{"id":8906,"date":"2019-08-10T14:32:18","date_gmt":"2019-08-10T13:32:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=8906"},"modified":"2019-08-10T14:35:16","modified_gmt":"2019-08-10T13:35:16","slug":"vecchiotti-luigi-musicista-di-servigliano-1804-1864-rciordato-da-don-giuseppe-oreste-viozzi-parroco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.luoghifermani.it\/?p=8906","title":{"rendered":"VECCHIOTTI LUIGI musicista di Servigliano (1804-1864)  rciordato da don Giuseppe Oreste Viozzi parroco"},"content":{"rendered":"<p>LUIGI VECCHIOTTI<\/p>\n<p>Servigliano si gloria di avere dato i natali a Luigi Vecchiotti, insigne musicista e filosofo del secolo XIX.<\/p>\n<p>Nacque Luigi Vecchiotti a Servigliano (allora Castel Clementino) li 2 maggio 1804, da una nobile ed agiata Famiglia, tutt\u2019ora esistente, e oriunda da patrizi Sammarinesi.<\/p>\n<p>Il giovane Vecchiotti, fin dall\u2019infanzia, dimostr\u00f2 grande amore alla musica ed a 8 anni inizi\u00f2 lo studio con un esperto Maestro locale. Da questo rigido insegnante egli apprese le prime regole dell\u2019arte dei suoni e solo il suo grande amore alla musica pot\u00e9 farlo resistere alla rigidit\u00e0 del burbero metodo.<\/p>\n<p>All\u2019et\u00e0 di 11 anni fu, dal padre, affidato ai PP. Filippini dello Studio di Fermo, presso i quali impar\u00f2 filosofia, continuando a perfezionarsi nella musica, sotto la guida del Direttore della Cappella musicale della Metropolitana di Fermo.<\/p>\n<p>Coltiv\u00f2 cos\u00ec con amore anche la filosofia, che ebbe una grande influenza nell\u2019arte da lui prediletta.<\/p>\n<p>A 18 anni, a Bologna, fu allievo di P. Stanislao Mattei, il quale fu anche Maestro di Rossini e di Donizetti. I suoi notevoli progressi gli valsero la stima del suo maestro, che gli affid\u00f2 la direzione della Cappella, e l\u2019insegnamento durante la sua infermit\u00e0.<\/p>\n<p>Morto il Mattei, Luigi Vecchiotti pass\u00f2 a Milano, ed in quel Conservatorio studi\u00f2 composizione, sotto il maestro Federici. Era appena ventenne, quando compose la farsa \u00ab La fedelt\u00e0 in pericolo. \u00bb che ebbe ottima accoglienza dal pubblico romano.<\/p>\n<p>Il 30 maggio 1827 (aveva 23 anni) fu nominato Direttore della Cappella musicale di Urbino, essendo stato giudicato \u00ab primo fra i ragguardevoli soggetti \u00bb. Ed eccolo, ad Urbino, dedicarsi con entusiasmo di giovane e di artista al nuovo incarico. Abbiamo cos\u00ec le sue prime composizioni di musica sacra, piene di vivacit\u00e0, fantasia e sentimento,, che gli valsero la stima e l\u2019ammirazione del pubblico.<\/p>\n<p>La sua fama come direttore e come compositore non tard\u00f2 ad espandersi per cui molti furono gli inviti, nelle citt\u00e0 vicine.\u00a0 Volle pure ritentare il lavoro per il teatro, forse in ci\u00f2 spinto dagli amici ed ammiratori, e music\u00f2 l\u2019operetta l\u2019\u00ab Adelasia \u00bb, che fu rappresentata al Valle di Roma, nel 1831.<\/p>\n<p>Pur avendo anche qui incontrato il favore del pubblico, non si dedic\u00f2 pi\u00f9 al teatro, col quale forse contrastava (come dice il relatore del cenno biografico pubblicato nel 1864 negli Atti dell\u2019Accademia del reale Istituto musicale di Firenze) la sua\u00a0 \u201cpatriarcale delicatezza di carattere\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019unica sua opera pubblicata \u00e8 una Messa, per banda, composta nel 1840, mentre le numerose composizioni di quel periodo, furono dal Vecchiotti stesso distrutte prima della sua morte. Non mancano peraltro notizie dei successi ottenuti, ed i giornali del tempo parlano dell\u2019egregio Maestro e della \u00abfortunata Urbino\u00bb, che aveva il bene di ospitarlo.<\/p>\n<p>A proposito di una Messa scritta nel 1838, non si esit\u00f2 a definire il Vecchiotti \u00ab il Dante della musica, tanta \u00e8 la verit\u00e0, l\u2019espressione, la robustezza, che Egli, con stile veramente originale, sa imprimere nei suoi musicali componimenti&#8230; \u00bb. Cos\u00ec pure si ricorda l\u2019accoglienza straordinaria che ebbe, a Camerino la sua musica, per una poesia del Mezzanotte; ed a proposito un cronista nota i\u00a0 \u201csincerissimi applausi di tutta la gente, che con forti gridi di continuo lo acclam\u00f2 &#8230;, caramente lo circond\u00f2, ed allo splendore di ricche faci&#8230;, nella propria dimora il condusse&#8230; \u201c (cfr. L\u2019Aurora anno XIII n. 26 Urbino &#8211; 2 maggio 1913).<\/p>\n<p>Accanto all\u2019entusiasmo del popolo ebbe la stima delle pi\u00f9 nobili famiglie e di numerosi allievi che si affidarono a lui.\u00a0 Degni di ricordo, sono: P. Alessandro Capanna, Basilio Amati, Roberto Amadei, Domenico Lucilla; quest\u2019ultimo fu consigliato dal Rossini stesso ad affidarsi alla guida del Vecchiotti: n\u00e9 questa fu l\u2019unica prova di stima da parte del grande musicista italiano, che defin\u00ec il Vecchiotti: \u00ab il primo Maestro di chiesa \u00bb.<\/p>\n<p>Fu quindi nominato Direttore della Cappella musicale della Basilica di Loreto e le opere di Luigi Vecchiotti, composte nei 21 anni ivi trascorsi, riempiono un intero scaffale di archivio. Non il tramonto della sua arte le ha relegate nel silenzio delle cose storiche, ma la riforma della musica sacra voluta da Pio X.<\/p>\n<p>L\u2019arte vera del Vecchiotti attende chi le ridoni il suo posto nella produzione italiana, arte di precursore, poich\u00e9 i suoi studi filosofici gli permisero di divinare la riforma musicale, basata su criteri psicologici, come in Wagner.<\/p>\n<p>Il suo capolavoro, pure inedito, \u00e8 la grande Messa funebre, composta ed eseguita, per i caduti nella battaglia di Castelfidardo, fatto cui pot\u00e9 assistere dall\u2019alto di una torre di Loreto (18 settembre 1860: l\u2019esercito italiano guidato dal Generale Cialdini sconfisse quello Pontificio). In quest\u2019opera il Vecchiotti profuse esempi di quella che oggi \u00e8 chiamata musica sinfonica, e di cui si riconoscono iniziatori Balcoz, Listz, e Wagner. Quella Messa, fu eseguita, per la prima volta, per le sue esequie il 10 febbraio 1863. Cos\u00ec la meravigliosa composizione ne condusse l\u2019anima a Dio.<\/p>\n<p>L\u2019illustre biologo Prof. Silvestro Baglioni, nella sua Conferenza tenuta al Circolo marchigiano di Roma li 8 marzo 1913, auspica che nel rigoglioso risveglio dell\u2019arte musicale italiana, una giusta rivendicazione di quest\u2019ultimo suo capolavoro, ne diffonda la conoscenza. Spentosi a Loreto nel 1863, il Vecchiotti fu sepolto nella navata laterale sinistra della chiesa stessa, dove lo ricorda questa lapide:<\/p>\n<p><em>Qui aspettano<\/em><\/p>\n<p><em>il suono dell\u2019angelica tromba<\/em><\/p>\n<p><em>le ceneri del Cav. Luigi Vecchiotti<\/em><\/p>\n<p><em>autore insigne di sacre melodie<\/em><\/p>\n<p><em>e per 21 anni Maestro di questa augusta Basilica<\/em><\/p>\n<p><em>Riconoscente piissimo<\/em><\/p>\n<p><em>leg\u00f2 a S. Casa le sue opere musicali<\/em><\/p>\n<p><em>testimoni perenni<\/em><\/p>\n<p><em>di quanto si ispiri nella parola del nostro culto<\/em><\/p>\n<p><em>l\u2019arte dei suoni<\/em><\/p>\n<p><em>Visse fino al 1863 &#8211; anni 58 m. 9.<\/em><\/p>\n<p>Il suo paese natale, che egli mai dimentic\u00f2, ha posto una lapide con busto in marmo, nella Sala Consiliare del Comune; al suo nome \u00e8 dedicata pure la Scuola Media e la Via dove sorge la casa che lo vide nascere, via che dalla porta di ponente sfocia dritta nella grande piazza, in cui trionfa la chiesa, quasi simbolo della sua vita, fatta di rettitudine, aperta agli orizzonti infiniti dell\u2019arte, innalzata nel sentimento religioso che fu sempre vivo nel suo cuore di cristiano e di artista.<\/p>\n<p>LUIGI VECCHIOTTI<\/p>\n<p>Servigliano si gloria di avere dato i natali a Luigi Vecchiotti, insigne musicista e filosofo del secolo XIX.<\/p>\n<p>Nacque Luigi Vecchiotti a Servigliano (allora Castel Clementino) li 2 maggio 1804, da una nobile ed agiata Famiglia, tutt\u2019ora esistente, e oriunda da patrizi Sammarinesi.<\/p>\n<p>Il giovane Vecchiotti, fin dall\u2019infanzia, dimostr\u00f2 grande amore alla musica ed a 8 anni inizi\u00f2 lo studio con un esperto Maestro locale. Da questo rigido insegnante egli apprese le prime regole dell\u2019arte dei suoni e solo il suo grande amore alla musica pot\u00e9 farlo resistere alla rigidit\u00e0 del burbero metodo.<\/p>\n<p>All\u2019et\u00e0 di 11 anni fu, dal padre, affidato ai PP. Filippini dello Studio di Fermo, presso i quali impar\u00f2 filosofia, continuando a perfezionarsi nella musica, sotto la guida del Direttore della Cappella musicale della Metropolitana di Fermo.<\/p>\n<p>Coltiv\u00f2 cos\u00ec con amore anche la filosofia, che ebbe una grande influenza nell\u2019arte da lui prediletta.<\/p>\n<p>A 18 anni, a Bologna, fu allievo di P. Stanislao Mattei, il quale fu anche Maestro di Rossini e di Donizetti. I suoi notevoli progressi gli valsero la stima del suo maestro, che gli affid\u00f2 la direzione della Cappella, e l\u2019insegnamento durante la sua infermit\u00e0.<\/p>\n<p>Morto il Mattei, Luigi Vecchiotti pass\u00f2 a Milano, ed in quel Conservatorio studi\u00f2 composizione, sotto il maestro Federici. Era appena ventenne, quando compose la farsa \u00ab La fedelt\u00e0 in pericolo. \u00bb che ebbe ottima accoglienza dal pubblico romano.<\/p>\n<p>Il 30 maggio 1827 (aveva 23 anni) fu nominato Direttore della Cappella musicale di Urbino, essendo stato giudicato \u00ab primo fra i ragguardevoli soggetti \u00bb. Ed eccolo, ad Urbino, dedicarsi con entusiasmo di giovane e di artista al nuovo incarico. Abbiamo cos\u00ec le sue prime composizioni di musica sacra, piene di vivacit\u00e0, fantasia e sentimento,, che gli valsero la stima e l\u2019ammirazione del pubblico.<\/p>\n<p>La sua fama come direttore e come compositore non tard\u00f2 ad espandersi per cui molti furono gli inviti, nelle citt\u00e0 vicine.\u00a0 Volle pure ritentare il lavoro per il teatro, forse in ci\u00f2 spinto dagli amici ed ammiratori, e music\u00f2 l\u2019operetta l\u2019\u00ab Adelasia \u00bb, che fu rappresentata al Valle di Roma, nel 1831.<\/p>\n<p>Pur avendo anche qui incontrato il favore del pubblico, non si dedic\u00f2 pi\u00f9 al teatro, col quale forse contrastava (come dice il relatore del cenno biografico pubblicato nel 1864 negli Atti dell\u2019Accademia del reale Istituto musicale di Firenze) la sua\u00a0 \u201cpatriarcale delicatezza di carattere\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019unica sua opera pubblicata \u00e8 una Messa, per banda, composta nel 1840, mentre le numerose composizioni di quel periodo, furono dal Vecchiotti stesso distrutte prima della sua morte. Non mancano peraltro notizie dei successi ottenuti, ed i giornali del tempo parlano dell\u2019egregio Maestro e della \u00abfortunata Urbino\u00bb, che aveva il bene di ospitarlo.<\/p>\n<p>A proposito di una Messa scritta nel 1838, non si esit\u00f2 a definire il Vecchiotti \u00ab il Dante della musica, tanta \u00e8 la verit\u00e0, l\u2019espressione, la robustezza, che Egli, con stile veramente originale, sa imprimere nei suoi musicali componimenti&#8230; \u00bb. Cos\u00ec pure si ricorda l\u2019accoglienza straordinaria che ebbe, a Camerino la sua musica, per una poesia del Mezzanotte; ed a proposito un cronista nota i\u00a0 \u201csincerissimi applausi di tutta la gente, che con forti gridi di continuo lo acclam\u00f2 &#8230;, caramente lo circond\u00f2, ed allo splendore di ricche faci&#8230;, nella propria dimora il condusse&#8230; \u201c (cfr. L\u2019Aurora anno XIII n. 26 Urbino &#8211; 2 maggio 1913).<\/p>\n<p>Accanto all\u2019entusiasmo del popolo ebbe la stima delle pi\u00f9 nobili famiglie e di numerosi allievi che si affidarono a lui.\u00a0 Degni di ricordo, sono: P. Alessandro Capanna, Basilio Amati, Roberto Amadei, Domenico Lucilla; quest\u2019ultimo fu consigliato dal Rossini stesso ad affidarsi alla guida del Vecchiotti: n\u00e9 questa fu l\u2019unica prova di stima da parte del grande musicista italiano, che defin\u00ec il Vecchiotti: \u00ab il primo Maestro di chiesa \u00bb.<\/p>\n<p>Fu quindi nominato Direttore della Cappella musicale della Basilica di Loreto e le opere di Luigi Vecchiotti, composte nei 21 anni ivi trascorsi, riempiono un intero scaffale di archivio. Non il tramonto della sua arte le ha relegate nel silenzio delle cose storiche, ma la riforma della musica sacra voluta da Pio X.<\/p>\n<p>L\u2019arte vera del Vecchiotti attende chi le ridoni il suo posto nella produzione italiana, arte di precursore, poich\u00e9 i suoi studi filosofici gli permisero di divinare la riforma musicale, basata su criteri psicologici, come in Wagner.<\/p>\n<p>Il suo capolavoro, pure inedito, \u00e8 la grande Messa funebre, composta ed eseguita, per i caduti nella battaglia di Castelfidardo, fatto cui pot\u00e9 assistere dall\u2019alto di una torre di Loreto (18 settembre 1860: l\u2019esercito italiano guidato dal Generale Cialdini sconfisse quello Pontificio). In quest\u2019opera il Vecchiotti profuse esempi di quella che oggi \u00e8 chiamata musica sinfonica, e di cui si riconoscono iniziatori Balcoz, Listz, e Wagner. Quella Messa, fu eseguita, per la prima volta, per le sue esequie il 10 febbraio 1863. Cos\u00ec la meravigliosa composizione ne condusse l\u2019anima a Dio.<\/p>\n<p>L\u2019illustre biologo Prof. Silvestro Baglioni, nella sua Conferenza tenuta al Circolo marchigiano di Roma li 8 marzo 1913, auspica che nel rigoglioso risveglio dell\u2019arte musicale italiana, una giusta rivendicazione di quest\u2019ultimo suo capolavoro, ne diffonda la conoscenza. Spentosi a Loreto nel 1863, il Vecchiotti fu sepolto nella navata laterale sinistra della chiesa stessa, dove lo ricorda questa lapide:<\/p>\n<p><em>Qui aspettano<\/em><\/p>\n<p><em>il suono dell\u2019angelica tromba<\/em><\/p>\n<p><em>le ceneri del Cav. Luigi Vecchiotti<\/em><\/p>\n<p><em>autore insigne di sacre melodie<\/em><\/p>\n<p><em>e per 21 anni Maestro di questa augusta Basilica<\/em><\/p>\n<p><em>Riconoscente piissimo<\/em><\/p>\n<p><em>leg\u00f2 a S. Casa le sue opere musicali<\/em><\/p>\n<p><em>testimoni perenni<\/em><\/p>\n<p><em>di quanto si ispiri nella parola del nostro culto<\/em><\/p>\n<p><em>l\u2019arte dei suoni<\/em><\/p>\n<p><em>Visse fino al 1863 &#8211; anni 58 m. 9.<\/em><\/p>\n<p>Il suo paese natale, che egli mai dimentic\u00f2, ha posto una lapide con busto in marmo, nella Sala Consiliare del Comune; al suo nome \u00e8 dedicata pure la Scuola Media e la Via dove sorge la casa che lo vide nascere, via che dalla porta di ponente sfocia dritta nella grande piazza, in cui trionfa la chiesa, quasi simbolo della sua vita, fatta di rettitudine, aperta agli orizzonti infiniti dell\u2019arte, innalzata nel sentimento religioso che fu sempre vivo nel suo cuore di cristiano e di artista.<\/p>\n<p>LUIGI VECCHIOTTI<\/p>\n<p>Servigliano si gloria di avere dato i natali a Luigi Vecchiotti, insigne musicista e filosofo del secolo XIX.<\/p>\n<p>Nacque Luigi Vecchiotti a Servigliano (allora Castel Clementino) li 2 maggio 1804, da una nobile ed agiata Famiglia, tutt\u2019ora esistente, e oriunda da patrizi Sammarinesi.<\/p>\n<p>Il giovane Vecchiotti, fin dall\u2019infanzia, dimostr\u00f2 grande amore alla musica ed a 8 anni inizi\u00f2 lo studio con un esperto Maestro locale. Da questo rigido insegnante egli apprese le prime regole dell\u2019arte dei suoni e solo il suo grande amore alla musica pot\u00e9 farlo resistere alla rigidit\u00e0 del burbero metodo.<\/p>\n<p>All\u2019et\u00e0 di 11 anni fu, dal padre, affidato ai PP. Filippini dello Studio di Fermo, presso i quali impar\u00f2 filosofia, continuando a perfezionarsi nella musica, sotto la guida del Direttore della Cappella musicale della Metropolitana di Fermo.<\/p>\n<p>Coltiv\u00f2 cos\u00ec con amore anche la filosofia, che ebbe una grande influenza nell\u2019arte da lui prediletta.<\/p>\n<p>A 18 anni, a Bologna, fu allievo di P. Stanislao Mattei, il quale fu anche Maestro di Rossini e di Donizetti. I suoi notevoli progressi gli valsero la stima del suo maestro, che gli affid\u00f2 la direzione della Cappella, e l\u2019insegnamento durante la sua infermit\u00e0.<\/p>\n<p>Morto il Mattei, Luigi Vecchiotti pass\u00f2 a Milano, ed in quel Conservatorio studi\u00f2 composizione, sotto il maestro Federici. Era appena ventenne, quando compose la farsa \u00ab La fedelt\u00e0 in pericolo. \u00bb che ebbe ottima accoglienza dal pubblico romano.<\/p>\n<p>Il 30 maggio 1827 (aveva 23 anni) fu nominato Direttore della Cappella musicale di Urbino, essendo stato giudicato \u00ab primo fra i ragguardevoli soggetti \u00bb. Ed eccolo, ad Urbino, dedicarsi con entusiasmo di giovane e di artista al nuovo incarico. Abbiamo cos\u00ec le sue prime composizioni di musica sacra, piene di vivacit\u00e0, fantasia e sentimento,, che gli valsero la stima e l\u2019ammirazione del pubblico.<\/p>\n<p>La sua fama come direttore e come compositore non tard\u00f2 ad espandersi per cui molti furono gli inviti, nelle citt\u00e0 vicine.\u00a0 Volle pure ritentare il lavoro per il teatro, forse in ci\u00f2 spinto dagli amici ed ammiratori, e music\u00f2 l\u2019operetta l\u2019\u00ab Adelasia \u00bb, che fu rappresentata al Valle di Roma, nel 1831.<\/p>\n<p>Pur avendo anche qui incontrato il favore del pubblico, non si dedic\u00f2 pi\u00f9 al teatro, col quale forse contrastava (come dice il relatore del cenno biografico pubblicato nel 1864 negli Atti dell\u2019Accademia del reale Istituto musicale di Firenze) la sua\u00a0 \u201cpatriarcale delicatezza di carattere\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019unica sua opera pubblicata \u00e8 una Messa, per banda, composta nel 1840, mentre le numerose composizioni di quel periodo, furono dal Vecchiotti stesso distrutte prima della sua morte. Non mancano peraltro notizie dei successi ottenuti, ed i giornali del tempo parlano dell\u2019egregio Maestro e della \u00abfortunata Urbino\u00bb, che aveva il bene di ospitarlo.<\/p>\n<p>A proposito di una Messa scritta nel 1838, non si esit\u00f2 a definire il Vecchiotti \u00ab il Dante della musica, tanta \u00e8 la verit\u00e0, l\u2019espressione, la robustezza, che Egli, con stile veramente originale, sa imprimere nei suoi musicali componimenti&#8230; \u00bb. Cos\u00ec pure si ricorda l\u2019accoglienza straordinaria che ebbe, a Camerino la sua musica, per una poesia del Mezzanotte; ed a proposito un cronista nota i\u00a0 \u201csincerissimi applausi di tutta la gente, che con forti gridi di continuo lo acclam\u00f2 &#8230;, caramente lo circond\u00f2, ed allo splendore di ricche faci&#8230;, nella propria dimora il condusse&#8230; \u201c (cfr. L\u2019Aurora anno XIII n. 26 Urbino &#8211; 2 maggio 1913).<\/p>\n<p>Accanto all\u2019entusiasmo del popolo ebbe la stima delle pi\u00f9 nobili famiglie e di numerosi allievi che si affidarono a lui.\u00a0 Degni di ricordo, sono: P. Alessandro Capanna, Basilio Amati, Roberto Amadei, Domenico Lucilla; quest\u2019ultimo fu consigliato dal Rossini stesso ad affidarsi alla guida del Vecchiotti: n\u00e9 questa fu l\u2019unica prova di stima da parte del grande musicista italiano, che defin\u00ec il Vecchiotti: \u00ab il primo Maestro di chiesa \u00bb.<\/p>\n<p>Fu quindi nominato Direttore della Cappella musicale della Basilica di Loreto e le opere di Luigi Vecchiotti, composte nei 21 anni ivi trascorsi, riempiono un intero scaffale di archivio. Non il tramonto della sua arte le ha relegate nel silenzio delle cose storiche, ma la riforma della musica sacra voluta da Pio X.<\/p>\n<p>L\u2019arte vera del Vecchiotti attende chi le ridoni il suo posto nella produzione italiana, arte di precursore, poich\u00e9 i suoi studi filosofici gli permisero di divinare la riforma musicale, basata su criteri psicologici, come in Wagner.<\/p>\n<p>Il suo capolavoro, pure inedito, \u00e8 la grande Messa funebre, composta ed eseguita, per i caduti nella battaglia di Castelfidardo, fatto cui pot\u00e9 assistere dall\u2019alto di una torre di Loreto (18 settembre 1860: l\u2019esercito italiano guidato dal Generale Cialdini sconfisse quello Pontificio). In quest\u2019opera il Vecchiotti profuse esempi di quella che oggi \u00e8 chiamata musica sinfonica, e di cui si riconoscono iniziatori Balcoz, Listz, e Wagner. Quella Messa, fu eseguita, per la prima volta, per le sue esequie il 10 febbraio 1863. Cos\u00ec la meravigliosa composizione ne condusse l\u2019anima a Dio.<\/p>\n<p>L\u2019illustre biologo Prof. Silvestro Baglioni, nella sua Conferenza tenuta al Circolo marchigiano di Roma li 8 marzo 1913, auspica che nel rigoglioso risveglio dell\u2019arte musicale italiana, una giusta rivendicazione di quest\u2019ultimo suo capolavoro, ne diffonda la conoscenza. Spentosi a Loreto nel 1863, il Vecchiotti fu sepolto nella navata laterale sinistra della chiesa stessa, dove lo ricorda questa lapide:<\/p>\n<p><em>Qui aspettano<\/em><\/p>\n<p><em>il suono dell\u2019angelica tromba<\/em><\/p>\n<p><em>le ceneri del Cav. Luigi Vecchiotti<\/em><\/p>\n<p><em>autore insigne di sacre melodie<\/em><\/p>\n<p><em>e per 21 anni Maestro di questa augusta Basilica<\/em><\/p>\n<p><em>Riconoscente piissimo<\/em><\/p>\n<p><em>leg\u00f2 a S. Casa le sue opere musicali<\/em><\/p>\n<p><em>testimoni perenni<\/em><\/p>\n<p><em>di quanto si ispiri nella parola del nostro culto<\/em><\/p>\n<p><em>l\u2019arte dei suoni<\/em><\/p>\n<p><em>Visse fino al 1863 &#8211; anni 58 m. 9.<\/em><\/p>\n<p>Il suo paese natale, che egli mai dimentic\u00f2, ha posto una lapide con busto in marmo, nella Sala Consiliare del Comune; al suo nome \u00e8 dedicata pure la Scuola Media e la Via dove sorge la casa che lo vide nascere, via che dalla porta di ponente sfocia dritta nella grande piazza, in cui trionfa la chiesa, quasi simbolo della sua vita, fatta di rettitudine, aperta agli orizzonti infiniti dell\u2019arte, innalzata nel sentimento religioso che fu sempre vivo nel suo cuore di cristiano e di artista.<\/p>\n<p>LUIGI VECCHIOTTI<\/p>\n<p>Servigliano si gloria di avere dato i natali a Luigi Vecchiotti, insigne musicista e filosofo del secolo XIX.<\/p>\n<p>Nacque Luigi Vecchiotti a Servigliano (allora Castel Clementino) li 2 maggio 1804, da una nobile ed agiata Famiglia, tutt\u2019ora esistente, e oriunda da patrizi Sammarinesi.<\/p>\n<p>Il giovane Vecchiotti, fin dall\u2019infanzia, dimostr\u00f2 grande amore alla musica ed a 8 anni inizi\u00f2 lo studio con un esperto Maestro locale. Da questo rigido insegnante egli apprese le prime regole dell\u2019arte dei suoni e solo il suo grande amore alla musica pot\u00e9 farlo resistere alla rigidit\u00e0 del burbero metodo.<\/p>\n<p>All\u2019et\u00e0 di 11 anni fu, dal padre, affidato ai PP. Filippini dello Studio di Fermo, presso i quali impar\u00f2 filosofia, continuando a perfezionarsi nella musica, sotto la guida del Direttore della Cappella musicale della Metropolitana di Fermo.<\/p>\n<p>Coltiv\u00f2 cos\u00ec con amore anche la filosofia, che ebbe una grande influenza nell\u2019arte da lui prediletta.<\/p>\n<p>A 18 anni, a Bologna, fu allievo di P. Stanislao Mattei, il quale fu anche Maestro di Rossini e di Donizetti. I suoi notevoli progressi gli valsero la stima del suo maestro, che gli affid\u00f2 la direzione della Cappella, e l\u2019insegnamento durante la sua infermit\u00e0.<\/p>\n<p>Morto il Mattei, Luigi Vecchiotti pass\u00f2 a Milano, ed in quel Conservatorio studi\u00f2 composizione, sotto il maestro Federici. Era appena ventenne, quando compose la farsa \u00ab La fedelt\u00e0 in pericolo. \u00bb che ebbe ottima accoglienza dal pubblico romano.<\/p>\n<p>Il 30 maggio 1827 (aveva 23 anni) fu nominato Direttore della Cappella musicale di Urbino, essendo stato giudicato \u00ab primo fra i ragguardevoli soggetti \u00bb. Ed eccolo, ad Urbino, dedicarsi con entusiasmo di giovane e di artista al nuovo incarico. Abbiamo cos\u00ec le sue prime composizioni di musica sacra, piene di vivacit\u00e0, fantasia e sentimento,, che gli valsero la stima e l\u2019ammirazione del pubblico.<\/p>\n<p>La sua fama come direttore e come compositore non tard\u00f2 ad espandersi per cui molti furono gli inviti, nelle citt\u00e0 vicine.\u00a0 Volle pure ritentare il lavoro per il teatro, forse in ci\u00f2 spinto dagli amici ed ammiratori, e music\u00f2 l\u2019operetta l\u2019\u00ab Adelasia \u00bb, che fu rappresentata al Valle di Roma, nel 1831.<\/p>\n<p>Pur avendo anche qui incontrato il favore del pubblico, non si dedic\u00f2 pi\u00f9 al teatro, col quale forse contrastava (come dice il relatore del cenno biografico pubblicato nel 1864 negli Atti dell\u2019Accademia del reale Istituto musicale di Firenze) la sua\u00a0 \u201cpatriarcale delicatezza di carattere\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019unica sua opera pubblicata \u00e8 una Messa, per banda, composta nel 1840, mentre le numerose composizioni di quel periodo, furono dal Vecchiotti stesso distrutte prima della sua morte. Non mancano peraltro notizie dei successi ottenuti, ed i giornali del tempo parlano dell\u2019egregio Maestro e della \u00abfortunata Urbino\u00bb, che aveva il bene di ospitarlo.<\/p>\n<p>A proposito di una Messa scritta nel 1838, non si esit\u00f2 a definire il Vecchiotti \u00ab il Dante della musica, tanta \u00e8 la verit\u00e0, l\u2019espressione, la robustezza, che Egli, con stile veramente originale, sa imprimere nei suoi musicali componimenti&#8230; \u00bb. Cos\u00ec pure si ricorda l\u2019accoglienza straordinaria che ebbe, a Camerino la sua musica, per una poesia del Mezzanotte; ed a proposito un cronista nota i\u00a0 \u201csincerissimi applausi di tutta la gente, che con forti gridi di continuo lo acclam\u00f2 &#8230;, caramente lo circond\u00f2, ed allo splendore di ricche faci&#8230;, nella propria dimora il condusse&#8230; \u201c (cfr. L\u2019Aurora anno XIII n. 26 Urbino &#8211; 2 maggio 1913).<\/p>\n<p>Accanto all\u2019entusiasmo del popolo ebbe la stima delle pi\u00f9 nobili famiglie e di numerosi allievi che si affidarono a lui.\u00a0 Degni di ricordo, sono: P. Alessandro Capanna, Basilio Amati, Roberto Amadei, Domenico Lucilla; quest\u2019ultimo fu consigliato dal Rossini stesso ad affidarsi alla guida del Vecchiotti: n\u00e9 questa fu l\u2019unica prova di stima da parte del grande musicista italiano, che defin\u00ec il Vecchiotti: \u00ab il primo Maestro di chiesa \u00bb.<\/p>\n<p>Fu quindi nominato Direttore della Cappella musicale della Basilica di Loreto e le opere di Luigi Vecchiotti, composte nei 21 anni ivi trascorsi, riempiono un intero scaffale di archivio. Non il tramonto della sua arte le ha relegate nel silenzio delle cose storiche, ma la riforma della musica sacra voluta da Pio X.<\/p>\n<p>L\u2019arte vera del Vecchiotti attende chi le ridoni il suo posto nella produzione italiana, arte di precursore, poich\u00e9 i suoi studi filosofici gli permisero di divinare la riforma musicale, basata su criteri psicologici, come in Wagner.<\/p>\n<p>Il suo capolavoro, pure inedito, \u00e8 la grande Messa funebre, composta ed eseguita, per i caduti nella battaglia di Castelfidardo, fatto cui pot\u00e9 assistere dall\u2019alto di una torre di Loreto (18 settembre 1860: l\u2019esercito italiano guidato dal Generale Cialdini sconfisse quello Pontificio). In quest\u2019opera il Vecchiotti profuse esempi di quella che oggi \u00e8 chiamata musica sinfonica, e di cui si riconoscono iniziatori Balcoz, Listz, e Wagner. Quella Messa, fu eseguita, per la prima volta, per le sue esequie il 10 febbraio 1863. Cos\u00ec la meravigliosa composizione ne condusse l\u2019anima a Dio.<\/p>\n<p>L\u2019illustre biologo Prof. Silvestro Baglioni, nella sua Conferenza tenuta al Circolo marchigiano di Roma li 8 marzo 1913, auspica che nel rigoglioso risveglio dell\u2019arte musicale italiana, una giusta rivendicazione di quest\u2019ultimo suo capolavoro, ne diffonda la conoscenza. Spentosi a Loreto nel 1863, il Vecchiotti fu sepolto nella navata laterale sinistra della chiesa stessa, dove lo ricorda questa lapide:<\/p>\n<p><em>Qui aspettano<\/em><\/p>\n<p><em>il suono dell\u2019angelica tromba<\/em><\/p>\n<p><em>le ceneri del Cav. Luigi Vecchiotti<\/em><\/p>\n<p><em>autore insigne di sacre melodie<\/em><\/p>\n<p><em>e per 21 anni Maestro di questa augusta Basilica<\/em><\/p>\n<p><em>Riconoscente piissimo<\/em><\/p>\n<p><em>leg\u00f2 a S. Casa le sue opere musicali<\/em><\/p>\n<p><em>testimoni perenni<\/em><\/p>\n<p><em>di quanto si ispiri nella parola del nostro culto<\/em><\/p>\n<p><em>l\u2019arte dei suoni<\/em><\/p>\n<p><em>Visse fino al 1863 &#8211; anni 58 m. 9.<\/em><\/p>\n<p>Il suo paese natale, che egli mai dimentic\u00f2, ha posto una lapide con busto in marmo, nella Sala Consiliare del Comune; al suo nome \u00e8 dedicata pure la Scuola Media e la Via dove sorge la casa che lo vide nascere, via che dalla porta di ponente sfocia dritta nella grande piazza, in cui trionfa la chiesa, quasi simbolo della sua vita, fatta di rettitudine, aperta agli orizzonti infiniti dell\u2019arte, innalzata nel sentimento religioso che fu sempre vivo nel suo cuore di cristiano e di artista.<\/p>\n<p>LUIGI VECCHIOTTI<\/p>\n<p>Servigliano si gloria di avere dato i natali a Luigi Vecchiotti, insigne musicista e filosofo del secolo XIX.<\/p>\n<p>Nacque Luigi Vecchiotti a Servigliano (allora Castel Clementino) li 2 maggio 1804, da una nobile ed agiata Famiglia, tutt\u2019ora esistente, e oriunda da patrizi Sammarinesi.<\/p>\n<p>Il giovane Vecchiotti, fin dall\u2019infanzia, dimostr\u00f2 grande amore alla musica ed a 8 anni inizi\u00f2 lo studio con un esperto Maestro locale. Da questo rigido insegnante egli apprese le prime regole dell\u2019arte dei suoni e solo il suo grande amore alla musica pot\u00e9 farlo resistere alla rigidit\u00e0 del burbero metodo.<\/p>\n<p>All\u2019et\u00e0 di 11 anni fu, dal padre, affidato ai PP. Filippini dello Studio di Fermo, presso i quali impar\u00f2 filosofia, continuando a perfezionarsi nella musica, sotto la guida del Direttore della Cappella musicale della Metropolitana di Fermo.<\/p>\n<p>Coltiv\u00f2 cos\u00ec con amore anche la filosofia, che ebbe una grande influenza nell\u2019arte da lui prediletta.<\/p>\n<p>A 18 anni, a Bologna, fu allievo di P. Stanislao Mattei, il quale fu anche Maestro di Rossini e di Donizetti. I suoi notevoli progressi gli valsero la stima del suo maestro, che gli affid\u00f2 la direzione della Cappella, e l\u2019insegnamento durante la sua infermit\u00e0.<\/p>\n<p>Morto il Mattei, Luigi Vecchiotti pass\u00f2 a Milano, ed in quel Conservatorio studi\u00f2 composizione, sotto il maestro Federici. Era appena ventenne, quando compose la farsa \u00ab La fedelt\u00e0 in pericolo. \u00bb che ebbe ottima accoglienza dal pubblico romano.<\/p>\n<p>Il 30 maggio 1827 (aveva 23 anni) fu nominato Direttore della Cappella musicale di Urbino, essendo stato giudicato \u00ab primo fra i ragguardevoli soggetti \u00bb. Ed eccolo, ad Urbino, dedicarsi con entusiasmo di giovane e di artista al nuovo incarico. Abbiamo cos\u00ec le sue prime composizioni di musica sacra, piene di vivacit\u00e0, fantasia e sentimento,, che gli valsero la stima e l\u2019ammirazione del pubblico.<\/p>\n<p>La sua fama come direttore e come compositore non tard\u00f2 ad espandersi per cui molti furono gli inviti, nelle citt\u00e0 vicine.\u00a0 Volle pure ritentare il lavoro per il teatro, forse in ci\u00f2 spinto dagli amici ed ammiratori, e music\u00f2 l\u2019operetta l\u2019\u00ab Adelasia \u00bb, che fu rappresentata al Valle di Roma, nel 1831.<\/p>\n<p>Pur avendo anche qui incontrato il favore del pubblico, non si dedic\u00f2 pi\u00f9 al teatro, col quale forse contrastava (come dice il relatore del cenno biografico pubblicato nel 1864 negli Atti dell\u2019Accademia del reale Istituto musicale di Firenze) la sua\u00a0 \u201cpatriarcale delicatezza di carattere\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019unica sua opera pubblicata \u00e8 una Messa, per banda, composta nel 1840, mentre le numerose composizioni di quel periodo, furono dal Vecchiotti stesso distrutte prima della sua morte. Non mancano peraltro notizie dei successi ottenuti, ed i giornali del tempo parlano dell\u2019egregio Maestro e della \u00abfortunata Urbino\u00bb, che aveva il bene di ospitarlo.<\/p>\n<p>A proposito di una Messa scritta nel 1838, non si esit\u00f2 a definire il Vecchiotti \u00ab il Dante della musica, tanta \u00e8 la verit\u00e0, l\u2019espressione, la robustezza, che Egli, con stile veramente originale, sa imprimere nei suoi musicali componimenti&#8230; \u00bb. Cos\u00ec pure si ricorda l\u2019accoglienza straordinaria che ebbe, a Camerino la sua musica, per una poesia del Mezzanotte; ed a proposito un cronista nota i\u00a0 \u201csincerissimi applausi di tutta la gente, che con forti gridi di continuo lo acclam\u00f2 &#8230;, caramente lo circond\u00f2, ed allo splendore di ricche faci&#8230;, nella propria dimora il condusse&#8230; \u201c (cfr. L\u2019Aurora anno XIII n. 26 Urbino &#8211; 2 maggio 1913).<\/p>\n<p>Accanto all\u2019entusiasmo del popolo ebbe la stima delle pi\u00f9 nobili famiglie e di numerosi allievi che si affidarono a lui.\u00a0 Degni di ricordo, sono: P. Alessandro Capanna, Basilio Amati, Roberto Amadei, Domenico Lucilla; quest\u2019ultimo fu consigliato dal Rossini stesso ad affidarsi alla guida del Vecchiotti: n\u00e9 questa fu l\u2019unica prova di stima da parte del grande musicista italiano, che defin\u00ec il Vecchiotti: \u00ab il primo Maestro di chiesa \u00bb.<\/p>\n<p>Fu quindi nominato Direttore della Cappella musicale della Basilica di Loreto e le opere di Luigi Vecchiotti, composte nei 21 anni ivi trascorsi, riempiono un intero scaffale di archivio. Non il tramonto della sua arte le ha relegate nel silenzio delle cose storiche, ma la riforma della musica sacra voluta da Pio X.<\/p>\n<p>L\u2019arte vera del Vecchiotti attende chi le ridoni il suo posto nella produzione italiana, arte di precursore, poich\u00e9 i suoi studi filosofici gli permisero di divinare la riforma musicale, basata su criteri psicologici, come in Wagner.<\/p>\n<p>Il suo capolavoro, pure inedito, \u00e8 la grande Messa funebre, composta ed eseguita, per i caduti nella battaglia di Castelfidardo, fatto cui pot\u00e9 assistere dall\u2019alto di una torre di Loreto (18 settembre 1860: l\u2019esercito italiano guidato dal Generale Cialdini sconfisse quello Pontificio). In quest\u2019opera il Vecchiotti profuse esempi di quella che oggi \u00e8 chiamata musica sinfonica, e di cui si riconoscono iniziatori Balcoz, Listz, e Wagner. Quella Messa, fu eseguita, per la prima volta, per le sue esequie il 10 febbraio 1863. Cos\u00ec la meravigliosa composizione ne condusse l\u2019anima a Dio.<\/p>\n<p>L\u2019illustre biologo Prof. Silvestro Baglioni, nella sua Conferenza tenuta al Circolo marchigiano di Roma li 8 marzo 1913, auspica che nel rigoglioso risveglio dell\u2019arte musicale italiana, una giusta rivendicazione di quest\u2019ultimo suo capolavoro, ne diffonda la conoscenza. Spentosi a Loreto nel 1863, il Vecchiotti fu sepolto nella navata laterale sinistra della chiesa stessa, dove lo ricorda questa lapide:<\/p>\n<p><em>Qui aspettano<\/em><\/p>\n<p><em>il suono dell\u2019angelica tromba<\/em><\/p>\n<p><em>le ceneri del Cav. Luigi Vecchiotti<\/em><\/p>\n<p><em>autore insigne di sacre melodie<\/em><\/p>\n<p><em>e per 21 anni Maestro di questa augusta Basilica<\/em><\/p>\n<p><em>Riconoscente piissimo<\/em><\/p>\n<p><em>leg\u00f2 a S. Casa le sue opere musicali<\/em><\/p>\n<p><em>testimoni perenni<\/em><\/p>\n<p><em>di quanto si ispiri nella parola del nostro culto<\/em><\/p>\n<p><em>l\u2019arte dei suoni<\/em><\/p>\n<p><em>Visse fino al 1863 &#8211; anni 58 m. 9.<\/em><\/p>\n<p>Il suo paese natale, che egli mai dimentic\u00f2, ha posto una lapide con busto in marmo, nella Sala Consiliare del Comune; al suo nome \u00e8 dedicata pure la Scuola Media e la Via dove sorge la casa che lo vide nascere, via che dalla porta di ponente sfocia dritta nella grande piazza, in cui trionfa la chiesa, quasi simbolo della sua vita, fatta di rettitudine, aperta agli orizzonti infiniti dell\u2019arte, innalzata nel sentimento religioso che fu sempre vivo nel suo cuore di cristiano e di artista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LUIGI VECCHIOTTI Servigliano si gloria di avere dato i natali a Luigi Vecchiotti, insigne musicista e filosofo del secolo XIX. 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