AZIONE CATTOLICA 1939 NELLA DIOCESI DI FERMO
Relazione di Vagnoni don Vincenzo Presidente della Giunta Diocesana A. C. alla presenza dell’Arcivescovo Fermano mons. Norberto Perini, il giorno 19 gennaio 1939.
“Dall’Azione Cattolica si attendono sinceri frutti di vita intensa e spirituale, con uno scopo primieramente e marcatamente formativo, valorizzando anche tutte le risorse di una sana pedagogia vivificata da un’anima cristiana; che debba mirare a tutte le anime con forme di apostolato che escano fuori del cerchio degli iscritti, e che debba sforzarsi di ottenere un vero e rigoglioso risveglio del senso morale.
Dopo un anno e dopo le celebrazioni del Ventennio di Gioventù Femminile di A.C. e del Settantennio della Gioventù Maschile di A.C. (…) non posso passare sotto silenzio il gran fatto dello sviluppo, in Archidiocesi delle settimane o giornate dei «Forti e puri» del «Vivere il nostro battesimo» di «Casa bella e casa buona» come anche della «Morale nella famiglia Cristiana». E’ un fatto che queste iniziative hanno incontrato l’approvazione, il plauso e la partecipazione di persone anche indifferenti non solo all’A.C., ma ai principi e pratica religiosa in genere.
E se ne spiega il perché: anzitutto nell’ambiente stesso di queste persone non si va per via di imposizione ma per via di persuasione, e si addiviene all’atto religioso franco ed aperto dopo avere discusso e superati tanti interni ostacoli; la parola è più persuasiva quanto più questa persona è autorevole per virtù, bontà, lustro di sapere e anche di posizione sociale. Si possono esporre idee e obiezioni sia in una forma franca e personale, come anche in una forma occulta ed anonima scrivendo le proprie idee su fogli senza firma.
Si dà modo che queste anime siano accostate favorevolmente e stringano nodi di sana amicizia. Sono forme che impegnano ed investono in tutto la personalità sia per gli argomenti specializzati, sia per la parte anche attiva degli uditori sia per la forma di apostolato che generalmente esercitano tutti i partecipanti verso gli assenti i riottosi.
I frutti? Molti dicono: una semplice fiammata e poi si ritorna da capo. Io non sono di questo parere; anche senza crearmi eccessive illusioni e credere tutt’oro, dico che qualche anima in queste circostanze si pesca sempre, che sconfessi un passato non chiaro, non diritto e che si metta di proposito a seguire sul serio la via del Signore. D’altra parte, aver messo, sia pur per un giorno in un’anima la visione precisa e fulgida dell’ideale cristiano, è sempre un gran frutto di riferimento che può salvarla, con l’aiuto di Dio, sia pure nel momento della morte. Mi diceva un sacerdote: lasciate certe forme di predicazione che non hanno più efficacia, prendete queste più utili e per quanto potete, dedicatevici con la persuasione di fare un gran bene.
L’AVVENIRE
Per un migliore avvenire dell’A.C. non abbiamo da fare altro che adeguare alle possibilità e necessità nostre locali quello che è il programma già fissato dall’Ufficio Centrale, pubblicato oltre che dalla rivista L’Assistente Ecclesiastico anche dal nostro Foglio Ufficiale dell’arcidiocesi di Fermo nell’ottobre scorso <1938>.
Il tema comune per l’anno 1938 e 1939 «Il valore della vita» che ha per scopo di combattere il laicismo, vera peste della società moderna, e tende a ravvivare ed approfondire nei cuori la consapevolezza dei valori della vita cristiana ed educare dei cristiani coscienti della loro nobiltà, affinché siano pure coerenti vivendo da veri figli di Dio; e a estendere questa consapevolezza dei valori supremi della vita cristiana a coloro che ne sono, almeno praticamente, dimentichi, conformandosi nel costume non alla legge divina, ma ai corrotti modi di dire pagano.È bene ancora una volta ricordare che la trattazione del tema comune è rivolta a tutta la popolazione. Le norme sono:
= Richiamare gli animi alla luce del Vangelo mettendo in rilievo il valore della vita cristiana alla luce degli insegnamenti evangelici.
= Adeguarsi all’ambiente, tenendo conto delle idee, pregiudizi, sentimenti e grado di cultura delle forme di cui si parla.
= Metodo catechistico positivo e non polemico.
= Indirizzo pratico, deducendo le conclusioni pratiche guidando chi ascolta a formulare quei propositi che giovano a ricondurli sul retto sentiero. Le iniziative culturali suggerite sono:
.-. Diffusione del Santo Vangelo e della vita di N.S. Gesù Cristo.
.-. Giornate del santo Vangelo.
.-. Corsi di cultura sul valore della vita e Giornate Parrocchiali sul valore della vita. Iniziative formative (esercizi spirituali e ritiri minimi; caritativa) conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli e assistenza materiale e spirituale.
Non credo che per attuare un minimo di quanto sopra, occorrano degli studi e delle esperienze particolari, tanto più che non manca nel nostro Segretariato la stampa adatta per indirizzi sicuri e svolgimenti di temi.
Sarebbe bene che queste iniziative fossero prese nei centri più importanti dell’Archidiocesi con l’aiuto dei sacerdoti e laici volenterosi e capaci del Distretto o della Zona per poi ripeterle, in proporzioni più ridotte, in ogni singola parrocchia.
Ci auguriamo di dare questa intonazione nella prossima settimana per Uomini e Giovani.
PER LA MAGGIORE VITALITA’Per la maggiore vitalità dell’A. C. in Diocesi
. Oltre che interessarci dello svolgimento del tema comune, è grande nostro interesse che l’A.C. non solo cresca di membri, ma più che altro si perfezioni per formazione, disciplina degli iscritti e per le doti del Dirigenti.
. La nostra A.C. nella forma attuale così voluta dal Sommo Pontefice e per contingenze storiche ed adattamenti necessari non è più bambina nella nostra Archidiocesi, ma adulta per lo sviluppo numerico, ma non ancora per forme tecniche necessarie. Però, mentre da una parte si sente la necessità della maggiore unità e dei più facili e continuativi contatti, dall’altra, per ragioni di sviluppo, per economia di tempo e anche di danaro e per renderla più snellita, si sente la necessità di creare delle sotto-federazioni o plaghe o meglio rendere vitale quello che già si è ideato, e qualche volta cercato di tradurre in pratica: dovrebbero essere organi unici per ogni circoscrizione territoriale, per le quattro branche dell’A.C. con compiti delimitati sempre in relazione e a servizio dei Consigli Diocesani. Dovrebbero queste sotto-federazioni o plaghe curare:
= l’espansione in ogni parrocchia dell’A.C.;
= promuoverne la vitalità;
= curare più che altro la formazione dei dirigenti;
= fornire elementi capaci per lo sviluppo delle iniziative diverse, quando il Centro è impossibilitato a provvedere;
= dare il maggiore impulso alla Gara di cultura religiosa. Vasto e delicato compito che sotto la Direzione e l’approvazione del nostro Pastore dovrebbe tradursi in atto non con la bramosia della novità e la velocità degli inesperti, ma così, passo passo, come le condizioni di luogo, la volontà e l’abilità di persone lo permetteranno.
VITALITA’ DEL CONSIGLIO PARROCCHIALE
Altro mezzo vitale per l’incremento dell’A.C. è il Consiglio Parrocchiale: dovrebbe essere per un Parroco la fucina di tutta l’attività dell’A.C., il ragguaglio di tutte le necessità spirituali di una popolazione come pure ufficio informazioni di tutti gli sconfinamenti morali che si verificano e si notano in un centro, in una parrocchia.
Serve anche per creare un ambiente di serenità, di comprensione tra i diversi rami, ma specie tra le altre varie Associazioni religiose che pure sarebbe opportuno fossero rappresentate in esso; di doveroso coordinamento delle diverse attività che non debbono mai turbare i programmi propri dei singoli rami di associazioni. Vorrei dire che l’A.C., che è fatta per suscitare energie nuove, deve tener presente che non deve mortificare altre attività dalla santa Madre Chiesa permesse ed incoraggiate ma anzi prestarsi perché queste iniziative non si disperdano, ma il loro giovamento ci sia nell’ambiente morale di una parrocchia. Questo è un compito del Consiglio Parrocchiale.
PROBLEMI MORALI
Altra preoccupazione del Consiglio Parrocchiale è il grave problema morale. Dovrebbe preoccuparsi esso di una statistica obbiettiva del male nelle sue diverse forme, e vedere quali siano i mezzi che si hanno a disposizione per potere arginare questo male che rapidamente si avanza. Nella impossibilità di risolverlo localmente, fare opera di segnalazione all’ufficio Centrale per mezzo della Giunta Diocesana.
La Commissione per la bonifica libraria ha deciso di rivedere la produzione libraria dalla guerra in poi per togliere dalla circolazione fra l’altro tutto ciò che sia immorale e depressivo.
Ora bisogna ben riflettere che a questo movimento non è estranea l’A.C. che ha un organismo di vigilanza e di revisione propria, sia per la radio come per il cinema e per il libro, e sempre interviene presso i competenti uffici per denunziare il male. È vero non si potrà tutto evitare, ma migliorare un po’ l’ambiente morale, questo sì!
LA STAMPA (MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA )
Altro problema che deve preoccupare il Consiglio Parrocchiale è quello della nostra stampa; fare in modo che si moltiplichino per quanto è possibile gli abbonamenti ai nostri giornali, né trascurare la giornata del quotidiano.
Mi sembra doveroso parlate della Voce delle Marche che quest’anno compie il suo 50° di vita. Quante volte si è sentito parlare della inutilità della Voce delle Marche. Io non sono dello stesso parere. Mi sono recato una volta nella Biblioteca comunale per dare uno sguardo sommario a tutte le annate della Voce delle Marche assieme ad altri fogli che si opponevano all’idea cristiana e cattolica. Se non avessimo avuto quella bandiera, quel foglio di carta che è costato tante energie e tanti sacrifici, molte sante battaglie non sarebbero state fiancheggiate, sostenute e vinte. I fatti più significativi, i ricordi più profondi, le ore di esultanza come quelle di pubblica costernazione sono tutte lì. Vediamo come anche oggi che un quotidiano come L’Avvenire non si adatta a pubblicare tutte le cose nostre e come le vogliamo noi; ed ecco perché ci siamo opposti alla riduzione di facciata e di colonna che si voleva imporre anche per nostra colpa; quando gli abbonati erano scesi a meno di 100. Oggi grazie al paziente apostolato della Pia Società Figlie di San Paolo, gli abbonati a tutt’oggi superano i 500 e si è potuto riavere la facciata a tutta nostra disposizione. Non resta che fare voti che la Voce delle Marche diventi un po’ l’organo ufficiale dell’A.C. e per relazioni, e per circolari, con la speranza di potere ottenere una riduzione nell’abbonamento per le associazioni e con il fervido augurio che almeno il Consiglio Parrocchiale sia abbonato quale organo di intesa tra i diversi rami dell’A.C. e che non sia con occhio di poca benevolenza da parte del clero. Quando si spegnesse questa sia pure debole facella, se ne lamenterebbe la mancanza e ci si stimerebbe al disotto di altri ambienti o meglio Diocesi.