Servigliano è toponimo del comune che ha il nome dal milite veterano romano venuto nel Piceno, Servilio che fu l’ammiraglio di Pompeo nel Mar Nero. Un ruolo operativo e diretto nella fase finale del conflitto è documentato durante le campagne di Gneo Pompeo Magno, comandante supremo contro Mitridate grazie alla Lex Manilia nel 66 a.C.. Nel 65 a. C. Pompeo inseguiva Mitridate in ritirata profonda verso il Caucaso e la Crimea. Pompeo avanzò nella regione della Colchide (l’odierna Georgia) e giunse fino al fiume Phasis. Lì si ricongiunse con Servilio, l’ammiraglio da lui posto al comando della flotta del Ponto Eusino (il Mar Nero), contingente navale, guidato da Servilio, bloccava i rifornimenti via mare a Mitridate e ne impedì la fuga costiera. Nel 63 a. C. Mitridate definitamente sconfitto, morì.
I veterani di Pompeo Magno furono compensati con l’assegnazione di terre. Questa distribuzione è complessa e non si limitò al Piceno.
Sebbene il Picenum fosse la principale roccaforte clientelare e la terra d’origine della famiglia di Pompeo Magno. Il padre Pompeo Strabone possedeva immensi latifondi nel Piceno dove Pompeo stesso arruolò le sue prime legioni. Molto probabilmente Pompeo Magno (figlio) nacque a Firmum Picenum nel 106 a. C. L’influenza dei Pompei è testimoniata ancora oggi dalla toponomastica locale: ad esempio, la storica Via Pompeiana collega tuttora il centro storico di Fermo alla foce del fiume Ete, dove un tempo sorgeva il porto-canale della città, area anch’essa gravitante attorno ai possedimenti della famiglia.
Nel Piceno la forte presenza di veterani e coloni legati a Pompeo era una realtà consolidata a causa dei precedenti arruolamenti “privati” e delle clientele di famiglia. Successivamente, furono invece i triumviri (Ottaviano, Antonio e Lepido) e lo stesso Cesare a dedurre nuove colonie di veterani in diverse città picene, come a Firmum Picenum.
A fondare colonie nel territorio fermano, bensì fu Ottaviano Augusto nel 41 a.C. a insediarvi una colonia di veterani dopo le guerre civili.