MASSIGNANO in appunti sporadici Date di documenti riguardanti la storia di Massignano: da protostoria. an. 1224 Onorio III. 1228 Federico II. 1258 re Manfredi. 1300 circa pellegrini lauretani. 1364 Visconti D’Oleggio a Fermo. 1407 podestà. 1441 Alessandro Sforza. 1442 Francesco Sforza. 1446 Eugenio IV. 1447 ca. castello del fermano. 1450 Vittore Crivelli. 1454 vicario. 1455 Sant’Atto. 1469 Ripatransone. 1483 notaio. 1511 molino Bertacchini. 1530 ca. tasse. 1537 governo Fermano. 1538 Stato ecclesiastico nell’Agro Piceno. 1550 atti di vari anni nel Piceno. 1551 vertenza. 1559 legna. 1564 vicario fermano. 1565 Pio V. san Vittore. 1566 governo Fermano. 1568 autonomie da Fermo. 1569 Alessandro IV. 1570 Stato Fermano. 1575 acquisto terreno. 1576 chiesa San Giacomo. 1577 Pio V. 1579 tasse. 1595 terreni. 1597 Fra Bonaventura da Massignano. 1600 edifici. 1602 Vicario Fermano. 1622 edilizia. 1623 mura. 1628 molino. 1629 eredità Chierici. 1632 notaio Mazzoni. 1634 capitano di festa. 1642 tintoria. 1642 vicario Fermano. 1646 edilizia. 1668 vicario. 1673 forno. 1675 Santi Felice e Adaucto. 1684 pascoli. 1696 edilizia. 1706 edilizia. 1762 edilizia. 1770 Santi Felice e Adaucto. 1781 chiesa San Giacomo. 1785 Fra’ Acciarri. 1788 argentiere Antonelli. 1800 Nicola Laurantoni. 1830 muratore Marconi.
.-.-.-.-
.Anni della protostoria. Nel volume di Innocenzo Dall’Osso sul Museo nazionale archeologico di Ancona Massignano è menzionato nella pagine 6; 179; 244 \ Un cenno a Massignano archeologica nel volume di Vladimir Dumitrescu “L’età del ferro nel Piceno” pagina 7
.Anni attorno al 1300 Culto della beata Vergine Maria Lauretana: lungo i percorsi dei pellegrini diretti verso Loreto si costruiscono edifici sacri. La via Lauretana dal litorale passa nell’entroterra attraverso Massignano e Monte Giberto con soste nelle chiese ove avviene la pratica cristiana della preghiera, dell’Eucaristia, della Confessione fiduciosi nell’Amore misericordioso.
SINTESI DI DOCUMENTI SCRITTI NEGLI ARCHIVI FERMANI. Appunti storici su vari paesi, tra cui Fermo, Massignano, Montegranaro, Montegiorgio e al. Manoscritto n. 1323 della Biblioteca Comunale di Fermo
Anno 1224 Onorio vescovo, servo dei servi di Dio, <salute> al venerabile fratello Rainaldo vescovo Fermano, ed a quelli che lo dovranno sostituire come successori. Per il ruolo a noi affidato nell’amministrare, è nostro compito di esprimere la grazia della nostra benevolenza a tutte le chiese ed a quelle che essendo soggette maggiormente alla Sede Apostolica, sono riconosciute come nostra proprietà, per il duplice diritto <= civile e canonico>. A queste vogliamo e dobbiamo provvedere con preferenza. La chiesa Fermana è munita di privilegi spirituali della Sede Apostolica, ma vogliamo aggiungerle il vigore della forza “temporale” (= sull’amministrazione di cose materiali) da parte della Chiesa Romana, seguendo l’esempio del nostro predecessore, il papa Innocenzo (terzo) di felice memoria e proibiamo fermamente, d’autorità apostolica, che nessuno presuma di fare esazioni <tasse>, tenere il “placito” (assemblee deliberanti), o trattare le cause (di tribunale), ad eccezione del Legato della Chiesa Romana, una persona di speciale mandato apostolico, nella città di Fermo o nei castelli cioè Sant’Elpidio, Castro (a Porto Sant’Elpidio), Civitanova, Montesanto (Potenza Pic.), Montecosaro, Monte Vallente <forse Morrovalle>, Poggio San Giuliano ora Macerata, Casali, San Claudio (al Chienti), Montolmo (oggi Corridonia), San Giusto, Cerqueto, Gualdrani, Montegranaro, Monte Astone <=Montottone>, Ripatransone con Agello, Capomonte, Monte Antico, e Mussiano <= Massignano>, Marano (= Cupramarittima), Furcilla (alias Forcella) e altri che ora sono giustamente posseduti dalla Chiesa Fermana o che potrà in futuro ottenere legittimamente o negli altri beni che a questa appartengono; ma i suoi beni rimangano integri e restino nella tranquillità, salvi i nostri diritti. Aggiungiamo anche riguardo a tutti i proventi che questa riceve dal “placito”, dal “bando”, dal mercato, dalla piazza o dai porti fuori della città, e per l’Episcopato o per altri diritti di regalità nella città Fermana o fuori, questi siano pagati a te ed ai tuoi successori, senza alcun contrasto, né diminuzione, salva l’autorità della Sede Apostolica. Nessun uomo osi mai infastidire l’Episcopato Fermano, né derubare, né invadere i suoi beni, né mai molestare i suoi uomini, né gravarli. Se tuttavia qualcuno avrà la presunzione di mettersi contro ciò, o di danneggiare questo privilegio, faccia composizione di cento libre d’oro puro per la pena da pagare, metà al sacro palazzo Lateranense e il resto per il vescovo e per i suoi successori nel tempo. Io Onorio vescovo della chiesa cattolica, io Pelagio vescovo Albanense, io Corrado vescovo Portuense di Santa Rufina, io Nicola vescovo Tuscolano, io Stefano cardinal presbitero della Basilica dei santi dodici Apostoli, io Gregorio cardinal presbitero del titolo di Sant’Anastasia, io Giovanni cardinal presbitero di santa Prassede, io Ottaviano cardinal diacono dei santi Sergio e Bacco, io Gregorio cardinal diacono di San Teodoro, io Stefano cardinal diacono di Sant’Adriano, io Romano cardinal diacono di Sant’Angelo, io Pietro cardinal diacono di San Giorgio al vello aureo. Data nel Laterano per mano di maestro Wido, cappellano del Papa, alle idi di febbraio <13> indizione XII, nell’anno dell’incarnazione del Signore 1224, anno ottavo del Pontificato del Papa Onorio III.
.Anno 1228 Rinaldo vicario di Federico II documento edito in COLUCCI, “Antichità Picene”, XVIII append.. doc. n. IX p. XIV – “…. Con l’autorità imperiale affidataci, concediamo che i castelli di Massignano, Marano, Sant’Andrea e Penna (presso Ripatransone) siano di pertinenza di Ripatransone. E se il Comune di Ripatransone vorrà, gli diamo le facoltà di demolire i detti castelli.”
.Anno 1258 Nell’anno 1258 mese di ottobre, dagli accampamenti presso San Ginesio, il re Manfredi (figlio di Federico II imperatore), grato per i servizi resi da Fermo, conferma ad essa la i diritti perpetui la giurisdizione che la nostra Curia ha nel castello di Marano (Cupra Marittima), Boccabianca, Torre di palme, Monturano, Moresco, Massignano, Laireno (?), Torre San Patrizio, Grottammare, Monte San Pietro, Monte San Martino, Petritoli, Monte Falcone, Monterubbiano.
.Anno 1364- Hubart: pergamene di Fermo n. 429 = – Fermo = Una parte del testamento del magnifico Sig. Giovanni del fu Sig. Filippo Visconte di Oleggio della Diocesi di Novara ecc. rogato da Domenico da Gubbio notaio nell’anno del Signore 1364 = copiato da Cicco di Mattiolo da Massignano
. Secoli XV:XVI varie date. Vertenza attorno al 1550 sintesi in Hubart n. 2359 Comune di Massignano e Comune della città di Fermo sopra l’acquisto e la liberazione dalla giurisdizione della Sede Apostolica e altro tra cui la proibizione agli uomini del castello di Massignano di costruire sul lido del mare, sotto pena di 1000 Ducati.
.Anno secolo XV I religiosi Agostiniani a Massignano. Un dipinto
.Anno 1407 Hubart n. 1061 = Procura fatta dal Comune di Massignano nella persona di Vanne di Muzio di Andrea di detto castello, affinché si presenti a nome di questo Comune di fronte ai Priori della città di Fermo a dover chiedere che detto Comune abbia ad esigere il salario del Podestà cioè libre 40 di denari. Rogito di ser Antonio di Vannuccio di detto Castello.
.Anno 1441 Hubart n. 1824 = Montefiore = Sentenza o Lodo fatto dal signore Alessandro Sforza, vice marchese ed arbitro tra la comunità del Comune di Fermo e gli uomini della Terra di Montefiore per cui Vagnozzo e Domenico da Massignano con altri e gli abitanti del Comitato di Fermo, possessori nella Terra di Monte Fiore, sono obbligati a pagare le collette. Rogato da Andrea Chiavellino da Gualdo.
.Anno 1442 Documento edito da Colucci <Antichità Picene> al tomo 18 n. 134. In data 8 novembre 1847 Filippo Bruti Liberati offre a Antonio Fiori priore comunale di Massignano uno studio sulla contiguità tra Ripatransone e Massignano. Francesco Sforza il 22 settembre 1442 assediando Ripatransone, scrisse alla Magistratura di Massignano, dall’accampamento di rimpetto a Ripatransone, affinché mandasse 25 grandi tavole forti dette “arse” per fare ripari alle bombarde a Pier Brunoro, uno dei capitani acquartierato con l’armata alla Maddalena oggi villa Boccabianca.
.Anno 1446 La bolla di Eugenio IV del 1446 nomina i 48 castelli concessi a Fermo, tra cui Massignano, Montottone, Ponzano, Loro, Servigliano, Altidona, Petritoli, Falerone e altri.
.Anni 1447-1450 – Pedaso, Torre di palme, Altidona, Lapedona, Moresco, Cupra Marittima, Sant’Andrea, Campofilone, Grottammare, Massignano, San Benedetto del Tronto, Acquaviva (Picena), Carassai, Petritoli, castellin della zona marittima e dipendenti da Fermo, su invito di questa città mandano un soldato per ogni famiglia per difendere Sant’Angelo in Trisongo, località, ai confini con Ripatransone, in territorio di Acquaviva Picena. I paesi dovevano inviare un soldato a famiglia (foculare) bene armato, con le balestre, lance, schioppi.
.Anno 1450 circa = VITTORE CRIVELLI A Massignano, nella chiesa parrocchiale di San Giacomo, in una tavola dipinta ad olio con cornice frammentaria, costituita da pilastrini laterali con capitelli, è raffigurata la Madonna in ginocchio, lievemente rivolta verso sinistra, a mani giunte, a capo chino con un manto verde bordato d’oro, nell’atto di adorare il Bambino disteso a terra sopra un cuscino. Quattro Cherubini volano in alto; dietro la Vergine un drappo verticale rosso ed un parapetto su cui a destra si colora un garofano e a sinistra è poggiato un libro aperto. Dietro tale parapetto la Madonna è fiancheggiata da due Angeli, uno con le mani giunte e l’altro con le braccia conserte, a terra, da un lato, è deposta una mela.
.Anno 1454 – Il Vicario di Fermo mandato a Monte Giberto è Marino d’Antonio da Massignano.
.Anno 1455 Hubart pergamena n. 1062 – Bolla da Roma per la provigione della chiesa campestre di Sant’Ottone (=Atto) del Menocchia fuori del Castello di Massignano, diocesi Fermana e anche della prebenda fatta nella stessa chiesa dal Papa Callisto III nella persona del Sig. Nicola de Cagnoli, da Monte Aquilino, a motivo della libera rinuncia del sig. Leonardo Deotaguidi di recente Rettore di detta chiesa.
.Anno1469 Filippo Bruti Liberati in un opuscolo per nozze del 1847 scrive che a Massignano trovò in archivio altro documento contenente una sentenza per i confini territoriali fra Ripatransone e Massignano del 24 marzo 1469 quando Francesco Lunerti era il sindaco, e Niccola vescovo Manduriense era il commissario giudice.
.Anno 1483 Hubart pergamena n. 1695 = Crisogono di Giacobbe, detto Chimente, e Crisogono di Corradino fanno proposte nel parlamento del castello di Mogliano e nella sua curia, sopra le accuse per i danni arrecati, e delibera di approvazione con 157 fave nonostante 22 contrarie. Atto rogato da ser Armilleo di Marino dal Castello di Massignano, Vicario di detto Castello di Mogliano.
.Anno 1511 Nell’archivio di Massignano una pergamena del 20 novembre 1511 sotto Giulio II papa, con cui donna Valeria moglie del sig. Giovanni de Bertachinis di Fermo erede per la terza parte, e tutrice di Giovan Francesco figlio, erede, e per la terza parte il Sig. Girolamo Bertacchini di Fermo vendono il Molino posseduto indiviso in Massignano al Comune. Istrumento stipulato a Fermo presso la chiesa di San Domenico con l’autorizzazione del giudice Catarino de Silvestrini di Norcia, davanti la Chiesa di S. Maria dell’Umiltà. (Dall’opuscolo di Filippo Bruti Liberati edito 1847)
.Anno 1530 circa (?) Hubart pergamena n. 999 senza scritta la data- = Sentenza fatta per Geronimo Vescovo Maceratese, sopra il preteso pagamento di tasse e sulla presunta esenzione da tasse, fra la città di Fermo e i Castelli di Mogliano, Falerone, Servigliano, Ponzano, Massignano, e Altidona e altri con cui fu stabilito che il comune di Fermo non era da comprendere nella contribuzione delle tasse da farsi tramite detti Castelli alla Camera Apostolica.
.Anni dal 1537 al 1547. Nei manoscritti di MARINI che riassumono i verbali dei consigli comunali di Fermo, notizie riguardanti Massignano, alle carte 117, 120v, 132, 137
.Anno 1538.- Nelle Cronache di G. Marino Lucidi si fa relazione dello Stato nell’Agro Piceno dal 1537 al 1547 che Paolo II concesse ai nipoti con capoluogo Montottone e ci fu un impiegato massignanese a fare da agente riscossore pontificio. Vi si legge: ”Fu la confederazione di tutto (p.572) lo Stato, Gabelle, Maleficij civili, et immunali nelle prime istanze il Governatore, e molte altre Grazie, come nel Breve, nella forma della Bulla dessimo in mano di Mes. Francesco da Massignano pagatore di buoni Ducati, e così tornammo con il Breve alli 27 Marzo 1538”.
.Anno 1551 – Nella relazione per la vertenza giudiziaria editi da Ratta ventisei atti amministrativi dal 1551 al 1762 approvati dal Consiglio di Fermo. Tra questi: = nel sec. XVI Il podestà di Massignano è nominato con estrazione del nome. =Anno 1551 ottobre 20 il Consiglio di Fermo non conferma una delibera fatta dal Castello di Massignano e riafferma la giurisdizione della città, dei cittadini fermani e delle autorità secondo gli statuti dei castelli fermani (Statuta Firmanorum editi 1507 e 1589). Anno 1559 giugno 4 la Comunità di Massignano aveva chiesto autorizzazione al Consiglio di Fermo per esportare 700 passa di legna vendendone parte al Duca di Urbino e parte alla città di Fermo. La licenza fu concessa, fuori dalla giurisdizione territoriale con misurare per esportare e dare al Duca di Urbino passi duecentocinquanta. Vedi precedente atto 1511 ealtro atto all’anno 1575 dicembre.
.Anno 1552 e seguenti-. Nel manoscritto 220 della Biblioteca di Fermo le lettere dell’arcivescovo fermano Alessandro Borgia. Massignano (sei lettere) 1752 lugliom14 alla Congregez. del concilio per Cosimi Antonio: ipoteca sul beneficio S. Maria p.69 – 1753 marzo 20 alla Congr. dei vescovi e regolari per i confratelli del SS. Sacramento e i Possenti pag.130 = 1753 maggio 7 alla Congr. dell’immunità ecclesiastica per un furto a danno dei Gervasi pag.152; = 1756 settembre 03 al maestro delle cerimonie papali, Reali, per la preparazione agli ordini sacri a Nicola Laureti pag.219; = 1757 febbraio 02e 04 alla Congr. dei vescovi e regolari per la preparazione agli ordini sacri di Niccola Laureti pag. 279; = 1757 ottobre-10 alla Congr. vescovi e regolari a favore di Francesco Curi calunniato pag.331; = 1757 dicembre 05 alla congr. vescovi e regolari per enfiteusi perpetua al sac. Casanova Andrea pag.348
.Anno 1564 Agosto 27 = Giovanni Bernardino Lelii, potestà estratto del Castello di Massignano propose alla conferma come vicario ser Domenico Raso da Mogliano. Il Consiglio fermano assentiva.
.Anno 1565 = Hubart pergamena n. 888 = Bolla di Pio Papa V di concessione di permuta della Chiesa parrocchiale di Santa Maria da Mogliano, e del Beneficio dell’Altare di Sant’Antonio siti nella chiesa di San Vittore del Castello di Massignano, della diocesi Fermana, fra il rev. Censorio Marziale, ed Angelo di Cordella, con la riserva della persona per conto di detto Censorio Marziali.
.Anno 1566 – Inizio del processo per Montottone che doveva pagare un tributo annuale di 10 scudi alla Curia romana. Un Commissario pontificio era stato inviato a Montottone per amministrare la giustizia ed esigere gabelle e imposte. I Fermani fecero prigionieri, una volta, alcuni montottonesi nel loro territorio. Quando avvertirono il rettore della Marca e questi prigionieri furono liberati.
.Anni dal 1566 al 1570. Per la loro autonomia da Fermo Montottone, Petritoli, Falerone, Servigliano, Massignano, Ponzano, Altidona e Mogliano insieme mandarono oratori a Roma per supplicare il pontefice che li togliesse dalla sottomissione al dominio della città di Fermo. Passarono mesi e mesi per compiere il processo; furono interrogati 36 testimoni per Montottone e 12 per Fermo. Scipione Claretti procuratore di Montottone a Roma, il 7 aprile 1568 scriveva che i Fermani lo stavano avversando in tutti i modi. Quattro lunghi anni durò la schermaglia con spese che superarono di parecchio le possibilità di pagamento da parte del castello di Montottone. Finalmente, Pio V l’11 agosto 1570, assumeva la giurisdizione d’immediata potestà civile su Montottone che fu posto sotto la soggezione, il governo, e la protezione della Camera Apostolica, per cui sborsò al tesoriere della Camera la somma di 2200 scudi, che servirono a sussidiare la guerra contro i Turchi, vinta a Lepanto nell’anno seguente.
.Anno 1569 Nell’opuscolo scritto da Filippo Bruti Liberati 8 novembre 1847 al padre della sposa signor Antonio Fiori priore comunale di Massignano = Anno 1569 bolla di Pio V del 9 Giugno 1569 che ne richiamava una di Alessandro IV del secolo XIII per cui i Massignanesi erano considerati, come Cittadini Fermani. (Edizione in G. Colucci Antichità Pic.)
.Anno 1570 seguenti. Nel 1570, tra il diffuso malcontento dei castelli assoggettati a Fermo, a causa del suo dispotico governo, la comunità di Falerone inviò a Roma, per perorare la loro causa, Paraninfo Fortunati e Valentino Antonini da Pio V (1566-1572), che concesse ai castelli di Massignano, Montottone, Ponzano, Loro Piceno, Servigliano, Mogliano, Petritoli e Falerone l’autonomia dallo Stato Fermano. Fu vero distacco poiché il provvedimento papale disponeva alla comunità faleronese di pagare le collette camerali, non più all’esattoria di Fermo, bensì a quella della Marca in Macerata, inoltre concedeva che le tasse per la movimentazione delle merci, si riversassero a favore dei suoi abitanti, che avevano la possibilità di eleggere un podestà o un vicario che governasse il castello con la conferma di tutti i privilegi concessi precedentemente da Paolo III. Anche in questo caso l’autonomia degli otto comuni separatisti durò poco poiché nel 1573 viene nominato governatore di Fermo Giacomo Buoncompagni, parente prossimo di papa Gregorio XIII (1572-1585), che nel 1575, con otto bolle distinte, una per ogni Comune, decretò il rientro dei castelli all’interno dello Stato Fermano.
.Anno 1575 dicembre 30 – Nella vertenza contro il dominio di Fermo, con editi i documenti dal relatore Ratta si ha una richiesta di Giovanni Battista di Santoro da Massignano che voleva vendere una proprietà terriera nel territorio massignanese ad un acquirente che era fuori dalla giurisdizione governativa fermana, il Consiglio fermano non diede autorizzazione riguardo a questa possessione sita presso i confini.
.Anno 1575.-.- Hubart n. 168 = – Fermo = Restituzione di otto castelli separati della giurisdizione Fermana, concessa da Gregorio Papa XIII = nell’anno del Signore 1575 = Anno terzo del Pontificato. I castelli sono questi Massignano, Montottone, Ponzano, Loro, Servigliano, Altidona, Petritoli e il Castello di Falerone.
.Anno 1576 ?Pergamena dell’archivio arcivescovile anno 1576. 01. 23 – Fermo = Massignano. Pergamena lacera nella parte superiore con testo perduto. Il vicario di Felice Peretti, che gestisce i benefici Fermani, concede al chierico Silvestro De Silvestris la nomina per l’altare di San Giovanni Battista nella chiesa di San Giacomo a Massignano, dopo la morte del predecessore Don Giovanni Battista Massi. Al tempo di Gregorio XIII.
.Anno 1577. 06. 24 Il pontefice Pio V sotto pretesto di inosservanza di capitoli e di altri espressi e pretesi titoli di gravami presentati da alcuni Castelli, aveva tolto allo Stato fermano, Massignano, Montottone, Ponzano, Loro (Piceno), Servigliano, Altidona, Petritoli, e Falerone; e Papa Gregorio XIII con solenne Bolla restituisce gli otto Castelli alla Città dichiarando essere stata eseguita quella separazione contro la mente del suo predecessore.
.Anno 1579 Archivio Stato Fermo Hubart n. 1337 = – Fermo = Mandato di esecuzione del Protonotario apostolico Girolamo di Matteo, uditore generale delle cause della Curia della Camera Apostolica, per la sentenza pubblicata ad opera del Rev.mo Sig. Piero Melchiodo Vescovo di Macerata, nella vertenza introdotta in forza del decreto camerale tra la magnifica Comunità e gli uomini della città di Fermo da una parte e dall’altra parte la Comunità e gli uomini dei castelli di Mogliano, di Falerone, di Massignano, di Ponzano, di Servigliano e di Altidona riguardante il preteso pagamento delle dative e assegnamenti e sgravi di questi, ecc. In essa dichiarò che la magnifica Comunità Fermana e gli uomini non erano tenuti a pagare e contribuire alle dative o collette da farsi alla Camera Apostolica da parte di detti castelli e uomini ed essa ebbe assoluzione. Come scritto nell’atto. Data nell’anno del Signore 1579.
.Anno 1595 – Carta dell’Archivio arcivescovile di Fermo = 1595 – Atto di licenza (consenso con permesso) di fare permuta di un pezzo di terra di propretà ecclesiastica per l’evidente utilità a Massignano.
.Anno 1597 circa = Bonaventura da Massignano Minore Osservante si acquistò molta fama nelle dottrine Teologiche. Per molti anni ne fu Lettore Generale in vari illustri Conventi di questa Provincia, come a Matelica, Macerata, Ripatransone, Fano, Fermo, Ancona, e fuori dai limiti della Provincia nelle Cattedre più distinte, Lettore a Perugia e a Napoli. Per meritata ricompensa della dottrina e prudenza esercitate, i Padri suoi correligiosi nel 1616 lo elessero Custode Provinciale. Nel 1619 divenne Ministro Provinciale e il P. Benigno da Genova Ministro Generale lo deputò Procuratore Generale e nel 1623 cessò di vivere in Roma. Fu discepolo del chiarissimo P. Giovan Battista Uncini dal Massaccio. (Notizia edita da Colucci, in Antichità Picene vol. XII p. CI).
.Anno 1600 novembre 8 = Alessandro Tassoni da Massignano chiese licenza edilizia di poter fare una finestra nelle mura castellane massignanesi, alta da terra 10 passi, come esistevano molte altre, per dare luce alla sua casa. Il Consiglio fermano affidò ai Priori e ai Regolatori di verificare tramite un cittadino se sussistesse alcun danno e il Magistrato poi deliberava. ( in Ratta)
.Anno 1602 gennaio 30 = Giovanni di Berardo Gentili da Massignano chiedeva all’autorità Fermana la licenza di fare una finestra nella parete della sua casa, nelle mura del castello massignanese, dell’altezza di palmi quattro sopra terra, e il Consiglio fermano dopo ricevuta una relazione di fede inviata dal Comune di Massignano il giorno 8 Febbraio 1602 dava licenza. ( in Ratta)
.Anno 1602 febbraio 27 =La Comunità di Massignano aveva chiesto come vicario per questo Castello che non fosse nominato ser Francesco Boezio. Il Consiglio di Fermo inviava la pratica all’Adunanza della Cause per gli accertamenti contro Francesco Boezio. ( in Ratta)
.Anno 1622 maggio 18 = Flaminio di Marco Quintilio da Massignano desiderava fabbricare un’abitazione per la sua famiglia fuori dalla porta del Castello, dieci passi distante dalle mura, avendone ottenuta approvazione dal parlamento massignanese. Il Consiglio fermano nel dare approvazione stabiliva che il calcolo dei dieci passi di distanza dalle mura fosse calcolato con la misura di quattro piedi fermani per passo. ( in Ratta)
.Anno 1623 ottobre 20 = Dionisio di mastro Buonanno da Massignano chiedeva di fare una finestra nelle mura castellane di due piedi da ogni banda. Il Consiglio Fermano affidò ai Priori di inviare un cittadino per sopralluogo e relazione e su risultato favorevole si autorizzasse. ( in Ratta)
.Anno 1628 Dicembre 10 = Per i capitoli <dei contratti> sopra l’appalto del mulino pubblico, dell’osteria nelle spiagge della marina e dello spaccio dell’olio, il Consiglio fermano dava conferma a quelli sottoscritti dai deputati. ( in Ratta)
.Anno 1629 Marzo 2 = Donna Dorotea Chierici da Massignano chiedeva la licenza per ristabilire erede sua figlia maritata nella terra di Montefiore e il Consiglio fermano, pur trattandosi di erede residente fuori dalla sua giurisdizione, dava assenso. ( in Ratta)
.Anno 1632 Febbraio 27 = Giustiniano Mazzoni da Massignano non era inserito nel Bussolo dei Notai e chiedeva di esservi imbussolato. Il Consiglio fermano assentiva purché non vi fossero ragioni in contrario. ( in Ratta)
.Anno 1634 Aprile 1 = Il parlamento della Comunità di Massignano aveva fatto decreto intorno al Bussolo del capitano della festa comunitaria, con la pena di 10 fiorini contro chi, dopo estratto il nome, ne ricusasse l’esercizio. Il Consiglio fermano confermava questo decreto. ( in Ratta)
.Anno 1642 Giugno 25 = Giovanni Palma da Massignano, tintore, aveva ottenuto licenza dal Parlamento massignanese il 4 maggio precedente di fabbricare una stanza per la sua tintoria attaccandola alle muraglie castellane fuori dalla porta del Castello, nella parte da sole. Il Consiglio fermano stabiliva si facesse un sopralluogo e Claudio Paccaroni fece la visita con la relazione favorevole. Si diede l’approvazione. ( in Ratta)
.Anno 1642 Marzo 6 = La Comunità di Massignano chiese che gli fosse confermato per il periodo successivo il precedente Vicario e per questa volta soltanto il Consiglio di Fermo lo concedeva.
.Anno 1646 Dicembre 22 = Pier Santo di Federico da Massignano chiese di fare una finestra nel muro del Castello. Il Consiglio fermano acquisì la relazione di Lorenzo Fazi che non vi era alcun danno nel farla e la autorizzò. ( in Ratta)
.Anno 1668 settembre 6 = Messer Teofilo Salvi Massignanese fece un esposto perché era iscritto nel libro dello Specchio ma escluso dall’ufficio del vicariato, chiedendo di essere reintegrato abile, come prima, per esercitare l’ufficio di Vicario nei castelli fermani. Il Consiglio della città fu favorevole. ( in Ratta)
.Anno 1673 agosto 2. Il Consiglio di Fermo approva i nuovi capitoli di Massignano di contratto con il fornaio locale.
.Anno 1675 Bolla papale 1675 maggio 28 Clemente X per miglioria i del beneficio autorizza l’acquisto di un terreno a favore del monastero dei santi Felice ed Adaucto a Massignano di cui è commendatario il cardinale Decio Azzolino
.Anno 1678 – Il Consiglio di Fermo approva i nuovi capitoli di Massignano per l’appalto del forno. ( in Ratta)
.Anno 1684 settembre 14 = Il Consiglio di Fermo approva l’antica consuetudine tra gli abitanti di Montefiore quelli di Massignano di comunione ne pascolare gli animali nei terreni dell’uno e dell’altro dei due castelli. ( in Ratta)
.Anno 1691 novembre 6 Giovanni Orlando Massi da Massignano chiede di fabbricare presso le mura del Castello, con relazione del signor Celio Carlucci. ( in Ratta)
.Anno 1696 gennaio 9 Il Consiglio di Fermo autorizza Gervasio Marconi da Massignano a fare due gradini nella strada per l’ingresso nella sua cantina, deputando a ciò Concetto Calabria. ( in Ratta)
.Anno 1706 febbraio 18 Il Consiglio di Fermo concede licenza, a richiesta di Pietro Massa da Massignano per fare una scala all’ingresso alla sua casa con relazione del signor Pier Matteo Scatton. ( in Ratta)
.Anno 1707 gennaio 12 Il Consiglio di Fermo autorizza Silvio di Nicola da Massignano ad edificare una nuova casa, con il consenso del Parlamento massignanese e con la relazione del signor Alessandro Cordella. ( in Ratta).
.Anno 1717 aprile 3 Giovanni Antonio Ciarrocca da Massignano autorizzato a costruire una casa, con relazione fatta dal marchese Giovanni Battista Matteucci, purché non aprisse mai una porta nelle pubbliche mura. ( in Ratta)
.Anno 1762 maggio 10 Don Marcello Enrighi, priore di Massignano chiede licenza per ingrandire due finestre nella cantina della sua casa. ( in Ratta)
.Anno 1770 maggio 5 Bolla Papale. Copia Clemente XIV a favore della chiesa dei Santi Felice ed Adaucto a Massignano.
.Anni 1781- 1782 ca. Per lavori edilizia a Massignano nella chiesa di S. Giacomo Maggiore interviene PAGLIALUNGA Luigi costruttore del teatro fermano e del palazzo municipale di Castel Clementino (oggi SERVIGLIANO).
.Anno 1785 Acciarri da Massignano (1785-1822) francesano Cappuccino
.Anno 1788 e altre date A Fermo era attiva la bottega dell’argentiere Raffaele Antonelli, noto dal 1788 al 1828, e nel secolo XIX argentiere il figlio Luigi. Nel 1788; modellò le tre cartegloria d’argento per il Santuario della Madonna del Pianto in Fermo. Nel 1791, per la Compagnia del SS. Sacramento di Massignano eseguì un ostensorio in argento, sbalzato e cesellato con ornati in princisbek, firmato “Raffaele Antonelli di Fermo”. Nel 1812, chiese licenza alla prefettura del Dipartimento del Tronto del napoleonico “Governo Italico” con sede a Fermo, di bollare la sua produzione con le iniziali “R.A.” e col punzone raffigurante “Palma d’olivo”; in seguito, sotto il “Governo Pontificio” a tale sigla personale aggiunse il punzone con lo stemma camerale, detto di “Padiglione” ed usato per lavori in argento.
.Anno 1800 Notizie su Nicola Laurantoni di Massignano deputato della costituente romana 1849 caduto per Roma. Libro del Garulli \\ SANTINI, G. All’on. Sig. Leonardo Laurantoni di Massignano. S. n. 1872
.Anno 1830 Libro su Matteucci, Felice <1808-1887> = Matteucci, Giacomo. Per le nozze fauste della donzella Camilla Costantini patrizia fermana con il signore Filippo Marconi di Massignano / i fratelli Felice e Giacomo marchesi Matteucci in attestato di congratulazione e parentela offrono la seguente …. Fermo : dalla stamperia Bolis, 1830
.Anno 1832 Marconi Giocondo (1832, 1853) da Massignano operatore nell’edilizia come mastro muratore
.Anno 1834 risultano abitanti di popolazione di Massignano, 1520 persone.
.Anno 1922 Frate Francescano Acciarri da Massignano (1922-2015)
-.-.-.
.MUSEO PARROCCHIALE: “ Contemplare le icone “. Nel 2001 fu inaugurato il rinnovato museo parrocchiale a Massignano e Il Direttore dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Fermo, don Germano Liberati, illustrava la fede di una comunità come incarnata nelle sue testimonianze di opere storiche della devozione cristiana alle immagini nel valore dell’arte sacra, dicendo: “L’arcivescovo Fermano mons. Gennaro Franceschetti ha creduto fortemente nel museo come “bene pastorale” e quindi come strumento di evangelizzazione e di incontro anche con chi non è particolarmente partecipe della vita cristiana. Il Direttore ha sostenuto i lavori di aggiornamento ed ha curato la disposizione delle opere con adeguamento dell’apparato didattico. Nella archidiocesi Fermana esistono varie raccolte. La Chiesa Fermana si è dimostrata molto sensibile alla tutela e valorizzazione del patrimonio artistico. Numerosi sacerdoti con grande passione ed entusiasmo ed anche con sacrifici economici hanno sistemato locali, realizzato impianti, restaurato opere, allestito piccoli, ma straordinari musei parrocchiali. Il territorio di questa arcidiocesi è costellato da tali raccolte che vanno da Massignano a Campofilone, a Carassai e, da Capodarco di Fermo, a Petriolo, a Corridonia, a Mogliano, a Morrovalle fino a Montefortino, mentre si progettano altre sedi ancora. Il museo ecclesiastico si pone come luogo di valorizzazione e recupero di un patrimonio posto al servizio della missione della Chiesa ed è significativo da un punto di vista storico-artistico. E’ strumento di formazione cristiana, di elevazione spirituale, di dialogo con i lontani, di arricchimento culturale, di fruizione artistica, di conoscenza storica, come ha scritto la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, nel testo: “La funzione pastorale dei musei ecclesiastici”. Città del Vaticano 2001.\\\