Chiese e benefici

Beni di chiese. Nelle famiglie ricche avveniva che uno dei figli diveniva sacerdote ed otteneva un lascito beneficiale per dover celebrare sante Messe. Il luogo di celebrazione era spesso una chiesa approvata dal Vescovo o fatta costruire per seppellirvi i defunti della famiglia. Le chiese parrocchiali ebbero il piano sotto il pavimento (ipogeo) per seppellirvi, sino all’edito Napoleonico del 1806 per stabilire cimiteri extraurbani. Costruita una chiesa rurale beneficiata avveniva in zone montane se facesse un’altra adiacente, utile per i preti beneficiati celebrati e per le famiglie che facevano lasciti beneficiali. Sotto uno stesso titolo di fondazione del beneficio si costruiva anche una seconda chiesetta dentro l’ambito urbano oppure un altare in chiesa preesistente per adempiere le celebrazioni richieste dal legato (di beni) in tempi nevosi. Così esiste la chiesa rurale di san Ruffino e la chiesa fatta entro il castello di Amandola (parimenti di San Ruffino). Quando le chiesette rurali andavano in rovina il vescovo ordinava di trasferire le celebrazioni su un altare dedicato al santo (titolare del benefizio) dentro una chiesa urbana. Così a Servigliano esistono sei altari laterali con proprie intitolazioni a santi. L’abate di Farfa visse con i monaci dall’anno 898 circa al 947 circa sul colle MATENANO ove portò le reliquie di Santa Vittoria (nome dl Comune). Egli mandava i monaci a celebrare nelle molte contrade dove il monastero aveva proprietà in gran parte provenienti dal lascito del duca Rabenno degradato, anche da lasciti di signori che si mettevano sotto la protezione abbaziale. I benedettini andavano nelle ville a celebrare per diffondere le pratiche cristiane della Parola evangelica e dei sacramenti stabilendo aiuti per l’istruzione, l’infermeria, le pacificazioni e i matrimoni. Esiste vasta bibliografia su tali argomenti. Per chiese e altari dedicati a santi è utile la «Bibliotheca Sancorum». Sono utili i motori di ricerca con le bibliografie (tipo OPAC sbn) anche se non sono complete. Il nome di un santo è riferito a diverse persone venerabili e sante. Per gli studi sulle reliquie esiste una commissione italiana di studiosi delle Università pontificie. Utili le bibliografie appropriate. Vale consigliarsi con i docenti specifici.

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