale, acquisita cio\u00e8 attraverso il contatto diretto con la vita e gli uomini del suo tempo, egli aggiunse il grande patrimo\u00adnio di esperienza che viene a chi legge la storia.<\/p>\n<p>Evidentemente la storia a cui egli si applic\u00f2 con passione veramente eroica, fu quella romana: <em>&#8220;Alla sera depongo le vesti sporche di fango ed entro nel mio studio a colloquio con i grandi uomini di Roma e li interrogo circa i modi delle loro azioni politiche&#8221;<\/em>. Da queste meditazioni nacquero i Discorsi sulla prima deca di Tito Livio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il Machiavelli si avvicina ai classici non per imparare da essi come si costruisce un periodo o si armonizza un verso, ma come si fonda e si mantiene uno stato forte. E&#8217; un Umanesimo maturo intento cio\u00e8 a cogliere i motivi della prassi ossia della vita nelle opere degli antichi, non le eleganze formali. L&#8217;autore prediletto del Machiavelli \u00e8 Tito Livio.<\/p>\n<p><strong>Il metodo del Machiavelli.<\/strong><\/p>\n<p>Parleremo del metodo del Machiavelli nei riguardi di due problemi: nei riguardi del problema politico in generale; nei riguardi del problema italiano in particolare.<\/p>\n<p><strong>Metodo Dell&#8217;arte Politica In Generale<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Possiamo senz&#8217;altro definirlo metodo <em>&#8220;effettuale<\/em>&#8221; ossia pratico, basato sui fatti, e destinato a produrre risultati sicuri nel gioco della poli\u00adtica concreta. Il metodo effettuale si oppone al metodo teorico: questo consiste nel formulare principi in base a ragionamenti condotti con proce\u00addimento deduttivo, e nell&#8217;applicare tali principi garantiti da ragionamento alle varie esigenze della vita vissuta; quello consiste nel formulare principi in base al dettato dell&#8217;esperienza e nell&#8217;applicare alla vita quelle norme che sono richieste dalle esigenze della vita stessa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Le norme teoriche della politica valgono per uomini politici che potes\u00adsero vivere in un mondo modellata sulla teoria (cio\u00e8 un mondo in cui tutti siano leali, generosi, fedeli al dovere, giusti); per il mondo della vita vissuta valgono solo i suggerimenti dell&#8217;esperienza (gli uomini politici, ad esempio, sono quasi tutti sleali; sii anche tu sleale; il popo\u00adlo sta quieto solo quando si riesce ad intimorirlo; preferisci essere temu\u00adto piuttosto che amato).<\/p>\n<p>Il principio fondamentale del metodo effettuale \u00e8 questo: ci\u00f2 che \u00e8 necessario per risolvere un problema \u00e8 anche lecito e diventa norma d&#8217;azione (ad esempio, per risolvere il problema italiano \u00e8 necessario far fuori tutti i principi italiani: questa strage, essendo necessaria diventa lecita e chi vuol fare l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia deve\u00a0 seguire questa norma ossia questo procedimento).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Ci\u00f2 che applicato in determinate circostanze ha ripetutamente prodotto i\u00a0 buoni risultati diventa norma di azione per chi, in circostanze analoghe, voglia raggiungere lo scopo. Insomma \u00e8 da ritenersi procedimento buono (ossia \u00e8 da assumersi come norma) quello che si presenta come necessario e che in circostanze analoghe anche nel passato ha dato risultati buoni.<\/p>\n<p>Il secondo principio \u00e8 questo: ci\u00f2 che nella storia si ripete costante\u00admente ossia quel fattore che ritroviamo in pi\u00f9 momenti e sempre con le stesse manifestazioni e con gli stessi risultati pu\u00f2 diventare norma di azione per sempre in questo senso che la storia \u00e8 maestra che fa conoscere certi procedimenti utili o nocivi quali si sono ripetuti tante volte e tante volte hanno prodotto gli stessi effetti. Tali procedimenti possono quindi diventare norma. Questo elevare a principio un procedimen\u00adto che si ripete nella storia si chiama induzione o metodo induttivo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Per poter indurre un principio della storia \u00e8 necessario che nella storia si ritrovi un fattore costante o fattore comune che possa essere elevato a norma esemplare.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 questo fattore comune che il Machiavelli individua costante nel\u00adla storia?<\/p>\n<p>E&#8217; la psicologia umana: possono cambiare le circostanze, ma l&#8217;uomo resta sempre lo stesso. In forza del permanere del fattore umano \u00e8 possibile indurre dall&#8217;enorme variet\u00e0 della storia principi generali ed universali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 E&#8217; il metodo sperimentale o induttivo creato dal Rinascimento (soprat\u00adtutto difeso da Leonardo) che viene applicato alla politica.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 la politica ossia l&#8217;arte di amministrare lo stato non trae pi\u00f9 le norme dalla ragione e dalla religione come quando era una parte della Filosofia, ma trae solo norme dall&#8217;esperienza storica del presente e del passato. Cos\u00ec la politica cessa di essere una parte della filosofia e diventa una scienza sperimentale: una scienza politica a servizio di uomini che vivono nel mondo dei fatti, non nel mondo delle teorie.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Un politico filosofo pu\u00f2 dettare le norme per un principe filosofo, ma un principe filosofo in mezzo a principi politici e realisti \u00e8 destinato a soccombere e quindi le norme gli sarebbero date solo per rovinarlo.<\/p>\n<p>Una scienza politica pratica dunque ossia una tecnica politica, che trae le norme dalla prassi (metodo di agire) di tutti i tempi, per uomini poli\u00adtici che operano nel campo degli affari.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Come si vede la storia, in questa concezione politica, diventa il cam\u00adpo sperimentale o di osservazione, da cui il tecnico trae le norme genera\u00adli da proporre agli uomini di affari. La storiografia non \u00e8, secondo la concezione del Machiavelli, narrazione dei fatti condotta dallo scrittore con abilit\u00e0 descrittiva per dare prova delle sue capacit\u00e0 artistiche: non \u00e8 pi\u00f9 una specie di poema epico in prosa, quale per la storia di Livio e quale era la storia trattata dagli umanisti, ma \u00e8 rievocazione dei fatti nella loro sostanza e soprattutto \u00e8 meditazione nel significato e nel va\u00adlore di quei fatti, esame di essi per conoscere gli errori o le virt\u00f9 (abilit\u00e0 degli uomini che nel corso dei secoli hanno avuto la responsabilit\u00e0 di fondare, conservare, potenziare uno stato).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 La storiografia come era intesa dagli umanisti dava allo scrittore la possibilit\u00e0 di far mostra della sua bravura nei pi\u00f9 svariati generi lette\u00adrari: infatti la rievocazione storica impegnava l&#8217;abilit\u00e0 descrittiva nel\u00adla formazione del quadro di battaglie, di movimenti di eserciti, di assedi; impegnava l&#8217;abilit\u00e0 oratoria nella invenzione di discorsi che si suppone\u00advano fatti da questo o da quel personaggio;\u00a0 impegnava spesso anche la capacita lirica, in quanto in certi passi lo scrittore interpretava gli stati d&#8217;animo di individui e di masse e interveniva egli stesso a com\u00admentare i fatti con effusioni appassionate. Narratore, oratore, lirico \u00e8 lo storiografo umanista o alla Livio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 La storiografia invece propugnata dal Machiavelli \u00e8 soprattutto meditazione sui fatti.<\/p>\n<p>Ad esempio, nel Principe egli fa le sue dimostrazioni non con ragionamenti, ma adducendo esempi storici. Supponiamo questo pro\u00adblema: come si riesce a pacificare una popolazione turbolenta? Quali sono i mezzi da adottare? Guardate quale procedimento ha seguito il duca Valen\u00adtino nel pacificare la Romagna e saprete come si doma una popolazione tur\u00adbolenta. Il Machiavelli ha scritto una storia vera e propria: <em>&#8221; Le storie fiorentine &#8220;,<\/em> ma \u00e8 da notare che degli otto libri i primi quattro non so\u00adno che una meditazione sulle varie costituzioni e i vari movimenti politici avvenuti in Firenze dall&#8217;origine del comune fino all&#8217;avvento di Cosimo dei Medici (1138), per far capire ai lettori come le varie vicende della citt\u00e0 dovevano concludersi con l&#8217;instaurazione della Signoria. E il resto \u00e8 utilizzato per mettere in evidenza come i Medici abbiano saputo sfruttare la situazione per affermarsi in Firenze. Ma l&#8217;opera che possiamo chiamare meditazione storica nel vero senso della parola sono i Discorsi sulla prima deca di Tito Livio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il metodo di erigere a norma generale o a principio universale un&#8217;azio\u00adne che si \u00e8 rivelata ricca di buoni effetti in ogni campo o in pi\u00f9 campi ossia si \u00e8 rivelata potenziatrice della vita individuale e collettiva, si chiama metodo pragmatistico (dal greco &#8220;prasso&#8221;= fare, agire); il pragma\u00adtismo \u00e8 un movimento filosofico sorto nelle nazioni anglosassoni (afferma\u00adtosi specialmente in America alla fine del sec. XIX), la cui sostanza \u00e8 questa: un principio \u00e8 vero non quando \u00e8 di evidenza razionale (che tutti i ragionamenti sono astratti), ma quando applicato alla vita riesce a po\u00adtenziarla in modo eccellente. Ad esempio: \u00e8 immortale o e mortale l&#8217;anima dell&#8217;uomo? Ci sono due procedimenti per dimostrarlo: il procedimento razi\u00adonale teorico e il procedimento pratico o pragmatistico.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il primo, dicono i pragmatisti, lascia il tempo che trova e si conclu\u00adde sempre con contraddizioni: cio\u00e8 dopo aver ragionato, chi dice che l&#8217;ani\u00adma \u00e8 mortale e che dice che \u00e8 immortale.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il secondo tiene conto, dei risultati che possono derivare dall&#8217;applica\u00adzione di due principi opposti: quali risultati si hanno nel complesso del vivere, supponendo che l&#8217;anima sia mortale? Quali risultati si hanno nel vivere supponendo che l&#8217;anima sia immortale? Se applicando la seconda ipotesi la vita ne risulta pi\u00f9 potenziata, la seconda ipotesi \u00e8 vera.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 E&#8217; lecito, si domanda il Machiavelli, usare la frode in campo politico? Quando la frode \u00e8 necessaria e ottiene buoni effetti e risparmia molti ma\u00adli, \u00e8 lecita (per ragionamento si dovrebbe concludere che non \u00e8 mai lecita essendo intrinsecamente una cosa disonesta).<\/p>\n<p>Un esempio: a Fabrizio che era in guerra con Pirro si presenta il me\u00addico di questi offrendo di uccidere il suo condottiero qualora gli fosse dato un compenso. Fabrizio, accettando, avrebbe concluso in un batter d&#8217;occhio la guerra: non lo fece perch\u00e9 la frode gli appariva disonesta. Fu un male perch\u00e9 i Romani dovettero combattere altre battaglie, perdere uomini, sprecare danaro, procurare infiniti mali alle popolazioni, ecc\u2026 .<\/p>\n<p><strong>Il metodo per la soluzione del problema italiano.<\/strong><\/p>\n<p><strong>1.<\/strong>Si parte da questo principio<em>: \u201csalus publica suprema lex\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Se la salvezza pubblica \u00e8 legge suprema ogni altra legge viene meno (religiosa, morale, umana)\u00a0\u00a0 di fronte ad essa:<em> &#8220;La patria si deve difende\u00adre o con ignominia o con gloria ; e in qualunque modo \u00e8 ben difesa. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Infatti quando si tratta della salvezza della patria, non si deve fare, alcuna considerazione n\u00e9 di giusto n\u00e9 di ingiusto, n\u00e9 di pietoso n\u00e9 di crudele, n\u00e9 di laudabile n\u00e9 di ignominioso, ma, messo da parte ogni altro criterio, si deve seguire quel partito che salvi la vita e le mantenga la libert\u00e0&#8221;<\/em>. (Dai Discorsi).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il bene pubblico \u00e8 un fine per raggiungere il quale si pu\u00f2 e si deve adottare qualsiasi mezzo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>\u00a02.\u00a0 <\/strong>La salvezza dell&#8217;Italia si potr\u00e0 ottenere solo con la unificazione.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Alla unificazione bisogna giungere con qualsiasi mezzo. Se \u00e8 necessario; vivere qualche giorno da diavoli per garantire un futuro di benessere spi\u00adrituale e materiale, non ci si deve rifiutare a vivere in modo infernale (in una lettera al Guicciardini il Machiavelli scherzando diceva che la migliore strada per andare in Paradiso \u00e8 quella che passa attraverso l&#8217;Inferno).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Oggi &#8211; dice il Machiavelli \u2013 si verifica questo stato di cose: guerre sopra guerre; con le guerre rovine materiali e morali. Perch\u00e9 dichiarare illecito l&#8217;uso di qualsiasi mezzo energico per unificare l&#8217;Italia e quindi liberarsi una buona volta da tutti quei mali? Per l&#8217;Italia ci vuole un chirurgo spietato che per qualche giorno si dimentichi di avere un cuore umano, di avere una religione, una morale e pensi soltanto ad essere un bravo chirurgo.<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong> Ecco i mezzi per giungere alla fondazione di uno stato unitario e forte in\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0Italia. Secondo il Machiavelli le vie da seguire possono esse\u00adre due: quella della\u00a0\u00a0 persuasione e quella della forza: o tutti i principi per amore dell&#8217;Italia convinti\u00a0 \u00a0di dover compiere una rinuncia per il bene di tutti, cedono il loro potere ad uno solo o un principe facendo uso di tutti i mezzi suggeriti dalla esperienza e dalla sua abilit\u00e0 o virt\u00f9 eli\u00admina tutti i colleghi e si afferma unico signore d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>La via della persuasione \u00e8 impossibile perch\u00e9 gli uomini sono costi\u00adtuzionalmente egoisti: nessun principe cederebbe il suo potere per il be\u00adne della nazione. Non resta allora che la via della forza (cos\u00ec Luigi XI ha unificato la Francia); lungo la via della forza \u00e8 necessario far uso di questi mezzi:<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0a)-<\/span>\u00a0 Un esercito ben organizzato (cio\u00e8 secondo gli ordinamenti migliori cre\u00adati dai\u00a0\u00a0 Greci (falange), dai Romani (legione), dagli svizzeri (battaglio\u00adne); un esercito costituito di cittadini e non di mercenari, un esercito nazionale insomma, perch\u00e9 chi combatte per la sua patria \u00e8 ben diverso di chi combatte per il danaro; un esercito feroce, cio\u00e8 animato di una audacia che passi sopra a tutto pur di raggiungere la vittoria.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">b)-<\/span> L&#8217;astuzia che risparmia perdite di tempo e soprattutto di energie (ricordare l&#8217;eccidio di Senigallia lodato dal Machiavelli).<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">c)-<\/span> Potenziamento e utilizzazione di tutte le risorse psicologiche che rendono i cittadini spregiudicati e feroci: soprattutto utilizzazione dell&#8217;avarizia e della lussuria, che sono innate nell&#8217;uomo. Un soldato avido e lussurioso nell&#8217;assalto alle citt\u00e0 non indietregger\u00e0 di fronte a nessun pericolo perch\u00e9 sa che cosa pu\u00f2 trovare nella citt\u00e0 conquistata. La re\u00adligione Cristiana \u00e8 poco adatta a formare il soldato fiero: \u00e8 meglio quella pagana (primo libro dei Discorsi).<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il compito del principe non \u00e8 quello di favorire l&#8217;elevazione morale dei cittadini, ma quello di rendere solido e inattaccabile l&#8217;organismo dello Stato: l&#8217;abilit\u00e0 del Principe e le risorse dei cittadini sono al servi\u00adzio di questo ente assoluto che si chiama Stato. Il Principe dirige tutto il complesso delle attivit\u00e0 che sono dirette alla creazione e alla forti\u00adficazione dello Stato: a lui come capo spetta la iniziativa e, come \u00e8 natu\u00adrale, anche la gloria del successo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il popolo non \u00e8 una massa da educare, n\u00e9 il Principe un educatore: il popolo \u00e8 una forza da utilizzare e il Principe deve individuare le risor\u00adse guerresche o bellicose del popolo, deve alimentarle e deve saper utilizzarle, anche se si tratta di passioni moralmente deplorevoli: l&#8217;essenziale \u00e8 che siano utili. Il popolo dunque non conta nulla nella teoria politica del Machiavelli. Finch\u00e9 si tratta di risolvere il problema della unificazione del popolo italiano e della formazione dello stato forte, l&#8217;iniziativa spetta solo al principe: anche i Romani allorch\u00e9 urgeva un problema gravissimo affidavano il potere ad uno solo, cio\u00e8 al dittatore.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Ma quando lo Stato forte si \u00e8 costituito e si \u00e8 ben avviato, \u00e8 bene che anche il popolo sia chiamato a partecipare alla vita pubblica. Quindi dittatura assoluta nella fase della formazione dello Stato con il diritto per il principe di ricorrere a qualsiasi mezzo; dittatura moderata, una volta che lo Stato sia avviato, e uso di criteri pi\u00f9 umani, pi\u00f9 democratici.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">d)-<\/span> Spregiudicatezza morale.\u00a0<\/p>\n<p>Chi deve risolvere un problema gravissimo di natura politica, in cui \u00e8 in gioco il bene di tutti, non deve avere scrupoli. Lo scrupolo genera incertezza mentre in momenti difficili bisogna agire con decisione. Il Principe liberatore stia tranquillo in coscienza, perch\u00e9 in politica ci\u00f2 che \u00e8 necessario \u00e8 anche lecito; perch\u00e9 anche gli altri principi usano sistemi sleali; perch\u00e9 se la teoria \u00e8 bella, bisogna pur riconoscere che la pratica \u00e8 del tutta diversa dalla teoria e quindi esige norme particolari.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">e)-<\/span> Utilizzazione della fortuna.<\/p>\n<p>Il Machiavelli parla della fortuna nel capitolo XXIV del &#8220;Principe&#8221;. Da uomo del Rinascimento maturo, egli concepisce la fortuna in modo net\u00adtamente realistico. Dante pensava che la fortuna fosse una ministra della Provvidenza, alle cui decisioni \u00e8 impossibile contrastare. L&#8217;Alberti pen\u00adsava che l&#8217;uomo abbia la capacit\u00e0 di domare la fortuna (Rinascimento giovanile e quindi ottimista). Il Machiavelli pensa che alla fortuna, cio\u00e8 alla situazione impossibile a prevedersi, bisogna prepararsi con un buon esercizio di audacia e di prudenza: quando \u00e8 favorevole, bisogna sfruttarla fino in fondo, con estrema decisione; quando \u00e8 sfavorevole bisogna essere prudenti, aver pazienza, in attesa che venga il momento buono.<\/p>\n<p>Ad ogni modo quando si formula un piano di azione \u00e8 necessario prevedere anche i fattori sfavorevoli che potrebbero sbarrare il cammino per volont\u00e0 della fortuna. Il duca Valentino aveva condotto quasi a conclu\u00adsione il suo piano di unificazione dello stato pontificio; quando era nel pi\u00f9 bello, mor\u00ec il babbo suo Alessandro VI ed egli non aveva preveduto questa possibilit\u00e0, e dovette assistere alla dissoluzione quasi improvvisa del suo piano.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">f)-<\/span> Utilizzazione dell&#8217;esempio altrui.<\/p>\n<p>Di qui la necessit\u00e0 che il principe conosca bene il mondo in cui vive e il mondo in cui hanno operato i grandi del passato, ossia \u00e8 necessario che egli conosca bene la storia del tempo suo e la storia antica.<\/p>\n<p><strong>La forma del Machiavelli.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 La spiritualit\u00e0 del Machiavelli, come s&#8217;\u00e8 visto, \u00e8 solida chiara e ap\u00adpassionata. Solida perch\u00e9 poggia sull&#8217;esperienza ed \u00e8 tutta riversata sulla prassi degli affari. Chiara perch\u00e9 domina la materia con la padronanza del tecnico intelligente ed esperto. Appassionata perch\u00e9 il mondo degli affari costituisce la sostanza del suo vivere: fuori di quel mondo egli ha l&#8217;impressione di morire. Su tutti i grandi scrittori la forma \u00e8 strettamente connessa con la spiritualit\u00e0, ossia \u00e8 il modo con cui la spiritualit\u00e0 stessa si sviluppa; solo gli scrittori minori prendono in presti\u00adto la forma da questo o da quell&#8217;indirizzo letterario, non essendo capaci di crearne una propria. Quindi, in corrispondenza con la spiritualit\u00e0, la forma del Machiavelli sar\u00e0 concreta, chiara e appassionata:<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">a)- Concreta.<\/span><\/em> Egli procede nelle sue dimostrazioni non in modo astratto, cio\u00e8 con argomenti teorici-razionali, ma adducendo di continuo i fatti co\u00adme prova delle sue asserzioni. E&#8217; un modo di dimostrare proprio degli uo\u00admini di affari, assai interessante, perch\u00e9 strettamente legato con la vi\u00adta, quel continuo rifarsi alla storia, alla psicologia umana, alla sua esperienza personale conferisce al trattato (che di per s\u00e9 \u00e8 pesante e noioso e interessa soltanto gli specialisti) un interesse vitale che attrae l&#8217;at\u00adtenzione anche della gente la quale non si interessa di politica. L&#8217;astrattezza propria del trattato che in genere procede col metodo espositivo e razionale o scientifico (pensare ad un trattato di Fisica o di Filosofia), \u00e8 superata trionfalmente dal Machiavelli, perch\u00e9 egli tras\u00adferisce nella sua esposizione la vita vissuta e i principi vengono enun\u00adciati dopo l&#8217;esame della vita, dopo la critica, dopo la polemica e assumo\u00adno quindi il significato non di un pensiero astratto, ma di uno stile di azione. Abolisce i principi astratti o teorici, sostituisce ad essi i prin\u00adcipi concreti o indotti dalla esperienza; e sono talmente collegati con la vita che non sembrano principi ma forme del vivere.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">b)- Chiara. <\/span><\/em>Il Machiavelli procede con la precisione del tecnico a cui non \u00e8 ignoto alcun segreto della sua arte. Perci\u00f2 quando dimostra esemplificando ovvero conclude una meditazione, si nota nella sua indagine la precisi\u00adone del richiamo e della formulazione del principio.<\/p>\n<p>Sono note le sue sentenze decise e vibrate<em>: &#8220;I profeti armati trionfa\u00adno, i profeti disarmati ruinano&#8221;; &#8220;Chi vuol fare la parte di buono infra tanti cattivi conviene che ruini&#8221;. &#8220;Questo si pu\u00f2 dire degli uomini: che sono cupidi, avidi di guadagno, fedeli quando li benefichi, sleali quando li metti alla prova&#8221;; &#8220;I problemi che riguardano la salvezza della patria non ammettono altro criterio di soluzione che quello della salvezza di lei&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">c)- Appassionata. <\/span><\/em>Alla esposizione interessante per la sua adesione alla psicologia umana e alla prassi della storia, il Machiavelli aggiunge sem\u00adpre il commento suo appassionato: appassionato della sua arte, appassionato della sua patria. Di qui il lirismo che pervade particolarmente il Principe e i Discorsi, che sono tra le sue meditazioni quelle pi\u00f9 profonde e pi\u00f9 sentite.<\/p>\n<p><strong>Il linguaggio del Machiavelli.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Parlando del linguaggio che egli adotter\u00e0 nel Principe, dice cos\u00ec: <em>&#8220;La quale opera io non ho ornata n\u00e9 ripiena di clausole ampie (cio\u00e8 di periodi chiusi secondo un procedimento ritmico costante) o di parole ampullose e magnifiche o di qualunque altro lenocinio (attrattiva) o<\/em> <em>ornamento estrinseco, con le quali molti sogliono le loro cose descrivere e ornare perch\u00e9 io ho voluto che veruna cosa solamente la variet\u00e0 della materia e la rarit\u00e0 del soggetto la faccia gradita&#8221;.\u00a0 <\/em>\u00a0Si nota in queste pa\u00adrole la mentalit\u00e0 dell&#8217;uomo di affari per il quale la parola non ha funzi\u00adone decorativa, ma funzione utilitaria, cio\u00e8 serve ad esprimere il concet\u00adto con chiarezza e precisione. Di qui il linguaggio del Machiavelli logico, preciso, chiaro, essenziale.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">a)- LOGICO.<\/span><\/em> Il periodo \u00e8 di straordinaria complessit\u00e0, molto simile a quello latino per la struttura (perch\u00e9 il periodo latino \u00e8 di una straor\u00addinaria architettura logica, cio\u00e8 strutturato secondo la funzione principa\u00adle o secondaria dei concetti in esso espressi): tale periodo si adatta egregiamente alla struttura salda del suo ragionamento sostanziato di fat\u00adti e di riflessioni. Il vocabolario talvolta \u00e8 desunto dal fiorentino vi\u00advo, quasi familiare; altre volte \u00e8 desunto dal vocabolario latino: le forme vive sono richieste dalla sua spiritualit\u00e0 di uomo di affari; le forme dotte sono richieste dalla sua spiritualit\u00e0 di scienziato.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">b)- PRECISO.<\/span><\/em> E&#8217; proprio dei tecnici la precisione dei termini. Abituati come sono a veder chiaro nei fatti e nelle idee, quasi per istinto ricer\u00adcano la parola che dice e non la parola che suona.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">c)- CHIARO.<\/span><\/em> Nonostante la complessit\u00e0, il linguaggio del Machiavelli \u00e8 abbastanza chiaro, perch\u00e9 riflette una spiritualit\u00e0 la quale, se \u00e8 complessa, non \u00e8 certo complicata o artificiosa.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">d)- ESSENZIALE<\/span><\/em>.\u00a0 Gli uomini di affari non hanno tempo da perdere; perci\u00f2 le belle parole, i giochi di abbellimento del discorso, le frasi condite, non sono ad essi abituali: le parole sono tante quante se ne richiedono per esporre con precisione e con chiarezza.<\/p>\n<p><strong>Forma Essenziale<\/strong><\/p>\n<p>Il Machiavelli ha la mentalit\u00e0 dello scienziato e dell&#8217;uomo di affari; perci\u00f2 dai suoi ragionamenti esulano le considerazioni dottrinarie, le divagazioni artistiche.<\/p>\n<p>Non si trova mai infatti nel Machiavelli un&#8217;impostazione dottrinaria o un&#8217;argomentazione sottile, che gli procuri la fama di filosofo: non solo non aspira a questa fama, la detesta perch\u00e9 chi \u00e8 filosofo nella vita pra\u00adtica <em>\u201cruina\u201d<\/em>. Similmente non si trovano nel Machiavelli le belle descrizioni che tanto piacciono agli umanisti: le belle descrizioni egli le lascia agli oziosi, a quelli che vogliono interessare pi\u00f9 con le chiacchiere che con i fatti. Eliminate le divagazioni dottrinali, eliminati i pezzi di bravura descrittiva, resta un procedimento essenziale, cio\u00e8 una dimostrazione per fatti e per idee concrete.<\/p>\n<p><strong>Conclusione.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il Machiavelli, autore di trattati, viene citato nella storia della Letteratura Italiana, ossia nella storia dei grandi scrittori, ossia dei poeti. Poesia infatti significa composizione bella; e siccome la composi\u00adzione pu\u00f2 essere in verso o in prosa, nulla impedisce che sia chiamato poetico anche un trattato.<\/p>\n<p>Sembrava che il trattato fosse eternamente escluso dal mondo della poesia, a causa proprio della sua natura: cio\u00e8 di opera espositiva e non rap\u00adpresentativa, cio\u00e8 di opera che ragiona e non descrive.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il pensare che il trattato non possa mai giungere al piano dell&#8217;arte non \u00e8 giustificato in nessun modo, anzi \u00e8 collegato con un pregiudizio: cio\u00e8 che sia poeta solo chi narra o descrive o esprime con immediatezza lirica i suoi stati d&#8217;animo. Poesia consiste nel dire bene quello che si deve dire per illustrare a fondo la vita o il significato di un motivo.<\/p>\n<p>E&#8217; poeta l&#8217;oratore che con concretezza, con chiarezza, con precisione esprime i concetti e i sentimenti che meglio incarnano il significato del tema che tratta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Non \u00e8 detto perci\u00f2 che non possa far poesia anche uno scienziato o un politico: l&#8217;essenziale \u00e8 che dica cose profonde e le dica bene.<\/p>\n<p>Possiamo allora senz&#8217;altro definire il Machiavelli poeta degli affari politici, poeta della scienza politica e della passione patriottica.<\/p>\n<p><strong>Riflessi del Rinascimento nel pensiero del Machiavelli.<\/strong><\/p>\n<p>a)- La concretezza dell&#8217;indagine che si manifesta nel proposito di abo\u00adlire i principi teorici e di sostituirli con principi pratici.<\/p>\n<p>b)- Il gusto per la costruzione grandiosa e armonica che si manifesta nella figurazione machiavellica dello Stato unitario e forte.<\/p>\n<p>c)- Il concetto di virt\u00f9 inteso come abilit\u00e0.<\/p>\n<p>d)- La distinzione tra morale teorica e morale pratica.<\/p>\n<p>e)- La sopraelevazione delle attivit\u00e0 terrene quasi che il fine della vita si limiti all&#8217;altezza terrena.<\/p>\n<p>f)- Il riflesso dell&#8217;umanesimo maturo che tende a trarre dagli antichi oltre che lo stile solido e chiaro anche e soprattutto le norme del vivere.<\/p>\n<p>g)- La tendenza ad affermare la personalit\u00e0 forte che nel Machiavelli si concreta nella personalit\u00e0 del Principe e nella personalit\u00e0 quasi divi\u00adna dello Stato nazionale.<\/p>\n<p>h)- L&#8217;utilitarismo che nel Machiavelli \u00e8 elevato a norma suprema nel campo della vita politica (utilitarismo pubblico).<\/p>\n<p><strong>Giudizio intorno al Machiavelli.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Il Machiavelli \u00e8 stato considerato maestro indiscusso da tutti i soste\u00adnitori dello Stato etico (cio\u00e8 dello Stato concepito come fonte di dirit\u00adto morale, ossia dello Stato che, ente assoluto non ricava norma n\u00e9 dalla religione, n\u00e9 dalla morale, n\u00e9 dalla Filosofia, ma crea la norma di azione in base ai suoi bisogni e ai suoi interessi):<\/p>\n<p><strong>1. <\/strong>Anzitutto notiamo che non sono i cittadini per lo stato, ma lo stato per i cittadini: il fine dell&#8217;uomo non \u00e8 quello di contribuire solo ed uni\u00adcamente al potenziamento dello stato, ma \u00e8 soprattutto quello di realizzare il suo perfezionamento attraverso la sua elevazione materiale e spirituale e perci\u00f2 lo stato non pu\u00f2 e non deve considerare i cittadini come mezzo per realizzare il suo potenziamento, ma deve considerarsi come saggio amministratore dei beni morali e materiali di essi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Pensare che il Principe debba svolgere semplicemente una funzione mi\u00adlitare e non abbia invece anche una funzione educativa significa valorizzare il Principe militarista, considerare l&#8217;azione come una caserma, e negargli quella mirabile caratteristica umana di saggio amministratore dei beni della nazione. Con questo non si vuol dire che il compito di fortifi\u00adcare o difendere lo stato non sia uno dei pi\u00f9 importanti tra quelli che aspet\u00adtano al Principe, si vuol soltanto dire che oltre a quello ce ne sono an\u00adche altri: provvedere all&#8217;istruzione del popolo, promuovere le arti, favorire le attivit\u00e0 economiche.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Qualcuno potrebbe dire che il Machiavelli non nega che il Principe debba esercitare anche questa attivit\u00e0 o meglio che, una volta garantita la sicurezza dello Stato siano queste le atti\u00advit\u00e0 che il Principe deve esercitare. Ma a dire il vero su queste attivit\u00e0 il Machiavelli insiste poco e se talvolta ne parla, lo accenna solo come attivit\u00e0 secondaria destinata ad affinare e a rinforzare l&#8217;attivit\u00e0 prin\u00adcipale che \u00e8 quella militare ad esempio: il primo libro dei Discorsi, par\u00adlando della Religione egli afferma che non la religione vera deve essere favorita dal Principe, ma quella che meglio contribuisce a creare il sol\u00addato indomito e fiero; per cui pur avendo belle parole per la Religione Cristiana, alla fine viene a concludere che per uno Stato forte \u00e8 prefe\u00adribile la religione pagana.<\/p>\n<p><strong>2. <\/strong>Il Machiavelli sembra spesso confondere l&#8217;energia con la crudelt\u00e0, la prudenza con l&#8217;astuzia, la forza con la violenza. Ad esempio esaminando il problema se il Principe debba preferire essere amato o essere temuto essere umano o essere crudele, egli dice senz&#8217;altro che \u00e8 bene essere temuto e crudele: non sarebbe meglio dire che deve essere energico, perch\u00e9 in verit\u00e0 senza energia non si riesce a mantenere la disciplina.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Un altro esempio: egli dice che vivendo il Principe in un mondo di sleali deve essere anche egli sleale: non sarebbe meglio dire che vivendo in un mondo di sleali \u00e8 opportuno e doveroso essere prudente?<\/p>\n<p><strong>3. <\/strong>Qualcuno afferma che il Machiavelli \u00e8 un personaggio tragico: si porterebbe infatti, secondo costoro, nell&#8217;animo suo un drammatico disagio, dovuto alla necessit\u00e0 di dover scegliere non quello che si dovrebbe fare, ma quello che si fa, non per norma morale a cui egli sinceramente crede, ma la norma imposta dal duro gioco della vita.<\/p>\n<p>Insomma il Machiavelli sarebbe una specie di eroe che appassionato del\u00adl&#8217;ideale, ma costretto per il bene della patria a scegliere la norma del\u00adl&#8217;utile ad ogni costo, potrebbe paragonarsi a Bruto Maggiore che repres\u00adse il suo sentimento di padre e fece prevalere, drammaticamente, il suo sentimento di romano. A questa affermazione rispondiamo che il Machiavelli in nessun passo della sua opera rivela questo disagio: anzi si compiace (vedi cap. XV) di sostituire al metodo della teoria la lui svalutato come vano ed ozioso il metodo effettuale non quello che si dovrebbe fare, ma quello che comunemente si fa, deve regolare la prassi. Questa compiacenza assai evidente smentisce il sospetto di qualsiasi crisi nell&#8217;animo del Machiavelli.<\/p>\n<p>\u00a0<strong>4.<\/strong> Esaminiamo in particolare il modo con cui egli risolve il problema italiano. Parte dal principio: <em>&#8220;Salus publica suprema lex&#8221;<\/em> (che viene specificato in quella affermazione: per la salvezza ogni mezzo \u00e8 lecito): principio sbagliato, perch\u00e9 lo Stato \u00e8 un ente assoluto come si \u00e8 detto nel primo punto: prima dello Stato c&#8217;\u00e8 l&#8217;uomo e prima dell&#8217;uomo c&#8217;\u00e8 Dio che ha stabilito un ordine morale che bisogna rispettare. Egli afferma che per risolvere il problema italiano non ci sono che due mezzi: o quello di persuadere i principi a cedere l&#8217;autorit\u00e0 ad uno solo (e questo egli lo scarta perch\u00e9 il metodo della persuasione \u00e8 infruttuoso a causa dell&#8217;egoismo umano) o quello della violenza e dell&#8217;astuzia. A questa affermazione notiamo:<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">a)- <\/span><\/strong>anzitutto \u00e8 ingenuo pensare che i vari principi italiani vedendo il Principe liberatore eliminare uno dopo l&#8217;altro i suoi colleghi, avreb\u00adbero atteso tranquillamente il loro turno; e non piuttosto sarebbero col\u00adlegati tra di loro magari con gli stranieri contro di lui;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">b)-<\/span><\/strong> in secondo luogo \u00e8 inesatto (e glielo far\u00e0 notare il Guicciardini) paragonare il compito di un principe italiano a quello di Luigi XI che in Francia instaur\u00f2 l&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;assolutismo. Luigi XI sal\u00ec al potere al termine della guerra dei cento anni: da cento anni in Francia c&#8217;era un esercito nazionale, per cento anni i Francesi avevano combattuto per la patria e quindi avevano gi\u00e0 una coscienza nazionale; e al termine della guerra la maggior parte dei feudatari o erano morti o erano in miseria. In Italia invece si doveva cominciare tutto da capo. Dunque il paragone non tiene;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">c)-<\/span><\/strong> in terzo luogo tra le vie proposte dal Machiavelli ve ne \u00e8 un&#8217;altra: quella di diffondere in mezzo al popolo l&#8217;idea dell&#8217;unit\u00e0, di creare in esso una coscienza nazionale.<\/p>\n<p>E questo compito spettava proprio agli scrittori, ma a quel tempo gli scrittori erano al servizio dei principi: Machiavelli stesso era al servi\u00adzio dei grandi e considerava il popolo come volgo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>Nell&#8217;ottocento quando si decise di\u00a0\u00a0 realizzare il progetto dell&#8217;unifi\u00adcazione dell&#8217;Italia gli scrittori uscirono dalle corti, dalle Accademie, dai circoli letterari e scesero in mezzo al popolo: i romantici rinuncia\u00adrono alla gloria di scriver bene e si contentarono di scrivere in modo comprensibile ai lettori di media cultura cio\u00e8 al popolo. E quando il popolo entr\u00f2, nella storia, il progetto dell&#8217;unificazione dell&#8217;Italia fu realizzato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NICCOLO\u2019\u00a0\u00a0 MACHIAVELLI\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (1469-1527) PERSONALITA\u2019 Pu\u00f2 essere definito il tecnico della politica: opponiamo alla parola tecnico la parola filosofo, nel senso che il tecnico procede in base a princi\u00adpi sperimentali, il filosofo in base a principi teorici. 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