{"id":3578,"date":"2013-09-19T10:38:23","date_gmt":"2013-09-19T09:38:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=3578"},"modified":"2013-09-19T10:38:23","modified_gmt":"2013-09-19T09:38:23","slug":"moresco-nella-storia-nellarte-nel-turismo-nepi-prof-gabriele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=3578","title":{"rendered":"MORESCO nella storia, nell&#8217;arte, nel turismo. NEPI prof. Gabriele"},"content":{"rendered":"<p><strong>MORESCO\u00a0\u00a0 di Gabriele Nepi<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong>Moresco, \u00e8 uno dei borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia, di circa seicento abitanti, sito a cavaliere su una collinetta in posizione di fortilizio\u00a0 sulla valle dell\u2019Aso, a m. 405 sul livello del mare, circondato da Monterubbiano, Lapedona e Montefiore dell\u2019Aso (AP)..<\/p>\n<p>Sull\u2019origine mancano notizie sicure. Come i paesi vicini ebbe le immigrazioni dei giovani Sabini \u201cper voto di primavera sacra\u201d<a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_edn1\">[1]<\/a> inoltre dalle citt\u00e0 della costa mediterranea orientale. Dopo la caduta dell\u2019impero romani si ebbero le invasioni di varie popolazioni germaniche, tra cui i Goti, e nel secolo VIII le invasioni degli Arabi, i quali costituirono, in Sicilia, in Campania e altrove le loro stabili e fiorenti sedi. Il vocabolo Moresco deriverebbe da \u201cMori\u201d.<\/p>\n<p>Mancano documenti sulla origine del castello di Moresco, fortilizio militare\u00a0 con intorno le case di agricoltori ed artigiani che dettero incremento al paese.\u00a0 La torre baronale, alta, sormontata la terrazza con cuspide, tipica dell&#8217;architettura araba, ha dato probabilmente la connotazione di Moresco a questo castello. Fino al 1918 conservava ancora una robusta terrazza sulla quale poggiava la cuspide, andata distrutta, in detto anno, quando venne restaurata e munita, alla sommit\u00e0, di una elegante merlature ghibellina.<\/p>\n<p>Secondo una tradizione attendibile, la costruzione risalirebbe al V secolo. L&#8217;invasione dei Goti condotti da Alarico, determin\u00f2 nel 415 una vera calamit\u00e0 a Fermo, a Monterubbiano e nei dintorni, ragion per cui i Fermani avrebbero costruito Moresco, quale propugnacolo avanzato per cautelarsi da ulteriori assalti nemici.\u00a0 Il primo documento che\u00a0 nomina Moresco riguarda un corso d\u2019acqua con il suo ponte<a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_edn2\">[2]<\/a>. Il dato principale \u00a0del secolo XI \u00e8 l\u2019esistenza del nobile Tebaldo conte di Moresco, nipote del vescovo Uberto e attivo nell\u2019amministrazione vescovile.<a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_edn3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>Alterne vicende lo posero sotto la giurisdizione di Fermo, con la cittadinanza secondo lo Statuto dei Fermani e, a periodi, nel dominio immediato della Camera apostolica di Roma. Ecco una lettera dell\u2019anno 1248, in cui \u00e8 assegnato alla giurisdizione di Fermo dal Cardinale Ranieri, vicegerente del papa Innocenzo IV nelle Marche. \u201cRaniero cardinale del titolo di Santa Maria in Cosmedin, gerente del papa nella Tuscia, nel Ducato di Spoleto e nella Marca d&#8217;Ancona &lt;scrive&gt; al Capitano, al Consiglio ed al Comune di Fermo, salute !\u201d. Prosegue poi in una interessante esposizione sulla liberazione di Fermo dalla tirannide. In sostanza, il Cardinale asserisce che, dato che i Fermani sono ritornati alla Chiesa, accogliendo le loro richieste, la sede apostolica conferma i diritti di privilegi gi\u00e0 concessi a Fermo. \u201c Non solo osserveremo noi tali privilegi -continua il cardinale -ma li faremo osservare. Osserveremo poi i privilegi concessivi dagli Imperatori cattolici specie quelli sulla fascia costiera<a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_edn4\">[4]<\/a> e i diritti delle \u2018comunanze\u2019 (comuni) del vostro Contado come Monterubbiano, Monte Santa Maria (Montegiorgio), Ripatransone e altri.\u201d Restituisce solennemente a Fermo, Torre di Palme, il castello di Grottammare ed il castello di Moresco, castelli tolti all&#8217;imperatore Federico II, ora deposto. Nel 1258 re Manfredi, in grazia di servizi ricevuti dalla citt\u00e0 di Fermo, conferma le concessioni del padre Federico II alla citt\u00e0\u00a0 con la giurisdizione sui castelli di Marano, Boccabianca, Torre di Palme, Monturano, Moresco, Massignano, Loro, Torre San Patrizio, Grottammare, Monte San Martino, Petritoli, Montefiore, Monterubbiano.<\/p>\n<p>I signori, Giorgio di Bordone e Crescenzio di Sant\u2019Andrea (castello presso Cupramarittima), con atto in data 11 giugno 1266 (era di venerd\u00ec) rogato dal notaio \u00a0Nicoletto Benvenuti, vendettero le loro propriet\u00e0 e diritti che avevano su Moresco, al Comune di Fermo, rappresentato dal podest\u00e0 Lorenzo Tiepolo, veneziano (colui che fece costruire la rocca, tuttora esistente, di Porto San Giorgio), figlio del doge di Venezia, poi doge egli stesso. Il prezzo di vendita fu di lire 500.<\/p>\n<p>Dopo tre giorni,\u00a0 il 14 giugno alla presenza di alcuni testimoni, Andrea, Aldovrandino e Grimaldo, figli di Rinaldo di Sant&#8217;Andrea nipoti del detto Crescenzio, approvarono tale vendita<em>.<\/em> Promisero inoltre di osservare i patti per sempre.\u00a0 Il Comune di Fermo affid\u00f2 Moresco ad un castellano e di esso ebbe sempre molta cura, essendo vicino a Monterubbiano ed a Montefiore dell\u2019Aso, alleato questo di Ascoli Piceno, antagonista di Fermo.<\/p>\n<p>Il 13 marzo 1272 papa Gregorio X che si trovava al Lione, scrive al Rettore della Marca che Fermo pu\u00f2 riscattare per 10.000 libre una castello a scelta o Moresco o Montefalcone. Nel 1273 questo papa scrive al castellano di Moresco, Pietro Ispano, di restituire il detto castello al Comune di Fermo. <em>\u201cGregorio Vescovo, servo di Dio, al nostro diletto figlio Pietro Ispano castellano del Castello di Moresco della diocesi fermana, salute ed apostolica benedizione. Vogliamo e comandiamo per mezzo di lettere apostoliche\u2026 che tu restituisca senza alcuna difficolt\u00e0 al Comune di Fermo il castello di Moresco, che tu tieni in custodia a nome nostro e della Chiesa Romana. Dato al Lione, il 10 febbraio (quattro giorni alle idi di febbraio), nell\u2019anno secondo del pontificato\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em>Nel 1276 il comune di Fermo, con atto rogato dal notaio Bongiovanni del maestro Altidona, assegnava al Rettore della Marca il possesso di Moresco e di altri castelli. Nicol\u00f2 III Papa, nel 1278 restitu\u00ec a Fermo, il possesso di vari castelli; essi sono: Torre di Palme,\u00a0 Marano (Cupramarittima), Grottammare, Montefalcone e Moresco. Questi castelli erano stati tenuti in ostaggio per i danni arrecati dai Fermani a Monte San Pietrangeli.<\/p>\n<p>A met\u00e0 secolo XIV, da mezzo secolo la Curia Papale si era trasferita in Avignone. A Fermo ci furono le tirannie di Mercenario da Monteverde (ucciso nel 1340) poi di Gentile da Mogliano (dal 1346 circa). Innocenzo VI nel 1353 invi\u00f2 il cardinale Albornoz, che, poco a poco, riconquist\u00f2 con accortezza e, occorrendo, con la forza, le Marche e lo Stato Pontificio al Papa. Nel 1355, con la lettera datata: Fermo 22 settembre, l\u2019Albornoz ordinava ai comuni delle terre et castra di inviare i procuratori (sindaci) per prestare nelle sue mani il giuramento di fedelt\u00e0 ed altri obblighi dovuti a Fermo. Tra essi figura il <em>Castrum Morisci<\/em>. Gentile da Mogliano era condannato a morte in contumacia<a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_edn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>Nel 1433 il conte Francesco Sforza occup\u00f2 le Marche e tutto lo Stato Fermano. Cinse Monterubbiano di poderose mura. Suo fratello Alessandro Sforza, in guerra con Alfonso d&#8217;Aragona, nel 1442 si ritir\u00f2 con le sue truppe a Monterubbiano; vi rimase per cinque mesi da gennaio a maggio, recando danni ai paesi vicini fra cui Moresco, obbligando i cittadini di Monterubbiano, Moresco e degli castelli limitrofi a somministrare alle truppe vino, olio, fieno, legna e danaro. I soldati non solo depredarono Moresco e i paesi vicini, ma le loro insolenze li spinsero in molti altri castelli del Contado Fermano ove spogliando poderi, case e magazzeni. L\u2019oppressione fin\u00ec con la cacciata dello Sforza da Fermo nel 1445.<\/p>\n<p>Fermo teneva in gran conto il torrione di Moresco valorizzando la sua grande importanza strategica. Era insidiosa la vicinanza con Montefiore, castello allora alleato di Ascoli.\u00a0 E nel 1481, a Moresco si verific\u00f2 un grave fatto di sangue, dovuto alle continue rivalit\u00e0 tra Ascoli \u00e8 Fermo. Il dottor Pellegrino Morroni di Fermo, che si trovava nel castello di Moresco, venne ucciso proditoriamente da alcuni monterubbianesi. Segu\u00ec il processo che rivel\u00f2 queste lotte.<\/p>\n<p>Sisto V, il grande Pontefice marchigiano, con bolla del 13 dicembre 1586, cre\u00f2 a Montalto, sua patria, il Presidato di Montalto, facendolo dipendere direttamente dalla Santa Sede e dai tribunali di Roma. Tale Presidato aveva giurisdizione su Moresco insieme come su Ripatransone, Castignano, Force, Cossignano, Montelparo, Montemonaco, Montefiore, Montefortino, Montedinove, Monterubbiano, Offida, Patrignone, Porchia, Rotella, S. Vittoria in Matenano.<\/p>\n<p>Nel 1648 Moresco aveva dei soldati con un sergente. In quell&#8217;anno era sergente tal Giovanni Morelli, cittadino di Moresco, il quale, il 7 luglio 1648, guid\u00f2 i soldati moreschini a Fermo, chiamativi dal Capitano Leone Montani a portare man forte in occasione dell&#8217;uccisione di Mons. Umberto Visconti, Governatore di Fermo, avvenuta nello stesso 7 luglio. Ci\u00f2 risulta dal volume del processo contro gli uccisori di questo governatore Visconti.<a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_edn6\">[6]<\/a><\/p>\n<p>I Presidato dur\u00f2 circa due secoli e fu abolito dall\u2019invasione di Napoleone nel 1797.Durante il primo Regno Italico,\u00a0 Moresco fu aggregato insieme con il Comune di Lapedona a quello di Altidona, che fu capoluogo con sede di un Vice Governatore. Nel 1808 Napoleone divise ancora le Marche in tre Dipartimenti: Metauro, Musone e Tronto (di questo ultimo era capitale Fermo), Moresco venne aggregato a Monterubbiano insieme con Torchiaro. Caduto Napoleone ed avvenuta la reintegrazione del Governo Romano Pontificio (1815) i comuni vennero separati, ma in seguito Moresco venne nuovamente aggregato da Leone XII ad Altidona capoluogo e sede di Podest\u00e0 e tale rimase fino quando torn\u00f2 autonomo nel 1848. Tale rimase fino al 1 gennaio 1869, anno in cui, in applicazione del Regio Decreto 16 luglio 1868, alcuni maggiorenti del paese trattarono una pacifica aggregazione al Comune di Monterubbiano, contro la quale non fu sollevata alcuna manifesta opposizione.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante una statistica presentata nel 1862 al prefetto di Ascoli Piceno, Cav. Scelsi. Da essa risultano i seguenti dati relativi alla demografia di Moresco. Nell\u2019anno \u00a01862: case n. 218, famiglie n. 176, abitanti n. 761, chiese n.4, parrocchie n.1, conventi n.3, persone del culto n.3, elettori politici n.7, elettori amministrativi n.28, sanitari n.2.<\/p>\n<p>Nel 1910 Moresco riottiene l&#8217;autonomia, avvenimento di grande importanza e festeggiato: nei manifesti murali di esultanza per la riconquistata autonomia, si scrisse: <em>\u201cVada il nostro plauso ed il nostro affettuoso saluto al degno rappresentante del gentile Abruzzo on. Mezzanotte\u201d. \u201c Il popolo accoglie con viva gioia il deputato del Collegio Alceo Speranza\u201d. Il paese circonda di venerazione i suoi prediletti figli che seppero dar prova di elevato patriottismo\u201d. \u201cMoresco lieta della rivendicata autonomia, saluta gli ospiti illustri che la onorano della gradita presenza\u201d. <\/em>In una parete della Sala Consiliare fu applicata una lapide in marmo. Nel decreto di autonomia si legge: \u201c Vittorio Emanuele III per Grazia di Dio e per volont\u00e0 della nazione Re d&#8217;Italia. Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato. (a<em>rt.1) \u00a0La frazione di Moresco \u00e8 distaccata dal Comune di Monterubbiano, e costituita in Comune autonomo\u2026 Roma add\u00ec 25 giugno 1910. Vittorio Emanuele.<\/em><\/p>\n<p>La proposta di rivendicazione dell&#8217;antica autonomia fu presentata al Parlamento Italiano dall&#8217;onorevole Camillo Mezzanotte del Collegio di Chieti, sostenuto dal Deputato del Collegio di Fermo on. Alceo Speranza. Nel fascicolo inviato al Parlamento risulta che appoggiarono la domanda di separazione i Comuni dell&#8217;allora collegio politico di Fermo e precisamente: Fermo, Altidona, Lapedona, Porto San Giorgio, Pedaso, Cupramarittima, Monte Vidon Combatte, Petritoli, Montegiberto, Montottone, Belmonte Piceno, Grottazzolina. Il Comune di Monterubbiano non ostacol\u00f2 il movimento e, cavallerescamente, invi\u00f2 due qualificati suoi rappresentanti alla cerimonia di insediamento del ricostituito Comune.<\/p>\n<p>La prima seduta consiliare ebbe luogo il 19 marzo 1911, giorno di San Giuseppe, con la partecipazione di tutti i consiglieri neo-eletti, che erano: 1 Capotosti Lorenzo, 2 Capotosti cav.uff.Giuseppe, 3 Capotosti dott. Francesco, 4 Centini Luigi, 5 Scotucci Rufino, 6 Mircoli Ascenzo, 7 Meci Pietro, 8 Centini Giuseppe, 9 Centini Felice, 10 Magnaguadagno Lorenzo, 11 Amurri Antonio, 12 Nori dott. Anselmo, 13 Lauri Patrizio, 14 Marsili Pio, 15 Brasca Goffredo. Fungeva da segretario assunto il sig. Eugenio Brandimarte. Venne eletto sindaco il sig. Lorenzo Capotosti con voti 14 su 15 e una scheda bianca; gli assessori effettivi: Centini Felice e Meci Pietro; assessori supplenti: Marsili Pio e Brasca Goffredo. Al sindaco si volle riconoscere l&#8217;opera svolta per il conseguimento dell&#8217;autonomia nella quale era stato validamente coadiuvato da vari fratelli, eletti consiglieri. L\u2019iniziativa era incoraggiata dal giovane avvocato Anselmo Nori e dal professore Camillo Carpini, docente di fisica in Chieti ed amico del deputato di quel collegio politico On. Camillo Mezzanotte, che aveva presentato al Parlamento di progetto di legge sopra ricordato. Moresco ebbe un costante aumento della popolazione \u00a0che nel 1802 contava 704 abitanti nel 1864 ne aveva 881, poi a fine secolo oltre i 900.<a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_edn7\">[7]<\/a> Fino al 1961 la popolazione aumentava.<\/p>\n<p><strong>UOMINI ILLUSTRI<\/strong><\/p>\n<p><strong>*Lorenzo Angelini <\/strong>(Moresco 1729 &#8211; Camerano 1782) Insegn\u00f2 letteratura in varie cittadine e fece parte dell&#8217;Accademia dei Risorti di Bologna. Moltissimi sono i sonetti, le elegie ed altri canti poetici in latino ed in volgare che rendono merito a questo letterato.<\/p>\n<p><strong>*Lorenzo Ruffini<\/strong>. Pittore. Sono certamente suoi alcuni dei quadri che si trovano nella chiesa parrocchiale dei SS. Lorenzo e Nicol\u00f2 e nella chiesa di Sant&#8217;Antonio. Anche i suoi due figli, Giuseppe e Luigi, furono apprezzati pittori. Alcuni quadri di Giuseppe Ruffini si trovano nella \u00a0stessa chiesa parrocchiale.<\/p>\n<p><strong>*Patrizio Gennari<\/strong>, scienziato e patriota, qui nato nel 1820, percorse gli studi medi a Fermo e quindi studi\u00f2 e si laure\u00f2 in medicina a Bologna. Esercit\u00f2 per due anni la medicina nel paese natio, non trascurando lo studio delle piante, per il quale era appassionatissimo. Nel 1844, appena ventiquattrenne, fu chiamato dal Consiglio Accademico dell&#8217;universit\u00e0 di Macerata, alla cattedra di Medicina e Botanica. Al sopraggiungere degli eventi del 1848, lasci\u00f2 la cattedra e la famiglia e part\u00ec, come semplice soldato, nella Legione Romana, conducendo con s\u00e9 un gruppo di alunni. Nel 1849, a voti unanimi, venne eletto deputato alla Costituente Romana delle due province di Macerata e Fermo, optando per il secondo collegio. Proclamata la Repubblica, in amicizia con i triunviri, fu uno dei membri pi\u00f9 attivi dei Comitati di Salute Pubblica. Nel 1854 merit\u00f2 dal Governo Sardo la nomina a professore ordinario di Botanica all&#8217;Universit\u00e0 di Cagliari, dove insegn\u00f2 per circa 40 anni; fu \u201crettore e bibliotecario\u201d in detta universit\u00e0, scrisse monografie interessantissime ed uno studio sulla Flora Sarda, nel quale \u00e8 notevole la parte che riguarda l\u2019isola diCaprera, il cui Eroe lo stim\u00f2 grandemente e lo am\u00f2 con affetto di fratello. Mor\u00ec serenamente a Cagliari il 1\u00b0 febbraio 1897.<\/p>\n<p>*<strong>Cardinale Luigi Capotosti<\/strong>, nato a Montegiberto nel 1863, visse fin dall&#8217;infanzia, a Moresco, dove si era stabilita la sua famiglia. Fu educato nel Seminario di Fermo, venne ordinato sacerdote nel 1885. A quarantacinque anni fu creato vescovo di Modigliana. Da Benedetto XV venne chiamato a reggere l&#8217;Ufficio di Segreteria della Sacra Congregazione dei Sacramenti. Pio XI lo nomin\u00f2 cardinal\u00a0 datario nel concistoro del 1926 ed esercit\u00f2 questa carica fino alla morte nel 1937. Spirito sereno ed equilibrato, cultura vasta e profonda; bont\u00e0 senza limiti e modestia veramente francescana, fu un ministro esemplare di Dio. Valente insegnante di teologia e diritto,\u00a0 pioniere dell&#8217;Azione Cattolica.\u00a0 Nella chiesa parrocchiale presso la sua tomba, una lapide riporta quanto di lui disse Pio XII: <em>\u201cLa porpora che nel cardinale Luigi Capotosti premi\u00f2 il sapere, la saggezza, la virt\u00f9, i servigi resi alla Chiesa, diede nuovo splendore alla sua piet\u00e0 profonda, alla sua commovente mansuetudine ed umilt\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>CHIESE E PARROCCHIE<\/strong><\/p>\n<p><strong>*Parrocchiale dei SS. Nicol\u00f2 a Lorenzo. <\/strong>In piazza Castello \u00a0fu eretta nel medioevo la chiesa denominata di Santa Maria in Castro, in stile romanico a tre navate, di cui rimane oggi la prima di sinistra destinata a pubblico porticato. Nel 1804 ne fu decisa la demolizione e la ricostruzione in sito pi\u00f9 adatto. Sorse cos\u00ec l&#8217;attuale parrocchiale\u00a0 intitolata ai ss. Lorenzo e Nicol\u00f2. L&#8217;architetto Alessandro Mistichelli ne tracci\u00f2 il piano e ne diresse per vari anni di lavori ritardati dalla mancanza di fondi. Restaurata nel 1930, fu decorata nell\u2019abside. Il titolare San Lorenzo (10 agosto) \u00e8 festeggiato come patrono del paese.<\/p>\n<p><strong>*Chiesa di Sant&#8217;Antonio da Padova.<\/strong> Sulla pubblica via, esistette fino al 1951 una piccola chiesa costruita intorno al \u2018500, inizialmente dedicata a San Cristianziano e successivamente a Sant&#8217;Antonio da Padova. Nel 1951 l\u2019Amministrazione Comunale, per ampliare la strada, la demol\u00ec dando alla Confraternita di S. Antonio una nuova chiesa costruita in\u00a0 piazza Castello.<\/p>\n<p><strong>*Chiesa della Madonna delle Grazie.<\/strong> Esisteva all\u2019inizio una<strong> <\/strong>chiesa di Santa Maria in Castro, della quale si inizi\u00f2 la demolizione del 1806, ma si volle salvaguardare la met\u00e0 sinistra dell&#8217;abside, la sacrestia, la torre e la navata di sinistra con i suoi quattro archi romanici. Una parte della vecchia chiesa \u00e8\u00a0 divenuta il porticato pubblico, presso la porta sud della piazza, dinanzi al palazzo civico. Vennero sopraelevate le pareti dell&#8217;abside, decapitata la torre, sopraelevata la restante navata e vi si fece l&#8217;abitazione del parroco. Furono chiusi gli archi e il locale derivatone fu dedicato al culto della <em>\u201cMadonna delle Grazie\u201d <\/em>la cui bella immagine \u00e8\u00a0 dipinta in affresco nella parete di fondo. Raffigura la Madonna con Bambino in grembo, ed ai due lati, due angeli recanti fiori. E\u2019 opera del pittore Vincenzo Pagani da Monterubbiano.<\/p>\n<p><strong>*Chiesa di S. Sofia. <\/strong> Sorge sulla prosecuzione del borgo ad est del centro abitato. Fa notare particolari stilistici trecenteschi nella facciata e nell&#8217;abside.\u00a0 E\u2019 divenuta di propriet\u00e0 comunale. La santa \u00e8 comprotettrice del paese.\u00a0 Un dipinto che rappresenta la santa \u00e8 di scuola veneta del 1600. Attualmente lo stabile \u00e8 ridotto a pubblico teatrino.<\/p>\n<p><strong>*Chiesa di San Lorenzo. <\/strong> Questa chiesetta suburbana sorge poco oltre la chiesa di S. Sofia, e fu costruita dal 1764 al 1777 ad uso di sepolture. Poi il Comune di Monterubbiano, ebbe un nuovo cimitero.<\/p>\n<p>*<strong> Chiesa di S. Maria dell&#8217;Olmo. <\/strong>Cos\u00ec denominata forse perch\u00e9 vicina ad una pianta di olmo, in localit\u00e0 Tredico, fu costruita intorno al 1500, in stile romanico. Vi sono due altari abbelliti dall&#8217;arte del pittore Vincenzo Pagani che nel primo fece l\u2019affresco di \u201cGes\u00f9 Crocifisso e due angeli\u201d, nel secondo dipiense una meravigliosa <em>\u201cMadonna con Bambino e Santi\u201d,<\/em> olio su tavola, di metri 2,75 \u00d7 1,75. In alto siede la Vergine con il Bambino benedicente, in basso le dignitose figure di S. Lorenzo, S. Rocco, S. Sofia e S. Nicola da Bari. Questa pala d&#8217;altare nell&#8217;ottobre 1897, fu portata nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale. La chiesa, nel 1927 fu sospesa dall\u2019ufficiatura, per necessit\u00e0 di restauri.<\/p>\n<p><strong>*Chiesa della Madonna della Salute.<\/strong> E\u2019 un piccolo santuario dell\u2019Immacolata, in contrada Monti\u00a0 che si dice venisse fondato nell&#8217;ottavo secolo. Secondo un&#8217;antica tradizione l\u2019immagine miracolosa fu pietosamente sottratta alla distruzione degli iconoclasti, dai cristiani di Costantinopoli. Portata nel Fermano venne qui collocata ed \u00e8 stata sempre venerata quale dispensatrice di grazi ai fedeli.<\/p>\n<p>MONUMENTI E INFORMAZIONI TURISTICHE<\/p>\n<p>Moresco \u00e8 ritenuto uno dei paesi pi\u00f9 graziosi e pittoreschi delle Marche, perch\u00e9 \u00e8 riuscito a mantenere inalterate le sue caratteristiche originarie di \u201ccastello\u201d: \u00e8 quindi, di per s\u00e9, un monumento:\u00a0 Il centro storico, intatto, \u00e8 tutto circondato dalle mura a pianta ellissoidale e dominato da due torri. Particolarmente suggestiva \u00e8 Piazza Castello, su cui converge l&#8217;intero centro urbano, che si presenta come un elegante \u201csalotto\u201d e che si presta magnificamente per rappresentazioni e spettacoli. Per questo, dal 1963 al 1974, vi si rappresentava il famoso \u201cMerlo di Moresco\u201d, festival nazionale della canzone per bambini, che ha fatto apprezzare Moresco in tutta Italia. Ha richiamato i mini-cantanti di ogni parte della penisola. \u00a0Nelle visite turistiche si apprezza \u00a0lo stupendo Portico gotico, che ripara un bell&#8217;affresco del pittore Vincenzo Pagani di Monterubbiano (1490-1568). Tale portico costituiva, originariamente, la terza navata della chiesa di Santa Maria in Castro (sec.XVI), in gran parte demolita. \u00a0\u00a0Il Palazzo Comunale conserva nella sala consiliare una \u201c Madonna con Bambino e santi\u201d, splendida tavola ad olio dello stesso Pagani.<\/p>\n<p>L&#8217;accesso alla piazza\u00a0 avveniva soltanto attraverso due ingressi. Il lato nord \u00e8 dominato da un imponente Torre, a sette lati disuguali, del secolo XI, monumento nazionale. Nel secolo XX vi \u00e8 stata aggiunta in cima una nuova merlature ghibellina.\u00a0 Sul lato sud, d\u00e0 il benvenuto al visitatore un elegantissimo portico cinquecentesco che vuol essere una degna anticamera della piazza stessa, dove spicca la quadrata torre del secolo XIV, detta poi dell&#8217;orologio.<\/p>\n<p>Il suggestivo panorama che spazia per la vallata del fiume Aso fino al mare, fa apprezzare i coltivi. Guardandoli dall&#8217;alto, danno l&#8217;impressione di autentici giardini. Sono particolarmente curati i frutteti. Il 9 agosto, giorno precedente la festa patronale di S. Lorenzo,\u00a0 si svolge una riuscita <em>\u201cSagra della polenta con vongole<\/em>\u201d, che richiama turisti da tutta la costa e da ogni parte dell\u2019entroterra.<\/p>\n<hr size=\"1\" \/><a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_ednref1\">[1]<\/a> PLINIO, <em>Naturalis Historia, <\/em>III, 13-14.<\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_ednref2\">[2]<\/a> Facilitiamo i riferimenti con una &lt;Nota documentale su Moresco.\u00a0 <em>Liber <\/em>= <em>Archivio di Sato di Fermo. Archivio diplomatico: repertorio dell\u2019Hubart; copiario n. 1030, <\/em>ediz. AA.VV.\u00a0 <em>Liber iurium dell\u2019episcopato e della citt\u00e0 di Fermo. 977-1266.<\/em> Ancona 1996. &#8211; Pergam.= indica nello stesso archivio il numero dato dall\u2019Hubart alla singola pergamena che qui viene citata. TARABORRELLI= Archivio storico arcivescovile di Fermo.\u00a0 Ediz. TARABORRELLI, U. <em>Documenti pontifici e vescovili dell\u2019Archivio storico del Capitolo Metropolitano di Fermo: la carte di san Savino, Santa Maria a Mare e San Pietro Vecchio <\/em>in \u201cQuaderni dell\u2019Archivio storico Arcivescovile di Fermo\u201d a. XXXV, 2010 n. 50 pp. 5-122.&gt;<em> <\/em><\/p>\n<p>+Anno 1101giugno. Il prete Giovanni e suo fratello Pietro fanno una permuta con il vescovo di Fermo da cui ricevono alcuni terreni tra cui le terre nei Casali\u00a0 e nel fondo Piano\u00a0 a confine con \u201crigo de <span style=\"text-decoration: underline;\">Morisci<\/span>\u201d e<em> Liber<\/em> p. 143.<\/p>\n<p>+Anno 1115 novembre. Il vescovo di Fermo d\u00e0 in affitto a Tosco <span style=\"text-decoration: underline;\">Morisco<\/span> met\u00e0 del castello di Torliano (nel Civitanovese)\u00a0\u00a0 <em>Liber pp. 444 (Leggere Moriscus alla firma).<\/em><\/p>\n<p>+Anno 1130 dicembre 11. Il vescovo di Fermo concede al monastero di San Savino di decimare entro questi confini: \u201c dalla strada sotto San Savino verso il fossato de Parrapini, in direzione verso il fiume Tenna. Da un lato il fiume Tenna. Dall\u2019altro lato la valle Mannarina e, dritto dritto, verso il Ponte di <span style=\"text-decoration: underline;\">Moresco<\/span>. Da piedi il rivo di <span style=\"text-decoration: underline;\">Moresco<\/span> verso Tenna\u201d\u00a0 TARABORRELLI p.48<\/p>\n<p>+Anno 1146 gennaio 27. Il vescovo di Fermo autorizza la costruzione a vassallaggio di un castello vicino a San Benedetto in Albula, e tra i testimoni c\u2019\u00e8 <span style=\"text-decoration: underline;\">Tebaldo conte di Moresco.<\/span> <em>Liber <\/em>p. 105<em><\/em><\/p>\n<p>+Anno 1174 settembre 10. Gli uomini di Monte Miliano (presso Montottone) promettono la parte di prodotti agricoli al vescovo. Trai testimoni il <span style=\"text-decoration: underline;\">conte Tebaldo di Moresco<\/span>.\u00a0 <em>Liber <\/em>pp. 409-410<\/p>\n<p>+Anno 1248 Il legato papale assicura a Fermo, liberato dalla tirannia (infedelt\u00e0), la giurisdizione sui suoi castelli, tra i quali Moresco. Pergam. 1101, <em>Liber p. 773<\/em><\/p>\n<p>+Anno 1258 Manfredi fa confermare a Fermo le concessioni di Federico II per la giurisdizione sui castelli. Pergam. n. 794.<\/p>\n<p>+Anno1266 giugno 21. Il podest\u00e0 di Fermo, Lorenzo Tiepolo, acquista i diritti sul castello di Moresco da due signori locali,\u00a0 al prezzo di 500 libre.\u00a0 Pergam. 1747<\/p>\n<p>+Anno1272 marzo 13. Gregorio X concede facolt\u00e0 a Fermo di acquistare Moresco, sequestratogli dalla Camera apostolica. Pergam. 589<\/p>\n<p>+Anno 1273 febbraio 10. Gregorio X tramite il rettore della Marca fa restituire a Fermo il castello di Moresco ove \u00e8 castellano Pietro Ispano.\u00a0 Pergam. n. 1748<\/p>\n<p>+Anno1276 Il Comune di \u00a0Fermo consegna al rettore della Marca i quattro castelli richiestigli tra i quali Moresco per la Camera apostolica.\u00a0 Pergam. n. 533<\/p>\n<p>+Anno 1277 Il comune di Fermo ha preso in mutuo denaro per riacquistare Moresco e altri due castelli.\u00a0 Pergam. n. 1640<\/p>\n<p>+Anno\u00a0 1278 giugno 9. Moresco viene restituito da Nicol\u00f2 III\u00a0 a Fermo insieme con altri castelli.\u00a0 Pergam. 1141 e Pergam. n. 1311<\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_ednref3\">[3]<\/a> CATALANI, M. <em>De Ecclesia Firmana. I vescovi e gli arcivescovi della Chiesa Fermana. Commentario secc. III-XVIII.<\/em> Traduzione e note di E. Tassi. Fermo 2012, alle note \u00a0nelle pp. 126-127 il Tassi spiega che il vescovo Uberto, figlio del conte Tebaldo (senior), era imparentato con potenti famiglie e durante il suo quasi cinquantennale episcopato potenzi\u00f2 l\u2019amministrazione vescovile, assistito da uno stuolo di amministratori laici ed ecclesiastici.<\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_ednref4\">[4]<\/a> Il privilegio di Ottone IV del 1211 poneva sotto il dominio Fermano il litorale adriatico dal fiume Tronto al fiume Potenza. Pergamene Hubart nn. 397, 235, 301, 370. In forza di tale privilegio, nessuno poteva fabbricare case o fortezze lungo la fascia costiera per una profondit\u00e0 di un chilometro circa, senza il permesso di Fermo. Concedeva inoltre il conio della propria moneta. Pergam. n. 234, <em>Ediz. Liber cit. <\/em>p. 739.<em><\/em><\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_ednref5\">[5]<\/a> Le notizie in <em>Cronache della citt\u00e0 di Fermo<\/em>a cura di G. DE MINICIS, Firenze 1870: alle date, anche per le altre vicende del secolo XV.<\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_ednref6\">[6]<\/a> Archivio di Stato di Fermo. Registro dei verbali del processo del 1648, carta 1801.<\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/\/D:\/Documenti%20-\/Dropbox\/Documenti\/MORESCO.i.l.f.Gabriele%20Nepi.docx#_ednref7\">[7]<\/a> <em>\u201cRiparto dei governi e delle comunit\u00e0 dello Stato Pontificio\u201d.<\/em> Roma, 1817, pag. 60, si leggono i dati. Nell\u2019anno \u00a01802 Moresco contava 704 abitanti. Nel 1864 ne contava n. 881, nel 1865 n.881, nel 1868 n.761 (emigrazione), nel 1921 n.921, nel 1926 \u00a0n.927, nel 1961 \u00a0n.1025. Poi \u00e8 avvenuto l\u2019esodo.<\/p>\n<p>Bibliografia: NEPI, G. <em>Guida storica e artistica di Moresco. <\/em>Camerini 1982<\/p>\n<p>ROSSI, L. <em>Moresco: comunit\u00e0 di castello<\/em>. Fermo 1996<\/p>\n<p>NEPI, G. <em>Moresco <\/em>in \u201cRiviera delle palme \u2013 Arte e cultura\u201d 30 aprile 2001 v. 17, n. 2 pp. XIII-XVI.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MORESCO\u00a0\u00a0 di Gabriele Nepi Moresco, \u00e8 uno dei borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia, di circa seicento abitanti, sito a cavaliere su una collinetta in posizione di fortilizio\u00a0 sulla valle dell\u2019Aso, a m. 405 sul livello del mare, circondato da Monterubbiano, Lapedona &hellip; <a href=\"https:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=3578\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10,6,9,80],"tags":[3300,2562,3041,3195,8992,3205,3201,2228,1448,3237,8953,3297,1207,1449,2493,8956,3299,8980,9033,2991,2947,3289,3298,3288,2948,3296,3270,3294,3179,3295,1223,3059,3290,3291,3293,8969,3292],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3578"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3578"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3578\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3580,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3578\/revisions\/3580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}