MIOLA GABRIELE PRESENTA I SALMI SAPIENZIALI DELLA BIBBIA E LA GUIDA TRA IL BUONO E IL MALVAGIO

  1. I SALMI SAPIENZIALI

In questo gruppo, sotto questo nome generico raccogliamo diversi tipi di salmi, che non possono essere ridotti ad un unico genere letterario né per gli aspetti formali né per contenuto, ma che pur hanno una linea comune che li lega. Questo filo unitario può essere individuato nella “riflessione sapienziale”: sono i salmi che affrontano problemi diversi come il giusto e l’empio nella vita, la legge, la storia d’Israele, il vero culto da rendere a Dio ed altri temi.

.1. – Alcune riflessioni generali sulla sapienza.

Prima di parlare dei diversi aspetti di questi salmi è bene fare un breve cenno alla riflessione sapienziale in Israele per cogliere meglio l’ambiente in cui questi salmi sono sorti. Possiamo distinguere tre filoni diversi sebbene strettamente connessi tra di loro.

.a.\   la sapienza della vita e della prassi, riguarda il modo di vivere, di comportarsi. E’ una sapienza pratica che raccoglie l’esperienza di generazioni, esperienza che si è condensata in detti, massime, proverbi che toccano i momenti e gli aspetti più vari della vita: l’educazione dei figli, una certa politica familiare, il comportamento con le donne, vizi e virtù umane, il maneggio politico e amministrativo e altro. E’ tutto un cumulo di materiale che s’arricchisce di sempre nuove osservazioni e che fanno la saggezza della vita e quel fondo umano di un saper vivere, che è sempre vero e sempre nuovo. Questo tipo di saggezza forma il sostrato della vita del popolo, ma emerge a coscienza di bene comune quando un “saggio” osserva, raccoglie e ordina questo materiale che vaga tra il popolo. Questa riflessione sapienziale non è certamente esclusiva di Israele, è qualcosa di comune a tutti i popoli con accentuazioni più o meno forti: celebre era nell’oriente biblico la saggezza di Edom e degli arabi o quella degli Egiziani e delle grandi culture della valle del Tigri e dell’Eufrate. Anzi possiamo dire che Israele si inserì in questo vasto contesto sapienziale solo tardivamente, nel periodo della monarchia dopo Salomone. Fece tesoro della sua sapienza, s’arricchì dell’esperienza degli altri, ma tutto filtrò alla luce della sua peculiare tradizione e religiosità. Questo materiale fu raccolto e dovette circolare prima liberamente tra il popolo, poi in collezioni più o meno ufficiali. Noi ne abbiamo tracce nel libro dei Proverbi in cui trovammo materiale proprio di Israele e di altri saggi anche non israeliti (cfr Prov 1 ,1-6; 10, 1; 22, 17; 25, 1; 30, 1; 31, 1).

.b.\   Questa riflessione sulla vita non tocca solo aspetti pratici e il saper vivere, ma diventa spontaneamente anche riflessione sui grandi perché della vita in genere, e di Israele in particolare. Allora questa sapienza spicciola fatta di massime, proverbi e tradizioni, diventa vera e propria filosofia. Non dobbiamo farci ingannare da questo termine dandogli la coloritura che ha preso nella nostra mentalità, cioè di riflessione autonoma del pensiero umano che cerca di comprendere se stesso e la realtà; per Israele si tratta sempre di partire dalla sua esperienza, dalla sua storia, che gli offre dati sicuri e da cui non può assolutamente prescindere. Questi dati sono l’incontro con Dio, la scoperta del Dio vivo; della sua assolutezza, trascendenza, fedeltà e bontà. Questo punto per Israele è incontroverso, è il punto fermo di partenza. Ma non per questo tutto è risolto, si pongono invece interrogativi e problemi formidabili anche al sapiente d’Israele.

Un interrogativo che si presenta come preliminare è questo: deve collocare la storia di Israele, che inizia con Abramo, Isacco e Giacobbe? Allora sulla base di fatti storici, di antiche tradizioni popolari, di elementi mitici sono sorti quei racconti che nelle diverse correnti jahwista, elohista, sacerdotale, hanno creato la cornice e la tela entro cui e su cui porre la storia d’Israele. Questa riflessione diversa, che qui non possiamo analizzare, trovò la sua forma ultima negli attuali primi undici capitoli del Genesi, che nel loro insieme bisogna leggere e interpretare fondamentalmente partendo da un punto di vista sapienziale. Diciamo sapienziale e non filosofico per accentuare la profonda diversità che troviamo tra la riflessione sapienziale d’Israele e la riflessione filosofica ad esempio della Grecia e nostra su un problema in fondo comune: l’uomo, il suo essere, la sua comprensione; il cosmo, la sua origine, il suo significato; il peccato, la sofferenza, la morte. Un problema uguale, ma trattato partendo da punti diversi e con strumenti diversi e quindi prospettato in maniera radicalmente diversa. Questi temi li troviamo nei salmi specialmente là dove si canta l’azione creatrice di Dio. Un altro interrogativo pressante che si presenta all’animo d’Israele è quello della sofferenza e del dolore. In un primo momento l’ebreo considerò il dolore, le malattie, la morte prematura e cose simili, come la giusta punizione di un male compiuto dall’individuo stesso che ne era colpito o dalla famiglia e dalla collettività di cui la persona faceva parte. Con Geremia ed Ezechiele, nel periodo dell’esilio, sviluppatasi una visione più personalistica della responsabilità e quindi anche del castigo e delle pene, però all’oscuro ancora di una realtà come quella di resurrezione e di vita piena con Dio, ci si trova dinanzi ad un formidabile punto interrogativo sul perché delle pene e della miseria del giusto, di colui che è stato fedele a Jahweh. Risposta non c’era e lo conferma l’autore del libro di Giobbe, che vede il problema avvolto nel mistero insondabile della trascendenza e dell’onnipotenza di Dio. Giobbe pur non sapendo dare una risposta al tormentoso problema, rimane saldo nella fede in Jaweh; altri invece, come l’Ecclesiaste, un po’ per temperamento, un po’ per l’esperienza amara della vita, inclina ad una risposta tinta piuttosto di scetticismo: è inutile porsi il problema e tentare di risolverlo, tutto è vanità sia la gioia sia il dolore, tanto la ricchezza quanto la povertà, perché in fine, “chi sa se il soffio vitale dell’uomo sale in alto mentre quello della bestia scende in basso, nella terra?” (Qo 3, 21).

.c.\   Un altro filone della riflessione sapienziale è quello che ha come tema quello della legge e della sapienza di Dio. Quella saggezza pratica, cui abbiamo sopra accennato, era stata filtrata alla luce della rivelazione, maturata sotto l’influsso della legge di Dio, ma chi guidava la vita di Israele era soprattutto la legge di Mosè, ormai, dopo l’esilio, ben determinata scritta e commentata: nella legge era la vita e la ragion d’essere dell’israelita. Quando si cominciò a riflettere sull’origine della legge si risalì direttamente a Dio: la legge viene dalla sapienza di Dio. La sapienza di Dio è in opera dappertutto, nella creazione del cosmo e dell’uomo, la parola di Dio rivela la sua sapienza, quella parola che ha ordinato l’universo, ma che ha anche creato Israele a cui ha dato la legge come norma di vita.

Parola, legge, sapienza sono realtà molto vicine. La sapienza esprime quasi il piano di Dio, la parola è la potenza realizzatrice di questo piano e la legge è la stessa sapienza e parola di Dio divenuta norma di vita per Israele: la sapienza, la parola, la legge parlano, appellano, invitano a nome di Dio: non sono Jahweh, ma un “io” che con autorità parla: accettare il suo appello significa avere la vita e la salvezza, rifiutarlo significa la condanna e la morte.

Questo invito è rivolto a tutti, ma la sapienza per ordine di Dio ha trovato in Israele la sua dimora e nella legge la più alta espressione. Queste idee le troviamo sviluppate nei libri sapienziali e precisamente nella prima parte del libro dei Proverbi (1-8), nel libro di Giobbe (cap. 28), nell’Ecclesiastico (cap. 24) e altrove. Diversi salmi riprendono più o meno direttamente questi temi sviluppandoli su un piano di meditazione e di preghiera.

.2.   Temi sapienziali nei salmi.

Temi sapienziali si trovano in diversi salmi specialmente là dove trattano della storia di Israele, del problema del dolore, della retribuzione, del giusto che soffre.

.a.\   In alcuni salmi, che possiamo chiamare “storici ” (78; 81; 105;106) perché vi è ampiamente richiamata la storia di Israele, sono evidenti l’impostazione o i richiami sapienziali.

Il salmo 78 si presenta come un “insegnamento”, che proferisce ” sentenze” e ’’enigmi antichi“ (1-2) vi viene richiamata tutta la storia dai padri fino a David mettendo in contrapposizione la generosità di Dio verso il suo popolo e la ingratitudine di questo. La stessa impostazione ha il salmo 106 mentre il 105, pur presentando gli stessi elementi storici, ha una impostazione innica in cui si proclamano le opere di Dio. Il salmo 81 infine si sviluppa in una cornice chiaramente liturgica, in cui per mezzo di una teofania il discorso storico è riportato direttamente a Dio come ammonizione (81, 9) al suo popolo perché comprenda e si converta. Questi salmi dovevano trovare il loro posto soprattutto nelle feste di Israele ed erano una fonte di meditazione e di richiamo alla fede.

.b.\   Anche il salmo 50 può essere interpretato in chiave sapienziale pur essendo, per linguaggio e per tema, di derivazione profetica. Viene affrontato il problema del culto, tante volte trattato dai profeti. Il rapporto tra culto esterno e pietà interiore era cruciale al tempo del salmista ma è sempre attuale, ieri come oggi. Il salmo si apre con una grandiosa teofania, non è il profeta che parla, ma Dio stesso (50, 1-4): egli convoca il suo popolo a giudizio e richiama il punto centrale dell’alleanza: “io sono Dio, il tuo Dio” (50. 7), un Dio che non ha bisogno di offerte e di sacrifici perché tutto è suo (8-13), vuole invece un “sacrificio di lode”, cioè l’osservanza del patto e della legge (l4-2l), termina invitando alla conversione e a rendere un culto sincero (22-23). Il salmo deve essere considerato come una riflessione sul significato del culto e quasi un commento ai brani profetici (cfr.Am.9, 2l-23; 0s.6, 6; Mich.6,6-8; Is.l,ll-l3; Ger.7,21-23 ecc.).

.c.\   Due salmi riguardano direttamente la legge: il salmo 19 e il 119. Il primo mette insieme due temi che possono essere considerati strettamente uniti, la legge i Dio che si manifesta nel cosmo specialmente attraverso i ritmi del cammino solare, e la legge di Dio come norma di vita data al suo popolo, potrebbero sembrare due temi tanto lontani tra loro, sono invece molto vicini attraverso la riflessone sapienziale: è la stessa sapienza divina che presiede alle opere della creazione e che ha trovato dimora in Israele portando come dono la legge.

Il salmo 119 è la composizione più lunga tra i 190 salmi, si compone di 176 versi in 22 strofe ognuna di 8 versi che cominciano sempre con la stessa lettera dell’alfabeto la quale però varia progressivamente per ogni strofa dalla prima lettera all’ultima. Il tema è unico, quello della legge, trattato senza un vero piano, ma con enunziati, detti, riflessioni, invocazioni: non c’è un vero nesso di sviluppo a causa di un procedimento stilistico rigido e meccanico come quello numerico e alfabetico. Tuttavia il salmo rivela un profondo sentimento religioso e un attaccamento commovente alla legge.

Questa viene indicata con termini diversi: legge, parola, detti, comandamenti, precetti, testimonianze, statuti, decreti, ma si tratta sempre della stessa realtà, della sapienza che esce dalla bocca di Dio e che riempie il cuore del salmista. Solo gli empi non capiscono e si rifiutano di ascoltare e di ubbidire, ma i giusti si rallegrano della legge, che è la loro salvezza. Su questo stesso piano possiamo porre altri salmi che fanno un parallelo tra i giusti e gli empi, tra coloro che osservano la legge e pongono la loro confidenza in Dio e coloro che dimenticano Dio e la sua legge. I primi possono abitare con sicurezza nella casa di Jahweh (15,1-5) prosperano come alberi piantati lungo il fiume (1, 3; 52,10), ricolmi di benedizioni nella propria casa ricca di prole e di felicità (112, 3; 127,3-5; 128, 3),gli altri periranno nelle loro stesse menzogne ed astuzie(32,3-7) e saranno per sempre dimenticatici (4-6; 112,10 e altri).

.d.\   Se nei salmi precedenti c’è quasi una contemplazione distaccata, come di uno che faccia una certa teologia astratta sui giusti e sugli ingiusti e la loro sorte, in altri salmi invece si sente che il problema è vissuto di persona. Questi salmi hanno sempre due parti: nella prima si descrive l’orgoglio e le oppressami degli empi: “con arroganza il malvagio perseguita il povero” (10, 2) e proclama “Dio non ne chiede conto, non esiste!” (10, 4); “si dicono menzogne l’uno all’altro (12,3),”sono tutti traviati, tutti corrotti”(14, 3; 33,4) (n14), “uccidono la vedova e il forestiero, massacrano gli orfani e dicono: Il Signore non vede!”(94,6s). Nella seconda si chiede l’intervento di Dio: “spezza il braccio del malvagio e dell’empio” (10,15) “, “per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri, ecco mi alzerò – dice il Signore-” (12, 6), oppure l’autore ironizza sulla presunta sicurezza dell’empio: “intendete, ignoranti del popolo, stolti, quando diventerete saggi? Chi ha formato l’orecchio, forse non sente? Chi ha plasmato l’occhio forse non vede?” (94,8s). In questi salmi l’autore appare per un momento conturbato, ma poi riafferma con sicurezza la sua fede: i fatti gli pongono un problema, ma la sua fede non vacilla. Da rilevare come l’empietà si manifesta soprattutto nell’oppressione dei poveri e nello sfruttamento da parte degli orgogliosi. Questa gente umile sono i “poveri di Jahweh”, che non trovano altra forza e sicurezza che in Dio. Sono anticipate quasi le beatitudini proclamate da Cristo! Certo le beatitudini non debbono essere interpretate come rassegnazione, passività di fronte alle situazioni, ma come sicurezza di una presenza preferenziale di Dio. Non ci dobbiamo quindi scandalizzare se nel salmo 139 (e in altri salmi), dopo aver descritto la fiducia del povero e la presenza di Dio nella sua vita, sentiamo espressioni come queste: “io li odio con odio implacabile” (v. 22), perché questa è l’espressione di colui che ha rimesso tutto nelle mani di Dio e i suoi nemici personali sono i nemici di Dio: più che espressione di odio si tratta di un giudizio che vede nell’empietà stessa già presente la parola di Dio quasi forza immanente, che giudica e condanna.

Certo il salmista non conosce la proclamazione del “discorso del monte” e quindi nemmeno lo spirito delle beatitudini e tanto meno ha avuto l’esperienza del Cristo. E’ vero però anche che il salmista, pur all’oscuro della vera soluzione del problema del male e del dolore, ci sa anticipare in alcuni salmi (36; 37; 49; 73; 91 e altri) visioni meravigliose come quando intuisce che, al di là di ogni caso e di ogni sofferenza, solo in Dio c’è la pace: “Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio! Si rifugiano all’ombra delle tue ali, si saziano dell’abbondanza della tua casa: tu li disseti delle tue delizie. E’ in te è la sorgente della vita” (36, 8-10). “Sta’ in silenzio davanti al Signore e spera in lui; non irritarti per chi ha successo, per l’uomo che trama insidie” (37,7), e ancora “Certo, Dio riscatterà la mia vita, mi strapperà dalla mano degli inferi. Non temere se un uomo arricchisce” (49,16s). Altrove il salmista (cfr 73) dopo aver descritto a lungo quasi con invidia la apparente felicità degli empi (2. 22) si accorge d’aver sbagliato tutto, perché vale molto di più essere con il Signore. “Ma io sono sempre con te: tu mi hai preso per la mano destra. Mi guiderai secondo i tuoi disegni e poi mi accoglierai nella gloria. Chi avrò per me nel cielo? Con te non desidero nulla sulla terra. Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma Dio è roccia del mio cuore, mia parte per sempre. Ecco, si perderà chi da te si allontana; tu distruggi chiunque ti è infedele. Per me, il mio bene è stare vicino a Dio; nel Signore Dio ho posto il mio rifugio, per narrare tutte le tue opere” (73, 23-28) poiché l’unico rifugio è Dio, sotto la protezione dell’Altissimo. “ Chi abita al riparo dell’Altissimo passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio in cui confido»” (91, 1s).

 

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SALMI BIBLICI preghiera d’Israele popolo di Dio, del Cristo, della Chiesa, del credente. Studio di MIOLA Gabriele

MIOLA don Gabriele invita a meditare e pregare i SALMI

.III. – I salmi, preghiera d’Israele e della Chiesa, del popolo dell’antica e della nuova alleanza.

Toccheremo alcuni aspetti che dovrebbero aiutare a vedere i salmi in un piano spirituale, come preghiera che la Chiesa mette continuamente sulle nostre labbra. Tutta la preghiera liturgica infatti trova il suo perno nella salmodia. Nella liturgia della parola il salmo sottolinea il significato fondamentale della lettura mettendo su un piano di risposta di fide dinanzi alla proclamazione fatta con un atteggiamento di lode di ringraziamento, di meditazione o di supplica; i canti processionali d’introito [ingresso], di presentazione delle offerte e alla comunione sono presi quasi esclusivamente dal salterio perché proprio con i salmi si può sottolineare il significato dell’azione liturgica. La liturgia infatti non fa che celebrare il mistero della salvezza inserendoci in esso e i salmi sono proprio il canto della salvezza operata da Dio nella storia. La riscoperta del salterio porterà il popolo cristiano ad una visione di fede più profonda ed autentica e lo tirerà fuori da fante sovrastrutture pietiste fatte di devozioni e di pratiche, che hanno avuto magari il loro valore nel momento in cui son sorte, ma che non possono assolutamente assurgere a preghiera universale della Chiesa.

La Chiesa antica ci ha lasciato veramente un esempio straordinario facendo proprio il salterio e assumendolo come sua preghiera. Era stata la preghiera di Israele, fu la preghiera ai Gesù, divenne la preghiera della Chiesa. S. Giovanni Crisostomo, che ci ha lasciato un bel commentario ai salmi poteva scrivere: “Quando si veglia nelle Chiese non si fa che cantare all’inizio, nel mezzo e alla fine i canti di David. Allo spuntar del giorno nella riunione si salmeggia, all’inizio, nel mezzo e alla fine un canto ai David … Nei funerali s’inizia la preghiera, la si prosegue e la si- termina sempre con un -canto di David … Cosa magnifica è che coloro che non sanno di lettere conoscono a memoria tutto il salterio di-David, e lo si canta non solo nelle chiese e nella città, ma anche fuori nelle campagne e nelle piazze pubbliche. Nei monasteri tra coloro che si sforzano di condurre una vita angelica, semper et primus et medius et novissinus est David [= il salmo di David è sempre il primo, il medio e l’ultimo] (Homelia VI de Poenitentia in Patrologia Greca)

Non ci si può nascondere che oggi nonostante tutto il movimento liturgica, c’è .ancora una frattura tra la preghiera ufficiale della Chiesa, che come abbiado visto è sostanziata di salmi, e la preghiera dei fedeli, del clero e dei religiosi, perché i salmi tornino ad essere preghiera viva della Chiesa occorre che i cristiani entrino in una mentalità nuova riscoprano la parola di Dio come pane indispensabile per la vita cristiana a pari titolo dell’Eucaristia (cfr Dei Verbum 21); che tutta la Bibbia sia quel che essa vuol essere, storia dell’opera salvifica di Dio per noi e non un repertorio di verità da credere e dì precetti da praticare che la Chiesa sia vista, più come popolo di Dio e non baluardo di credenze e di istituzioni che la vita  liturgica sia meno un incontro con Dio per accaparramento di favori e di grazie, quanto piuttosto la celebrazione dell’opus salvificum; che la fede sia espressione viva di vita e di speranza che non teoria astratti-. Allora anche i salmi acquisteranno una dimensione nuova. Fermiamoci ora su due aspetti più importanti: i salmi e la storia, i salmi e il culto per poi tentare una lettura cristiana di alcuni salmi.

.1.\\\       I salmi e la storia.

I salmi, come abbiamo visto, sono sorti all’interno della storia di Israele e sono in essa radicati. E’ impossibile comprendere i salmi prescindendo dalla storia di Israele. Non nel senso evidentemente di una conoscenza a carattere tecnico- scientifico, ma a quel livello che è capace di farci gettare uno sguardo d’insieme sul piano di Dio e sulla storia della rivelazione, fino al centro di tutto, Cristo,  e di farci uscire dal guscio angusto del nostro angolo visuale per sentirci immersi in un piano d’amore che ci trascende, così come Paolo ce lo fa sentire nelle sue lettere (cfr Rom 5-8; Ef 1,3-14; 3, 1-13; Col 1, 9-23 e altro).

Nei salmi infatti non si tratta di-una preghiera che parta anzitutto dalle necessità dell’uomo, né dal suo sforzo, di elevazione a Dio; ma di una preghiera che ha come quadro il piano stesso di Dio che si svolge nella storia. Se dovessimo sintetizzare in poche linee la teologia dei salmi non potranno partire dall’uomo che si rivolge a Dio, ma da Dio che si rivolge all’uomo. Nei salmi non stanno prima le necessità e le miserie dell’uomo presentate ed esposte ad un Qualcuno perché questi aiuti e consoli, ma prima di tutto la parola di Jahweh, le sue promesse, la sua salvezza attraverso la storia: Abramo, Giacobbe, Mosè e il popolo, Giosuè e i Giudici, David e la sua casata, Sion e il tempio, i profeti e l’infedeltà del popolo, la promessa di Dio e la dimenticanza dei suoi eletti. Bisogna ben comprendere una verità fondamentale che tutti con conosciamo, ma che tanto spesso dimentichiamo: la Bibbia non è il risultato di un nobile sforzo dell’uomo per elevarsi fino a Dio, ma è la storia di Dio che viene incontro all’uomo di Dio che irrompe nella storia umana scegliendo come portatori del suo messaggio degli uomini e quindi per forza di cose un linguaggio, una cultura, una terra e un tempo determinato. Si potrebbe dire che questo è l’aspetto più sconcertante della Bibbia: il coartarsi di Dio entro termini angusti come sono sempre i limiti dell’uomo, e delle sue generazioni. Questi limiti sono trascesi solo dalla sua parola, che si apre verso l’infinito, e scompaiono quando la Parola, fattasi carne, rivelando la pienezza dell’amore e del piano di Dio, porta l’uomo ad un dialogo perfetto col Padre, L’incontro con la parola di Dio chiede una risposta, quella della fede, fede come atteggiamento di vita dinanzi a Dio che chiama “se non avrete fede non persisterete” (Is 7, 8). Torniamo ali salmi. Essi seno l’espressione orante dall’anima di Israele che contempla anzitutto la storia della sua salvezza. Nei salmi i richiami alla storia sono i pilastri della preghiera e come un ‘credo’ di Israele è un credo storico (Cfr Deut 26, 5-8; Gios 24, 1-28), così anzitutto la sua preghiera è una preghiera storica. Gesù che è venuto a compiere la legge e i profeti, cioè la storia di Israele, ha fatto sua questa preghiera dei salmi e li ha spiegati ai discepoli perché essi parlavano di lui, e noi dobbiamo farla nostra come preghiera della storia della nostra salvezza, rischiarata dalla luce di Cristo.

I salmi ei richiedono anzitutto uno spirito di contemplazione che penetra nel piano di Dio, per mezzo di Cristo e lo vede realizzato in lui e nella sua Chiesa. Allora acquistano sapore e significato i salmi storici, quelli regali e quelli di Sion, allora diventa preghiera nostra il travaglio dell’animo d’Israele e ci sentiremo immersi nella vita del povero di Jahweh che implora con fede l’intervento di Dio e uniremo il nostro canto a quello del salmista che celebra le meraviglie che Dio ha profuso nella creazione.

.2. \\\   I salmi e il culto.

Una volta capito il carattere storico della preghiera salmodica non è difficile capire il rapporto tra i salmi e il culto. Se uno prescinde dalla Bibbia e rifletta sul culto in genere come relazione dell’uomo a Dio, si metterà su una linea, puramente, razionale e coglierà il culto come doveroso atto di omaggio dell’uomo, sua creatura, come atto di adorazione e di ringraziamento, di impetrazione e di espiazione. Il culto in Israele è visto anzitutto sotto un’altra prospettiva. Esso è celebrazione dell’opera salvifica di Dio e quindi anzitutto “memoriale”, memoria celebrativa della storia salvifica.

Parlando dell’origine e del contenuto dei salmi abbiamo detto che Israele incontra mio prima di tutto nella storia e poi, se si parlare in questo campo con categorie temporali, scopre Dio come signore del creato, si può dire che prima sperimenta l’aziona salvifica di Dio e poi coglie la propria dipendenza come creatura. Quando l’Israelita pensa a Dio quindi pensa anzitutto alla sua storia e scopre la grandezza, l’onnipotenza, la trascendenza di Dio nella sua storia. Questo fatto del ricordare, della ‘memoria’ è importante. E’ Dio stesso che ordina a Israele: “Non dimenticare quello che io ho fatto per te” (cfr Es 12, 14;  13, 3; Deut 7, 18 e altri), come d’altra parte Israele dice a Dio: “Non dimenticare le tue opere” (cfr Es 32, 13; Deut 9, 27;salmo 74 e altri). Il culto in Israele incorpora tutti quegli elementi di adorazione, di lode e di ringraziamento, di impetrazione e di espiazione, ma sempre in quel rapporto peculiare che è il rapporto creatosi nella storia tra Dio e il suo popolo. Il culto quindi non è anzitutto movimento dell’uomo verso Dio, ma riattualizzazione dell’opera salvifica di Dio. Non per nulla le feste principali di Israele, soprattutto la Pasqua, come abbiano visto, erano commemorative di eventi storici. Questo aspetto storico del culto è una novità assoluta. Il culto in genere infatti è un movimento dell’uomo verso Dio, tentativo di penetrare i cieli a di svelare il mistero o è proiezione del mito nel tempo e quindi momento di iniziazione all’arcano e al divino e forza magica per entrare in una sfera preclusa all’uomo. Il culto nella Bibbia, proprio per il suo aspetto storico, invece è atto di fede, risposta dell’uomo alla salvezza operata da Dio, incontro personale con lui, momento culminante di una tensione che abbraccia tutta la vita, fonte dell’etica intesa come rapporto personale impegnativo con Colui che si propone come salvezza, li culto è qualcosa di oggettivo che ci viene offerto e noi non dobbiamo fare altro che accettare l’offerta del piano divino di salvezza, aprirci a questa proposta, confrontarci e continuamente con essa e trasformare quindi in liturgia tutta la vita, come Cristo. Egli infatti è il grande liturgo del Padre (cfr Eb 8, 2), come Figlio che attua il suo piano e noi in lui siano chiamati, come figli, a riattualizzarlo nella nostra vita.

Questi brevi accenni, che dovrebbero essere sviluppati, ci debbono aiutare a comprendere meglio i salmi. Essi nell’azione liturgica sono la parola stessa di Dio messa nella nostra bocca come risposta al suo piano. E’ la Chiesa intera, è tutto il popolo ai Dio che celebra la storia dell’amore del Padre, da Abramo a Cristo in un unico sguardo,

.3. \\\ La lettura cristiana nei salmi

Il senso della storia della salvezza e il senso storico della preghiera dei salmi ci danno la chiave per una lettura di essi. Certamente questi canti sono sorti nel Vecchio Testamento e ne sono come la sintesi; ma come tutto il V. T. è aperto verso Cristo, così i salmi trovano il loro compimento in lui e acquistano in lui una luce nuova. La storia della salvezza è unica e abbraccia il Vecchio e il Nuovo Testamento, il popolo dell’antica e della nuova alleanza, si apre sulle realtà presenti e-si protende verso le future: Cristo ne è al centro e da lui irradia la luce che dà senso a tutta la storia. I salmi dobbiamo leggerli in questa. prospettiva e allora acquistano livelli diversi di senso, che si completano vicendevolmente. Possiamo leggerli in chiave puramente storica e scoprirne il primo senso, ma possiamo vederli anche illuminati da Cristo e leggerli in chiave cristologica, riferito alla comunità e al popolo del Vecchio Testamento, ma anche, alla comunità dei tempi nuovi in attesa delle ultime realtà e leggerli in chiave ecclesiologica, sentirli riferiti alle realtà terrestri, ma anche alla vita spirituale dei fedeli e del popolo e sentirne tutta la portata spirituale. I salmi così acquistano un’ampiezza straordinaria, ma basta assumere il linguaggio e le prospettive bibliche par rendersi conto della profonda unità della storia salvifica e di tutta la realtà. Del resto chi legittima una tale lettura è la Bibbia stessa che nel Nuovo Testamento riprende i salmi leggendoli in una visione più. profonda che sfuggiva all’autore originario a agli oranti del V. T., ma che si rivelava vera ad una lettura fatta alla luce degli eventi salvifici del N. T. e nella nuova realtà realizzatasi in Cristo (15).

Per non perderci in problemi difficili di esegesi e di teologia prendiamo alcuni salmi e vediamone una lettura a livelli diversi, diamo i salmi: 8 tra gli inni, 22tra le lamentazioni, 2 tra i salmi regali, 122 tra quelli di Sion, lasciando da parte altri generi letterari.

.a.\   Salmo. 8. Il salmo è un inno che canta la gloria del nome di Dio, gloria che si rivela in tutto il creato (v. 2), soprattutto nell’uomo, che Egli ha fatto di poco inferiore a sé (vv. 4-6) facendolo signore di tutta la creazione animata e inanimata (vv.7-9). Tutti son capaci di contemplare la gloria di Dio, soltanto i suoi nemici vogliono chiudere gli occhi, ma sono smascherati dall’esultanza innocente dei bambini che ammirano estasiati le meraviglie del creato, divenendo così strumenti di vittoria di Dio sull’ipocrisia dei violenti suoi nemici (v.3). Il poeta sembra, si sia reso estraneo dalla vita, che non conosca le piccolezze e le miserie dell’uomo, che si sia arrestato ai primi due capitoli del Genesi e non conosca il terzo capitolo ove sono descritti il peccato e la miseria dall’uomo: il suo occhio va al di là dell’uomo attuale per guardare l’opera di Dio come è uscita pura dalle sue mani o per vedere l’uomo nuovo nella pienezza della redenzione. Su questo piano possiamo dare una lettura cristologica del salmo mettendoci sul parallelismo tra il primo uomo (Adamo) e il secondo uomo (Cristo), Cristo è l’uomo rivestito di gloria e di splendore, al di sopra di tutto il creato, innalzato fino a Dio, immagine della sua gloria, a cui tutto è stato sottoposto. A questo ci invita la lettura che del salmo fa l’autore della lettera agli Ebrei (2, 5-10) e gli inni cristologici nelle lettere paoline (cfr.Ef 8, 22; Col 1, 15; Fil. 2,9s).

Il fatto che Mt 21,16 citi questo salmo per dire che i bambini innocenti hanno glorificato Cristo quando entrò a Gerusalemme, mentre i suoi nemici non l’accolsero, ci invita ad una lettura a sfondo ecclesiologico; coloro che sono rinati nell’acqua e nello Spirito hanno occhi nuovi per vedere e cantare la gloria di Cristo, gli altri sono ciechi che non vogliono vedere. E, in fine, possiamo cogliere in questo salmo delle linee di antropologia soprannaturale e farne una lettura spirituale e vedere nel salmo il canto dell’uomo che nella sua libertà si avvicina a Dio per arricchirsi e perfezionarsi mentre con la sua superbia si fa nemico di Dio e si distrugge.

.b.\   Il salmo 22 è una lamentazione individuale tra le più belle e uno dai salmi più citati nel Nuovo T. Ha la struttura tipica dalle lamentazioni: presenta la preghiera accorata di un pio fedele che si rivolge con tutta fiducia a Jahweh il Dio dei padri, in una situazione disperata, nella certezza che anche la sua preghiera sarà ascoltata promette di narrare a tutti, ai vivi e  ai morti, l’intervento salvifico di Dio. Fin qui la lettura a livello storico.

Ma questo salmo che rispecchia la teologia dal servo sofferente (Is 52, 13; 53, 12) che ci pone dinanzi lo stato dell’umiliazione più profonda, e dell’esultanza più gloriosa. Gesù lo fece proprio e sulla croce innalzò al Padre la sua preghiera con le stesse parole del salmo: “Dio mio, perché mi hai abbandonato? ’ (Mt 27, 46) , e gli evangelisti hanno più volte citato questo salmo nel racconto della passione di Gesù (cfr Mt 27,35s; Gv 19,24). Gli evangelisti cioè hanno fatto una lettura cristologica del salmo: nel giusto sofferente di questo salmo e nella sua preghiera hanno visto Gesù, il “ servo di Jahweh” e la sua preghiera: Gesù il giusto nella sua profonda umiliazione, nella morte sulla croce, ma anche colui che è stato ascoltato ed esaltato alla destra del Padre per annunziare all’assemblea la salvezza di Dio.

Per il passaggio stupendo e ricco di speranza che c’è tra la prima e la seconda parte del salmo è stato preso dalla Chiesa nella liturgia per cantare il passaggio dalla morte alla vita, dalla tenebra alla luce, dal peccato alla grazia. La Chiesa primitiva lo lesse in chiave ecclesiologia e spirituale: i battezzandi sono chiamati dalla morte alla vita ad annunziare la mirabile gloria di Dio nell’assemblea dei santi. Il canto è divenuto il canto dei catecumeni e il salmo dell’iniziazione cristiana che culmina nella liturgia pasquale (17).

.c.\   Il salmo 2

La lettura storica di questo salmo in onore del re è piana e semplice. Lo si può intendere come omaggio al re di discendenza davidica sul trono di Gerusalemme, cantato nel giorno della sua intronizzazione e come canto augurale nell’imminenza di intraprendere una campagna militare per reprimere vassalli ribelli o re di popoli vicini. La conclusione ha l’andamento di un dramma: la prima scena si svolge sulla terra: popoli e nazioni, re e principi si ribellano e complottano contro il re di Gerusalemme l’’’Unto di Jahweh ” (18).

La seconda parte è impostata in cielo: è Jahweh stesso che interviene e riafferma il suo decreto: “Io ho posto il mio unto sul mio monte santo e gli ho dato in mano i cardini della terra “. Nella terza scena è il salmista che interviene, quasi scosso dalla voce di Dio e dalla irreversibilità del suo decreto, per ammonire sovrani e popoli a sottomettersi al disegno di Dio e ad accettare il dominio del suo “ messia ”

Questo salmo era interpretato in chiave messianica già nel mondo giudaico e non stupisce affatto che gli apostoli ne abbiano fatto una lettura cristologica riferendolo a Gesù di Nazaret: i nemici che si ribellano sono le potenze del male che hanno messo a morte Gesù per mezzo di coloro che non hanno voluto accogliere il suo regno, ma il Padre ha glorificato Gesù, Figlio suo, liberandolo dalia morte, costituendolo re e dandogli in eredità i popoli. Questa interpretazione la leggiamo in bocca a Pietro nel discorso dinanzi al sinedrio (Mt, 4, 25-27), in bocca a Paolo (At 13, 33), nella lettera agli Ebrei (1,5; 5,5), nell’Apocalisse

(12, 5; 19, 15 e altrove) anzi il salmo doveva far parte di quella raccolta di ‘dicta probantia’ , desunti dal V. T.  che formavano come il tessuto di un discorso teologico nell’evangelizzazione e nella catechesi dalla Chiesa primitiva.

Il regno di Dio dato in mano al suo Figlio è il regno sul popolo della nuova alleanza, sulla Chiesa di Dio, che si raccoglie convocata dai quattro venti, purificata dall’acqua e dallo Spirito, per celebrare l’inno di ringraziamento, l’Eucaristia, al Padre per mezzo del suo Cristo. La lettura ecclesiologica e spirituale di questo salmo è trasparente e la liturgia più volte nel corso dell’anno ci invita a questo approfondimento, sapendo che la tempesta che infuria intorno a Cristo scuote la Chiesa intera e i suoi figli ma invitando a fidarsi dalla sua Parola e proclamando ‘beati’ quelli che confidano in lui (2, 12).

.d.\   Il salmo 122

E’ un piccolo idillio che canta la gioia dal pio israelita nel contemplare il tempio e la città santa, la casa e la dimora di Dio, David e la sua discendenza. Basta conoscere un po’ di teologia biblica, sapere che cosa significhino queste realtà, Gerusalemme, il tempio, la casa davidica e come queste realtà siano legate alla presenza di Dio nella storia dal suo popolo e subito si intuisce la ricchezza straordinaria di questo salmo.

Passare poi dalla Gerusalemme terrestre a cucila celeste, dal tempio materiale a quello spirituale, dal tempio di pietre al corpo di Cristo, dalla presenza ai Dio nel tempio, a Gerusalemme, in Israele, alla presenza di Dio in Cristo, nell’Eucaristia, nella Chiesa e nel popolo della nuova alleanza, passare dalla prima Gerusalemme alla Gerusalemme ultima quella dell’Apocalisse (cfr capp. 21s), non è difficile. Fare questo passaggio significa vedere in unità tutte le realtà più profonde della rivelazione e cogliere nell’insieme tutto il piano salvifico di Dio. Significa anche fare la vera lettura, l’unica lettura unitaria e profonda dei salmi in cui gli aspetti storici, cristologici, ecclesiologici, spirituali e escatologici sono fusi in una visione d’insieme che è quella stessa di Dio, quella che agli ci ha dato di sé e del suo amore attraverso la rivelazione.

<conclusione> Sono queste solo dei cenni per alcuni salcigna è chiaro che, senza forzature e con criterio, una tale lettura si può fare par tutto il salterio. Quando ai propone una lettura simile del salterio non si vuol dire che gli autori dai salmi volessero esprimere tutti i diversi aspetti, ma si vuol affermare che noi oggi abbiano diritto di vedere in guaste preghiere una realtà più ricca e più profonda alla luce dell’unità del disegno salvifico di Dio, che la sua Parola ci ha rivelato. Un paragone: una vera poesia va al di là, dell’intento immediato del poeta, ma possiede in sé tutte quelle virtualità che i commentatori vi scoprono man mano che riescono ad entrare più profondamente nella realtà e nell’uomo. Per la Bibbia ci è guida a questa lettura più ampia e più profonda la stessa Parola di Dio e lo Spirito che lui ci ha dato.

Prima condizione a questo tipo di lettura è la  meditazione di tutta la Bibbia poiché i salmi sono nati dall’anima orante di Israele in tutta quella storia che Dio ha operato per in suo popolo; inoltre è aiuto efficacissimo l’uso intelligente di commenti ai salmi dei Padri della Chiesa, specialmente delle “Enarrationes in psalmos” di sant’Agostino, poiché questi commenti ci dànno il gusto di una preghiera di ampio respiro che va col ritmo della liturgia mentre questa nell’arco dell’anno ritesse, rivive e riattua con animo contemplativo l’opera salvifica del Padre, del Figlio e dello Spirito.

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PAOLA RENATA CARBONI (1908-1927) FELICE NEL DARE E RICEVERE LA POTENZA DIVINA DI AMORE

NELLA VITA DI PAOLA RENATA CARBONI IL SIGNORE DONA E RICEVE. Il divino Amore misericordioso vuole far conoscere gli eccessi che opera a vantaggio delle creature facendo sempre nuove sorprese per tenere l’anima umana sempre occupata di sé, nel dirle una verità, nel farle un dono, nel farle vedere la divina bellezza che la rapisce. Questo supremo Amore geme, brucia, vuol essere amato; insomma vuole sempre dare e ricevere, chiama la creatura a vivere nella sua Volontà e le fa dono della sua santità, della sua luce, della sua vita, del suo amore, delle sue gioie infinite, per quanto essa ne può contenere. Mentre la trova fedele le dice: “Fammi la consegna di quello che ti ho dato” L’anima che ama, prontamente, gli consegna tutto, non si ritiene nulla per sé, e resta felice di dare tutto alla divina volontà. Gesù si felicita della creatura. Il divino Amore, con eccessi più grandi, le raddoppia i suoi doni di amore, di luce, di santità duplicata. A chi gli dà tutto, Gesù consegna la sua vita. In questo sempre dare e sempre ricevere, Gesù fa sperimentare quanto è buono, santo, potente, e dota l’anima creata del suo amore, della sua Volontà, della sua santità, della bellezza sua con eccesso d’amore.

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PAOLA RENATA CARBONI elenco cronologico degli scritti editi nel 1929 e nel 1969 lettere diario preghiera

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi nel 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

\\\=manca

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a  Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi neòl 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi neòl 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi neòl 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi neòl 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi neòl 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi neòl 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi neòl 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi neòl 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi neòl 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

CARBONI PAOLA RENATA elenco cronologico degli scritti editi neòl 1929 e nel 1969 lettere, diario, preghiere (titolo datogli da altri )

Data 1923. 03. 26 Fermo let. a Gina. =La sofferenza è una grazia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 116- 118

Data 1923. 04. 17 Fermo let. a Gina. =La religione il miglior conforto = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 119- 120

Data 1923. 07. 14 let. alla mamma. = Con la dolcezza si ottiene tutto = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 122

Data 1923. 07. 20 Porto San Giorgio let. al confessore. = Rose e spine = Ed. 1929 pp. 23- 25. Ed. 1969 pp. 33- 34

Data 1923. 09. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Non credere che io sia una santa = Ed. 1929 pp. 85- 86. Ed. 1969 pp. 127- 128

Data 1923. 10. 25 Fermo let. al confessore. = Gioia grande = Ed. 1929 p. 26. Ed. 1969 pp. 35

Data 1923. 11. 03 Grottazzolina let. al confessore. = La più bella virtù = Ed. 1929 pp. 27- 31. Ed. 1969 pp. 35- 37.

Data 1923. 11. 12 Grottazzolina let. al confessore. = Lotte e vittorie = Ed. 1929 pp. 31- 32. Ed. 1969 pp. 39- 40

Data 1924. 04. 19 Grottazzolina let. a Maria = L’amore = Ed. 1929 pp. 86- 87. Ed. 1969 pp. 128-129

Data 1924. 06. 30 Grottazzolina let. al confessore. = Prigioniera del Signore = Ed. 1929 pp. 39- 40. Ed. 1969 pp. 40- 41

Data 1924. 07. 12 Grottazzolina let. al confessore. = La sete di Gesù = Ed. 1929 pp. 41- 43. Ed. 1969 pp. 41- 43

Data 1924. 07. 29 Grottazzolina let. al confessore. = Gesù nel cuore = Ed. 1929 pp. 43- 44. Ed. 1969 pp. 43

Data 1924. 08. 16 Fermo let. a Maria. = Bello vivere per il Signore nella semplicità = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 130-131

Data 1924. 08. 20 Fermo let. a Maria. = Il senso della vita = Ed. 1929 pp. 88- 89. Ed. 1969 pp. 131- 134

Data 1924. 09. 11 Grottazzolina let. a Maria. = Attività di gioia e di allegria = Ed. 1929 pp. 91- 92. Ed. 1969 pp. 134- 135

Data 1924. 11. 16 e 22 Fermo let. a una signorina. = Confidente ed emula di S. Teresina del B.G. = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 101- 103

Data 1924. 12. 23 Fermo let. a una signorina. = Compiacenze divine = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 104- 105

Data 1924. circa   –   –   Let. alla zia. = Sono ancor più prigioniera = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 125- 127

Data 1924. circa  –   –  Preghiere = Per conoscere la volontà di Dio = Ed. 1929 pp. 198- 199. Ed. 1969 p. 200

Data 1925. 02. 24 Grottazzolina let. a Maria. = Abbattere i sentimenti impuri = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 135- 136

Data 1925. 04. 24 Fermo let. a Maria. = Dare tutto a Gesù con generosità e con gioia =  Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 136-137

Data 1925. 07. 06 Grottazzolina let. al confessore. = Piccola ostia di espiazione = Ed. 1929 pp. 32- 35. Ed. 1969 pp. 44- 45

Data 1925. 07. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Presso il tabernacolo =Ed. 1929 pp. 128- 129. Ed. 1969 pp. 137- 139 La purezza essenziale virtù.

Data 1925. 07. 29 Grottazzolina let. a una signorina. = La vita è bella in mezzo ai dolori = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 105- 106

Data 1925. 08. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sulle orme di Gesù = Ed. 1929 pp. 93- 95. Ed. 1969 pp. 139- 141

Data 1925. 08. 22 Grottazzolina let. a Maria. = Quando il demonio lavora = Ed. 1929 pp. 95- 97. Ed. 1969 pp. 142- 143

Data 1925. 09. 03 Grottazzolina let. a Maria. = Passato che non ritorna = Ed. 1929 pp.\\\ Ed. 1969 pp. 143- 144

Data 1925. 09. 25 Grottazzolina let. a Maria. = Come S. Cecilia = Ed. 1929 pp. 97- 98. Ed. 1969 pp. 145

Data 1925. 09. 29 Preghiere = A S. Teresa per la conversione del babbo= Ed. 1929 p. 201-202. Ed. 1969 p. 187

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per impetrare l’umiltà del cuore = Ed. 1929 p. 202 Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 09. 30 Preghiere = A S. Teresa per le piccole anime affidate alle mie cure = Ed. 1929 p. 203. Ed. 1969 p. 188

Data 1925. 10. 03 Preghiere = A Gesù per i bambini affidati alle mie cure = Ed. 1929 pp. 195- 197 Ed. 1969 pp. 189-190

Data 1925. 10. 06 Grottazzolina let. a Maria. = Sii pura e semplice = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 p. 146

Data 1925. 10. 09 Preghiere = Per un’anima che si raccomanda elle mie orazioni = Ed. 1929 p. 197. Ed. 1969 p. 190

Data 1925. 10. 27 Diario = E’ Gesù, Gesù = Ed. 1929 p. Ed. 1969 pp. 169- 171 192- 194

Data 1925. 12. 22 Grottazzolina let. al confessore. = Gratitudine = Ed. 1929 p.47. Ed. 1969 pp. 48- 49 Piccolo dono

Data 1925. 12. 31 Grottazzolina let. a Maria. = Natale più bello = Ed. 1929 pp. 99- 101. Ed. 1969 pp. 147- 148

Data 1925. circa   –   –   let. a Maria. = Il sillabario del Cristianesimo= Ed. 1929 pp. 107- 108. Ed. 1969 \\\

Data 1925. O9. 17 Grottazzolina let. al confessore. = Papà e mamma riceveranno la luce = Ed. 1929 pp. 36- 39. Ed. 1969 pp. 45- 48

Data 1926. 01.10 Fermo let. a una signorina. = Il cuore umile culla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 107- 108

Data 1926. 02. 00 Fermo let. [a Maria?]. = Aiutare gli altri è gioia pura = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 148- 149

Data 1926. 02. 12 Grottazzolina let.[a Maria?]. = Il piccolo Crocifisso = Ed. 1929 pp. 101- 103. Ed. 1969 pp. 149- 150

Data 1926. 03. 13 Fermo let. a Maria. = Il sorriso rallegra Gesù e dà pace al cuore = Ed. 1929 p. 103. Ed. 1969 pp. 151

Data 1926. 03. 31 Fermo let. a Maria. = Settimana santa= Ed. 1929 p. 104. Ed. 1969 pp. 151- 152

Data 1926. 04. 02 Grottazzolina let. a Maria. = Risurrezione = Ed. 1929 pp. 105- 106. Ed. 1969 pp. 152- 153

Data 1926. 05. 04 Fermo let. a Maria. = La mia vera ricchezza = Ed. 1929 pp. 106- 107. Ed. 1969 pp. 153- 154

Data 1926. 05. 12 Fermo let. a una signorina. = Solo nel Signore gioia serena e pace = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 108- 110

Data 1926. 06. 11 Fermo let. a Maria. = L‘esattezza del dovere è comunione perpetua = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 154- 155

Data 1926. 07. 23 Grottazzolina let. a Maria. = Povertà = Ed. 1929 pp. 111- 112. Ed. 1969 pp. 156- 157

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina let. a Maria. = Amare Gesù, unica felicità e gioia = Ed. 1929 pp. .\\\ Ed. 1969 pp. 157- 159

Data 1926. 07. 28 Grottazzolina Let. a Maria. = S.  meditazione = Ed. 1929 pp. 109. 110. Ed. 1969 pp. 157- 159 Amare Gesù, unica felicità e gioia.

Data 1926. 08. 11 Grottazzolina let. ad Ada. = Nell’ansia penosa = Ed. 1929 pp. 131- 132. Ed. 1969 p. 87

Data 1926. 08. 18 Grottazzolina let. ad Ada. = Nascondere tutto nel cuore per offrirlo al Signore = Ed. 1929 pp. 132-134 = Creatura da imitare? = Ed. 1969 pp. 88- 89

Data 1926. 09. 08 Grottazzolina let. ad Ada. = Per la mamma ammalata = Ed. 1929 pp. 134- 136. Ed. 1969 pp. 90- 91

Data 1926. 10. 02 Grottazzolina let. a Maria = Prima di dare bisogna acquistare = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 159- 160

Data 1926. 10. 03 Grottazzolina let. ad Ada. = Piccolo nulla = Ed. 1929 pp. 136- 138. Ed. 1969 pp. 91- 93

Data 1926. 10. 19 Fermo let. a Maria. = Nell’angoscia penosa = Ed. 1929 pp. 114- 115. Ed. 1969 pp. 160- 161

Data 1926. 10. 25 Fermo let. a Maria. = Medicine amare = Ed. 1929 pp. 115- 116. Ed. 1969 pp. 161- 162

Data 1926. 10. 27 Diario  Ed. 1929 p. 169. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 10. 29 Fermo let. ad Ada. = E’ Gesù che mi suggerisce = Ed. 1929 pp. 138- 140. Ed. 1969 pp. 93- 96 =Sorridere sempre a tutto ciò che è amaro e doloroso =

Data 1926. 11. 06 Fermo let. a Maria = Amare ciò che vuole Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 163- 164

Data 1926. 11. 16 Fermo let. a Maria = Sii l’angelo della tua famiglia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 164- 165

Data 1926. 11. 19 Fermo let. a Giuseppina. = Solo la gioia = Ed. 1929 pp. 72- 73. Ed. 1969 p. 51

Data 1926. 11. 25 Diario  Ed. 1929 pp. 171- 172. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 11. 30 Fermo let. a Maria. = Come diceva S. Filippo Neri = Ed. 1929 pp. 83- 84. Ed. 1969 pp. 166-167

Data 1926. 12. 02 Fermo let. a Giuseppina. = Piccolo fiore prediletto = Ed. 1929 pp. 73- 76. Ed. 1969 pp. 52- 55

Data 1926. 12. 14 Fermo let. a Giuseppina. = Dimenticar se stessi = Ed. 1969 pp. 70- 72. Ed. 1969 pp. 56- 58

Data 1926. 12. 16 Fermo let. a Giuseppina. = Il tempo della grazia è vicino = Ed. 1929 pp. 55- 56. Ed. 1969 pp. 58- 59

Data 1926. 12. 18 Fermo let. a Ada. = Una sola cosa con lui = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 96- 97

Data 1926. 12. 20 Fermo let. a Maria = Leggi tutto ciò che parla di Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 167- 168

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. ad Ada. = Cullar Gesù = Ed. 1929 pp. 141- 142. Ed. 1969 pp. 97- 98

Data 1926. 12. 26 Grottazzolina let. al confessore. = Fra gli angeli = Ed. 1929 pp. 45- 46. Ed. 1969 pp. 49

Data 1926. 12. 27 Diario  Ed. 1929 pp. 172- 173. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. 12. 29 Fermo let. a una signorina. = Nulla mi sgomenta = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 110- 111

Data 1926. 12.14 Fermo let. a Giuseppina. = Donare tutto a Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 55- 56

Data 1926. circa   –    –   let. a Maria = Due rose = Ed. 1929 p. 87. Ed. 1969 pp. \\\

Data 1926. circa   –   –    let. a Maria. = Il dono più gradito = Ed. 1929 pp. 112- 113. Ed 1969 pp. \\\

Data 1926. circa  –   –   = Piccole rose = Ed. 1929 pp. 92- 93. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1926. circa   –   –  Preghiere = Offerta = Ed. 1929 p. 201 Ed. 1969 p. 196

Data 1926. circa   –     Preghiere = Per impetrare la perfezione e il distacco dal mondo = Ed. 1929 p. 198. Ed. 1969 pp. 190- 191

Data 1926. circa   –   – Preghiere = Per impetrare il distacco dalle creature = Ed. 1929 p. 200. Ed. 1969 p. 191

Data 1926. circa  –   – let. a Maria = La Beata Capitanio = Ed. 1929 pp. 123- 125 Ed. 1969 pp. \\\

Data 1927   –   –   let. a Maria. = Pasqua dei Re = Ed. 1929 pp. 117- 118. Ed. 1969 pp.\\\

Data 1927 circa  =“ Autobiografia ”= Ed. 1929 pp. 10- 17. Ed. 1969 pp. 25- 30

Data 1927.   –    –   let. a una signora. = Lei è stata per me una seconda mamma = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 124- 125

Data 1927.  –   –   let. a Maria = Amore infinito = Ed 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.177-178

Data 1927. 01. 07 Fermo let. a Maria = Sempre lo sguardo fisso al cielo = Ed. 1929 pp. \\\ Ed.1969 pp. 170- 171

Data 1927. 01. 15 Fermo let. a Maria.  = Religione vissuta = Ed. 1929 pp. 118- 119. Ed. 1969 pp. 171- 172

Data 1927. 01. 16 Fermo let. ad Ada. = Nell’estasi del Natale = Ed. 1929 pp. 142- 143. Ed. 1969 pp. 98- 100

Data 1927. 01. 19 Fermo let. a Giuseppina. = E’ Gesù che parla = Ed. 1929 p. 57. Ed. 1969 pp. 59- 61

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Giuseppina(?). = Il sole divino = Ed. 1929 p. 58. Ed. 1969 pp. 61- 62

Data 1927. 01. 23 Fermo let. a Marina. = Gesù ti tragga nei sentieri profumati delle virtù = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 120- 121

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Tutto con Gesù e per Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 62- 63

Data 1927. 02. 01 Fermo let. a Maria. = Un dono a Gesù = Ed. 1929 pp. 116- 117. Ed. 1969 pp. 169- 170

Data 1927. 02. 06 Fermo let. ad Ada. = Un grido d’angoscia = Ed. 1929 pp. 143-146. Ed. 1969 pp. 100- 101

Data 1927. 02. 14 Fermo let. a Maria.  = Per un futuro sacerdote = Ed. 1929 pp. 120. Ed. 1969 p. 173

Data 1927. 02. 14 Fermo let. alla mamma. = La grazia soprannaturale aiuta la vita =Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 123-124

Data 1927. 02. 22 Fermo let. a Maria =  Consacrata alle piccole anime = Ed. 1929 pp \\\ Ed. 1969 pp. 173- 174

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Lungi da te la tristezza e la malinconia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 65- 66

Data 1927. 02. 23 Fermo let. a Giuseppina. = Nei sentieri profumati = Ed. 1929 p. 59. Ed. 1969 pp. 63-65

Data 1927. 02. 25 Fermo let. a Giuseppina(?). = Piccolo nido = Ed. 1929 pp. 60- 61. Ed. 1969 pp. 66- 69

Data 1927. 03. 03 Preghiere = A Gesù crocifisso = Ed. 1929 pp. 199- 200. Ed. 1969 pp195-196

Data 1927. 03. 03-04-05-06 Diario  Ed. 1929 pp. 173- 175 con Preghiera. Ed. 1969 in parte pp. 197-198

Data 1927. 03. 07 Fermo let. a Maria = Prima quaresima ricevendo ogni mattina Gesù = Ed. 1929 pp.\\\ 1969 pp. 174- 175

Data 1927. 03. 11 Fermo let. a Giuseppina. = Martirio = Ed. 1929 pp.65- 67 . Ed. 1969 pp. 69- 72

Data 1927. 03. 17 Fermo let. a Giuseppina. = Quattro piccole viole = Ed. 1929 pp. 62- 63. Ed. 1969 pp. 72- 74

Data 1927. 03. 28 Fermo let. a Maria = Dal tetto al cielo = Ed. 1929 pp. 121- 122. Ed 1969 pp. 176- 177

Data 1927. 04. 04 Fermo let. a Maria = Sopportare tutto con serenità e gioia = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 178- 179

Data 1927. 04. 17 Pasqua Diario Ed. 1929 p. 176. Ed. 1969 pp. 198- 199

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 04. 18 Fermo let. ad Antonietta. =Canto il mio amore = Ed. 1929 pp. 147- 148. Ed. 1969 pp. 115- 116

Data 1927. 05. 08 Fermo let. a Giuseppina. = La via = Ed. 1929 pp. 63- 64. Ed. 1969 pp. 75-76

Data 1927. 05. 10 Diario Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 199

Data 1927. 05. 21 al 15 agosto Preghiera scritta dopo il voto di verginità Ed. 1929 \\\ Ed. 1969 pp. 200-204

Data 1927. 05. 21-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 176- 177 Ed. 1969 p. 205

Data 1927. 05. 25 Fermo let. a Giuseppina. = Pieno abbandono in Dio = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 p. 77

Data 1927. 06. 01 Fermo let. a Giuseppina. = Sposa di Gesù per sempre. = = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 78- 79

Data 1927. 06. 01-02-03-04-05-06-07-08-09- Diario. Ed. 1929 pp. 177- 178. Ed. 1969 pp. 205- 206; p. 202

Data 1927. 06. 05 Fermo let. a Giuseppina. = Piacere a Dio e fare la sua volontà = Ed. 1929 pp. \\\. Ed. 1969 pp. 79- 80

Data 1927. 06. 06 Fermo let. a Maria = Tutto quaggiù è frivolo e caduco = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 179- 180

Data 1927. 06. 10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20- Diario. Ed. 1929 pp. 179- 18. Ed. 1969 pp. 206- 208

Data 1927. 06. 14 Fermo let. a Maria = Il sole risplenderà più bello = Ed. 1929 pp. 125- 126. Ed. 1969 pp. 180- 181

Data 1927. 06. 19 Fermo let. a Giuseppina. =In più elevate regioni. = = Ed. 1929 pp. 68- 69. Ed. 1969 pp. 80- 81

Data 1927. 06. 21 Fermo let. a Giuseppina. = Perché prego = Ed. 1929 pp. 69- 70. Ed. 1969 pp. 82- 83.

Data 1927. 06. 21-23-24-25-26-27-28-29-30- Diario. Ed. 1929 pp. 182- 183. Ed. 1969 pp.208- 210

Data 1927. 06. 27 let. a Maria = Lottare, lavorare per vincere = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 181- 182.

Data 1927. 07. 01-02-03 preghiera-04-05-06-07-09-10-11-12-13. Diario. Ed. 1929 pp. 183- 187 Ed. 1969 pp. 210- 211, e p.204

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 04-15-16-17-18-19-20-21-23-24-25-26-27-28-29-30-31 Diario. Ed. 1929 pp. 187- 189 Ed. 1969 pp.211- 213, e p. 203

Data 1927. 07. 10 Grottazzolina let. al confessore. = Nelle mani di Dio = Ed. 1929 pp. 44- 45. Ed. 1969 pp. 50

Data 1927. 07. 25 let. a Maria = Abbandonati con umiltà ed amore = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 182- 183.

Data 1927. 08. 01 Grottazzolina let. a Maria = Bonaccia = Ed. 1929 pp. 126- 127. Ed. 1969 pp. 184- 185 Perenne b.

Data 1927. 08. 01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16-17-18- Diario. Ed. 1929 pp. 189- 192. Ed. 1969 pp. 213-214

Data 1927. 08. 02 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Piccola sposa del Signore = Ed. 1929 pp. 150- 153. Ed. 1969 pp. 111- 113

Data 1927. 08. 13 Grottazzolina let. a Maria = Ricca di tesori celesti = d. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp.185- 186

Data 1927. 08. 26 Grottazzolina let. alla rev. Superiora. = Ci rivedremo in cielo = Ed. 1929 pp. 149- 150. Ed. 1969 pp. 114

Data 1927. 08. 27 let. all’amica O. = Ultime luci = Ed. 1929 p. 155. Ed. 1969 p. 186.

Data 1927. 12. 30 Fermo let. a Maria = Prega sempre Gesù = Ed. 1929 pp. \\\ Ed. 1969 pp. 168- 169

Data 1927. circa.-.-. [Fermo] let. a Giuseppina. = Bacio d’amore = Ed. 1929 pp. 67- 68. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta da Suor M. L. Murani = Ed. 1929 pp. 163- 165. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla sorella Giuseppina = Ed. 1929 pp. 159- 160. Ed. 1969 pp. \\\

Testimonianza scritta dalla Superiora dell’Istituto Santa Chiara Fermo = Ed. 1929 pp. 161- 163. Ed. 1969 pp. \\\

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21 NOVEMBRE PER L’ARMA DEI CARABINIERI CHE ONORA LA VERGINE FEDELE PATRONA

21 NOVEMBRE

“NEI SECOLI FEDELE”; è IL motto dell’Arma dei Carabinieri che ha facilitato la pratica del culto della “Vergine Fedele” che la Chiesa Cattolica dà alla B. Maria di Nazareth, come richiamano le litanie di Loreto: “Virgo fidelis”. Il 21 novembre si solennizza questo culto alla patrona, nell’anniversario della data di Culqualber ed è stato ufficializzato dal papa Pio XII l’8 dicembre 1949 dopo che nell’immediato dopoguerra era stato diffuso dell’Ordinario Militare d’Italia mons. Carlo A. Ferrero vescovo, e dal Cappellano Militare Capo p. Apolloni gesuita. L’immagine della Vergine Fedele è stata raffigurata dallo scultore Giuliano Leonardi in atteggiamento di raccoglimento nel meditare l’Apocalisse 2,10: “SII FEDELE FINO ALLA MORTE”. In questa stessa data si celebra la Giornata dell’Orfano promossa dall’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dell’Arma dei Carabinieri, con grande vantaggio di fraterna solidarietà.

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Paola Renata Carboni nella sua spiritualità dagli scritto editi nel 1929. Note

Carboni Paola Renata (1908-1927). “Piccolo fiore” libro edito nell’anno1929 pp. 3-5

Profumo di fiori? Si: umili come la viola, candidi come il giglio, preziosi e soavi come la santità.

Ella stessa – una modesta giovane assurta improvvisamente e miracolosamente a discepola di S. Teresa del Bambin Gesù – ama definirsi: “ piccolo fiore prediletto da Gesù „.

Lasciate, dunque, che spandano il loro profumo i vivissimi petali che le caddero dal cuore, lungo il cammino, e che noi raccogliamo e insertiamo per volere della sorella prediletta – più per noi che per lei e offriamo in dono alle madri come monito, alle giovani come incitamento ed esempio.

Sfogliandoli, si vedrà che la formazione non è, poi, la risultante unica e sola dell’educazione: famigliare e dell’ambiente, ma che Dio sa raccogliere, quando vuole e come vuole, fiori e frutti abbondanti e vaghi da aridi solchi e tronchi scheletriti. Bella, ad ogni modo, la figura di questa giovane che, illuminata da Dio, ricostruisce la sua fede e s’infervora nel divino amore e spande in ogni dove, fascino di luci eteree e, nel martirio di pene diuturne, nello sprezzo di sé e degl’incanti delta aita, prega e confida, istruisce e consiglia, trascina, converte, s’offre e s’immola per i restii che non riesce a stenebrare. Vincerà? Ella lo afferma indubbiamente e ripetutamente, oltre i sospiri e le tacite lacrime, nell’espansione del cuore fremente, nelle divinazioni della fede robusta, negli ardori della carità, nei liberi voli della pietà, nell’ estasi sublime della prece pia. In ogni pagina – a cominciare dai cenni autobiografici, che stese per volere del suo padre spirituale – e, giù giù, nell’ epistolario abbondante ove sfoga l’animo e svela le luci della mente e i palpiti del cuore verginale alla sorella prediletta ed alle amiche; nell’invocazione a Santa Teresa, nel diario intimo delle pene e dette speranze e dell’ indomato amore – ordisce bellamente e riflette con sincerità l’intero e interno dramma della vita, che le fu spasimo e gloria, campo di lavoro e vittoria. L’amore eroico verso i genitori, la serena tranquillità che emerge da ogni prova, la sicurezza nel risolvere i problemi più ardui dell’ altrui vita, l’oblazione di sé, i muti colloqui con Dio acquistano continuo e crescente risalto, destano ammirazione, avvincendo II lettore, sforzandolo, più che al pianto, all’ imitazione. Così, ella – a distanza d’un anno dalla morte – vive più che mai, e l’opera indefessa di bene che compì, nella famiglia e nella scuola, a vantaggio di compagne ed umiche – a Grottazzolina, fra le pareti della casa paterna; a Fermo, ove trovò la luce dell’anima – non s’arresta, grazie a Dio, ma prosegue, si completa, trionfa ancora.

La sorella prediletta svela l’influenza innovatrice e salutarissima che Renata esercitò nella famiglia, un’amica ricorda le visioni e le rivelazioni ch’ ebbe ripetutamente da parte di S. Teresa del Bambin Gesù; la superiora dell’ Istituto Femminile S. Chiara di Fermo – ove insegnò per un anno intero – confessa: ” io mi sentii spinta ad invocarla, fin dalla morte, come mia piccola avvocata presso Colui che aveva tanto amato, ed oggi è per sua intercessione che domando delle grazie, sicura di ottenerle „.

E’ dunque la santità? Non sappiamo. Ma mentre parla, (il piccolo fiore spande il suo profumo) noi deponiamo non senza lacrime la penna, inchinandoci e pregando.

  1. 21-22

Non appena il raggio divino, penetrando nettamente, gettò sprazzi di vivida luce, Renata anelò subito di ascendere e fu un balzo deciso verso il Cielo. L’anima si inebriò di luce, di azzurro, sentì la nostalgia dei puri sconfinati orizzonti, dove avrebbe respirato l’atmosfera degli angeli di Dio.

“ Come mi è dolce, la sera – ella scrive – trattenermi qualche minuto alla finestra delta mia cameretta e godere il cielo stellato! Mi sento trasportala lassù, mi sento circondata dagli Angeli che cantano con me le lodi al Signore e mi sembra di appartenere già al Cielo „.

Ma si accorse subito, che presumere di poter fare senza guida, per arrivare alla perfezione, era lo stesso che affidarsi a un pessimo maestro, e suo studio principale fu di trovarsi una guida sicura, un consigliere illuminato a cui potersi affidare con filiale abbandono.

E non tardò molto a scoprirlo il Sacerdote per l’anima sua. Renata si lasciò plasmare con tutta docilità ed Egli riuscì a gettare in quel cuore le basi di una pietà così bella e disinvolta che era luce e profumo, e, sebbene dissimulata da una schietta giocondità, traspariva attraverso le sue angeliche sembianze, come raggio di sole, attraverso tersissimo cristallo.

Il Confessore era il suo confidente, il suo maestro, il suo Padre; a Lui con ingenuità infantile esponeva i dubbi, le aspirazioni, le intime lotte e dalla sua parola traeva incitamento per ascendere ancora, per sopportare ilare, serena i dolori del suo interno martirio. “ Come vorrei ancora dirle dell’ anima mia, confidarle tante piccole cose che sempre mi sfuggono e non lasciarle nulla all’ oscuro „.

Aveva per Lui una carità e venerazione profondissima e, man mano che apprezzava ed usufruiva del beneficio del suo ministero, gli pagava con ardenti preghiere un tributo spirituale di riconoscenza.

  1. 79-82

“ L’amicizia – scrive Sitato Pellico – è una fratellanza, e, nel suo più alto senso, è il bello ideale della fratellanza; è un accordo supremo di due o tre anime, non mai di molte, le quali son divenute necessarie l’una all’altra; le quali hanno trovato l’una nell’ altra la massima disposizione a capirsi, a giovarsi, a nobilmente interpetrarsi a spronarsi al bene.“

Ed era proprio così che Renata concepiva l’amicizia. Essa ne aveva poche di amiche, ma cercava con ogni mezzo che i loro cuori battessero all’unisono, specialmente in quello che era il suo più vivo tormento, nell’amor di Dio.

“ L’amore per Gesù, vedere amato Gesù, ecco la mia sete …. solo l’amore di Gesù mi ricolma di contentezza. E tu che sei la mia amica, tu devi diminuire la mia sete, con l’amarlo sinceramente, fortemente … Sii unita con me net Signore ed accetta ed offri, sopportando tutto con serenità e gioia.”

Renata voleva liete, santamente liete, le sue amiche e si spaventava quando di alcuna riceveva lettere di umor triste o le sapeva in preda alle malinconie. Oh! allora erano esortazioni, ammonizioni; appassionati, dolci richiami; erano magari tiratine di orecchi date con bel garbo, ma la sua parola, giunta a tempo opportuno, confortava, rinfrancava, liberava da una pericolosa situazione.

“ Qual’è la cagione delle tue sofferenze tanto grandi? Se non ne hai ragione, non devi far così; se ci fosse anche una ragione, si confida in Dio e si sta allegri …. Devi ricacciare indietro quelle gocce di pianto e sorridere, sorridere sempre. Se sapessi come è bello il sorriso!  Rallegra Gesù ‘e dà la pace. L’amicizia fedele, dice la S. Scrittura, è una valida protezione, è balsamo di vita e di immortalità „.

Tale fu sempre l’amicizia di Renata. Una sua amica così scrive di Lei: “ lo posso accertare che l’amicizia di Renata è “ stata per me l’ancora di salvezza, perché mi ha sempre distolto da qualunque risoluzione presa senza pensare al danno grave che poteva accadermi e, se non sono caduta talvolta in profondi precipizi, lo debbo a Lei che mi dava sempre saggi consigli ed esempi sublimi. Non nego che da principio fio dovuto lottare aspramente, ma, insieme alla mia cara Renata, tutto mi era dolce e caro, anche il soffrire e, quando mi trovavo insieme a Lei, non pensavo più a nulla che non fosse retto e santo „.

Un’ altra amica così si esprime : “ Renata fu per me la prima e più cara amica, “ perché al suo contatto il mio spirito si elevava senza sforzo verso ideali superiori           .Ebbi sempre modo di ammirare la sua modestia, il contegno sempre riservato, che rivelava un intimo contatto con Dio … Raramente rivelava la sua profonda formazione spirituale, ma quando vi si induceva faceva sentire tutta la santità della vita e si comprendeva quant’ era ardente in Lei il desiderio di giovare alle anime … La sua morte fu un gran dolore per me che mi sentii privata di uno dei più grandi aiuti spirituali.”

Come ben si vede, la sua non era un’amicizia fatta di simpatie e di sentimentalismo, ma di bontà, di generosità, di fermezza di animo; un’amicizia soda che aiuta alta pratica della virtù, al compimento del dovere. Renata avrebbe preferito perdere qualche amica che veder deviare l’amicizia, della quale aveva un concetto così nobile ed elevato. Ecco infatti ciò che, un giorno, scriveva ad una delle sue amiche più intime:

“ Vedi, io ti amo unicamente per il Signore e nel Signore e se, per il bene dell’ anima tua, dovessi sempre somministrarti delle medicine amare e fossi sicura che facendo così ti allontaneresti da me, preferirei vederti allontanare che far diversamente. Non è il mio bene che io cerco, ma il tuo, unicamente per te stessa; e se tu credi che questo non sia il nero bene, puoi benissimo rinunziarci; io non so amarti meglio …… “

Con l’amicizia così nobilmente intesa, Renata avvinceva le anime e man mano le abituava a quegli orizzonti tersi e luminosi, dei quali il suo spirito quotidianamente si beava, in un’atmosfera tutta celeste.

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L’AVARIZIA COME IDOLATRIA in Col 3,5 in uno scritto del docente biblista GABRIELE MIOLA

PLEONEXIA ETIS ESTIN EIDOLOLATRIA (Col 3,5) L’avarizia che è idolatria

di Gabriele Miola biblista docente all’Istituto Teologico di Fermo

<Nota che nel trascrivere si è usata la traduzione della Bibbia dell’anno 2007>

Il termine greco pleonexia è di chiara derivazione: pleon indica il ‘di più’ e il verbo echo = ‘avere, possedere’: la pleonexia è l’aver di più e la brama di aver di più di quanto uno abbia o possieda. Anche per il latino avaritia ha probabile derivazione da un aveo, che indica desiderio e bramosia smodati, ci porta al significato di cieco possesso e di gretto accaparramento delle cose per la voglia di avere.

Ai termini pleonexia-avaritia soggiace l’idea che nella vita dell’uomo c’è una giusta misura di possesso e un’idea di uguaglianza fondamentale tra tutti gli uomini; sorpassare questa giusta misura e creare disuguaglianze è frutto di violenza. È quello che connota il vocabolo ebraico besa la cui radice significa “tagliare”, tradotto con pleonexia-avaritia, cui soggiace l’idea di taglio violento, quindi di cupidigia e di lucro ingiusto. Ecco alcuni testi:

-Ger 22,17. II profeta contrappone la vita giusta e l’amministrazione di un potere a tutela dei poveri del re Giosia al lusso e alle ingiustizie del figlio Ioiakim e dice:  “I tuoi occhi e il tuo cuore, invece, non badano che al tuo interesse, (besa – pleonexia) a spargere sangue innocente, a commettere violenza e angherie”.

-Ab 2,9. Il profeta sulla base della legge morale che condanna l’arricchimento illecito, fratto di ingiustizie, lancia la maledizione divina contro la tracotanza del re e del popolo caldeo che sopprimono popolazioni intere; ma così – dice il profeta – distruggeranno se stessi!

“Guai a chi è avido di guadagni illeciti (bosea ‘ basa – pleonekton pleonexian)

un male per la sua casa

per mettere il nido in luogo alto…

Hai decretato il disonore alla tua casa;

hai soppresso popoli numerosi,

hai fatto del male contro te stesso”.

-Ez 22,27 denuncia le cause della distruzione di Gerusalemme e le vede non solo nella mancanza di fede in Jhwh e nel sincretismo religioso, ma anche nella avarizia dei suoi amministratori:

“I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano

il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni” (besoa‘ basa‘ – pleonexia pleonektosin)

-Sal 119,36. Il saggio che vive la profondità della legge di Jhwh e conosce le bramosie terrene del cuore dell’uomo, prega:

“Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti,

e non verso la sete di guadagno” {besa ‘-pleonexia)

Da notare che in Prov. 1,19 lo stesso termine ebraico besa ‘ mentre da Aquila, Simmaco e Teodozione concordemente viene tradotto con pleonexia, nei LXX invece viene tradotto con asébeia che significa empietà. Troviamo già qui una indicazione chiara che l’avarizia è un rifiutare Dio e la sua legge (asébeia) per prostrarsi dinanzi alle cose come idoli (nota1).

Il tema dell’avarizia, del perseguimento della ricchezza e dell’attaccamento alle cose è molto sviluppato in tutto l’Antico Testamento nei suoi diversi aspetti. Ne richiamiamo alcuni:

-a).    L’avarizia, la venalità, l’attaccamento al denaro corrompono la giustizia e quindi distruggono la vita sociale. In Es 18,21 Mosè deve scegliere come giudici delle persone che odiano besa‘, cioè l’avarizia, la venalità (nota2).

Il tema dell’amministrazione della giustizia, l’ingiunzione ai giudici di non farsi corrompere dai potenti o da donativi e regali, la denuncia di fatti di ingiustizia in tribunale sono ricorrenti nei diversi libri dell’A.T. (cfr Es 23,8; Dt 16,19; 27,25; Am 6,6ss; 5,12 ; Is 1,23  (nota3); Ez 34,1-10 ecc.),

-b.    L’avarizia distrugge la vita umana nelle sue relazioni familiari e sociali. Nella sapienza dei diversi popoli e in tutte le letterature è stata descritta con ironia e disprezzo la figura dell’avaro per l’irrazionalità dei suoi atteggiamenti e la cecità dei suoi comportamenti. La letteratura sapienziale biblica più volte si sofferma su questa figura. In Pr. 15,27 ne viene sottolineata la perversione (nota4), ma soprattutto il Siracide descrive le contraddizioni dell’avaro e l’inaridimento della sua vita in 14,3-19. Citiamo solo dal Siracide 14,9:

“L’occhio dell’avaro non si accontenta della sua parte,

una malvagia ingiustizia gli inaridisce l’anima”.

Il Siracide in 31,1-11 arriva ad affermare che raramente le ricchezze sono esenti da ingiustizia e da avarizia:

“chi ama l’oro non sarà esente da colpa,

chi insegue il denaro ne (nota 5)sarà fuorviato (v.5)

e proclama veramente

“beato il ricco che si trova senza macchia

e che non corre dietro l’oro (v.8).

-c).   L’attaccamento alle cose e l’avarizia chiudono il cuore in un cieco orizzontalismo e rendono l’uomo incapace di vivere la vita coi suoi beni e valori. I beni della terra sono doni di Dio, l’attaccarsi ad essi fa dimenticare Dio come sorgente di ogni bene e perverte i valori della vita. Per questo la parenesi deuteronomista esorta a non dimenticare mai che quanto Israele ha avuto è dono di Dio:

“Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio” (Dt 8,12-14).

Qohelet dedica ampio spazio alla riflessione sui beni terreni dell’uomo (cfr 5,9- 6,12). Per Qohelet

“chi ama il denaro, non è mai si sazio di denaro” (5,9).

La filosofia della vita di Qohelet è quella del giusto equilibrio: essere avaro, affaticarsi per le ricchezze e non godere delle cose è cosa vuota, vana e stolta. È la condanna di Dio che pesa sull’avaro; per l’uomo avaro sarebbe stato meglio non esser nato (cfr 6,1-6). Per Qohelet il metro di misura delle cose è la morte, che relativizza ogni possesso (cfr 5,14), e in un orizzonte di vita che non travalica nell’eterno (3,19-21), riconosce che le cose sono date da Dio come dono per goderne e non per accumulare.

-d).   Besa-pleonexia-avaritia indicano non solo l’atto del possesso oltre la misura, ma anche la bramosia dell’avere che è senza limiti. La trasgressione della Torah, delle dieci parole, è sempre offesa al Dio dell’alleanza, ma l’attaccamento alle cose e la brama sconfinata del possedere portano l’uomo alla volontà di potenza e conseguentemente ad escludere Dio dalla propria vita e dalla storia in cui costruisce il proprio potere.

Il comandamento “non desidererai” (Es 20,17), nella sua valenza negativa (nota5) di possedere ciò che è di altri, esprime la radice di ogni male perché il desiderio senza misura è la molla di ogni agire perverso.

La terra e le cose sono date all’uomo (Gen 1.26.29;2,19) e l’uomo le possiede; la radice del male sta nell’avarizia, nell’avidità del possedere al di là del giusto limite così che si perverte il rapporto uomo-cose: queste prendono il sopravvento sull’uomo; allora non è più l’uomo a possedere le cose, ma le cose possiedono il desiderio dell’uomo e ne viene pervertito anche il rapporto tra persone.

Non a caso la tradizione deuteronomista conclude la Torah presso il Giordano con Israele che sta alle soglie della terra di Canaan, così che questa rimanga sempre come una terra promessa, come terra donata e mai posseduta in proprio, come eredità data da Dio al suo popolo (cfr.Es 15,17;Sal 47,5; 136,21s ecc.), quasi simbolo della vera eredità che è Dio stesso (cfr Sal 15,5). Non è a caso che la tradizione sacerdotale istituisca una legge, forse mai applicata, quella dell’anno giubilare (Lev. 25), in cui ogni cinquanta anni la proprietà della terra delle singole famiglie ritorni alle origini superando ogni accumulo o accorpamento che si possa essere giustamente o meno verificato negli anni, per ristabilire il senso vero del possesso come eredità data da Dio e non diritto dell’uomo.

Nella visione biblica infatti ultimo desiderio dell’uomo può essere solo il Dio dell’alleanza e della salvezza e la sua legge (cfr Sal 42,2; 63,2s; 84,3 ecc. Is 26,8 ecc.), ma quando l’uomo ha come termine del desiderio se stesso e le cose assolutizza la propria persona e si sostituisce a Dio. Lo jahwista vede la radice perversa di questo desiderio in Adam, che non si fida di Dio e prende il frutto desiderabile (nota6) per conoscere il bene e il male (Gen 3,5). L’avarizia o meglio l’avidità sconfinata delle cose o del potere acceca il cuore dell’uomo, allora l’idolatria invade il suo cuore facendogli dimenticare Dio, anzi ponendolo al di sopra di lui. Così avarizia e superbia coincidono: l’avarizia è il grembo o il supporto della superbia e la superbia è l’avidità senza limiti.

Quando Israele pone il suo desiderio nelle cose e pensa che siano i ba’alim, come forze divine della natura, a dargli, come dice Osea, grano, vino ed olio, argento e oro (Os 2,10-14; cfr anche Dt 8,11-18; Ez 16,37 ecc.), allora diventa idolatra. Un po’ come l’uomo di oggi che dimentico di Dio pensa di ricevere i suoi beni dalla scienza, dalla tecnologia, dalla economia, dalla politica ecc. e ne assolutizza il valore.

Quando la cupidigia, l’orizzonte del dominio terreno, l’orgia del potere diventa ‘ybris, volontà di potenza, che si pone come assoluto, allora la gloria di Dio mostra la nullità dei disegni degli uomini; quando i potenti della terra con tracotanza assoggettano popoli e si ergono ad arbitri della storia, accumulano ricchezze senza numero e per avidità schiacciano i poveri e gli umili, assolutizzano se stessi e pretendono onori divini, allora il Santo d’Israele, l’Unico, li abbatte dai troni e li travolge nella loro idolatria. È questa la teologia che esprime il libro dell’Esodo nei riguardi del Faraone, il Profeta Isaia contro Sennacherib di Assiria (Is 37,22-29), Ezechiele contro il re di Tiro (Ez 28,1-10), il libro di Daniele contro l’assolutismo di Antioco IV Epifane e dei regni ellenistici.

La loro stessa idolatria li perde, come un fuoco che consuma (cfr.Ez 28,18). Sono pagine e prospettive attuali contro ogni assolutismo di stato o pretesa di costruire una città senza Dio.

II

L’annuncio di Gesù incentrato sulla presenza del regno di Dio nell’oggi della storia e l’invito alla conversione costante per accoglierlo con animo aperto sono la via per leggere la vita dell’uomo e i suoi valori e per indirizzare il giusto “desiderio” dell’uomo.

Mt 6, 33 “Cercate, invece, prima di tutto, il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

sono le parole con cui Gesù termina nel vangelo di Matteo il discorso sulla Provvidenza che iniziava con l’asserto:

“Nessuno può servire a due padroni: perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e la ricchezza” (mammona) (6,24). (nota7)

Questa contrapposizione tra Dio e mammona è significativa. Mammona equivale sia a “denaro, patrimonio” sia a “guadagno, lucro ingiusto”. Questo termine nel N.T. ricorre solo tre volte, una in Matteo e due in Luca e sempre in bocca a Gesù . Alcuni filologi fanno derivare mammona dalla radice ’amari’ che indica ciò che è stabile, sicuro e solido e quindi ciò in cui si può avere fiducia: “mammona” sarebbe ciò in cui si pone fiducia, ciò in cui si pensa di trovare stabilità e nella lingua di Gesù, cioè nell’aramaico, mammona sostituisce il termine ebraico che abbiamo già più volte citato cioè besa‘ che è l’avarizia e l’illecito guadagno, come il greco pleonexia. (nota8)

Si può dire che Gesù vede in mammona il vero concorrente <avversario> di Dio: o si ha fede in Dio o si ha fede in mammona. Nel cuore dell’uomo cioè si decide la scelta per Dio o per mammona, per Dio o per le cose, si decide per la libertà del servizio a Dio o per la servitù al denaro; si decide per Dio o per gli idoli.

Vediamo che cosa comporta l’attaccamento a mammona-pleonexia:

-a).   l’avarizia fa perdere il senso della vita e dei suoi valori. Gesù ammonisce:

“Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia” {pleonexia) Lc 12,15. Gesù fa questa ammonizione nel contesto della controversia per l’eredità tra due fratelli: uno di questi aveva chiesto l’intervento giudiziale di Gesù e Gesù rifiuta dicendogli:

“O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?” e prende occasione per ammonire i presenti di guardarsi dalla pleonexia che è la vera causa di ogni lite, e rafforza il suo richiamo con la parabola del ricco che accumula beni in quantità, al quale però Dio dice:

“Stolto. Questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?” (Lc 12, 20)

Nella vita c’è un primato ed è il primato di Dio e del suo regno ed in questo contesto Matteo pone il discorso di Gesù sulla Provvidenza (Mt 6,24-34); Luca

invece, più attento al concreto contrasto nella vita tra povertà e ricchezza, riporta lo stesso discorso nel contesto della vigilanza per la venuta del regno e nell’ammonimento sulla vera ricchezza che l’uomo deve portare davanti a Dio (Lc 12,13-40). Nella vita umana c’è un dilemma: o Dio o le cose; o s’imposta la vita di lavoro e di relazione sulla fiducia in Dio o si imposta sulla fiducia nelle cose. La prima scelta costruisce la vita, la seconda la distrugge

-b).   Nel contesto del discorso su mammona come riportato da Lc (cap.16), Gesù narra la parabola del ricco e di Lazzaro povero (vv. 19-31) per evidenziare qual è il vero uso che si deve fare delle ricchezze. Gesù chiama la ricchezza “disonesta” (v.9.11) perché vede già nella differente posizione sociale del ricco e di Lazzaro una ingiustizia di base a cui bisogna rimediare con il retto, intelligente uso di mammona. Il ricco della parabola non è stato scaltro come l’amministratore infedele, non ha saputo farsi amico Lazzaro per avere la vera ricchezza che conta davanti a Dio.

I farisei reagiscono all’insegnamento di Gesù, non con argomenti, ma beffandosi di lui perché, dice Luca, essi sono philoarghyroi (=avari, nota9). La risposta di Gesù è di quelle che penetra nelle profondità dei cuori ed esprime il giudizio incontrovertibile di Dio: il vostro è un cuore idolatra perché

“voi siete quelli che si ritengono giusti dinanzi agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini (cioè il denaro), davanti a Dio è abominevole”( Lc 16,14-15).

Non possiamo qui non richiamare un altro testo significativo di Luca. Al fariseo che aveva invitato Gesù a pranzo e che si era meravigliato che Gesù si fosse messo a tavola senza aver fatto prima le abluzioni secondo la “purità” farisaica, Gesù, colta la meraviglia sul volto di lui, gli mostra qual è la vera purità, dicendogli:

“date piuttosto in elemosina quel che c’è dentro (nel piatto), ed ecco, tutto per voi tutto sarà mondo” (Lc 11,37-41). La condivisione, che rifiuta ogni avarizia verso i fratelli, è la vera purità dinanzi a Dio. Per Gesù il problema è sempre quello del cuore: quando il cuore è impuro, da lì vengono le perversioni, le pleonexiai, ogni forma di avarizia (Cfr Mc 7,22).

-c).   La comunità dei discepoli di Gesù ha recepito l’insegnamento del Maestro e Luca ci presenta l’ideale della comunità cristiana descrivendo quella delle origini come una comunità che si è tenuta lontana da ogni pleonexia, che ha coltivato la comunione e la condivisione (cfr At 2,42-45; 4,32-37). Paolo per richiamare ai Corinzi la generosità verso i fratelli poveri di Gerualemme indica loro Gesù, che

“da ricco che era, si è fatto povero per voi” (2 Cor 8,9).

Per questo l’apostolo mette in guardia i credenti a tenersi lontani da ogni avarizia e ammonisce che gli avari non erediteranno il regno di Dio (Cfr 1 Cor 6,10; Ef 5,5). Paolo, che ha donato tutto se stesso per il vangelo, si offre come modello di vita, schivo da ogni avarizia e interesse privato (Cfr 1 Cor 9,12; Fil 4,17; At 20,33s ecc.), ma premuroso verso gli altri come una madre per i figli (1 Ts 2,5s). E le lettere paoline, presentando l’ideale del vescovo e del diacono, esigono che chi è chiamato a servire la Chiesa deve essere libero, distaccato dal denaro e non cupido di guadagni (1 Tm 3,3.8; Tt 1,7).

d).   Nella lettera ai Romani, quando Paolo fa il triste elenco delle colpe dei pagani, che, pur potendo conoscere Dio, non gli hanno dato gloria, li dice

“colmi di invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità”

pleonexia, di avarizia, di cupidigia (Rom 1,21.29).

Paolo sa bene che nel mondo pagano ci sono tanti uomini giusti, distaccati dal denaro, perché sanno che la “auri sacra fames” (Virg. En. 3,56 sacra fame dell’oro) è all’origine di ogni perversione e sperimentano che, secondo il proverbio e la saggezza popolare, la philoarghyria o pleonexia è la radice di ogni male (cfr 1 Tm 6,10); ma Paolo sa pure che là dove non c’è Dio, l’uomo perde la mente (Rom 1,28) e, chiuso in un cieco orizzontalismo smarrisce il senso della vita, fa il male e approva chi lo compie (v.32).

La cupidigia allora diventa un cieco potere di dominio senza limite sulle cose e sulle persone. Quando nell’Apocalisse si descrive la caduta di Roma, Babilonia la grande, si dice che è finito il potere dell’oro e dei mercanti, che hanno fatto grande la città senza Dio, il cui potere e le cui ricchezze erano il loro dio (Ap 18-19).

L’opposizione posta da Gesù tra Dio e mammona è radicale.

È la stessa opposizione che c’è tra Dio e satana; mammona è lo stesso potere di satana, i regni e le cose del mondo sono in suo dominio. Dinanzi agli occhi di Gesù satana fa balenare in un istante la potenza dei regni e lo splendore delle cose chiedendogli di prostrarsi davanti a lui per poter avere la gloria del modo, ma Gesù lo respinge con la parola della fede:

“Il Signore, tuo Dio, adorerai, a lui solo renderai culto” (Lc 4, 5-8; Mt 4, 8-10).(nota10)

L’orizzonte delle cose è piatto e chiude quello aperto verso l’Altissimo, fa smarrire il senso della vita, fa delle cose un idolo, è fonte di ogni malanno e perversione: l’avarizia è veramente una idolatria (Col 3,5) e l’avaro nel suo attaccamento al denaro e alle cose è un idolatra (Ef 5,5).(nita11)

Si stabilisce così un circolo chiuso: la pleonexia porta all’asébeia, all’ empietà e l’asebeia trova la sua piena  espressione nella pleonexia, nella cupidigia delle cose e del potere.

 

NOTE

(1) La concordanza dei LXX di Hatch-Redpath alla voce pleonexia nota che il vocabolo ebraico besa’ viene più regolarmente tradotto con pleonexia da Aquila, Simmaco e Teodozione, che non dai LXX, che usano tradurre non letteralmente, ma a senso (cfr Is 56,11; 57,17 ecc.). Cfr lo studio di G. Delling su pleonexia in GLNT, Paideia, Brescia, 1975 voi. X, coi. 394-398.

(2) Aq. traduce besa ‘ con pleonexia, mentre i LXX traducono yperephania che significa “alterigia tracotanza”; la Bibbia CEI con “venalità”.

(3) Su questo tema e per il commento ad Is.1,23 cfr articolo precedente di R. Virgili su questa rivista pag. 11-28.

(4) Anche in questo passo il classico bosea‘ basa‘ del testo ebraico viene tradotto con pleonexia pleonekton da Simmaco e con doronlemptes cioè’ “avido di guadagni disonesti” dai LXX.

(5) Il verbo hamad, tradotto con epithimeo in greco, esprime per lo più valore negativo; per esprimere desiderio, amore verso Dio e i valori più alti per la vita si usano altri termini, ad esempio qawad, ‘ahab.

(6) Da notare che in Genesi 3, 6 si usa lo stesso verbo nehemed (desiderabile)come nel comandamento “non desiderare” (lo’ tahmod)

(7) Nel testo citato Mt 6,24; in Lc si trova due volte nel contesto degli ammonimenti sull’uso della ricchezza (mammona), dopo la parabola dell’amministratore infedele, Lc 16, 9.11. In questi vv. al termine “mammona” viene aggiunto l’aggettivo Ingiusto, disonesto”, quasi ad indicare che nella ricchezza c’è sempre unita una qualche ingiustizia.

(8) Sul significato di “mammona”  cfr la voce “mamonas” di F.HAUCK in GLNT, Paideia, Brescia 1970, vol. VI coll.1047-1054.

(9) “philoarghyroi” significa “amanti del denaro, avari”, e corrisponde alla espressione ebraica: bosea’ basa’ – pleonexia pleonectein che abbiamo esaminato, cfr F. HACK, a. c.

(10) Cfr commento in H. SCHURMANN, Il Vangelo di Luca. Brescia, Paideia, 1983 e in J. GNILKA, Il Vangelo di Matteo. Brescia, Paideia 1990

(11) Cfr commento ai passi in H. SCHLIER, La lettera agli Efesini, Brescia, Paideia, 1982; E. LOHSE, Le lettere ai Colossesi e a Filemone, Brscia, Paideia, 1987.

PLEONEXIA ETIS ESTIN EIDOLOLATRIA (Col 3,5) L’avarizia che è idolatria

di Gabriele Miola biblista docente all’Istituto Teologico di Fermo

<Nota che nel trascrivere si è usata la traduzione della Bibbia dell’anno 2007>

Il termine greco pleonexia è di chiara derivazione: pleon indica il ‘di più’ e il verbo echo = ‘avere, possedere’: la pleonexia è l’aver di più e la brama di aver di più di quanto uno abbia o possieda. Anche per il latino avaritia ha probabile derivazione da un aveo, che indica desiderio e bramosia smodati, ci porta al significato di cieco possesso e di gretto accaparramento delle cose per la voglia di avere.

Ai termini pleonexia-avaritia soggiace l’idea che nella vita dell’uomo c’è una giusta misura di possesso e un’idea di uguaglianza fondamentale tra tutti gli uomini; sorpassare questa giusta misura e creare disuguaglianze è frutto di violenza. È quello che connota il vocabolo ebraico besa la cui radice significa “tagliare”, tradotto con pleonexia-avaritia, cui soggiace l’idea di taglio violento, quindi di cupidigia e di lucro ingiusto. Ecco alcuni testi:

-Ger 22,17. II profeta contrappone la vita giusta e l’amministrazione di un potere a tutela dei poveri del re Giosia al lusso e alle ingiustizie del figlio Ioiakim e dice:  “I tuoi occhi e il tuo cuore, invece, non badano che al tuo interesse, (besa – pleonexia) a spargere sangue innocente, a commettere violenza e angherie”.

-Ab 2,9. Il profeta sulla base della legge morale che condanna l’arricchimento illecito, fratto di ingiustizie, lancia la maledizione divina contro la tracotanza del re e del popolo caldeo che sopprimono popolazioni intere; ma così – dice il profeta – distruggeranno se stessi!

“Guai a chi è avido di guadagni illeciti (bosea ‘ basa – pleonekton pleonexian)

un male per la sua casa

per mettere il nido in luogo alto…

Hai decretato il disonore alla tua casa;

hai soppresso popoli numerosi,

hai fatto del male contro te stesso”.

-Ez 22,27 denuncia le cause della distruzione di Gerusalemme e le vede non solo nella mancanza di fede in Jhwh e nel sincretismo religioso, ma anche nella avarizia dei suoi amministratori:

“I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano

il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni” (besoa‘ basa‘ – pleonexia pleonektosin)

-Sal 119,36. Il saggio che vive la profondità della legge di Jhwh e conosce le bramosie terrene del cuore dell’uomo, prega:

“Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti,

e non verso la sete di guadagno” {besa ‘-pleonexia)

Da notare che in Prov. 1,19 lo stesso termine ebraico besa ‘ mentre da Aquila, Simmaco e Teodozione concordemente viene tradotto con pleonexia, nei LXX invece viene tradotto con asébeia che significa empietà. Troviamo già qui una indicazione chiara che l’avarizia è un rifiutare Dio e la sua legge (asébeia) per prostrarsi dinanzi alle cose come idoli (nota1).

Il tema dell’avarizia, del perseguimento della ricchezza e dell’attaccamento alle cose è molto sviluppato in tutto l’Antico Testamento nei suoi diversi aspetti. Ne richiamiamo alcuni:

-a).    L’avarizia, la venalità, l’attaccamento al denaro corrompono la giustizia e quindi distruggono la vita sociale. In Es 18,21 Mosè deve scegliere come giudici delle persone che odiano besa‘, cioè l’avarizia, la venalità (nota2).

Il tema dell’amministrazione della giustizia, l’ingiunzione ai giudici di non farsi corrompere dai potenti o da donativi e regali, la denuncia di fatti di ingiustizia in tribunale sono ricorrenti nei diversi libri dell’A.T. (cfr Es 23,8; Dt 16,19; 27,25; Am 6,6ss; 5,12 ; Is 1,23  (nota3); Ez 34,1-10 ecc.),

-b.    L’avarizia distrugge la vita umana nelle sue relazioni familiari e sociali. Nella sapienza dei diversi popoli e in tutte le letterature è stata descritta con ironia e disprezzo la figura dell’avaro per l’irrazionalità dei suoi atteggiamenti e la cecità dei suoi comportamenti. La letteratura sapienziale biblica più volte si sofferma su questa figura. In Pr. 15,27 ne viene sottolineata la perversione (nota4), ma soprattutto il Siracide descrive le contraddizioni dell’avaro e l’inaridimento della sua vita in 14,3-19. Citiamo solo dal Siracide 14,9:

“L’occhio dell’avaro non si accontenta della sua parte,

una malvagia ingiustizia gli inaridisce l’anima”.

Il Siracide in 31,1-11 arriva ad affermare che raramente le ricchezze sono esenti da ingiustizia e da avarizia:

“chi ama l’oro non sarà esente da colpa,

chi insegue il denaro ne (nota 5)sarà fuorviato (v.5)

e proclama veramente

“beato il ricco che si trova senza macchia

e che non corre dietro l’oro (v.8).

-c).   L’attaccamento alle cose e l’avarizia chiudono il cuore in un cieco orizzontalismo e rendono l’uomo incapace di vivere la vita coi suoi beni e valori. I beni della terra sono doni di Dio, l’attaccarsi ad essi fa dimenticare Dio come sorgente di ogni bene e perverte i valori della vita. Per questo la parenesi deuteronomista esorta a non dimenticare mai che quanto Israele ha avuto è dono di Dio:

“Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio” (Dt 8,12-14).

Qohelet dedica ampio spazio alla riflessione sui beni terreni dell’uomo (cfr 5,9- 6,12). Per Qohelet

“chi ama il denaro, non è mai si sazio di denaro” (5,9).

La filosofia della vita di Qohelet è quella del giusto equilibrio: essere avaro, affaticarsi per le ricchezze e non godere delle cose è cosa vuota, vana e stolta. È la condanna di Dio che pesa sull’avaro; per l’uomo avaro sarebbe stato meglio non esser nato (cfr 6,1-6). Per Qohelet il metro di misura delle cose è la morte, che relativizza ogni possesso (cfr 5,14), e in un orizzonte di vita che non travalica nell’eterno (3,19-21), riconosce che le cose sono date da Dio come dono per goderne e non per accumulare.

-d).   Besa-pleonexia-avaritia indicano non solo l’atto del possesso oltre la misura, ma anche la bramosia dell’avere che è senza limiti. La trasgressione della Torah, delle dieci parole, è sempre offesa al Dio dell’alleanza, ma l’attaccamento alle cose e la brama sconfinata del possedere portano l’uomo alla volontà di potenza e conseguentemente ad escludere Dio dalla propria vita e dalla storia in cui costruisce il proprio potere.

Il comandamento “non desidererai” (Es 20,17), nella sua valenza negativa (nota5) di possedere ciò che è di altri, esprime la radice di ogni male perché il desiderio senza misura è la molla di ogni agire perverso.

La terra e le cose sono date all’uomo (Gen 1.26.29;2,19) e l’uomo le possiede; la radice del male sta nell’avarizia, nell’avidità del possedere al di là del giusto limite così che si perverte il rapporto uomo-cose: queste prendono il sopravvento sull’uomo; allora non è più l’uomo a possedere le cose, ma le cose possiedono il desiderio dell’uomo e ne viene pervertito anche il rapporto tra persone.

Non a caso la tradizione deuteronomista conclude la Torah presso il Giordano con Israele che sta alle soglie della terra di Canaan, così che questa rimanga sempre come una terra promessa, come terra donata e mai posseduta in proprio, come eredità data da Dio al suo popolo (cfr.Es 15,17;Sal 47,5; 136,21s ecc.), quasi simbolo della vera eredità che è Dio stesso (cfr Sal 15,5). Non è a caso che la tradizione sacerdotale istituisca una legge, forse mai applicata, quella dell’anno giubilare (Lev. 25), in cui ogni cinquanta anni la proprietà della terra delle singole famiglie ritorni alle origini superando ogni accumulo o accorpamento che si possa essere giustamente o meno verificato negli anni, per ristabilire il senso vero del possesso come eredità data da Dio e non diritto dell’uomo.

Nella visione biblica infatti ultimo desiderio dell’uomo può essere solo il Dio dell’alleanza e della salvezza e la sua legge (cfr Sal 42,2; 63,2s; 84,3 ecc. Is 26,8 ecc.), ma quando l’uomo ha come termine del desiderio se stesso e le cose assolutizza la propria persona e si sostituisce a Dio. Lo jahwista vede la radice perversa di questo desiderio in Adam, che non si fida di Dio e prende il frutto desiderabile (nota6) per conoscere il bene e il male (Gen 3,5). L’avarizia o meglio l’avidità sconfinata delle cose o del potere acceca il cuore dell’uomo, allora l’idolatria invade il suo cuore facendogli dimenticare Dio, anzi ponendolo al di sopra di lui. Così avarizia e superbia coincidono: l’avarizia è il grembo o il supporto della superbia e la superbia è l’avidità senza limiti.

Quando Israele pone il suo desiderio nelle cose e pensa che siano i ba’alim, come forze divine della natura, a dargli, come dice Osea, grano, vino ed olio, argento e oro (Os 2,10-14; cfr anche Dt 8,11-18; Ez 16,37 ecc.), allora diventa idolatra. Un po’ come l’uomo di oggi che dimentico di Dio pensa di ricevere i suoi beni dalla scienza, dalla tecnologia, dalla economia, dalla politica ecc. e ne assolutizza il valore.

Quando la cupidigia, l’orizzonte del dominio terreno, l’orgia del potere diventa ‘ybris, volontà di potenza, che si pone come assoluto, allora la gloria di Dio mostra la nullità dei disegni degli uomini; quando i potenti della terra con tracotanza assoggettano popoli e si ergono ad arbitri della storia, accumulano ricchezze senza numero e per avidità schiacciano i poveri e gli umili, assolutizzano se stessi e pretendono onori divini, allora il Santo d’Israele, l’Unico, li abbatte dai troni e li travolge nella loro idolatria. È questa la teologia che esprime il libro dell’Esodo nei riguardi del Faraone, il Profeta Isaia contro Sennacherib di Assiria (Is 37,22-29), Ezechiele contro il re di Tiro (Ez 28,1-10), il libro di Daniele contro l’assolutismo di Antioco IV Epifane e dei regni ellenistici.

La loro stessa idolatria li perde, come un fuoco che consuma (cfr.Ez 28,18). Sono pagine e prospettive attuali contro ogni assolutismo di stato o pretesa di costruire una città senza Dio.

II

L’annuncio di Gesù incentrato sulla presenza del regno di Dio nell’oggi della storia e l’invito alla conversione costante per accoglierlo con animo aperto sono la via per leggere la vita dell’uomo e i suoi valori e per indirizzare il giusto “desiderio” dell’uomo.

Mt 6, 33 “Cercate, invece, prima di tutto, il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

sono le parole con cui Gesù termina nel vangelo di Matteo il discorso sulla Provvidenza che iniziava con l’asserto:

“Nessuno può servire a due padroni: perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e la ricchezza” (mammona) (6,24). (nota7)

Questa contrapposizione tra Dio e mammona è significativa. Mammona equivale sia a “denaro, patrimonio” sia a “guadagno, lucro ingiusto”. Questo termine nel N.T. ricorre solo tre volte, una in Matteo e due in Luca e sempre in bocca a Gesù . Alcuni filologi fanno derivare mammona dalla radice ’amari’ che indica ciò che è stabile, sicuro e solido e quindi ciò in cui si può avere fiducia: “mammona” sarebbe ciò in cui si pone fiducia, ciò in cui si pensa di trovare stabilità e nella lingua di Gesù, cioè nell’aramaico, mammona sostituisce il termine ebraico che abbiamo già più volte citato cioè besa‘ che è l’avarizia e l’illecito guadagno, come il greco pleonexia. (nota8)

Si può dire che Gesù vede in mammona il vero concorrente <avversario> di Dio: o si ha fede in Dio o si ha fede in mammona. Nel cuore dell’uomo cioè si decide la scelta per Dio o per mammona, per Dio o per le cose, si decide per la libertà del servizio a Dio o per la servitù al denaro; si decide per Dio o per gli idoli.

Vediamo che cosa comporta l’attaccamento a mammona-pleonexia:

-a).   l’avarizia fa perdere il senso della vita e dei suoi valori. Gesù ammonisce:

“Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia” {pleonexia) Lc 12,15. Gesù fa questa ammonizione nel contesto della controversia per l’eredità tra due fratelli: uno di questi aveva chiesto l’intervento giudiziale di Gesù e Gesù rifiuta dicendogli:

“O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?” e prende occasione per ammonire i presenti di guardarsi dalla pleonexia che è la vera causa di ogni lite, e rafforza il suo richiamo con la parabola del ricco che accumula beni in quantità, al quale però Dio dice:

“Stolto. Questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?” (Lc 12, 20)

Nella vita c’è un primato ed è il primato di Dio e del suo regno ed in questo contesto Matteo pone il discorso di Gesù sulla Provvidenza (Mt 6,24-34); Luca

invece, più attento al concreto contrasto nella vita tra povertà e ricchezza, riporta lo stesso discorso nel contesto della vigilanza per la venuta del regno e nell’ammonimento sulla vera ricchezza che l’uomo deve portare davanti a Dio (Lc 12,13-40). Nella vita umana c’è un dilemma: o Dio o le cose; o s’imposta la vita di lavoro e di relazione sulla fiducia in Dio o si imposta sulla fiducia nelle cose. La prima scelta costruisce la vita, la seconda la distrugge

-b).   Nel contesto del discorso su mammona come riportato da Lc (cap.16), Gesù narra la parabola del ricco e di Lazzaro povero (vv. 19-31) per evidenziare qual è il vero uso che si deve fare delle ricchezze. Gesù chiama la ricchezza “disonesta” (v.9.11) perché vede già nella differente posizione sociale del ricco e di Lazzaro una ingiustizia di base a cui bisogna rimediare con il retto, intelligente uso di mammona. Il ricco della parabola non è stato scaltro come l’amministratore infedele, non ha saputo farsi amico Lazzaro per avere la vera ricchezza che conta davanti a Dio.

I farisei reagiscono all’insegnamento di Gesù, non con argomenti, ma beffandosi di lui perché, dice Luca, essi sono philoarghyroi (=avari, nota9). La risposta di Gesù è di quelle che penetra nelle profondità dei cuori ed esprime il giudizio incontrovertibile di Dio: il vostro è un cuore idolatra perché

“voi siete quelli che si ritengono giusti dinanzi agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini (cioè il denaro), davanti a Dio è abominevole”( Lc 16,14-15).

Non possiamo qui non richiamare un altro testo significativo di Luca. Al fariseo che aveva invitato Gesù a pranzo e che si era meravigliato che Gesù si fosse messo a tavola senza aver fatto prima le abluzioni secondo la “purità” farisaica, Gesù, colta la meraviglia sul volto di lui, gli mostra qual è la vera purità, dicendogli:

“date piuttosto in elemosina quel che c’è dentro (nel piatto), ed ecco, tutto per voi tutto sarà mondo” (Lc 11,37-41). La condivisione, che rifiuta ogni avarizia verso i fratelli, è la vera purità dinanzi a Dio. Per Gesù il problema è sempre quello del cuore: quando il cuore è impuro, da lì vengono le perversioni, le pleonexiai, ogni forma di avarizia (Cfr Mc 7,22).

-c).   La comunità dei discepoli di Gesù ha recepito l’insegnamento del Maestro e Luca ci presenta l’ideale della comunità cristiana descrivendo quella delle origini come una comunità che si è tenuta lontana da ogni pleonexia, che ha coltivato la comunione e la condivisione (cfr At 2,42-45; 4,32-37). Paolo per richiamare ai Corinzi la generosità verso i fratelli poveri di Gerualemme indica loro Gesù, che

“da ricco che era, si è fatto povero per voi” (2 Cor 8,9).

Per questo l’apostolo mette in guardia i credenti a tenersi lontani da ogni avarizia e ammonisce che gli avari non erediteranno il regno di Dio (Cfr 1 Cor 6,10; Ef 5,5). Paolo, che ha donato tutto se stesso per il vangelo, si offre come modello di vita, schivo da ogni avarizia e interesse privato (Cfr 1 Cor 9,12; Fil 4,17; At 20,33s ecc.), ma premuroso verso gli altri come una madre per i figli (1 Ts 2,5s). E le lettere paoline, presentando l’ideale del vescovo e del diacono, esigono che chi è chiamato a servire la Chiesa deve essere libero, distaccato dal denaro e non cupido di guadagni (1 Tm 3,3.8; Tt 1,7).

d).   Nella lettera ai Romani, quando Paolo fa il triste elenco delle colpe dei pagani, che, pur potendo conoscere Dio, non gli hanno dato gloria, li dice

“colmi di invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità”

pleonexia, di avarizia, di cupidigia (Rom 1,21.29).

Paolo sa bene che nel mondo pagano ci sono tanti uomini giusti, distaccati dal denaro, perché sanno che la “auri sacra fames” (Virg. En. 3,56 sacra fame dell’oro) è all’origine di ogni perversione e sperimentano che, secondo il proverbio e la saggezza popolare, la philoarghyria o pleonexia è la radice di ogni male (cfr 1 Tm 6,10); ma Paolo sa pure che là dove non c’è Dio, l’uomo perde la mente (Rom 1,28) e, chiuso in un cieco orizzontalismo smarrisce il senso della vita, fa il male e approva chi lo compie (v.32).

La cupidigia allora diventa un cieco potere di dominio senza limite sulle cose e sulle persone. Quando nell’Apocalisse si descrive la caduta di Roma, Babilonia la grande, si dice che è finito il potere dell’oro e dei mercanti, che hanno fatto grande la città senza Dio, il cui potere e le cui ricchezze erano il loro dio (Ap 18-19).

L’opposizione posta da Gesù tra Dio e mammona è radicale.

È la stessa opposizione che c’è tra Dio e satana; mammona è lo stesso potere di satana, i regni e le cose del mondo sono in suo dominio. Dinanzi agli occhi di Gesù satana fa balenare in un istante la potenza dei regni e lo splendore delle cose chiedendogli di prostrarsi davanti a lui per poter avere la gloria del modo, ma Gesù lo respinge con la parola della fede:

“Il Signore, tuo Dio, adorerai, a lui solo renderai culto” (Lc 4, 5-8; Mt 4, 8-10).(nota10)

L’orizzonte delle cose è piatto e chiude quello aperto verso l’Altissimo, fa smarrire il senso della vita, fa delle cose un idolo, è fonte di ogni malanno e perversione: l’avarizia è veramente una idolatria (Col 3,5) e l’avaro nel suo attaccamento al denaro e alle cose è un idolatra (Ef 5,5).(nita11)

Si stabilisce così un circolo chiuso: la pleonexia porta all’asébeia, all’ empietà e l’asebeia trova la sua piena  espressione nella pleonexia, nella cupidigia delle cose e del potere.

 

NOTE

(1) La concordanza dei LXX di Hatch-Redpath alla voce pleonexia nota che il vocabolo ebraico besa’ viene più regolarmente tradotto con pleonexia da Aquila, Simmaco e Teodozione, che non dai LXX, che usano tradurre non letteralmente, ma a senso (cfr Is 56,11; 57,17 ecc.). Cfr lo studio di G. Delling su pleonexia in GLNT, Paideia, Brescia, 1975 voi. X, coi. 394-398.

(2) Aq. traduce besa ‘ con pleonexia, mentre i LXX traducono yperephania che significa “alterigia tracotanza”; la Bibbia CEI con “venalità”.

(3) Su questo tema e per il commento ad Is.1,23 cfr articolo precedente di R. Virgili su questa rivista pag. 11-28.

(4) Anche in questo passo il classico bosea‘ basa‘ del testo ebraico viene tradotto con pleonexia pleonekton da Simmaco e con doronlemptes cioè’ “avido di guadagni disonesti” dai LXX.

(5) Il verbo hamad, tradotto con epithimeo in greco, esprime per lo più valore negativo; per esprimere desiderio, amore verso Dio e i valori più alti per la vita si usano altri termini, ad esempio qawad, ‘ahab.

(6) Da notare che in Genesi 3, 6 si usa lo stesso verbo nehemed (desiderabile)come nel comandamento “non desiderare” (lo’ tahmod)

(7) Nel testo citato Mt 6,24; in Lc si trova due volte nel contesto degli ammonimenti sull’uso della ricchezza (mammona), dopo la parabola dell’amministratore infedele, Lc 16, 9.11. In questi vv. al termine “mammona” viene aggiunto l’aggettivo Ingiusto, disonesto”, quasi ad indicare che nella ricchezza c’è sempre unita una qualche ingiustizia.

(8) Sul significato di “mammona”  cfr la voce “mamonas” di F.HAUCK in GLNT, Paideia, Brescia 1970, vol. VI coll.1047-1054.

(9) “philoarghyroi” significa “amanti del denaro, avari”, e corrisponde alla espressione ebraica: bosea’ basa’ – pleonexia pleonectein che abbiamo esaminato, cfr F. HACK, a. c.

(10) Cfr commento in H. SCHURMANN, Il Vangelo di Luca. Brescia, Paideia, 1983 e in J. GNILKA, Il Vangelo di Matteo. Brescia, Paideia 1990

(11) Cfr commento ai passi in H. SCHLIER, La lettera agli Efesini, Brescia, Paideia, 1982; E. LOHSE, Le lettere ai Colossesi e a Filemone, Brscia, Paideia, 1987.

PLEONEXIA ETIS ESTIN EIDOLOLATRIA (Col 3,5) L’avarizia che è idolatria

di Gabriele Miola biblista docente all’Istituto Teologico di Fermo

<Nota che nel trascrivere si è usata la traduzione della Bibbia dell’anno 2007>

Il termine greco pleonexia è di chiara derivazione: pleon indica il ‘di più’ e il verbo echo = ‘avere, possedere’: la pleonexia è l’aver di più e la brama di aver di più di quanto uno abbia o possieda. Anche per il latino avaritia ha probabile derivazione da un aveo, che indica desiderio e bramosia smodati, ci porta al significato di cieco possesso e di gretto accaparramento delle cose per la voglia di avere.

Ai termini pleonexia-avaritia soggiace l’idea che nella vita dell’uomo c’è una giusta misura di possesso e un’idea di uguaglianza fondamentale tra tutti gli uomini; sorpassare questa giusta misura e creare disuguaglianze è frutto di violenza. È quello che connota il vocabolo ebraico besa la cui radice significa “tagliare”, tradotto con pleonexia-avaritia, cui soggiace l’idea di taglio violento, quindi di cupidigia e di lucro ingiusto. Ecco alcuni testi:

-Ger 22,17. II profeta contrappone la vita giusta e l’amministrazione di un potere a tutela dei poveri del re Giosia al lusso e alle ingiustizie del figlio Ioiakim e dice:  “I tuoi occhi e il tuo cuore, invece, non badano che al tuo interesse, (besa – pleonexia) a spargere sangue innocente, a commettere violenza e angherie”.

-Ab 2,9. Il profeta sulla base della legge morale che condanna l’arricchimento illecito, fratto di ingiustizie, lancia la maledizione divina contro la tracotanza del re e del popolo caldeo che sopprimono popolazioni intere; ma così – dice il profeta – distruggeranno se stessi!

“Guai a chi è avido di guadagni illeciti (bosea ‘ basa – pleonekton pleonexian)

un male per la sua casa

per mettere il nido in luogo alto…

Hai decretato il disonore alla tua casa;

hai soppresso popoli numerosi,

hai fatto del male contro te stesso”.

-Ez 22,27 denuncia le cause della distruzione di Gerusalemme e le vede non solo nella mancanza di fede in Jhwh e nel sincretismo religioso, ma anche nella avarizia dei suoi amministratori:

“I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano

il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni” (besoa‘ basa‘ – pleonexia pleonektosin)

-Sal 119,36. Il saggio che vive la profondità della legge di Jhwh e conosce le bramosie terrene del cuore dell’uomo, prega:

“Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti,

e non verso la sete di guadagno” {besa ‘-pleonexia)

Da notare che in Prov. 1,19 lo stesso termine ebraico besa ‘ mentre da Aquila, Simmaco e Teodozione concordemente viene tradotto con pleonexia, nei LXX invece viene tradotto con asébeia che significa empietà. Troviamo già qui una indicazione chiara che l’avarizia è un rifiutare Dio e la sua legge (asébeia) per prostrarsi dinanzi alle cose come idoli (nota1).

Il tema dell’avarizia, del perseguimento della ricchezza e dell’attaccamento alle cose è molto sviluppato in tutto l’Antico Testamento nei suoi diversi aspetti. Ne richiamiamo alcuni:

-a).    L’avarizia, la venalità, l’attaccamento al denaro corrompono la giustizia e quindi distruggono la vita sociale. In Es 18,21 Mosè deve scegliere come giudici delle persone che odiano besa‘, cioè l’avarizia, la venalità (nota2).

Il tema dell’amministrazione della giustizia, l’ingiunzione ai giudici di non farsi corrompere dai potenti o da donativi e regali, la denuncia di fatti di ingiustizia in tribunale sono ricorrenti nei diversi libri dell’A.T. (cfr Es 23,8; Dt 16,19; 27,25; Am 6,6ss; 5,12 ; Is 1,23  (nota3); Ez 34,1-10 ecc.),

-b.    L’avarizia distrugge la vita umana nelle sue relazioni familiari e sociali. Nella sapienza dei diversi popoli e in tutte le letterature è stata descritta con ironia e disprezzo la figura dell’avaro per l’irrazionalità dei suoi atteggiamenti e la cecità dei suoi comportamenti. La letteratura sapienziale biblica più volte si sofferma su questa figura. In Pr. 15,27 ne viene sottolineata la perversione (nota4), ma soprattutto il Siracide descrive le contraddizioni dell’avaro e l’inaridimento della sua vita in 14,3-19. Citiamo solo dal Siracide 14,9:

“L’occhio dell’avaro non si accontenta della sua parte,

una malvagia ingiustizia gli inaridisce l’anima”.

Il Siracide in 31,1-11 arriva ad affermare che raramente le ricchezze sono esenti da ingiustizia e da avarizia:

“chi ama l’oro non sarà esente da colpa,

chi insegue il denaro ne (nota 5)sarà fuorviato (v.5)

e proclama veramente

“beato il ricco che si trova senza macchia

e che non corre dietro l’oro (v.8).

-c).   L’attaccamento alle cose e l’avarizia chiudono il cuore in un cieco orizzontalismo e rendono l’uomo incapace di vivere la vita coi suoi beni e valori. I beni della terra sono doni di Dio, l’attaccarsi ad essi fa dimenticare Dio come sorgente di ogni bene e perverte i valori della vita. Per questo la parenesi deuteronomista esorta a non dimenticare mai che quanto Israele ha avuto è dono di Dio:

“Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio” (Dt 8,12-14).

Qohelet dedica ampio spazio alla riflessione sui beni terreni dell’uomo (cfr 5,9- 6,12). Per Qohelet

“chi ama il denaro, non è mai si sazio di denaro” (5,9).

La filosofia della vita di Qohelet è quella del giusto equilibrio: essere avaro, affaticarsi per le ricchezze e non godere delle cose è cosa vuota, vana e stolta. È la condanna di Dio che pesa sull’avaro; per l’uomo avaro sarebbe stato meglio non esser nato (cfr 6,1-6). Per Qohelet il metro di misura delle cose è la morte, che relativizza ogni possesso (cfr 5,14), e in un orizzonte di vita che non travalica nell’eterno (3,19-21), riconosce che le cose sono date da Dio come dono per goderne e non per accumulare.

-d).   Besa-pleonexia-avaritia indicano non solo l’atto del possesso oltre la misura, ma anche la bramosia dell’avere che è senza limiti. La trasgressione della Torah, delle dieci parole, è sempre offesa al Dio dell’alleanza, ma l’attaccamento alle cose e la brama sconfinata del possedere portano l’uomo alla volontà di potenza e conseguentemente ad escludere Dio dalla propria vita e dalla storia in cui costruisce il proprio potere.

Il comandamento “non desidererai” (Es 20,17), nella sua valenza negativa (nota5) di possedere ciò che è di altri, esprime la radice di ogni male perché il desiderio senza misura è la molla di ogni agire perverso.

La terra e le cose sono date all’uomo (Gen 1.26.29;2,19) e l’uomo le possiede; la radice del male sta nell’avarizia, nell’avidità del possedere al di là del giusto limite così che si perverte il rapporto uomo-cose: queste prendono il sopravvento sull’uomo; allora non è più l’uomo a possedere le cose, ma le cose possiedono il desiderio dell’uomo e ne viene pervertito anche il rapporto tra persone.

Non a caso la tradizione deuteronomista conclude la Torah presso il Giordano con Israele che sta alle soglie della terra di Canaan, così che questa rimanga sempre come una terra promessa, come terra donata e mai posseduta in proprio, come eredità data da Dio al suo popolo (cfr.Es 15,17;Sal 47,5; 136,21s ecc.), quasi simbolo della vera eredità che è Dio stesso (cfr Sal 15,5). Non è a caso che la tradizione sacerdotale istituisca una legge, forse mai applicata, quella dell’anno giubilare (Lev. 25), in cui ogni cinquanta anni la proprietà della terra delle singole famiglie ritorni alle origini superando ogni accumulo o accorpamento che si possa essere giustamente o meno verificato negli anni, per ristabilire il senso vero del possesso come eredità data da Dio e non diritto dell’uomo.

Nella visione biblica infatti ultimo desiderio dell’uomo può essere solo il Dio dell’alleanza e della salvezza e la sua legge (cfr Sal 42,2; 63,2s; 84,3 ecc. Is 26,8 ecc.), ma quando l’uomo ha come termine del desiderio se stesso e le cose assolutizza la propria persona e si sostituisce a Dio. Lo jahwista vede la radice perversa di questo desiderio in Adam, che non si fida di Dio e prende il frutto desiderabile (nota6) per conoscere il bene e il male (Gen 3,5). L’avarizia o meglio l’avidità sconfinata delle cose o del potere acceca il cuore dell’uomo, allora l’idolatria invade il suo cuore facendogli dimenticare Dio, anzi ponendolo al di sopra di lui. Così avarizia e superbia coincidono: l’avarizia è il grembo o il supporto della superbia e la superbia è l’avidità senza limiti.

Quando Israele pone il suo desiderio nelle cose e pensa che siano i ba’alim, come forze divine della natura, a dargli, come dice Osea, grano, vino ed olio, argento e oro (Os 2,10-14; cfr anche Dt 8,11-18; Ez 16,37 ecc.), allora diventa idolatra. Un po’ come l’uomo di oggi che dimentico di Dio pensa di ricevere i suoi beni dalla scienza, dalla tecnologia, dalla economia, dalla politica ecc. e ne assolutizza il valore.

Quando la cupidigia, l’orizzonte del dominio terreno, l’orgia del potere diventa ‘ybris, volontà di potenza, che si pone come assoluto, allora la gloria di Dio mostra la nullità dei disegni degli uomini; quando i potenti della terra con tracotanza assoggettano popoli e si ergono ad arbitri della storia, accumulano ricchezze senza numero e per avidità schiacciano i poveri e gli umili, assolutizzano se stessi e pretendono onori divini, allora il Santo d’Israele, l’Unico, li abbatte dai troni e li travolge nella loro idolatria. È questa la teologia che esprime il libro dell’Esodo nei riguardi del Faraone, il Profeta Isaia contro Sennacherib di Assiria (Is 37,22-29), Ezechiele contro il re di Tiro (Ez 28,1-10), il libro di Daniele contro l’assolutismo di Antioco IV Epifane e dei regni ellenistici.

La loro stessa idolatria li perde, come un fuoco che consuma (cfr.Ez 28,18). Sono pagine e prospettive attuali contro ogni assolutismo di stato o pretesa di costruire una città senza Dio.

II

L’annuncio di Gesù incentrato sulla presenza del regno di Dio nell’oggi della storia e l’invito alla conversione costante per accoglierlo con animo aperto sono la via per leggere la vita dell’uomo e i suoi valori e per indirizzare il giusto “desiderio” dell’uomo.

Mt 6, 33 “Cercate, invece, prima di tutto, il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

sono le parole con cui Gesù termina nel vangelo di Matteo il discorso sulla Provvidenza che iniziava con l’asserto:

“Nessuno può servire a due padroni: perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e la ricchezza” (mammona) (6,24). (nota7)

Questa contrapposizione tra Dio e mammona è significativa. Mammona equivale sia a “denaro, patrimonio” sia a “guadagno, lucro ingiusto”. Questo termine nel N.T. ricorre solo tre volte, una in Matteo e due in Luca e sempre in bocca a Gesù . Alcuni filologi fanno derivare mammona dalla radice ’amari’ che indica ciò che è stabile, sicuro e solido e quindi ciò in cui si può avere fiducia: “mammona” sarebbe ciò in cui si pone fiducia, ciò in cui si pensa di trovare stabilità e nella lingua di Gesù, cioè nell’aramaico, mammona sostituisce il termine ebraico che abbiamo già più volte citato cioè besa‘ che è l’avarizia e l’illecito guadagno, come il greco pleonexia. (nota8)

Si può dire che Gesù vede in mammona il vero concorrente <avversario> di Dio: o si ha fede in Dio o si ha fede in mammona. Nel cuore dell’uomo cioè si decide la scelta per Dio o per mammona, per Dio o per le cose, si decide per la libertà del servizio a Dio o per la servitù al denaro; si decide per Dio o per gli idoli.

Vediamo che cosa comporta l’attaccamento a mammona-pleonexia:

-a).   l’avarizia fa perdere il senso della vita e dei suoi valori. Gesù ammonisce:

“Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia” {pleonexia) Lc 12,15. Gesù fa questa ammonizione nel contesto della controversia per l’eredità tra due fratelli: uno di questi aveva chiesto l’intervento giudiziale di Gesù e Gesù rifiuta dicendogli:

“O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?” e prende occasione per ammonire i presenti di guardarsi dalla pleonexia che è la vera causa di ogni lite, e rafforza il suo richiamo con la parabola del ricco che accumula beni in quantità, al quale però Dio dice:

“Stolto. Questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?” (Lc 12, 20)

Nella vita c’è un primato ed è il primato di Dio e del suo regno ed in questo contesto Matteo pone il discorso di Gesù sulla Provvidenza (Mt 6,24-34); Luca

invece, più attento al concreto contrasto nella vita tra povertà e ricchezza, riporta lo stesso discorso nel contesto della vigilanza per la venuta del regno e nell’ammonimento sulla vera ricchezza che l’uomo deve portare davanti a Dio (Lc 12,13-40). Nella vita umana c’è un dilemma: o Dio o le cose; o s’imposta la vita di lavoro e di relazione sulla fiducia in Dio o si imposta sulla fiducia nelle cose. La prima scelta costruisce la vita, la seconda la distrugge

-b).   Nel contesto del discorso su mammona come riportato da Lc (cap.16), Gesù narra la parabola del ricco e di Lazzaro povero (vv. 19-31) per evidenziare qual è il vero uso che si deve fare delle ricchezze. Gesù chiama la ricchezza “disonesta” (v.9.11) perché vede già nella differente posizione sociale del ricco e di Lazzaro una ingiustizia di base a cui bisogna rimediare con il retto, intelligente uso di mammona. Il ricco della parabola non è stato scaltro come l’amministratore infedele, non ha saputo farsi amico Lazzaro per avere la vera ricchezza che conta davanti a Dio.

I farisei reagiscono all’insegnamento di Gesù, non con argomenti, ma beffandosi di lui perché, dice Luca, essi sono philoarghyroi (=avari, nota9). La risposta di Gesù è di quelle che penetra nelle profondità dei cuori ed esprime il giudizio incontrovertibile di Dio: il vostro è un cuore idolatra perché

“voi siete quelli che si ritengono giusti dinanzi agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini (cioè il denaro), davanti a Dio è abominevole”( Lc 16,14-15).

Non possiamo qui non richiamare un altro testo significativo di Luca. Al fariseo che aveva invitato Gesù a pranzo e che si era meravigliato che Gesù si fosse messo a tavola senza aver fatto prima le abluzioni secondo la “purità” farisaica, Gesù, colta la meraviglia sul volto di lui, gli mostra qual è la vera purità, dicendogli:

“date piuttosto in elemosina quel che c’è dentro (nel piatto), ed ecco, tutto per voi tutto sarà mondo” (Lc 11,37-41). La condivisione, che rifiuta ogni avarizia verso i fratelli, è la vera purità dinanzi a Dio. Per Gesù il problema è sempre quello del cuore: quando il cuore è impuro, da lì vengono le perversioni, le pleonexiai, ogni forma di avarizia (Cfr Mc 7,22).

-c).   La comunità dei discepoli di Gesù ha recepito l’insegnamento del Maestro e Luca ci presenta l’ideale della comunità cristiana descrivendo quella delle origini come una comunità che si è tenuta lontana da ogni pleonexia, che ha coltivato la comunione e la condivisione (cfr At 2,42-45; 4,32-37). Paolo per richiamare ai Corinzi la generosità verso i fratelli poveri di Gerualemme indica loro Gesù, che

“da ricco che era, si è fatto povero per voi” (2 Cor 8,9).

Per questo l’apostolo mette in guardia i credenti a tenersi lontani da ogni avarizia e ammonisce che gli avari non erediteranno il regno di Dio (Cfr 1 Cor 6,10; Ef 5,5). Paolo, che ha donato tutto se stesso per il vangelo, si offre come modello di vita, schivo da ogni avarizia e interesse privato (Cfr 1 Cor 9,12; Fil 4,17; At 20,33s ecc.), ma premuroso verso gli altri come una madre per i figli (1 Ts 2,5s). E le lettere paoline, presentando l’ideale del vescovo e del diacono, esigono che chi è chiamato a servire la Chiesa deve essere libero, distaccato dal denaro e non cupido di guadagni (1 Tm 3,3.8; Tt 1,7).

d).   Nella lettera ai Romani, quando Paolo fa il triste elenco delle colpe dei pagani, che, pur potendo conoscere Dio, non gli hanno dato gloria, li dice

“colmi di invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità”

pleonexia, di avarizia, di cupidigia (Rom 1,21.29).

Paolo sa bene che nel mondo pagano ci sono tanti uomini giusti, distaccati dal denaro, perché sanno che la “auri sacra fames” (Virg. En. 3,56 sacra fame dell’oro) è all’origine di ogni perversione e sperimentano che, secondo il proverbio e la saggezza popolare, la philoarghyria o pleonexia è la radice di ogni male (cfr 1 Tm 6,10); ma Paolo sa pure che là dove non c’è Dio, l’uomo perde la mente (Rom 1,28) e, chiuso in un cieco orizzontalismo smarrisce il senso della vita, fa il male e approva chi lo compie (v.32).

La cupidigia allora diventa un cieco potere di dominio senza limite sulle cose e sulle persone. Quando nell’Apocalisse si descrive la caduta di Roma, Babilonia la grande, si dice che è finito il potere dell’oro e dei mercanti, che hanno fatto grande la città senza Dio, il cui potere e le cui ricchezze erano il loro dio (Ap 18-19).

L’opposizione posta da Gesù tra Dio e mammona è radicale.

È la stessa opposizione che c’è tra Dio e satana; mammona è lo stesso potere di satana, i regni e le cose del mondo sono in suo dominio. Dinanzi agli occhi di Gesù satana fa balenare in un istante la potenza dei regni e lo splendore delle cose chiedendogli di prostrarsi davanti a lui per poter avere la gloria del modo, ma Gesù lo respinge con la parola della fede:

“Il Signore, tuo Dio, adorerai, a lui solo renderai culto” (Lc 4, 5-8; Mt 4, 8-10).(nota10)

L’orizzonte delle cose è piatto e chiude quello aperto verso l’Altissimo, fa smarrire il senso della vita, fa delle cose un idolo, è fonte di ogni malanno e perversione: l’avarizia è veramente una idolatria (Col 3,5) e l’avaro nel suo attaccamento al denaro e alle cose è un idolatra (Ef 5,5).(nita11)

Si stabilisce così un circolo chiuso: la pleonexia porta all’asébeia, all’ empietà e l’asebeia trova la sua piena  espressione nella pleonexia, nella cupidigia delle cose e del potere.

 

NOTE

(1) La concordanza dei LXX di Hatch-Redpath alla voce pleonexia nota che il vocabolo ebraico besa’ viene più regolarmente tradotto con pleonexia da Aquila, Simmaco e Teodozione, che non dai LXX, che usano tradurre non letteralmente, ma a senso (cfr Is 56,11; 57,17 ecc.). Cfr lo studio di G. Delling su pleonexia in GLNT, Paideia, Brescia, 1975 voi. X, coi. 394-398.

(2) Aq. traduce besa ‘ con pleonexia, mentre i LXX traducono yperephania che significa “alterigia tracotanza”; la Bibbia CEI con “venalità”.

(3) Su questo tema e per il commento ad Is.1,23 cfr articolo precedente di R. Virgili su questa rivista pag. 11-28.

(4) Anche in questo passo il classico bosea‘ basa‘ del testo ebraico viene tradotto con pleonexia pleonekton da Simmaco e con doronlemptes cioè’ “avido di guadagni disonesti” dai LXX.

(5) Il verbo hamad, tradotto con epithimeo in greco, esprime per lo più valore negativo; per esprimere desiderio, amore verso Dio e i valori più alti per la vita si usano altri termini, ad esempio qawad, ‘ahab.

(6) Da notare che in Genesi 3, 6 si usa lo stesso verbo nehemed (desiderabile)come nel comandamento “non desiderare” (lo’ tahmod)

(7) Nel testo citato Mt 6,24; in Lc si trova due volte nel contesto degli ammonimenti sull’uso della ricchezza (mammona), dopo la parabola dell’amministratore infedele, Lc 16, 9.11. In questi vv. al termine “mammona” viene aggiunto l’aggettivo Ingiusto, disonesto”, quasi ad indicare che nella ricchezza c’è sempre unita una qualche ingiustizia.

(8) Sul significato di “mammona”  cfr la voce “mamonas” di F.HAUCK in GLNT, Paideia, Brescia 1970, vol. VI coll.1047-1054.

(9) “philoarghyroi” significa “amanti del denaro, avari”, e corrisponde alla espressione ebraica: bosea’ basa’ – pleonexia pleonectein che abbiamo esaminato, cfr F. HACK, a. c.

(10) Cfr commento in H. SCHURMANN, Il Vangelo di Luca. Brescia, Paideia, 1983 e in J. GNILKA, Il Vangelo di Matteo. Brescia, Paideia 1990

(11) Cfr commento ai passi in H. SCHLIER, La lettera agli Efesini, Brescia, Paideia, 1982; E. LOHSE, Le lettere ai Colossesi e a Filemone, Brscia, Paideia, 1987.

PLEONEXIA ETIS ESTIN EIDOLOLATRIA (Col 3,5) L’avarizia che è idolatria

di Gabriele Miola biblista docente all’Istituto Teologico di Fermo

<Nota che nel trascrivere si è usata la traduzione della Bibbia dell’anno 2007>

Il termine greco pleonexia è di chiara derivazione: pleon indica il ‘di più’ e il verbo echo = ‘avere, possedere’: la pleonexia è l’aver di più e la brama di aver di più di quanto uno abbia o possieda. Anche per il latino avaritia ha probabile derivazione da un aveo, che indica desiderio e bramosia smodati, ci porta al significato di cieco possesso e di gretto accaparramento delle cose per la voglia di avere.

Ai termini pleonexia-avaritia soggiace l’idea che nella vita dell’uomo c’è una giusta misura di possesso e un’idea di uguaglianza fondamentale tra tutti gli uomini; sorpassare questa giusta misura e creare disuguaglianze è frutto di violenza. È quello che connota il vocabolo ebraico besa la cui radice significa “tagliare”, tradotto con pleonexia-avaritia, cui soggiace l’idea di taglio violento, quindi di cupidigia e di lucro ingiusto. Ecco alcuni testi:

-Ger 22,17. II profeta contrappone la vita giusta e l’amministrazione di un potere a tutela dei poveri del re Giosia al lusso e alle ingiustizie del figlio Ioiakim e dice:  “I tuoi occhi e il tuo cuore, invece, non badano che al tuo interesse, (besa – pleonexia) a spargere sangue innocente, a commettere violenza e angherie”.

-Ab 2,9. Il profeta sulla base della legge morale che condanna l’arricchimento illecito, fratto di ingiustizie, lancia la maledizione divina contro la tracotanza del re e del popolo caldeo che sopprimono popolazioni intere; ma così – dice il profeta – distruggeranno se stessi!

“Guai a chi è avido di guadagni illeciti (bosea ‘ basa – pleonekton pleonexian)

un male per la sua casa

per mettere il nido in luogo alto…

Hai decretato il disonore alla tua casa;

hai soppresso popoli numerosi,

hai fatto del male contro te stesso”.

-Ez 22,27 denuncia le cause della distruzione di Gerusalemme e le vede non solo nella mancanza di fede in Jhwh e nel sincretismo religioso, ma anche nella avarizia dei suoi amministratori:

“I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano

il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni” (besoa‘ basa‘ – pleonexia pleonektosin)

-Sal 119,36. Il saggio che vive la profondità della legge di Jhwh e conosce le bramosie terrene del cuore dell’uomo, prega:

“Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti,

e non verso la sete di guadagno” {besa ‘-pleonexia)

Da notare che in Prov. 1,19 lo stesso termine ebraico besa ‘ mentre da Aquila, Simmaco e Teodozione concordemente viene tradotto con pleonexia, nei LXX invece viene tradotto con asébeia che significa empietà. Troviamo già qui una indicazione chiara che l’avarizia è un rifiutare Dio e la sua legge (asébeia) per prostrarsi dinanzi alle cose come idoli (nota1).

Il tema dell’avarizia, del perseguimento della ricchezza e dell’attaccamento alle cose è molto sviluppato in tutto l’Antico Testamento nei suoi diversi aspetti. Ne richiamiamo alcuni:

-a).    L’avarizia, la venalità, l’attaccamento al denaro corrompono la giustizia e quindi distruggono la vita sociale. In Es 18,21 Mosè deve scegliere come giudici delle persone che odiano besa‘, cioè l’avarizia, la venalità (nota2).

Il tema dell’amministrazione della giustizia, l’ingiunzione ai giudici di non farsi corrompere dai potenti o da donativi e regali, la denuncia di fatti di ingiustizia in tribunale sono ricorrenti nei diversi libri dell’A.T. (cfr Es 23,8; Dt 16,19; 27,25; Am 6,6ss; 5,12 ; Is 1,23  (nota3); Ez 34,1-10 ecc.),

-b.    L’avarizia distrugge la vita umana nelle sue relazioni familiari e sociali. Nella sapienza dei diversi popoli e in tutte le letterature è stata descritta con ironia e disprezzo la figura dell’avaro per l’irrazionalità dei suoi atteggiamenti e la cecità dei suoi comportamenti. La letteratura sapienziale biblica più volte si sofferma su questa figura. In Pr. 15,27 ne viene sottolineata la perversione (nota4), ma soprattutto il Siracide descrive le contraddizioni dell’avaro e l’inaridimento della sua vita in 14,3-19. Citiamo solo dal Siracide 14,9:

“L’occhio dell’avaro non si accontenta della sua parte,

una malvagia ingiustizia gli inaridisce l’anima”.

Il Siracide in 31,1-11 arriva ad affermare che raramente le ricchezze sono esenti da ingiustizia e da avarizia:

“chi ama l’oro non sarà esente da colpa,

chi insegue il denaro ne (nota 5)sarà fuorviato (v.5)

e proclama veramente

“beato il ricco che si trova senza macchia

e che non corre dietro l’oro (v.8).

-c).   L’attaccamento alle cose e l’avarizia chiudono il cuore in un cieco orizzontalismo e rendono l’uomo incapace di vivere la vita coi suoi beni e valori. I beni della terra sono doni di Dio, l’attaccarsi ad essi fa dimenticare Dio come sorgente di ogni bene e perverte i valori della vita. Per questo la parenesi deuteronomista esorta a non dimenticare mai che quanto Israele ha avuto è dono di Dio:

“Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio” (Dt 8,12-14).

Qohelet dedica ampio spazio alla riflessione sui beni terreni dell’uomo (cfr 5,9- 6,12). Per Qohelet

“chi ama il denaro, non è mai si sazio di denaro” (5,9).

La filosofia della vita di Qohelet è quella del giusto equilibrio: essere avaro, affaticarsi per le ricchezze e non godere delle cose è cosa vuota, vana e stolta. È la condanna di Dio che pesa sull’avaro; per l’uomo avaro sarebbe stato meglio non esser nato (cfr 6,1-6). Per Qohelet il metro di misura delle cose è la morte, che relativizza ogni possesso (cfr 5,14), e in un orizzonte di vita che non travalica nell’eterno (3,19-21), riconosce che le cose sono date da Dio come dono per goderne e non per accumulare.

-d).   Besa-pleonexia-avaritia indicano non solo l’atto del possesso oltre la misura, ma anche la bramosia dell’avere che è senza limiti. La trasgressione della Torah, delle dieci parole, è sempre offesa al Dio dell’alleanza, ma l’attaccamento alle cose e la brama sconfinata del possedere portano l’uomo alla volontà di potenza e conseguentemente ad escludere Dio dalla propria vita e dalla storia in cui costruisce il proprio potere.

Il comandamento “non desidererai” (Es 20,17), nella sua valenza negativa (nota5) di possedere ciò che è di altri, esprime la radice di ogni male perché il desiderio senza misura è la molla di ogni agire perverso.

La terra e le cose sono date all’uomo (Gen 1.26.29;2,19) e l’uomo le possiede; la radice del male sta nell’avarizia, nell’avidità del possedere al di là del giusto limite così che si perverte il rapporto uomo-cose: queste prendono il sopravvento sull’uomo; allora non è più l’uomo a possedere le cose, ma le cose possiedono il desiderio dell’uomo e ne viene pervertito anche il rapporto tra persone.

Non a caso la tradizione deuteronomista conclude la Torah presso il Giordano con Israele che sta alle soglie della terra di Canaan, così che questa rimanga sempre come una terra promessa, come terra donata e mai posseduta in proprio, come eredità data da Dio al suo popolo (cfr.Es 15,17;Sal 47,5; 136,21s ecc.), quasi simbolo della vera eredità che è Dio stesso (cfr Sal 15,5). Non è a caso che la tradizione sacerdotale istituisca una legge, forse mai applicata, quella dell’anno giubilare (Lev. 25), in cui ogni cinquanta anni la proprietà della terra delle singole famiglie ritorni alle origini superando ogni accumulo o accorpamento che si possa essere giustamente o meno verificato negli anni, per ristabilire il senso vero del possesso come eredità data da Dio e non diritto dell’uomo.

Nella visione biblica infatti ultimo desiderio dell’uomo può essere solo il Dio dell’alleanza e della salvezza e la sua legge (cfr Sal 42,2; 63,2s; 84,3 ecc. Is 26,8 ecc.), ma quando l’uomo ha come termine del desiderio se stesso e le cose assolutizza la propria persona e si sostituisce a Dio. Lo jahwista vede la radice perversa di questo desiderio in Adam, che non si fida di Dio e prende il frutto desiderabile (nota6) per conoscere il bene e il male (Gen 3,5). L’avarizia o meglio l’avidità sconfinata delle cose o del potere acceca il cuore dell’uomo, allora l’idolatria invade il suo cuore facendogli dimenticare Dio, anzi ponendolo al di sopra di lui. Così avarizia e superbia coincidono: l’avarizia è il grembo o il supporto della superbia e la superbia è l’avidità senza limiti.

Quando Israele pone il suo desiderio nelle cose e pensa che siano i ba’alim, come forze divine della natura, a dargli, come dice Osea, grano, vino ed olio, argento e oro (Os 2,10-14; cfr anche Dt 8,11-18; Ez 16,37 ecc.), allora diventa idolatra. Un po’ come l’uomo di oggi che dimentico di Dio pensa di ricevere i suoi beni dalla scienza, dalla tecnologia, dalla economia, dalla politica ecc. e ne assolutizza il valore.

Quando la cupidigia, l’orizzonte del dominio terreno, l’orgia del potere diventa ‘ybris, volontà di potenza, che si pone come assoluto, allora la gloria di Dio mostra la nullità dei disegni degli uomini; quando i potenti della terra con tracotanza assoggettano popoli e si ergono ad arbitri della storia, accumulano ricchezze senza numero e per avidità schiacciano i poveri e gli umili, assolutizzano se stessi e pretendono onori divini, allora il Santo d’Israele, l’Unico, li abbatte dai troni e li travolge nella loro idolatria. È questa la teologia che esprime il libro dell’Esodo nei riguardi del Faraone, il Profeta Isaia contro Sennacherib di Assiria (Is 37,22-29), Ezechiele contro il re di Tiro (Ez 28,1-10), il libro di Daniele contro l’assolutismo di Antioco IV Epifane e dei regni ellenistici.

La loro stessa idolatria li perde, come un fuoco che consuma (cfr.Ez 28,18). Sono pagine e prospettive attuali contro ogni assolutismo di stato o pretesa di costruire una città senza Dio.

II

L’annuncio di Gesù incentrato sulla presenza del regno di Dio nell’oggi della storia e l’invito alla conversione costante per accoglierlo con animo aperto sono la via per leggere la vita dell’uomo e i suoi valori e per indirizzare il giusto “desiderio” dell’uomo.

Mt 6, 33 “Cercate, invece, prima di tutto, il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

sono le parole con cui Gesù termina nel vangelo di Matteo il discorso sulla Provvidenza che iniziava con l’asserto:

“Nessuno può servire a due padroni: perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e la ricchezza” (mammona) (6,24). (nota7)

Questa contrapposizione tra Dio e mammona è significativa. Mammona equivale sia a “denaro, patrimonio” sia a “guadagno, lucro ingiusto”. Questo termine nel N.T. ricorre solo tre volte, una in Matteo e due in Luca e sempre in bocca a Gesù . Alcuni filologi fanno derivare mammona dalla radice ’amari’ che indica ciò che è stabile, sicuro e solido e quindi ciò in cui si può avere fiducia: “mammona” sarebbe ciò in cui si pone fiducia, ciò in cui si pensa di trovare stabilità e nella lingua di Gesù, cioè nell’aramaico, mammona sostituisce il termine ebraico che abbiamo già più volte citato cioè besa‘ che è l’avarizia e l’illecito guadagno, come il greco pleonexia. (nota8)

Si può dire che Gesù vede in mammona il vero concorrente <avversario> di Dio: o si ha fede in Dio o si ha fede in mammona. Nel cuore dell’uomo cioè si decide la scelta per Dio o per mammona, per Dio o per le cose, si decide per la libertà del servizio a Dio o per la servitù al denaro; si decide per Dio o per gli idoli.

Vediamo che cosa comporta l’attaccamento a mammona-pleonexia:

-a).   l’avarizia fa perdere il senso della vita e dei suoi valori. Gesù ammonisce:

“Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia” {pleonexia) Lc 12,15. Gesù fa questa ammonizione nel contesto della controversia per l’eredità tra due fratelli: uno di questi aveva chiesto l’intervento giudiziale di Gesù e Gesù rifiuta dicendogli:

“O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?” e prende occasione per ammonire i presenti di guardarsi dalla pleonexia che è la vera causa di ogni lite, e rafforza il suo richiamo con la parabola del ricco che accumula beni in quantità, al quale però Dio dice:

“Stolto. Questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?” (Lc 12, 20)

Nella vita c’è un primato ed è il primato di Dio e del suo regno ed in questo contesto Matteo pone il discorso di Gesù sulla Provvidenza (Mt 6,24-34); Luca

invece, più attento al concreto contrasto nella vita tra povertà e ricchezza, riporta lo stesso discorso nel contesto della vigilanza per la venuta del regno e nell’ammonimento sulla vera ricchezza che l’uomo deve portare davanti a Dio (Lc 12,13-40). Nella vita umana c’è un dilemma: o Dio o le cose; o s’imposta la vita di lavoro e di relazione sulla fiducia in Dio o si imposta sulla fiducia nelle cose. La prima scelta costruisce la vita, la seconda la distrugge

-b).   Nel contesto del discorso su mammona come riportato da Lc (cap.16), Gesù narra la parabola del ricco e di Lazzaro povero (vv. 19-31) per evidenziare qual è il vero uso che si deve fare delle ricchezze. Gesù chiama la ricchezza “disonesta” (v.9.11) perché vede già nella differente posizione sociale del ricco e di Lazzaro una ingiustizia di base a cui bisogna rimediare con il retto, intelligente uso di mammona. Il ricco della parabola non è stato scaltro come l’amministratore infedele, non ha saputo farsi amico Lazzaro per avere la vera ricchezza che conta davanti a Dio.

I farisei reagiscono all’insegnamento di Gesù, non con argomenti, ma beffandosi di lui perché, dice Luca, essi sono philoarghyroi (=avari, nota9). La risposta di Gesù è di quelle che penetra nelle profondità dei cuori ed esprime il giudizio incontrovertibile di Dio: il vostro è un cuore idolatra perché

“voi siete quelli che si ritengono giusti dinanzi agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini (cioè il denaro), davanti a Dio è abominevole”( Lc 16,14-15).

Non possiamo qui non richiamare un altro testo significativo di Luca. Al fariseo che aveva invitato Gesù a pranzo e che si era meravigliato che Gesù si fosse messo a tavola senza aver fatto prima le abluzioni secondo la “purità” farisaica, Gesù, colta la meraviglia sul volto di lui, gli mostra qual è la vera purità, dicendogli:

“date piuttosto in elemosina quel che c’è dentro (nel piatto), ed ecco, tutto per voi tutto sarà mondo” (Lc 11,37-41). La condivisione, che rifiuta ogni avarizia verso i fratelli, è la vera purità dinanzi a Dio. Per Gesù il problema è sempre quello del cuore: quando il cuore è impuro, da lì vengono le perversioni, le pleonexiai, ogni forma di avarizia (Cfr Mc 7,22).

-c).   La comunità dei discepoli di Gesù ha recepito l’insegnamento del Maestro e Luca ci presenta l’ideale della comunità cristiana descrivendo quella delle origini come una comunità che si è tenuta lontana da ogni pleonexia, che ha coltivato la comunione e la condivisione (cfr At 2,42-45; 4,32-37). Paolo per richiamare ai Corinzi la generosità verso i fratelli poveri di Gerualemme indica loro Gesù, che

“da ricco che era, si è fatto povero per voi” (2 Cor 8,9).

Per questo l’apostolo mette in guardia i credenti a tenersi lontani da ogni avarizia e ammonisce che gli avari non erediteranno il regno di Dio (Cfr 1 Cor 6,10; Ef 5,5). Paolo, che ha donato tutto se stesso per il vangelo, si offre come modello di vita, schivo da ogni avarizia e interesse privato (Cfr 1 Cor 9,12; Fil 4,17; At 20,33s ecc.), ma premuroso verso gli altri come una madre per i figli (1 Ts 2,5s). E le lettere paoline, presentando l’ideale del vescovo e del diacono, esigono che chi è chiamato a servire la Chiesa deve essere libero, distaccato dal denaro e non cupido di guadagni (1 Tm 3,3.8; Tt 1,7).

d).   Nella lettera ai Romani, quando Paolo fa il triste elenco delle colpe dei pagani, che, pur potendo conoscere Dio, non gli hanno dato gloria, li dice

“colmi di invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità”

pleonexia, di avarizia, di cupidigia (Rom 1,21.29).

Paolo sa bene che nel mondo pagano ci sono tanti uomini giusti, distaccati dal denaro, perché sanno che la “auri sacra fames” (Virg. En. 3,56 sacra fame dell’oro) è all’origine di ogni perversione e sperimentano che, secondo il proverbio e la saggezza popolare, la philoarghyria o pleonexia è la radice di ogni male (cfr 1 Tm 6,10); ma Paolo sa pure che là dove non c’è Dio, l’uomo perde la mente (Rom 1,28) e, chiuso in un cieco orizzontalismo smarrisce il senso della vita, fa il male e approva chi lo compie (v.32).

La cupidigia allora diventa un cieco potere di dominio senza limite sulle cose e sulle persone. Quando nell’Apocalisse si descrive la caduta di Roma, Babilonia la grande, si dice che è finito il potere dell’oro e dei mercanti, che hanno fatto grande la città senza Dio, il cui potere e le cui ricchezze erano il loro dio (Ap 18-19).

L’opposizione posta da Gesù tra Dio e mammona è radicale.

È la stessa opposizione che c’è tra Dio e satana; mammona è lo stesso potere di satana, i regni e le cose del mondo sono in suo dominio. Dinanzi agli occhi di Gesù satana fa balenare in un istante la potenza dei regni e lo splendore delle cose chiedendogli di prostrarsi davanti a lui per poter avere la gloria del modo, ma Gesù lo respinge con la parola della fede:

“Il Signore, tuo Dio, adorerai, a lui solo renderai culto” (Lc 4, 5-8; Mt 4, 8-10).(nota10)

L’orizzonte delle cose è piatto e chiude quello aperto verso l’Altissimo, fa smarrire il senso della vita, fa delle cose un idolo, è fonte di ogni malanno e perversione: l’avarizia è veramente una idolatria (Col 3,5) e l’avaro nel suo attaccamento al denaro e alle cose è un idolatra (Ef 5,5).(nita11)

Si stabilisce così un circolo chiuso: la pleonexia porta all’asébeia, all’ empietà e l’asebeia trova la sua piena  espressione nella pleonexia, nella cupidigia delle cose e del potere.

 

NOTE

(1) La concordanza dei LXX di Hatch-Redpath alla voce pleonexia nota che il vocabolo ebraico besa’ viene più regolarmente tradotto con pleonexia da Aquila, Simmaco e Teodozione, che non dai LXX, che usano tradurre non letteralmente, ma a senso (cfr Is 56,11; 57,17 ecc.). Cfr lo studio di G. Delling su pleonexia in GLNT, Paideia, Brescia, 1975 voi. X, coi. 394-398.

(2) Aq. traduce besa ‘ con pleonexia, mentre i LXX traducono yperephania che significa “alterigia tracotanza”; la Bibbia CEI con “venalità”.

(3) Su questo tema e per il commento ad Is.1,23 cfr articolo precedente di R. Virgili su questa rivista pag. 11-28.

(4) Anche in questo passo il classico bosea‘ basa‘ del testo ebraico viene tradotto con pleonexia pleonekton da Simmaco e con doronlemptes cioè’ “avido di guadagni disonesti” dai LXX.

(5) Il verbo hamad, tradotto con epithimeo in greco, esprime per lo più valore negativo; per esprimere desiderio, amore verso Dio e i valori più alti per la vita si usano altri termini, ad esempio qawad, ‘ahab.

(6) Da notare che in Genesi 3, 6 si usa lo stesso verbo nehemed (desiderabile)come nel comandamento “non desiderare” (lo’ tahmod)

(7) Nel testo citato Mt 6,24; in Lc si trova due volte nel contesto degli ammonimenti sull’uso della ricchezza (mammona), dopo la parabola dell’amministratore infedele, Lc 16, 9.11. In questi vv. al termine “mammona” viene aggiunto l’aggettivo Ingiusto, disonesto”, quasi ad indicare che nella ricchezza c’è sempre unita una qualche ingiustizia.

(8) Sul significato di “mammona”  cfr la voce “mamonas” di F.HAUCK in GLNT, Paideia, Brescia 1970, vol. VI coll.1047-1054.

(9) “philoarghyroi” significa “amanti del denaro, avari”, e corrisponde alla espressione ebraica: bosea’ basa’ – pleonexia pleonectein che abbiamo esaminato, cfr F. HACK, a. c.

(10) Cfr commento in H. SCHURMANN, Il Vangelo di Luca. Brescia, Paideia, 1983 e in J. GNILKA, Il Vangelo di Matteo. Brescia, Paideia 1990

(11) Cfr commento ai passi in H. SCHLIER, La lettera agli Efesini, Brescia, Paideia, 1982; E. LOHSE, Le lettere ai Colossesi e a Filemone, Brscia, Paideia, 1987.

PLEONEXIA ETIS ESTIN EIDOLOLATRIA (Col 3,5) L’avarizia che è idolatria

di Gabriele Miola biblista docente all’Istituto Teologico di Fermo

<Nota che nel trascrivere si è usata la traduzione della Bibbia dell’anno 2007>

Il termine greco pleonexia è di chiara derivazione: pleon indica il ‘di più’ e il verbo echo = ‘avere, possedere’: la pleonexia è l’aver di più e la brama di aver di più di quanto uno abbia o possieda. Anche per il latino avaritia ha probabile derivazione da un aveo, che indica desiderio e bramosia smodati, ci porta al significato di cieco possesso e di gretto accaparramento delle cose per la voglia di avere.

Ai termini pleonexia-avaritia soggiace l’idea che nella vita dell’uomo c’è una giusta misura di possesso e un’idea di uguaglianza fondamentale tra tutti gli uomini; sorpassare questa giusta misura e creare disuguaglianze è frutto di violenza. È quello che connota il vocabolo ebraico besa la cui radice significa “tagliare”, tradotto con pleonexia-avaritia, cui soggiace l’idea di taglio violento, quindi di cupidigia e di lucro ingiusto. Ecco alcuni testi:

-Ger 22,17. II profeta contrappone la vita giusta e l’amministrazione di un potere a tutela dei poveri del re Giosia al lusso e alle ingiustizie del figlio Ioiakim e dice:  “I tuoi occhi e il tuo cuore, invece, non badano che al tuo interesse, (besa – pleonexia) a spargere sangue innocente, a commettere violenza e angherie”.

-Ab 2,9. Il profeta sulla base della legge morale che condanna l’arricchimento illecito, fratto di ingiustizie, lancia la maledizione divina contro la tracotanza del re e del popolo caldeo che sopprimono popolazioni intere; ma così – dice il profeta – distruggeranno se stessi!

“Guai a chi è avido di guadagni illeciti (bosea ‘ basa – pleonekton pleonexian)

un male per la sua casa

per mettere il nido in luogo alto…

Hai decretato il disonore alla tua casa;

hai soppresso popoli numerosi,

hai fatto del male contro te stesso”.

-Ez 22,27 denuncia le cause della distruzione di Gerusalemme e le vede non solo nella mancanza di fede in Jhwh e nel sincretismo religioso, ma anche nella avarizia dei suoi amministratori:

“I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano

il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni” (besoa‘ basa‘ – pleonexia pleonektosin)

-Sal 119,36. Il saggio che vive la profondità della legge di Jhwh e conosce le bramosie terrene del cuore dell’uomo, prega:

“Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti,

e non verso la sete di guadagno” {besa ‘-pleonexia)

Da notare che in Prov. 1,19 lo stesso termine ebraico besa ‘ mentre da Aquila, Simmaco e Teodozione concordemente viene tradotto con pleonexia, nei LXX invece viene tradotto con asébeia che significa empietà. Troviamo già qui una indicazione chiara che l’avarizia è un rifiutare Dio e la sua legge (asébeia) per prostrarsi dinanzi alle cose come idoli (nota1).

Il tema dell’avarizia, del perseguimento della ricchezza e dell’attaccamento alle cose è molto sviluppato in tutto l’Antico Testamento nei suoi diversi aspetti. Ne richiamiamo alcuni:

-a).    L’avarizia, la venalità, l’attaccamento al denaro corrompono la giustizia e quindi distruggono la vita sociale. In Es 18,21 Mosè deve scegliere come giudici delle persone che odiano besa‘, cioè l’avarizia, la venalità (nota2).

Il tema dell’amministrazione della giustizia, l’ingiunzione ai giudici di non farsi corrompere dai potenti o da donativi e regali, la denuncia di fatti di ingiustizia in tribunale sono ricorrenti nei diversi libri dell’A.T. (cfr Es 23,8; Dt 16,19; 27,25; Am 6,6ss; 5,12 ; Is 1,23  (nota3); Ez 34,1-10 ecc.),

-b.    L’avarizia distrugge la vita umana nelle sue relazioni familiari e sociali. Nella sapienza dei diversi popoli e in tutte le letterature è stata descritta con ironia e disprezzo la figura dell’avaro per l’irrazionalità dei suoi atteggiamenti e la cecità dei suoi comportamenti. La letteratura sapienziale biblica più volte si sofferma su questa figura. In Pr. 15,27 ne viene sottolineata la perversione (nota4), ma soprattutto il Siracide descrive le contraddizioni dell’avaro e l’inaridimento della sua vita in 14,3-19. Citiamo solo dal Siracide 14,9:

“L’occhio dell’avaro non si accontenta della sua parte,

una malvagia ingiustizia gli inaridisce l’anima”.

Il Siracide in 31,1-11 arriva ad affermare che raramente le ricchezze sono esenti da ingiustizia e da avarizia:

“chi ama l’oro non sarà esente da colpa,

chi insegue il denaro ne (nota 5)sarà fuorviato (v.5)

e proclama veramente

“beato il ricco che si trova senza macchia

e che non corre dietro l’oro (v.8).

-c).   L’attaccamento alle cose e l’avarizia chiudono il cuore in un cieco orizzontalismo e rendono l’uomo incapace di vivere la vita coi suoi beni e valori. I beni della terra sono doni di Dio, l’attaccarsi ad essi fa dimenticare Dio come sorgente di ogni bene e perverte i valori della vita. Per questo la parenesi deuteronomista esorta a non dimenticare mai che quanto Israele ha avuto è dono di Dio:

“Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio” (Dt 8,12-14).

Qohelet dedica ampio spazio alla riflessione sui beni terreni dell’uomo (cfr 5,9- 6,12). Per Qohelet

“chi ama il denaro, non è mai si sazio di denaro” (5,9).

La filosofia della vita di Qohelet è quella del giusto equilibrio: essere avaro, affaticarsi per le ricchezze e non godere delle cose è cosa vuota, vana e stolta. È la condanna di Dio che pesa sull’avaro; per l’uomo avaro sarebbe stato meglio non esser nato (cfr 6,1-6). Per Qohelet il metro di misura delle cose è la morte, che relativizza ogni possesso (cfr 5,14), e in un orizzonte di vita che non travalica nell’eterno (3,19-21), riconosce che le cose sono date da Dio come dono per goderne e non per accumulare.

-d).   Besa-pleonexia-avaritia indicano non solo l’atto del possesso oltre la misura, ma anche la bramosia dell’avere che è senza limiti. La trasgressione della Torah, delle dieci parole, è sempre offesa al Dio dell’alleanza, ma l’attaccamento alle cose e la brama sconfinata del possedere portano l’uomo alla volontà di potenza e conseguentemente ad escludere Dio dalla propria vita e dalla storia in cui costruisce il proprio potere.

Il comandamento “non desidererai” (Es 20,17), nella sua valenza negativa (nota5) di possedere ciò che è di altri, esprime la radice di ogni male perché il desiderio senza misura è la molla di ogni agire perverso.

La terra e le cose sono date all’uomo (Gen 1.26.29;2,19) e l’uomo le possiede; la radice del male sta nell’avarizia, nell’avidità del possedere al di là del giusto limite così che si perverte il rapporto uomo-cose: queste prendono il sopravvento sull’uomo; allora non è più l’uomo a possedere le cose, ma le cose possiedono il desiderio dell’uomo e ne viene pervertito anche il rapporto tra persone.

Non a caso la tradizione deuteronomista conclude la Torah presso il Giordano con Israele che sta alle soglie della terra di Canaan, così che questa rimanga sempre come una terra promessa, come terra donata e mai posseduta in proprio, come eredità data da Dio al suo popolo (cfr.Es 15,17;Sal 47,5; 136,21s ecc.), quasi simbolo della vera eredità che è Dio stesso (cfr Sal 15,5). Non è a caso che la tradizione sacerdotale istituisca una legge, forse mai applicata, quella dell’anno giubilare (Lev. 25), in cui ogni cinquanta anni la proprietà della terra delle singole famiglie ritorni alle origini superando ogni accumulo o accorpamento che si possa essere giustamente o meno verificato negli anni, per ristabilire il senso vero del possesso come eredità data da Dio e non diritto dell’uomo.

Nella visione biblica infatti ultimo desiderio dell’uomo può essere solo il Dio dell’alleanza e della salvezza e la sua legge (cfr Sal 42,2; 63,2s; 84,3 ecc. Is 26,8 ecc.), ma quando l’uomo ha come termine del desiderio se stesso e le cose assolutizza la propria persona e si sostituisce a Dio. Lo jahwista vede la radice perversa di questo desiderio in Adam, che non si fida di Dio e prende il frutto desiderabile (nota6) per conoscere il bene e il male (Gen 3,5). L’avarizia o meglio l’avidità sconfinata delle cose o del potere acceca il cuore dell’uomo, allora l’idolatria invade il suo cuore facendogli dimenticare Dio, anzi ponendolo al di sopra di lui. Così avarizia e superbia coincidono: l’avarizia è il grembo o il supporto della superbia e la superbia è l’avidità senza limiti.

Quando Israele pone il suo desiderio nelle cose e pensa che siano i ba’alim, come forze divine della natura, a dargli, come dice Osea, grano, vino ed olio, argento e oro (Os 2,10-14; cfr anche Dt 8,11-18; Ez 16,37 ecc.), allora diventa idolatra. Un po’ come l’uomo di oggi che dimentico di Dio pensa di ricevere i suoi beni dalla scienza, dalla tecnologia, dalla economia, dalla politica ecc. e ne assolutizza il valore.

Quando la cupidigia, l’orizzonte del dominio terreno, l’orgia del potere diventa ‘ybris, volontà di potenza, che si pone come assoluto, allora la gloria di Dio mostra la nullità dei disegni degli uomini; quando i potenti della terra con tracotanza assoggettano popoli e si ergono ad arbitri della storia, accumulano ricchezze senza numero e per avidità schiacciano i poveri e gli umili, assolutizzano se stessi e pretendono onori divini, allora il Santo d’Israele, l’Unico, li abbatte dai troni e li travolge nella loro idolatria. È questa la teologia che esprime il libro dell’Esodo nei riguardi del Faraone, il Profeta Isaia contro Sennacherib di Assiria (Is 37,22-29), Ezechiele contro il re di Tiro (Ez 28,1-10), il libro di Daniele contro l’assolutismo di Antioco IV Epifane e dei regni ellenistici.

La loro stessa idolatria li perde, come un fuoco che consuma (cfr.Ez 28,18). Sono pagine e prospettive attuali contro ogni assolutismo di stato o pretesa di costruire una città senza Dio.

II

L’annuncio di Gesù incentrato sulla presenza del regno di Dio nell’oggi della storia e l’invito alla conversione costante per accoglierlo con animo aperto sono la via per leggere la vita dell’uomo e i suoi valori e per indirizzare il giusto “desiderio” dell’uomo.

Mt 6, 33 “Cercate, invece, prima di tutto, il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

sono le parole con cui Gesù termina nel vangelo di Matteo il discorso sulla Provvidenza che iniziava con l’asserto:

“Nessuno può servire a due padroni: perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e la ricchezza” (mammona) (6,24). (nota7)

Questa contrapposizione tra Dio e mammona è significativa. Mammona equivale sia a “denaro, patrimonio” sia a “guadagno, lucro ingiusto”. Questo termine nel N.T. ricorre solo tre volte, una in Matteo e due in Luca e sempre in bocca a Gesù . Alcuni filologi fanno derivare mammona dalla radice ’amari’ che indica ciò che è stabile, sicuro e solido e quindi ciò in cui si può avere fiducia: “mammona” sarebbe ciò in cui si pone fiducia, ciò in cui si pensa di trovare stabilità e nella lingua di Gesù, cioè nell’aramaico, mammona sostituisce il termine ebraico che abbiamo già più volte citato cioè besa‘ che è l’avarizia e l’illecito guadagno, come il greco pleonexia. (nota8)

Si può dire che Gesù vede in mammona il vero concorrente <avversario> di Dio: o si ha fede in Dio o si ha fede in mammona. Nel cuore dell’uomo cioè si decide la scelta per Dio o per mammona, per Dio o per le cose, si decide per la libertà del servizio a Dio o per la servitù al denaro; si decide per Dio o per gli idoli.

Vediamo che cosa comporta l’attaccamento a mammona-pleonexia:

-a).   l’avarizia fa perdere il senso della vita e dei suoi valori. Gesù ammonisce:

“Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia” {pleonexia) Lc 12,15. Gesù fa questa ammonizione nel contesto della controversia per l’eredità tra due fratelli: uno di questi aveva chiesto l’intervento giudiziale di Gesù e Gesù rifiuta dicendogli:

“O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?” e prende occasione per ammonire i presenti di guardarsi dalla pleonexia che è la vera causa di ogni lite, e rafforza il suo richiamo con la parabola del ricco che accumula beni in quantità, al quale però Dio dice:

“Stolto. Questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?” (Lc 12, 20)

Nella vita c’è un primato ed è il primato di Dio e del suo regno ed in questo contesto Matteo pone il discorso di Gesù sulla Provvidenza (Mt 6,24-34); Luca

invece, più attento al concreto contrasto nella vita tra povertà e ricchezza, riporta lo stesso discorso nel contesto della vigilanza per la venuta del regno e nell’ammonimento sulla vera ricchezza che l’uomo deve portare davanti a Dio (Lc 12,13-40). Nella vita umana c’è un dilemma: o Dio o le cose; o s’imposta la vita di lavoro e di relazione sulla fiducia in Dio o si imposta sulla fiducia nelle cose. La prima scelta costruisce la vita, la seconda la distrugge

-b).   Nel contesto del discorso su mammona come riportato da Lc (cap.16), Gesù narra la parabola del ricco e di Lazzaro povero (vv. 19-31) per evidenziare qual è il vero uso che si deve fare delle ricchezze. Gesù chiama la ricchezza “disonesta” (v.9.11) perché vede già nella differente posizione sociale del ricco e di Lazzaro una ingiustizia di base a cui bisogna rimediare con il retto, intelligente uso di mammona. Il ricco della parabola non è stato scaltro come l’amministratore infedele, non ha saputo farsi amico Lazzaro per avere la vera ricchezza che conta davanti a Dio.

I farisei reagiscono all’insegnamento di Gesù, non con argomenti, ma beffandosi di lui perché, dice Luca, essi sono philoarghyroi (=avari, nota9). La risposta di Gesù è di quelle che penetra nelle profondità dei cuori ed esprime il giudizio incontrovertibile di Dio: il vostro è un cuore idolatra perché

“voi siete quelli che si ritengono giusti dinanzi agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini (cioè il denaro), davanti a Dio è abominevole”( Lc 16,14-15).

Non possiamo qui non richiamare un altro testo significativo di Luca. Al fariseo che aveva invitato Gesù a pranzo e che si era meravigliato che Gesù si fosse messo a tavola senza aver fatto prima le abluzioni secondo la “purità” farisaica, Gesù, colta la meraviglia sul volto di lui, gli mostra qual è la vera purità, dicendogli:

“date piuttosto in elemosina quel che c’è dentro (nel piatto), ed ecco, tutto per voi tutto sarà mondo” (Lc 11,37-41). La condivisione, che rifiuta ogni avarizia verso i fratelli, è la vera purità dinanzi a Dio. Per Gesù il problema è sempre quello del cuore: quando il cuore è impuro, da lì vengono le perversioni, le pleonexiai, ogni forma di avarizia (Cfr Mc 7,22).

-c).   La comunità dei discepoli di Gesù ha recepito l’insegnamento del Maestro e Luca ci presenta l’ideale della comunità cristiana descrivendo quella delle origini come una comunità che si è tenuta lontana da ogni pleonexia, che ha coltivato la comunione e la condivisione (cfr At 2,42-45; 4,32-37). Paolo per richiamare ai Corinzi la generosità verso i fratelli poveri di Gerualemme indica loro Gesù, che

“da ricco che era, si è fatto povero per voi” (2 Cor 8,9).

Per questo l’apostolo mette in guardia i credenti a tenersi lontani da ogni avarizia e ammonisce che gli avari non erediteranno il regno di Dio (Cfr 1 Cor 6,10; Ef 5,5). Paolo, che ha donato tutto se stesso per il vangelo, si offre come modello di vita, schivo da ogni avarizia e interesse privato (Cfr 1 Cor 9,12; Fil 4,17; At 20,33s ecc.), ma premuroso verso gli altri come una madre per i figli (1 Ts 2,5s). E le lettere paoline, presentando l’ideale del vescovo e del diacono, esigono che chi è chiamato a servire la Chiesa deve essere libero, distaccato dal denaro e non cupido di guadagni (1 Tm 3,3.8; Tt 1,7).

d).   Nella lettera ai Romani, quando Paolo fa il triste elenco delle colpe dei pagani, che, pur potendo conoscere Dio, non gli hanno dato gloria, li dice

“colmi di invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità”

pleonexia, di avarizia, di cupidigia (Rom 1,21.29).

Paolo sa bene che nel mondo pagano ci sono tanti uomini giusti, distaccati dal denaro, perché sanno che la “auri sacra fames” (Virg. En. 3,56 sacra fame dell’oro) è all’origine di ogni perversione e sperimentano che, secondo il proverbio e la saggezza popolare, la philoarghyria o pleonexia è la radice di ogni male (cfr 1 Tm 6,10); ma Paolo sa pure che là dove non c’è Dio, l’uomo perde la mente (Rom 1,28) e, chiuso in un cieco orizzontalismo smarrisce il senso della vita, fa il male e approva chi lo compie (v.32).

La cupidigia allora diventa un cieco potere di dominio senza limite sulle cose e sulle persone. Quando nell’Apocalisse si descrive la caduta di Roma, Babilonia la grande, si dice che è finito il potere dell’oro e dei mercanti, che hanno fatto grande la città senza Dio, il cui potere e le cui ricchezze erano il loro dio (Ap 18-19).

L’opposizione posta da Gesù tra Dio e mammona è radicale.

È la stessa opposizione che c’è tra Dio e satana; mammona è lo stesso potere di satana, i regni e le cose del mondo sono in suo dominio. Dinanzi agli occhi di Gesù satana fa balenare in un istante la potenza dei regni e lo splendore delle cose chiedendogli di prostrarsi davanti a lui per poter avere la gloria del modo, ma Gesù lo respinge con la parola della fede:

“Il Signore, tuo Dio, adorerai, a lui solo renderai culto” (Lc 4, 5-8; Mt 4, 8-10).(nota10)

L’orizzonte delle cose è piatto e chiude quello aperto verso l’Altissimo, fa smarrire il senso della vita, fa delle cose un idolo, è fonte di ogni malanno e perversione: l’avarizia è veramente una idolatria (Col 3,5) e l’avaro nel suo attaccamento al denaro e alle cose è un idolatra (Ef 5,5).(nita11)

Si stabilisce così un circolo chiuso: la pleonexia porta all’asébeia, all’ empietà e l’asebeia trova la sua piena  espressione nella pleonexia, nella cupidigia delle cose e del potere.

 

NOTE

(1) La concordanza dei LXX di Hatch-Redpath alla voce pleonexia nota che il vocabolo ebraico besa’ viene più regolarmente tradotto con pleonexia da Aquila, Simmaco e Teodozione, che non dai LXX, che usano tradurre non letteralmente, ma a senso (cfr Is 56,11; 57,17 ecc.). Cfr lo studio di G. Delling su pleonexia in GLNT, Paideia, Brescia, 1975 voi. X, coi. 394-398.

(2) Aq. traduce besa ‘ con pleonexia, mentre i LXX traducono yperephania che significa “alterigia tracotanza”; la Bibbia CEI con “venalità”.

(3) Su questo tema e per il commento ad Is.1,23 cfr articolo precedente di R. Virgili su questa rivista pag. 11-28.

(4) Anche in questo passo il classico bosea‘ basa‘ del testo ebraico viene tradotto con pleonexia pleonekton da Simmaco e con doronlemptes cioè’ “avido di guadagni disonesti” dai LXX.

(5) Il verbo hamad, tradotto con epithimeo in greco, esprime per lo più valore negativo; per esprimere desiderio, amore verso Dio e i valori più alti per la vita si usano altri termini, ad esempio qawad, ‘ahab.

(6) Da notare che in Genesi 3, 6 si usa lo stesso verbo nehemed (desiderabile)come nel comandamento “non desiderare” (lo’ tahmod)

(7) Nel testo citato Mt 6,24; in Lc si trova due volte nel contesto degli ammonimenti sull’uso della ricchezza (mammona), dopo la parabola dell’amministratore infedele, Lc 16, 9.11. In questi vv. al termine “mammona” viene aggiunto l’aggettivo Ingiusto, disonesto”, quasi ad indicare che nella ricchezza c’è sempre unita una qualche ingiustizia.

(8) Sul significato di “mammona”  cfr la voce “mamonas” di F.HAUCK in GLNT, Paideia, Brescia 1970, vol. VI coll.1047-1054.

(9) “philoarghyroi” significa “amanti del denaro, avari”, e corrisponde alla espressione ebraica: bosea’ basa’ – pleonexia pleonectein che abbiamo esaminato, cfr F. HACK, a. c.

(10) Cfr commento in H. SCHURMANN, Il Vangelo di Luca. Brescia, Paideia, 1983 e in J. GNILKA, Il Vangelo di Matteo. Brescia, Paideia 1990

(11) Cfr commento ai passi in H. SCHLIER, La lettera agli Efesini, Brescia, Paideia, 1982; E. LOHSE, Le lettere ai Colossesi e a Filemone, Brscia, Paideia, 1987.

PLEONEXIA ETIS ESTIN EIDOLOLATRIA (Col 3,5) L’avarizia che è idolatria

di Gabriele Miola biblista docente all’Istituto Teologico di Fermo

<Nota che nel trascrivere si è usata la traduzione della Bibbia dell’anno 2007>

Il termine greco pleonexia è di chiara derivazione: pleon indica il ‘di più’ e il verbo echo = ‘avere, possedere’: la pleonexia è l’aver di più e la brama di aver di più di quanto uno abbia o possieda. Anche per il latino avaritia ha probabile derivazione da un aveo, che indica desiderio e bramosia smodati, ci porta al significato di cieco possesso e di gretto accaparramento delle cose per la voglia di avere.

Ai termini pleonexia-avaritia soggiace l’idea che nella vita dell’uomo c’è una giusta misura di possesso e un’idea di uguaglianza fondamentale tra tutti gli uomini; sorpassare questa giusta misura e creare disuguaglianze è frutto di violenza. È quello che connota il vocabolo ebraico besa la cui radice significa “tagliare”, tradotto con pleonexia-avaritia, cui soggiace l’idea di taglio violento, quindi di cupidigia e di lucro ingiusto. Ecco alcuni testi:

-Ger 22,17. II profeta contrappone la vita giusta e l’amministrazione di un potere a tutela dei poveri del re Giosia al lusso e alle ingiustizie del figlio Ioiakim e dice:  “I tuoi occhi e il tuo cuore, invece, non badano che al tuo interesse, (besa – pleonexia) a spargere sangue innocente, a commettere violenza e angherie”.

-Ab 2,9. Il profeta sulla base della legge morale che condanna l’arricchimento illecito, fratto di ingiustizie, lancia la maledizione divina contro la tracotanza del re e del popolo caldeo che sopprimono popolazioni intere; ma così – dice il profeta – distruggeranno se stessi!

“Guai a chi è avido di guadagni illeciti (bosea ‘ basa – pleonekton pleonexian)

un male per la sua casa

per mettere il nido in luogo alto…

Hai decretato il disonore alla tua casa;

hai soppresso popoli numerosi,

hai fatto del male contro te stesso”.

-Ez 22,27 denuncia le cause della distruzione di Gerusalemme e le vede non solo nella mancanza di fede in Jhwh e nel sincretismo religioso, ma anche nella avarizia dei suoi amministratori:

“I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano

il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni” (besoa‘ basa‘ – pleonexia pleonektosin)

-Sal 119,36. Il saggio che vive la profondità della legge di Jhwh e conosce le bramosie terrene del cuore dell’uomo, prega:

“Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti,

e non verso la sete di guadagno” {besa ‘-pleonexia)

Da notare che in Prov. 1,19 lo stesso termine ebraico besa ‘ mentre da Aquila, Simmaco e Teodozione concordemente viene tradotto con pleonexia, nei LXX invece viene tradotto con asébeia che significa empietà. Troviamo già qui una indicazione chiara che l’avarizia è un rifiutare Dio e la sua legge (asébeia) per prostrarsi dinanzi alle cose come idoli (nota1).

Il tema dell’avarizia, del perseguimento della ricchezza e dell’attaccamento alle cose è molto sviluppato in tutto l’Antico Testamento nei suoi diversi aspetti. Ne richiamiamo alcuni:

-a).    L’avarizia, la venalità, l’attaccamento al denaro corrompono la giustizia e quindi distruggono la vita sociale. In Es 18,21 Mosè deve scegliere come giudici delle persone che odiano besa‘, cioè l’avarizia, la venalità (nota2).

Il tema dell’amministrazione della giustizia, l’ingiunzione ai giudici di non farsi corrompere dai potenti o da donativi e regali, la denuncia di fatti di ingiustizia in tribunale sono ricorrenti nei diversi libri dell’A.T. (cfr Es 23,8; Dt 16,19; 27,25; Am 6,6ss; 5,12 ; Is 1,23  (nota3); Ez 34,1-10 ecc.),

-b.    L’avarizia distrugge la vita umana nelle sue relazioni familiari e sociali. Nella sapienza dei diversi popoli e in tutte le letterature è stata descritta con ironia e disprezzo la figura dell’avaro per l’irrazionalità dei suoi atteggiamenti e la cecità dei suoi comportamenti. La letteratura sapienziale biblica più volte si sofferma su questa figura. In Pr. 15,27 ne viene sottolineata la perversione (nota4), ma soprattutto il Siracide descrive le contraddizioni dell’avaro e l’inaridimento della sua vita in 14,3-19. Citiamo solo dal Siracide 14,9:

“L’occhio dell’avaro non si accontenta della sua parte,

una malvagia ingiustizia gli inaridisce l’anima”.

Il Siracide in 31,1-11 arriva ad affermare che raramente le ricchezze sono esenti da ingiustizia e da avarizia:

“chi ama l’oro non sarà esente da colpa,

chi insegue il denaro ne (nota 5)sarà fuorviato (v.5)

e proclama veramente

“beato il ricco che si trova senza macchia

e che non corre dietro l’oro (v.8).

-c).   L’attaccamento alle cose e l’avarizia chiudono il cuore in un cieco orizzontalismo e rendono l’uomo incapace di vivere la vita coi suoi beni e valori. I beni della terra sono doni di Dio, l’attaccarsi ad essi fa dimenticare Dio come sorgente di ogni bene e perverte i valori della vita. Per questo la parenesi deuteronomista esorta a non dimenticare mai che quanto Israele ha avuto è dono di Dio:

“Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio” (Dt 8,12-14).

Qohelet dedica ampio spazio alla riflessione sui beni terreni dell’uomo (cfr 5,9- 6,12). Per Qohelet

“chi ama il denaro, non è mai si sazio di denaro” (5,9).

La filosofia della vita di Qohelet è quella del giusto equilibrio: essere avaro, affaticarsi per le ricchezze e non godere delle cose è cosa vuota, vana e stolta. È la condanna di Dio che pesa sull’avaro; per l’uomo avaro sarebbe stato meglio non esser nato (cfr 6,1-6). Per Qohelet il metro di misura delle cose è la morte, che relativizza ogni possesso (cfr 5,14), e in un orizzonte di vita che non travalica nell’eterno (3,19-21), riconosce che le cose sono date da Dio come dono per goderne e non per accumulare.

-d).   Besa-pleonexia-avaritia indicano non solo l’atto del possesso oltre la misura, ma anche la bramosia dell’avere che è senza limiti. La trasgressione della Torah, delle dieci parole, è sempre offesa al Dio dell’alleanza, ma l’attaccamento alle cose e la brama sconfinata del possedere portano l’uomo alla volontà di potenza e conseguentemente ad escludere Dio dalla propria vita e dalla storia in cui costruisce il proprio potere.

Il comandamento “non desidererai” (Es 20,17), nella sua valenza negativa (nota5) di possedere ciò che è di altri, esprime la radice di ogni male perché il desiderio senza misura è la molla di ogni agire perverso.

La terra e le cose sono date all’uomo (Gen 1.26.29;2,19) e l’uomo le possiede; la radice del male sta nell’avarizia, nell’avidità del possedere al di là del giusto limite così che si perverte il rapporto uomo-cose: queste prendono il sopravvento sull’uomo; allora non è più l’uomo a possedere le cose, ma le cose possiedono il desiderio dell’uomo e ne viene pervertito anche il rapporto tra persone.

Non a caso la tradizione deuteronomista conclude la Torah presso il Giordano con Israele che sta alle soglie della terra di Canaan, così che questa rimanga sempre come una terra promessa, come terra donata e mai posseduta in proprio, come eredità data da Dio al suo popolo (cfr.Es 15,17;Sal 47,5; 136,21s ecc.), quasi simbolo della vera eredità che è Dio stesso (cfr Sal 15,5). Non è a caso che la tradizione sacerdotale istituisca una legge, forse mai applicata, quella dell’anno giubilare (Lev. 25), in cui ogni cinquanta anni la proprietà della terra delle singole famiglie ritorni alle origini superando ogni accumulo o accorpamento che si possa essere giustamente o meno verificato negli anni, per ristabilire il senso vero del possesso come eredità data da Dio e non diritto dell’uomo.

Nella visione biblica infatti ultimo desiderio dell’uomo può essere solo il Dio dell’alleanza e della salvezza e la sua legge (cfr Sal 42,2; 63,2s; 84,3 ecc. Is 26,8 ecc.), ma quando l’uomo ha come termine del desiderio se stesso e le cose assolutizza la propria persona e si sostituisce a Dio. Lo jahwista vede la radice perversa di questo desiderio in Adam, che non si fida di Dio e prende il frutto desiderabile (nota6) per conoscere il bene e il male (Gen 3,5). L’avarizia o meglio l’avidità sconfinata delle cose o del potere acceca il cuore dell’uomo, allora l’idolatria invade il suo cuore facendogli dimenticare Dio, anzi ponendolo al di sopra di lui. Così avarizia e superbia coincidono: l’avarizia è il grembo o il supporto della superbia e la superbia è l’avidità senza limiti.

Quando Israele pone il suo desiderio nelle cose e pensa che siano i ba’alim, come forze divine della natura, a dargli, come dice Osea, grano, vino ed olio, argento e oro (Os 2,10-14; cfr anche Dt 8,11-18; Ez 16,37 ecc.), allora diventa idolatra. Un po’ come l’uomo di oggi che dimentico di Dio pensa di ricevere i suoi beni dalla scienza, dalla tecnologia, dalla economia, dalla politica ecc. e ne assolutizza il valore.

Quando la cupidigia, l’orizzonte del dominio terreno, l’orgia del potere diventa ‘ybris, volontà di potenza, che si pone come assoluto, allora la gloria di Dio mostra la nullità dei disegni degli uomini; quando i potenti della terra con tracotanza assoggettano popoli e si ergono ad arbitri della storia, accumulano ricchezze senza numero e per avidità schiacciano i poveri e gli umili, assolutizzano se stessi e pretendono onori divini, allora il Santo d’Israele, l’Unico, li abbatte dai troni e li travolge nella loro idolatria. È questa la teologia che esprime il libro dell’Esodo nei riguardi del Faraone, il Profeta Isaia contro Sennacherib di Assiria (Is 37,22-29), Ezechiele contro il re di Tiro (Ez 28,1-10), il libro di Daniele contro l’assolutismo di Antioco IV Epifane e dei regni ellenistici.

La loro stessa idolatria li perde, come un fuoco che consuma (cfr.Ez 28,18). Sono pagine e prospettive attuali contro ogni assolutismo di stato o pretesa di costruire una città senza Dio.

II

L’annuncio di Gesù incentrato sulla presenza del regno di Dio nell’oggi della storia e l’invito alla conversione costante per accoglierlo con animo aperto sono la via per leggere la vita dell’uomo e i suoi valori e per indirizzare il giusto “desiderio” dell’uomo.

Mt 6, 33 “Cercate, invece, prima di tutto, il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

sono le parole con cui Gesù termina nel vangelo di Matteo il discorso sulla Provvidenza che iniziava con l’asserto:

“Nessuno può servire a due padroni: perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e la ricchezza” (mammona) (6,24). (nota7)

Questa contrapposizione tra Dio e mammona è significativa. Mammona equivale sia a “denaro, patrimonio” sia a “guadagno, lucro ingiusto”. Questo termine nel N.T. ricorre solo tre volte, una in Matteo e due in Luca e sempre in bocca a Gesù . Alcuni filologi fanno derivare mammona dalla radice ’amari’ che indica ciò che è stabile, sicuro e solido e quindi ciò in cui si può avere fiducia: “mammona” sarebbe ciò in cui si pone fiducia, ciò in cui si pensa di trovare stabilità e nella lingua di Gesù, cioè nell’aramaico, mammona sostituisce il termine ebraico che abbiamo già più volte citato cioè besa‘ che è l’avarizia e l’illecito guadagno, come il greco pleonexia. (nota8)

Si può dire che Gesù vede in mammona il vero concorrente <avversario> di Dio: o si ha fede in Dio o si ha fede in mammona. Nel cuore dell’uomo cioè si decide la scelta per Dio o per mammona, per Dio o per le cose, si decide per la libertà del servizio a Dio o per la servitù al denaro; si decide per Dio o per gli idoli.

Vediamo che cosa comporta l’attaccamento a mammona-pleonexia:

-a).   l’avarizia fa perdere il senso della vita e dei suoi valori. Gesù ammonisce:

“Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia” {pleonexia) Lc 12,15. Gesù fa questa ammonizione nel contesto della controversia per l’eredità tra due fratelli: uno di questi aveva chiesto l’intervento giudiziale di Gesù e Gesù rifiuta dicendogli:

“O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?” e prende occasione per ammonire i presenti di guardarsi dalla pleonexia che è la vera causa di ogni lite, e rafforza il suo richiamo con la parabola del ricco che accumula beni in quantità, al quale però Dio dice:

“Stolto. Questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?” (Lc 12, 20)

Nella vita c’è un primato ed è il primato di Dio e del suo regno ed in questo contesto Matteo pone il discorso di Gesù sulla Provvidenza (Mt 6,24-34); Luca

invece, più attento al concreto contrasto nella vita tra povertà e ricchezza, riporta lo stesso discorso nel contesto della vigilanza per la venuta del regno e nell’ammonimento sulla vera ricchezza che l’uomo deve portare davanti a Dio (Lc 12,13-40). Nella vita umana c’è un dilemma: o Dio o le cose; o s’imposta la vita di lavoro e di relazione sulla fiducia in Dio o si imposta sulla fiducia nelle cose. La prima scelta costruisce la vita, la seconda la distrugge

-b).   Nel contesto del discorso su mammona come riportato da Lc (cap.16), Gesù narra la parabola del ricco e di Lazzaro povero (vv. 19-31) per evidenziare qual è il vero uso che si deve fare delle ricchezze. Gesù chiama la ricchezza “disonesta” (v.9.11) perché vede già nella differente posizione sociale del ricco e di Lazzaro una ingiustizia di base a cui bisogna rimediare con il retto, intelligente uso di mammona. Il ricco della parabola non è stato scaltro come l’amministratore infedele, non ha saputo farsi amico Lazzaro per avere la vera ricchezza che conta davanti a Dio.

I farisei reagiscono all’insegnamento di Gesù, non con argomenti, ma beffandosi di lui perché, dice Luca, essi sono philoarghyroi (=avari, nota9). La risposta di Gesù è di quelle che penetra nelle profondità dei cuori ed esprime il giudizio incontrovertibile di Dio: il vostro è un cuore idolatra perché

“voi siete quelli che si ritengono giusti dinanzi agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini (cioè il denaro), davanti a Dio è abominevole”( Lc 16,14-15).

Non possiamo qui non richiamare un altro testo significativo di Luca. Al fariseo che aveva invitato Gesù a pranzo e che si era meravigliato che Gesù si fosse messo a tavola senza aver fatto prima le abluzioni secondo la “purità” farisaica, Gesù, colta la meraviglia sul volto di lui, gli mostra qual è la vera purità, dicendogli:

“date piuttosto in elemosina quel che c’è dentro (nel piatto), ed ecco, tutto per voi tutto sarà mondo” (Lc 11,37-41). La condivisione, che rifiuta ogni avarizia verso i fratelli, è la vera purità dinanzi a Dio. Per Gesù il problema è sempre quello del cuore: quando il cuore è impuro, da lì vengono le perversioni, le pleonexiai, ogni forma di avarizia (Cfr Mc 7,22).

-c).   La comunità dei discepoli di Gesù ha recepito l’insegnamento del Maestro e Luca ci presenta l’ideale della comunità cristiana descrivendo quella delle origini come una comunità che si è tenuta lontana da ogni pleonexia, che ha coltivato la comunione e la condivisione (cfr At 2,42-45; 4,32-37). Paolo per richiamare ai Corinzi la generosità verso i fratelli poveri di Gerualemme indica loro Gesù, che

“da ricco che era, si è fatto povero per voi” (2 Cor 8,9).

Per questo l’apostolo mette in guardia i credenti a tenersi lontani da ogni avarizia e ammonisce che gli avari non erediteranno il regno di Dio (Cfr 1 Cor 6,10; Ef 5,5). Paolo, che ha donato tutto se stesso per il vangelo, si offre come modello di vita, schivo da ogni avarizia e interesse privato (Cfr 1 Cor 9,12; Fil 4,17; At 20,33s ecc.), ma premuroso verso gli altri come una madre per i figli (1 Ts 2,5s). E le lettere paoline, presentando l’ideale del vescovo e del diacono, esigono che chi è chiamato a servire la Chiesa deve essere libero, distaccato dal denaro e non cupido di guadagni (1 Tm 3,3.8; Tt 1,7).

d).   Nella lettera ai Romani, quando Paolo fa il triste elenco delle colpe dei pagani, che, pur potendo conoscere Dio, non gli hanno dato gloria, li dice

“colmi di invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità”

pleonexia, di avarizia, di cupidigia (Rom 1,21.29).

Paolo sa bene che nel mondo pagano ci sono tanti uomini giusti, distaccati dal denaro, perché sanno che la “auri sacra fames” (Virg. En. 3,56 sacra fame dell’oro) è all’origine di ogni perversione e sperimentano che, secondo il proverbio e la saggezza popolare, la philoarghyria o pleonexia è la radice di ogni male (cfr 1 Tm 6,10); ma Paolo sa pure che là dove non c’è Dio, l’uomo perde la mente (Rom 1,28) e, chiuso in un cieco orizzontalismo smarrisce il senso della vita, fa il male e approva chi lo compie (v.32).

La cupidigia allora diventa un cieco potere di dominio senza limite sulle cose e sulle persone. Quando nell’Apocalisse si descrive la caduta di Roma, Babilonia la grande, si dice che è finito il potere dell’oro e dei mercanti, che hanno fatto grande la città senza Dio, il cui potere e le cui ricchezze erano il loro dio (Ap 18-19).

L’opposizione posta da Gesù tra Dio e mammona è radicale.

È la stessa opposizione che c’è tra Dio e satana; mammona è lo stesso potere di satana, i regni e le cose del mondo sono in suo dominio. Dinanzi agli occhi di Gesù satana fa balenare in un istante la potenza dei regni e lo splendore delle cose chiedendogli di prostrarsi davanti a lui per poter avere la gloria del modo, ma Gesù lo respinge con la parola della fede:

“Il Signore, tuo Dio, adorerai, a lui solo renderai culto” (Lc 4, 5-8; Mt 4, 8-10).(nota10)

L’orizzonte delle cose è piatto e chiude quello aperto verso l’Altissimo, fa smarrire il senso della vita, fa delle cose un idolo, è fonte di ogni malanno e perversione: l’avarizia è veramente una idolatria (Col 3,5) e l’avaro nel suo attaccamento al denaro e alle cose è un idolatra (Ef 5,5).(nita11)

Si stabilisce così un circolo chiuso: la pleonexia porta all’asébeia, all’ empietà e l’asebeia trova la sua piena  espressione nella pleonexia, nella cupidigia delle cose e del potere.

 

NOTE

(1) La concordanza dei LXX di Hatch-Redpath alla voce pleonexia nota che il vocabolo ebraico besa’ viene più regolarmente tradotto con pleonexia da Aquila, Simmaco e Teodozione, che non dai LXX, che usano tradurre non letteralmente, ma a senso (cfr Is 56,11; 57,17 ecc.). Cfr lo studio di G. Delling su pleonexia in GLNT, Paideia, Brescia, 1975 voi. X, coi. 394-398.

(2) Aq. traduce besa ‘ con pleonexia, mentre i LXX traducono yperephania che significa “alterigia tracotanza”; la Bibbia CEI con “venalità”.

(3) Su questo tema e per il commento ad Is.1,23 cfr articolo precedente di R. Virgili su questa rivista pag. 11-28.

(4) Anche in questo passo il classico bosea‘ basa‘ del testo ebraico viene tradotto con pleonexia pleonekton da Simmaco e con doronlemptes cioè’ “avido di guadagni disonesti” dai LXX.

(5) Il verbo hamad, tradotto con epithimeo in greco, esprime per lo più valore negativo; per esprimere desiderio, amore verso Dio e i valori più alti per la vita si usano altri termini, ad esempio qawad, ‘ahab.

(6) Da notare che in Genesi 3, 6 si usa lo stesso verbo nehemed (desiderabile)come nel comandamento “non desiderare” (lo’ tahmod)

(7) Nel testo citato Mt 6,24; in Lc si trova due volte nel contesto degli ammonimenti sull’uso della ricchezza (mammona), dopo la parabola dell’amministratore infedele, Lc 16, 9.11. In questi vv. al termine “mammona” viene aggiunto l’aggettivo Ingiusto, disonesto”, quasi ad indicare che nella ricchezza c’è sempre unita una qualche ingiustizia.

(8) Sul significato di “mammona”  cfr la voce “mamonas” di F.HAUCK in GLNT, Paideia, Brescia 1970, vol. VI coll.1047-1054.

(9) “philoarghyroi” significa “amanti del denaro, avari”, e corrisponde alla espressione ebraica: bosea’ basa’ – pleonexia pleonectein che abbiamo esaminato, cfr F. HACK, a. c.

(10) Cfr commento in H. SCHURMANN, Il Vangelo di Luca. Brescia, Paideia, 1983 e in J. GNILKA, Il Vangelo di Matteo. Brescia, Paideia 1990

(11) Cfr commento ai passi in H. SCHLIER, La lettera agli Efesini, Brescia, Paideia, 1982; E. LOHSE, Le lettere ai Colossesi e a Filemone, Brscia, Paideia, 1987.

 

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Al santuario della Madonna dell’Ambro in Montefortino (FM) vennero pellegrini anche santi e beati

SANTI PELLEGRINI AL SANTUARIO DELLA MADONNA DELL’AMBRO

A MONTEFORTINO (FM)

E’ stato detto che i santuari, specialmente Mariani, sono delle oasi spirituali, grandi stazioni di ristoro, dislocate lungo le direttrici della lunga marcia dell’uomo verso la patria celeste, una tappa d’obbligo per tutte le anime assetate di grazia e di fede.

Se è così i santi, anime più sensibili e generose, pensiamo che abbiano sentito fortemente in ogni tempo il richiamo del santuario. Per quanto riguarda il santuario della Madonna dell’Ambro, le fonti storiche segnalano la venuta di cinque santi: beato Liberato da Loro Piceno; san Serafino da Montegranaro; san Benedetto Giuseppe Labre; il beato Antonio di Amandola e la beata Maria Assunta Pallottola da Force.

Il beato Liberato (1260) rampollo illustre dei conti Brunforte feudatari di Loro Piceno, trascorse l’intera sua vita tra i boschi dei monti di Sarnano, nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione. È facile immaginarlo unirsi ai numerosi pellegrinaggi che la popolazione di Sarnano organizzava periodicamente al santuario.

La venuta di san Serafino da Montegranaro (1540-1604) all’Ambro fu determinata da una circostanza particolare che troviamo descritta nella sua biografia. Tra i vari uffici, tutti umili, come quello di ortolano, di questuante e di cuoco, egli di tanto in tanto aveva quello di compagno dei padri predicatori popolari. Un giorno uno di questi teneva la Quaresima a comunanza, una cittadina confinante con la località dell’Ambro. Non sembrò vero al santo di approfittare dell’occasione per correre a venerare la Regina del suo cuore. Il cronista narra che, mentre stava a pregare con intenso fervore, alzando gli occhi si accorse che la statua era coperta di polvere; allora salì sull’altare e preso un panno, cominciò a pulire, ma non durò a lungo perché ben presto cadde in estasi.

Se c’è un santo che all’Ambro possiamo dire sia stato di casa questo è il beato Antonio Migliorati (1355-1450), sacerdote agostiniano. Nato e vissuto a un tiro di schioppo dal santuario, è da supporre che fin da bambino si sia recato a trovare la Madre celeste. Il suo primo biografo, il Palmieri, non ha dubbi sui ripetuti pellegrinaggi del santo all’Ambro durante gli anni della sua permanenza nel convento di Amandola.

Dove non è arrivato pellegrinando per santuari San Benedetto Giuseppe Labre (1748-1783), il “santo della strada”? Non conosciamo con certezza la data della sua visita, ma che questa ci sia stata non ci sono dubbi. Un valente storico di amandola, il Treggiari, scrive: «io stesso ho inteso dire da un vecchio sacerdote di qui, morto nel 1868, all’età di 83 anni, e diceva di aver inteso dire da altri vecchi, che il beato Giuseppe Labre pellegrino abbia visitato questo santuario dell’Ambro».

La beata Maria Assunta Pallotta (1878-1905), nativa di Force, a 18 anni entrò nell’Istituto delle Suore Francescane di Maria e trascorse la maggior parte della sua breve esistenza all’estero. Le sue visite al santuario risalgono agli anni della prima giovinezza e sono testimoniate dai parenti.

Fra’  Alfonso Schiaroli.

<Nota del redattore: anche di San Giacomo della Marca si ha notizia certa del suo passaggio tra i paesi dei monti Sibillini e per ricordare sei santi e beati che sono considerati modello per i pellegini all’Ambro, lo stesso Fra’ Alfonso Schiaroli ha cercato il pittore Salvatore Tricarico che ha dipinto sei pannelli con le lororispettive  immagini a conforto dei fedeli>.

 

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LE FAMIGLIE DI SERVILIO A FALERIO PICENO IN DUE LAPIDI

Famiglie della GENTE DEI SERVILIO VENUTA DAL LAZIO a Falerio Piceno

… Un’epigrafe latina:

“ Fidei Augustae Sacrum Caius Servilius Aper VIII Vir(orum) Augustalis Pro Honore De Sua Pecunia Fecit Indulgentia Serviliae Bassillae Patronae et Clodiae Quarti Filiae Priscae Filiae Eius

Traduzione: <sacro alla fedeltà dell’Augusto \ Caio Serviglio Apro degli otto uomini augustali fece ad onore con sua moneta per favorire Servilia Bassilla patrona e Claudia figlia di Quarto Prisca di lui figlia>

…          Altra epigrafe di Falerio Piceno:

“Dis Manibus Serviliae Felicissimae Coniugi”

<Agli Dei Mani per SERVILIA coniuge felicissima>

 

“Dis Manibus Serviliae Felicissimae Coniugi”

<Agli Dei Mani per SERVILIA coniuge felicissima>

Famiglie della GENTE DEI SERVILIO VENUTA DAL LAZIO a Falerio Piceno

… Un’epigrafe latina:

“ Fidei Augustae Sacrum Caius Servilius Aper VIII Vir(orum) Augustalis Pro Honore De Sua Pecunia Fecit Indulgentia Serviliae Bassillae Patronae et Clodiae Quarti Filiae Priscae Filiae Eius

Traduzione: <sacro alla fedeltà dell’Augusto \ Caio Serviglio Apro degli otto uomini augustali fece ad onore con sua moneta per favorire Servilia Bassa patrona e Claudia figlia di Quarto Prisca di lui figlia>

…          Altra epigrafe di Falerio Piceno:

“Dis Manibus Serviliae Felicissimae Coniugi”

<Agli Dei Mani per SERVILIA coniuge felicissima>

 

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Martino Bonfini dipingeva al santuario dell’Ambro di Montefortino (FM). Stdio id Giuseppe Santarelli

I DISPINTI DI MARTINO BONFINI originario di Patrignone di Montalto Marche negli anni 1610-1611 ispirandosi alle pitture del santuario di Loreto

Studio di Giuseppe Santarelli

Prima della conclusione della nuova Chiesa del Venturi, i Deputati del Comune di Montefortino affida­rono a Martino Bonfini da Patrignone (AP) la pittura della Cappella, eseguita a olio su muro nel 1610-11, dandogli, a lavoro compiuto, 300 fiorini.

Sulla formazione artistica di Martino, membro di una nota famiglia di pittori e di ebanisti, fra cui spiccò soprattutto lo scultore in legno Desiderio (1576- 1634), si hanno pochissime notizie. Sembra che abbia appreso i primi rudimenti dell’arte pittorica da Giacomo Bonfini, ritenuto suo zio, ma è più certo che poi abbia approfondito i suoi studi ad Ascoli Piceno, dove era operoso il fertile Nicola Filotesio,

detto Cola dell’Amatrice, di cui, a detta di quasi tutti gli studiosi, “fu tardo discepolo”.

C’è chi lo dice anche sensibile all’influsso di Vincenzo Pagani di Monterubbiano (1490-1568), attivissimo nel Piceno, ma i raccordi stilistici scoraggiano una simile ipotesi. Altri lo dicono alunno di Carlo Allegretti di Monteprandone, di Pietro Gaia, di origine veneta, di Simone De Magistris da Caldarola e, verso il 1610, del versatilissimo Andrea Lilli, anconetano.

Ma il Bonfini fu attento anche ad altri artisti, suoi contemporanei, attivi nel Piceno, con l’occhio fisso ora al Ridolfi, ora al Boscoli e ora al Pomarancio, capace di attingere un suo lin­guaggio pittorico nella inquieta

temperie manieristica del suo tempo.

L’attività del Bonfini è stata abbastanza intensa, intercalata anche con la sua occupazione di esperto ebanista. Da giovane dipinse per la Confraternita del SS. Sacramento del suo paese, della quale fu Priore; poi attese al ciclo dell’Ambro nel 1610-11, il più impegnativo; quindi, nel 1622, eseguì per il Comune di Ripatransone un dipinto raffigurante S. Isidoro e S. Filippo, per il quale ebbe il bel compenso di 50 fiorini. Si ignora l’anno della sua morte, anche se qualcuno cerca di fissarla al 1635, senza però un documento certo.

Il ciclo mariano dell’Ambro è senz’altro il capolavoro del Bonfini pittore. Egli, come l’architetto Venturi, guardò al Santuario di Loreto, perché si può agevolmente supporre che si sia ispirato, non solo al rivestimento marmoreo della Santa Casa, dove sono scolpite scene della vita della Madonna, tra statue di Sibille e di Profeti, ma anche e forse più ancora agli affreschi di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio, eseguiti poco prima (1605-1610) nella Sala del Tesoro, raffiguranti anch’essi storie della Vergine tra Sibille e Profeti, con festoni, in stucco, opimi di frutta e fiori, affreschi che ebbero una immediata e vasta risonanza in tutte le Marche. A Loreto poté vedere anche gli affreschi, su tema mariano, di Federico Zuccari, eseguiti nella Cappella dei Duchi di Urbino tra il 1582-83.

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