PORTO SANT’ELPIDIO: popolazione cenni dal 1826 al 1936, poi demografia del comune autonomo dal 1952

DATI ANAGRAFICI DEL TERRITORIO E DEL COMUNE DI PORTO S. ELPIDIO
dal libro di Gabriele Nepi,” Porto sant’lpidio” Fermo 1969 pp. 210-211

Anno 1826 abitanti 650

Anno 1865 abb. 655 vedi Annuario Prov. Ascoli P. 1865.

Anno 1889 abb. 835 (835 centro) vedi Guida della Provincia di Ascoli P. – 1889 (Ascoli P.) pag. 477

Anno 1901 abb. 2.237 (1.261 centro )
Anno 1911 abb. 2.465 (1.455 centro )
Anno 1921 abb. 3.154 (1.674 centro )
Anno 1931 abb. 3.847 (2.636 centro )
Anno 1936 abb. 4.110 (2.802 centro )
COMUNE AUTONOMO
Anno 1952 abb. 6.717
Anno 1955 abb. 8.293
Anno 1960 abb. 11.140
Anno 1961 abb. 12.387
Anno 1962 abb. 13.193
Anno 1963 abb. 13.773
Anno 1964 abb. 14.286
Anno 1965 abb. 14.604
Anno 1966 abb. 14.970
Anno 1967 abb. 15.467
Anno 1968 abb. 15.919
Anno 1969 abb. 16.150

Porto Sant’Elpidio è un simbolo di laboriosità, di fiducia, un atto di fede nelle capacità umane, spesso ignorato anche in casa propria e nella provincia. Ma nessuno se ne preoccupa eccessivamente, perché la forza delle cose darà, prepotentemente, ragione ad una città che non ha nulla da invidiare a nessuno, e che sa fare da sé.
In questa fiducia che anima la popolazione, consciamente o inconsciamente, non vi è nulla di campanilistico, non vi è atteggiamento demotivante. E’, piuttosto, consapevolezza delle proprie possibilità, è ambizione giustificata, quell’ambizione che è spinta a sempre migliori traguardi. – Gabriele NEPI 1969
anno 1971 abb. 17 496
anno 1981 19 646
anno 1991 21 112
anno 2001 22 752
anno 2011 25 324

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POESIE DI SAN GIUSEPPE DA COPERTINO EDITE DAL BIOGRAFO ROBERTO BUTI 1682

POESIE DI S. GIUSEPPE DA COPERTINO dal libro del Buti, R. Vita del Servo di Dio P. S. Giuseppe da Copertino. Vienna 1682

Esortazione all’anima nostra Alzati, anima mia \ versi numero 58 (Buti pagina 133 )
A Gesù Cristo O bel mio buon Gesù vv 10 (Buti pagina 134 )
Consolami tu Gesù, Gesù. Gesù vv 8 (Buti pagina 69 )
Vorrei venir lassù Gesù, Gesù, Gesù (2) vv 20 (Buti pagina 132 )
Vieni Amor divino vv 73 (Buti pagina 135 )
Offerta Dolce Gesù vv 6 (Buti pagina 145 )
Affetti Quanto, quanto pietoso vv 15 (Buti pagina 145 )
Alla Vergine ss.ma Deh, gloriosa Vergine vv 9 (Buti pagina 132 )
Alla Vergine ss.ma Salve, Regina vv 6 (Buti pagina 137 )
Annunciazione: Incarnazione Cosa grande vv 26 (Buti pagina 137 )
Visitazione Se n’andava vv 59 (Buti pagina 140 )
Nascita di Giovanni Battista Allegria su vv 34 (Buti pagina 141 )
Natale di Gesù Cristo A canti sonori vv 45 (Buti pagina 150 )
Chi vuol veder Gesù vv 6 (Buti pagina 132 )
Venite Pastori vv 159 (Buti pagina 146 )
Caro mio buon Gesù vv 42 (Buti pagina 136 )
A Cristo bambino Bambino mio vv 12 (Buti pagina 132 )
Maria canta la Ninna nanna Dormi, dormi vv 36 (Buti pagina 138 )
Sui Magi Oh, che ricco tesoro vv 36 (Buti pagina 144 )
Gesù parte e dialoga con Maria Giunta, o madre vv 61 (Buti pagina 143 )
Invettiva al mondo Mondo, mondo vv 8 (Buti pagina 137 )
Vanità Donna non ti fidare vv 9 (Buti pagina 146 )
Alla Ss. Croce O bella volontà vv 9 (Buti pagina 131 )
Strumenti della Passione Lancia … vv 12 (Buti pagina 131 )
Cristo patisce Mentre nel legno vv 18 (Buti pagina 143 )
Al Costato di Gesù O bella grazia vv 6 (Buti pagina 139 )
Dialogo tra il peccatore e Gesù Guardate o gente vv 64 (Buti pagina 145 )
Gesù resuscitato Allegrezza, o cuore vv 48 (Buti pagina 143 )
Gesù mio vv. 6 (Buti pagina 132 )
E’ resuscitato vv 6 (Buti pagina 137 )
A Cristo nell’ascensione Senti, sentti anima vv 12 (Buti pagina 138 )
Mentre al ciel ten vai vv 6 (Buti pagina 134 )
Pentecoste Fuoco di Santo Amore vv 6 (Buti pagina 135 )
Alla SS. Trinità O Santa Trinità vv 35 (Buti pagina 141 )
Sul Santissimo Sacramento Ostia vv 6 (Buti pagina 139 )
La via stretta Chi in Paradiso vv 6 (Buti pagina 139 )
Su S. Maria Maddalena O ben avventurata vv 5 (Buti pagina 134 )
Su S. Caterina da Siena Fortunati tesori vv 35 (Buti pagina 149 )
Su S. Francesco Fortunato ferito vv 5 (Buti pagina 135 )
Su S. Bonaventura O ottimo dottore vv 12 (Buti pagina 135 )
Ai Francescani Cappuccini vv 12 (Buti pagina 526 )
Scuse del poeta Chi questi versi vv 21 (Buti pagina 142 )
= CANTICO DEL BENE Chi fa ben vv (Buti pagina 246 )
\
ESORTAZIONE ALL’ANIMA NOSTRA

= Alzati anima mia, alzati su,
scaccia dagli occhi tuoi il sonno grave,
suona la tua voce dolce e soave,
per far l’orazione al buon Gesù.
Alzati anima mia, alzati su.
= Alzati anima mia, non stare più giù,
come cade vero morto, e qui sepolto,
alzati, vedrai quel vago volto
splendente più del sole, buon Gesù,
alzati anima mia, alzati su,
giacché ti chiama il nome di Gesù.
= Alzati anima mia alzati su,
alzati, ormai spunta l’Aurora,
Aurora bella, che ogni anima innamora,
la quale è messaggera di Gesù.
= Alzati anima mia, alzati su,
alzati ché ormai è uscito il sole,
alzati su, a cogliere le viole
per fare la ghirlanda al buon Gesù.
Alzati anima mia alzati su.
= Alzati anima mia, alzati su,
alzati e senti quella voce amena,
che fanno tutti i cori dei beati,
che lodano Gesù a bocca piena,
e tu anima mia lodano quaggiù.
Alzati anima mia alzati su.
= Alzati pastorella, alzati su,
alzati che ormai è uscito il sole,
alzati pastorella, ecco le viole,
formane la ghirlanda al buon Gesù,
alzati pastorella, alzati su.
= Ama, ama, anima mia, ama chi ti ama,
rispondi al tuo caro Gesù che ti chiama.
Amasti, anima mia, amasti,
il cuore al tuo caro Gesù tu donasti.
= Vero spasso dell’anima
Dio mio, chiara bellezza
accendi il cuore mio con la tua vaghezza,
quando ammiro te solo,
così farò così felice volo,
che ogni cosa lasciando,
Gesù mio te solo gustando,
non più terreni gusti,
ma solo il volto tuo contempli e gusti.
= O carcere amorosa
dove è il celeste sposo Gesù
Gesù prendi il mio cuore,
e non me lo rendere più,
se non lo trovi pulito e netto
supplisca il tuo cuore
Gesù sposo mio diletto.
= Vieni, vieni Gesù, mio creatore
infiamma il mio cuore,
vieni, vieni Gesù mio clemente,
e acquieta la mia mente.
Vieni, vieni e non tardare,
che senza te, Gesù mio, non posso stare.
\\ ==== \\

A GESU’ CRISTO

O bel mio buon Gesù,
deh, dammi del tuo amore,
acciò possa quaggiù
servirti con fervore,
e non offender più,
te caro mio Signore:
nell’altra vita poi
godere con i santi tuoi
lassù in Paradiso
il tuo dolce e bel viso.
\\ === \\

CONSOLAMI TU

Gesù, Gesù, Gesù
vieni, vieni consolami tu,
vieni e brucia questo mio cuore
col tuo divino amore.
Vieni, vieni e non tardare
che più non posso stare
senza di te Gesù.
Vieni, vieni consolami
\\ === \\

VORREI VENIR LASSU’

= Gesù, Gesù, Gesù
deh, tirami lassù,
lassù in Paradiso
che là godrò il bel viso,
là ti posso più amare
e con gli angeli lodare
Gesù, Gesù, Gesù.
non vorrei star più quaggiù,
vorrei venire lassù.
= Caro mio buon Gesù,
quando sarà quello di,
che t’ammirerò di cuore
e ti servirò con fervore,
perché altro non penso io,
solo amarti Gesù mio.
= Gesù caro mio Signore
fa che ti serva ogni ora
con tutto il cuore,
dopo fa come ti piace,
ho fammi guerreggiare o stare in pace.
\\ === \\

VIENI

Amor divino,
o caro mio Signore,
deh infiamma il mio cuore
del tuo divino amore
e come l’hai infiammato
Gesù mio ti sia donato.
= Gesù speranza mia
lava, lava l’anima mia
col tuo sangue, Gesù
che non t’offenda più.
= Gesù, Gesù, Gesù
vieni, vieni consolami tu,
vieni infiamma il mio cuore
del tuo divino amore,
vieni, vieni non tardare
perché più non posso stare
senza di te Gesù,
vieni dunque, consolami tu.
= Gesù mio Redentore
io ti dono l’anima e il cuore,
sudori, fatiche, e parole
con purità di cuore,
acciò sempre possa io
amarti, lodarti e servirti Gesù mio.
= Vieni, vieni creatore
vieni dentro questo mio cuore,
vieni, vieni con la tua fiamma ardente,
vieni illumina questa mia mente
acciò sempre ti possa amare,
e in eterno o mio Signore ti possa lodare.
= Gesù mio, Gesù mio,
infiamma, infiamma questo mio,
e dopo che l’hai infiammato
a te sia donato,
se non lo trovi pulito e netto
su il supplisca il tuo amore al mio difetto.
= Gesù, Gesù, Gesù
quando verrò l’lassù
sciolto da queste pene,
che patisco quaggiù,
per far le mie voglie piene
in amarti il mio buon Gesù,
(non) altro ho da pensare io,
solo in amare te Gesù mio.
= Vieni, vieni Amore divino
vieni, vieni, Gesù bambino,
vieni, vieni non tardare
questo mio cuore ti vuole amare
vieni, vieni Gesù mio
che languisce per te il cuore mio
vieni, vieni con grande splendore,
ardi e brucia questo mio cuore.
= Se ne viene il bel Bambino,
tutto divino, tutto divino,
se ne viene con un grande ardore,
arde il mio cuore, arde il mio cuore
quando ammiro il tuo bel viso
escono raggi di Paradiso,
quando miro i tuoi begli occhi,
saette mi scocchi, saette mi scocchi
e ferisci questo mio cuore
tutto d’amore, tutto d’amore.
= Ama, ama anima mia,
ama, ama il buon Gesù
poiché del tuo amore
gode, gode il buon Gesù.
O quant’è grande il suo divino amore
e non è (capiente) questo mio cuore,
oh, che giubilo mio buon Gesù
e non si trova altro amore
se non amare il buon Gesù.
\\==\\

OFFERTA

Dolce Gesù, dolce amore,
dolce speranza, dolce il mio cuore,
dolce signore d’ogni mia via,
dolce signore dell’anima mia.
Dolce Gesù, dolce Gesù
piglia il mio cuore e non meno rendere più.
\\==\\

AFFETTO
Quanto, quanto pietoso,
quanto sei amoroso
mio caro dolce Gesù.
Come, come mi si accende il cuore
contemplando l’amore,
che grandissimo porti tu.
= Se penso a quel che so,
ti conosco Creatore,
t’ammiro Redentore,
se l’occhio poi a me dò,
ti comporti da Padre,
mi accarezzi da Madre,
anzi qual madre tanto sangue
spargi per me,
mentre il tuo cuore langue.
\\===\\

ALLA VERGINE SANTISSIMA

Salve Regina,
rosa senza spina,
giglio d’amore,
madre del signore,
fammi questa grazia,
che non mona peccatori.
***\\
ALLA VERGINE SANTISSIMA
Deh, gloriosa Vergine santa e pia,
deh, volgi lo sguardo
e le mie preghiere intendi!
Io tra le colpe involto
temo mirare il volto
del tuo Figliolo Dio.
Or dunque chi lo placherà?
= Rispondi: “Io!”
\\***\\

INCARNAZIONE DEL VERBO

Cosa grande in carne pura,
Creatore e creatura,
cosa grande ha fatto amore
creatura il Creatore.
= Correte, anime belle, a ritrovar Gesù
che in braccia di sua Madre se ne sta,
correte e non tardate, se l’amate,
correte con fervore
che vi ferisce il cuore
col suo divino Amore.
= Caro mio buon Gesù
che dal cielo sei disceso,
per portare la soma e il peso,
debitore per me ti fai,
tu patisci pene e guai.
Tu mi chiami, tu m’aspetti,
tu scancelli i miei difetti,
tu non cessi di chiamarmi,
al ben far sempre aiutarmi.
Tu mi tiri a dolce vita,
come vera calamità,
Re di Re, dolce Signore,
fammi degno del tuo amore.
Tu dal cielo disceso sei
esaudisci i preghi miei.
\\***\\

VISITAZIONE

= Se n’andava sola sola
di Dio Madre, e figliola,
se n’andava con gran fretta
a vedere Elisabetta,
che era gravida di Giovanni,
benché fosse di molti anni,
e subito che il suo saluto
dal Battista consentuto
cominciò a saltare
e nel ventre materno
diceva: “Sii benvenuto, o Verbo eterno”.
Elisabetta vecchiarella,
così disse alla Verginella:
“Tra le donne Benedetta sei già tu,
perché sei Madre del buon Gesù.
Il Gesù celeste frutto
e Redentore del tutto.
E donde viene, ch’io
dalla Madre di Dio
sia visitata,
e anche salutata.
O virtù dell’umiltà
di perfetto amore e carità.
= O Santa Verginella,
che sotto nome di Grottella
oggi sei onorata,
per avere visitata
Elisabetta tua cucina,
salva me d’ogni rovina.
Da te, vecchia Elisabetta
l’anima mia sia protetta
e prega di Maria il Figlio
che mi scampi dal periglio,
pregalo perché è Dio,
digli che mi perdoni il fallo mio.
E tu Santo Gioacchino
non lasciare me meschino
tra disturbi e malinconia,
ché sentendo tu Maria
salutasti e stesti lieto,
fa’ il cuor giocondo e lieto,
Gioacchino Padre di quello.
E tu Giuseppe vecchiarello
che presente vi stavate,
deh, per me Gesù pregate,
pregate per me Gesù
che non l’offenda più.
E tu, Gesù mio,
non fare più ch’io
ti offenda, ma sempre t’ami,
ché altro tu non brami.
E anche io ho desio
solo amar te solo, Dio.
E se il santo Precursore
alla presenza del Signore
dalla macchia fu un nettato,
così io dal mio peccato
per lo sguardo tuo ardente
diventi amoroso penitente.
\\==\\

NASCITA DI GIOVANNI PRECUSORE

= Allegrezza su, su
è nato il Precursore di Gesù.
È nato Giovanni Battista,
nessuno si attrista,
con allegro cuore
invochi il nome del santo Precursore.
O santo Precursore,
cugino del Signore,
Santo e innocente
fanciullo e penitente
pieno di purità,
di zelo, amore divino e carità,
tu (annunci) l’Agnellino.
O santo Battistino
aggiusta il mio pensiero,
ma che solo come tu
ami il buon Gesù.
Tu che nel ventre materno
vedesti la Madre del Verbo eterno,
fa’ che questo mio cuore quieto
stia sempre e ami Dio,
né seguiti il mondo rio,
tu che in deserto oscuro
andasti per star sicuro
dal demonio e dal mondo
e ivi dal profondo
liberati molta gente,
aiuta me penitente.
Tu benché santificato
nel deserto sei andato
per servire il grande Dio,
deh, fa che anch’io
lo serva con puro cuore
o santo Precursore.

ALLA NASCITA DEL S. BAMBINO

A canti sonori,
a feste giulive,
a suoni canori,
a danze festive,
correte pastori,
ché l’Angelo vi invita,
vedrete stupori
con gioia infinita.
Vedrete Maria,
che allatta un bambino,
saprete che sia
un parto divino.
Giuseppe lo vagheggia,
lo stringe e l’abbraccia,
lo serve, lo vagheggia,
lo tiene tra le braccia.
Due vili giumenti
riscaldano un Dio,
o rari portenti,
chi mai più lo udìo.
Su dunque pastori,
correte, dorate,
offrite di cuori, e
doni portate.
Al nato bambino
che lieto vi mira
con ciglio divino
e grazie vi spira.
Pregate Maria,
Signora del mondo,
che il Figlio vi dia
con viso giocondo.
E mentre nel petto
astretto l’avrete
con dolce diletto
cantando direte:
O dolce bambino,
tu porti nel viso,
per vero destino
un bel Paradiso.
Umili ti preghiamo,
o Dio umanato,
ché con te godiamo
nel Regno beato
Amen
\\====\\

CHI VUOL VEDERE GESU’
Chi vuole vedere Gesù questo Natale
una buona preparazione bisogna fare.
Chi farà questa troverà la via,
il grande presepio, Gesù e Maria.
Chi farà questo con purità di cuore
vive contento e poi felice muore.
\\***\\

VENITE PASTORELLI A RIVERIR GESU’
Venite, pastorelli, a riverir Gesù
che è nato in una stalla
sopra il fieno e la paglia,
venite, pastorelli, venite su
a riverir Gesù
\ Andiamo, compagni, andiamo su.
Le pecorelle lasciamo,
a Gesù andiamo
che sta con la mamma
in una capanna.
Andiamo su, su
A riverir Gesù.
= Eccoci arrivati
tutti infuocati
alla capannella.
Ecco Maria bella
e Gesù tenerino
bello piccino.
Pastorelli su, su
riveriamo Gesù.
= E diciamo intanto
la zampogna sonando:
“ Gesù bambino
benigno e pio
perché sta nel fieno
che è di freddo pieno?
vieni nel nostro cuore,
lascia il fieno, Signore.
Vieni, vieni, su, su
nel nostro cuore, Gesù.
= Il petto è la stalla,
i pensieri, la paglia,
il bue è l’intelletto,
e l’asino il difetto.
La memoria nostra
Deh, sia tutta la vostra.
Vieni, vieni, qua, su
a riposar Gesù.
= E sia il nostro petto
di peccato da te netto,
l’intelletto e la memoria
servano per tua gloria
acciò non ti offendiamo più.
Perdonaci Gesù.”
= Poi cantavano
e Gesù lo davano
dicendo con prestezza:
“Allegrezza, allegrezza
è nato il Messia
figliolo di Maria.
Questo farà,
che salverà
il peccatore
dal grave errore.”
Poi con voce pia
Dicevano: “ Viva Gesù e Maria.”
= E gli angelici cori dicevano poi:
“Gloria, Gloria sia
al Padre Dio lassù
che è nato in terra il suo Figliol Gesù.
Né sia quaggiù
la guerra più.”
= Finivano quelli.
E i pastorelli
dopo aver dato
a Gesù nato
una ricottella
con una pecorella,
cominciarono la nanna
a cantar a Gesù con la sua mamma:
“ Dormi, dormi, figliolino
del Paradiso cittadino
nella culla del mio cuore
dormi, dormi, o Signore.
E fa’ la ninna, ninna, nanna
con la tua cara e a te diletta mamma.
= Dormi, dormi o bel Bambino
nelle braccia di tua mamma.
Prendi pur caro riposo.
Dormi, dormi o grazioso.
E fa’ la ninna, ninna, nanna
con la tua cara e sviscerata mamma.
= Dormi, dormi, mammolino
ti dia gusto per amore
il mio seno pudico e santo
abbellir di dolce canto.
E fa la ninna, ninna, nanna
con la tua cara innamorata mamma.
= Dormi, dormi, o fanciullino
O figliol non più veduto,
ché hai in te sì bella grazia,
deh, or dormi e fammi sazia.
E fa la ninna, ninna, nanna
con la tua cara e avventurata mamma.
= Dormi, dormi, Signorino
dolce ben, vera speranza,
ché di cuore io t’adoro
o divino mio tesoro.
E fa la ninna, ninna, nanna
con la tua felice e fortunata mamma.
= Dormi, dormi, grandezza
Del Paradiso ogni bellezza.
Dormi ora, dormi tu
O dolcissimo Gesù
E fa la ninna, ninna, nanna
con la tua cara e dolcissima mamma.
= Dormi, dormi poverino
poverin fatto per me.
Dormi ora e fa la nanna
con la tua cara mamma.
= Dormi, dormi, o gran figliolo
del gran Padre onnipotente
e con me tua bella mamma
fa’ ninna, fa’ la nanna.
= Dormi, bello d’ogni bello
candidissimo figliolo
e nel seno di povera mamma
fa’ la ninna, fa’ la nanna.
= Dormi, Amore, dormi, o sole
Sole, del sole assai più bello
nelle mie verginali braccia
riposare ormai ti piaccia.
Le tue membra alabastrine,
le tue membra piccinine
io tocco, stringo e abbraccio
e per te tutta mi disfaccio.
= Dormi, sol di ogni bellezza
Ché ti coprirò di rose
E in me felice mamma
Fa’ la ninna, fa’ la nanna
= Dormi pure, o mia grandezza
del gran Padre unico Figlio
ed in me devota mamma
fa’ la ninna, fa’ la nanna.
= O bellezza sovrumana,
o altezza smisurata
e con me devota mamma
fa’ la ninna, fa’ la nanna.
= Non sdegnare, eterno Dio
e Signore di questo cuore
in tua bella e casta mamma
far la ninna, fare la nanna.
= E piangendo per amore
io ti rendo eterne grazie;
graziosissimo Signore
io ti dono l’anima e il cuore.
= O mio bello Figliolino
sei dell’anima ogni bellezza,
sei del cuore ogni grandezza
sei di me somma altezza
e in me, eletta mamma
fa la ninna, ha la nanna.
= Gesù, Gesù, Gesù,
se io non ti amo, non so più,
Gesù mio, se più saprei,
Gesù mio, più t’amerei,
t’amerei con tutto il cuore,
Gesù mio sei tutto amore.
\\***\\

A CRISTO BAMBINO

Bambino mio bambino
dammi, dammi un tantino
del tuo Amore divino.
Fallo, fallo bambino mio,
lo puoi far perché sei Dio.
Io ne prego Mamma sua
che lo faccia in grazia sua
= Quanto, quanto pietoso
il mio caro Gesù,
come non s’accende il cuore
contemplando l’amore
che grande mi fai tu.
***\\

A CRISTO NEL PRESEPIO

Caro mio buon Gesù,
caro mio buon Gesù
chi ti fece scendere dal cielo quaggiù?
Amore, amore, amore
per riscaldare il nostro cuore.
Gesù mio ti amerò.
Gesù mio servirò,
le tue glorie, le tue glorie canterò.
= Noi siamo fraticelli,
che veniamo alla capannella
per ritrovare Gesù,
e Maria Verginella
se noi la ritroviamo,
il cuore le doniamo,
a Maria verginella
che sta alla capannella,
e Gesù nella cestella
tra il bue e l’asinella.
= Fraticelli francescani,
di Francesco amati figli,
ognora Gesù chiamate,
la sua regola osservate
e cantate con fervore:
“Viva, viva Gesù amore.”
= Vieni, vieni consolami tu,
o dolce Gesù, o dolce Gesù,
e dammi un tantino
di quel tuo Amore divino
bambino mio Gesù,
bambino mio Gesù.
= Monache francescane,
di Francesco amate figlie,
ognora Gesù lodate,
verso il cielo navigate
e la sua regola osservate,
e poi … sempre cantate
e cantate con fervore:
“Viva, viva Gesù Amore
= Bambinello mio, Bambinello
Quanto sei vago, quanto sei bello.
A chi ti mira rubi il cuore
Col tuo Divino Amore.”

MARIA CANTA LA NINNA NANNA

“Dormi, dormi su nel letto,
dormi, dormi, o mio diletto.
Dormi, dormi Figliol divino,
dormi, dormi Gesù bambino,
e fa’ la ninna, ninna, nanna
con la tua cara e diletta Mamma.
Figlio, se sonno non prendi,
questa mia poppa prendi
con la tua bella e santa bocca,
soavemente le mammelle tocca,
e fa la ninna, ninna, nanna
con la tua cara e sviscerata mamma.
Figlio, se il latte a te non piace,
accendi il cuore mio con la tua face
del tuo ardente e infuocato amore
ché riposo darai a questo cuore.
E fa’ la ninna, ninna, nanna
con la tua cara innamorata mamma.
Figlio di riposare non sei contento,
perché a rimirare il cielo tu sei intento
e pur dormendo lo puoi contemplare.
Dormi, dormi cuor mio non più vegliare.
E fa’ la ninna, ninna, nanna
con la tua cara e avventurata mamma.
Figlio ha riposato il tuo divino viso
e sta elevato sul nel Paradiso.
Deh, prega il tuo caro Padre,
che benedica la tua cara Madre.
E fa’ la ninna, ninna, nanna
con la tua felice e fortunata mamma.
= Fra campagne tutto le ore
per ritrovare il Redentore,
fra pastori vo cantando
e per tutto vo gridando
con la lingua e con il cuore:
“Viva, viva Gesù amore.”
\\***\\

SUI MAGI

Oh, che tesoro
di mirra, incenso e oro
vedo da’ Magi portarsi,
tutti d’amore arsi,
al bello Mammolino
al mio Gesù divino.
Solo io scellerato
nelle colpe infangato
tanti re non invito,
ma sempre più ardito
in cambio di onorarlo,
altro non fo che sbranarlo.
= Ricorro dunque a te mia guida
che sei più d’ogni altra fida,
ricorro a te mia stella,
o Maria verginella
e da te guidato
verrò a riverire Gesù nato.
E in vece d’oro
gli donerò il cuore
che dal pianto lavato
sarà a lui più grato.
E in vece dell’incenso
gli darò il mio senso.
= Tu dunque o bel Bambino
piglia da me meschino
memoria, volontà e intelletto.
Per il pianto fatto netto,
ti prometto Gesù
di non offenderti più.
Bensì ti prego, umile
benché sia per le colpe vile
di non abbandonarmi,
e la tua grazia darmi.
E sii nel mio cuor presente
come fosti ai re dell’Oriente.
Amen
\\***\\

LA PARTENZA DI GESU’ DA MARIA
Dialogo

Giunta, o madre, è quell’ora,
che questo tuo diletto unico figlio
tratto in lontano esilio
per dare la vita a altri, tempo è che io muoia.
Così comanda il Padre mio celeste
che io me ne vada veloce
ad abbracciare la desiderata luce
Ahi, ahi figlio, ahi figlio, ohimè.
Dunque vorrai così
lasciar la madre afflitta in tante pene
e sconsolata e sola
quell’ultima parola
Mi ha il cuore ferito l’anima trafitto.
sfinita, come potrei
vivere lontano dal sole degli occhi miei?
Ahi, che mi sento il cuore
da saetta mortale ferito a morte,
non sia colpo così forte
che mi trafigga il costato lancia crudele.
Madre le tue querele
a me tolgono la vita
e con forza infinita
pietà mi arresta e mi ritiene amore.
Più che il morir mi uccidere il tuo dolore.
Deh, per quel dolce latte,
che ti porsi bambino
non mi lasciare più viva, ohimè, languire,
figlio, in tanto cordoglio
io vivere più non voglio,
anzi per te la vita mia finire.
Rimani in pace, o madre, e ti consola
che turbar non ti devi
mentre rigida mente a te m’invola.
Deh, ricordati intanto,
che io vestii per morire il terreno manto,
e per questa sola ragione, tu madre sei.
Per dar con la mia morte al mondo afflitto
vita, salute, io bramo essere trafitto.
Deh, ti prego almeno sia
oh, me dolente prima
sospirata da te la morte mia.
Mentre io vado a morire
il Padre mio vuole che tu resti viva.
Già non si deve al suo volere disdire.
Fa’ che almeno con te muoia.
Per te non è giunta l’ora.
Voglio morire con te, anch’io
Madre diletta a Dio.
Ahi figlio, ahi figlio, non mi lasciar ohimè.
Madre, deh, per pietà,
non mi tenere più a bada,
deh, lasciami che io vada.
E’ ben tempo di morire.
Si sciolgano pure dalle tue mani i nodi
debbo da te partire
da catene più dure e più tenaci
devono queste mie membra essere attorte.
Cessino pure pietosi i cari baci,
mentre un bacio crudele mi chiama a morte,
me ne vado ad obbedire al Padre mio,
madre diletta a Dio.
\\***\\

INVETTIVA AL MONDO

Mondo, mondo, mondo,
chi nuota e chi va a fondo.
Mondo ingannatore,
chi inganna in tutte le ore.
Non me ne curo, no, (davvero)
se mi dici senza libertà, povero.
Se me n’hai da fare più, dimmelo (su)
ché io me ne difenderò con Gesù.
\\***\\

ALLA VANITA’ DONNESCA

Donna, non ti fidare se sei bella,
che bellezza mortale sempre non dura.
Se oggi sei la Diana stella,
tempo verrà che muterai di figura.
La morte non ti è madre, né sorella,
fino a che non ti conduca a sepoltura.
E dopo morta sarai dannata
donna senza giudizio, condannata.
\\***\\

IN DISPREZZO DEL CARNEVALE

Va via, carnevale
cagione di tristezza e d’ogni male.
Fuggi da me, va via,
solo voglio nel mio cuor entri Maria.
E non mi dare tormenti più
Ché amare io bramo solo il mio Gesù.
Tue parole profane
e le promesse vane
non voglio seguir già;
ma solo Gesù che a me la Grazia dà.
Fuggi dunque da me
crudele, empio tiranno, ma non re:
re solo è il grande Dio
che dà al petto mio
contentezza e gioia.
Ma tu mi dài noia.
Fuggi, non voglio amarti.
Disprezzo i tuoi inganni e le tue arti.
I tuoi vani contenti
mi sono duri tormenti.
E le tue dolcezze
Son piene di sozzure e di amarezze.
Solo amerò Dio.
E’ bene che chi ama me, l’ami anche io.
Te solo, o mio Gesù
amerò, né altro più.
Con te vivere vorrìa
nel cielo in compagnia
della tua cara Madre,
per lodarti con le celesti squadre.
Ti prometto, con tutto il petto,
di non seguirti, o carnevale,
brutto mostro infernale;
ma solo Gesù e Maria
che sono la salute dell’anima mia.
\\***\\

ALLA SANTISSIMA CROCE
O bella volontà del mio Signore,
che sazia l’anima e fa contento il cuore.
A te mi abbraccio o croce sacra e santa
e a te lego ogni mio vano desiderio
ogni cura e onor del mondo reo.
A te, o croce, ogni speranza fisso
e a Gesù che Intel sta crocifisso.
E faccio dire a tutti in alta voce
che è tutto, un nulla senza santa croce.

STRUMENTI DELLA PASSIONE

Croce, spine, chiodi, flagelli e catene
perché date al mio Signore tante pene?
Che avete a fare con Dio?
Venite a me ché il peccatore sono io.
LANCIA: Dove (vai) a ferire?
Frena, lancia crudele, il tuo ardire,
e volgi il tuo furore,
ferisci me e lascia il mio Signore.
FIELE E ACETO: Quell’aceto e quel fiele
a me solo conviene, servo infedele
e non al Signore mio.
Datelo a me che il peccatore sono io.
\\***\\

CRISTO CHE PATISCE

Mentre nel legno spietato
tra infuriate squadre
Gesù pendeva addolorato,
la sconsolata Madre
piangendo verso la croce
diceva con mesta voce:
= “ Oh, figlio gradito
chi così t’ha ferito?
Ah, ingrato peccatore
tu, tu sei stato il feritore.
Vedi come sta piagato,
solo questo è stato il tuo peccato.
= Ahi figlio, ahi figlio
ad altro non assomiglio,
che ad una terra arata
di spine circondata,
da ferri squarciata
e da vomere spalancata.
\\***\\

AL COSTATO DI CRISTO

O bella grazia del mio Signore
che sazia l’anima e fa contento il cuore:
non più terreni gusti,
ma solo il volto suo contemplare gusti.
Deh, mio cuore, fatti lancia
nel petto di Gesù fa la tua stanza.

DIALOGO TRA IL PECCATORE E GESU’

Guardate, o gente, che ha fatto
la mia colpa o misfatto,
crudele atroce
ha posto Gesù in croce.
Ohimè, pure lo dirò:
mentre ho ucciso Gesù deh, che farò?
= In cambio di stare mesto
per aver fatto questo
da me sempre più ardito
viene Gesù ferito.
E sono così pertinace
che sempre guerra faccio e non gli do pace.
= Ahi, crudo che sono,
in cambio di cercare perdono
ogni ora più aumento
le colpe mie e do più tormento.
Fingo far penitenza,
ma sempre a più a peccare da me si pensa
= Sì, sì, io sono stato
che così ti ho lacerato.
Dammi dunque virtù,
o mio caro Gesù,
che io possa emendarmi
né mai più tra peccati infangarmi.
GESU’ RISPONDE: Ti prometto, ti prometto
cacciare dal tuo cuore ogni difetto.
E benché tu sei rio
da uomo facesti e io farò da Dio.
E voglio pietà usare,
che è proprio di me il sempre a mare.
PECCATORE: – Sì, sì, fallo o Dio,
aggiusta il pensiero mio
acciò sia preparato
a servirti Dio, né più piagato
sarai da me Gesù.
Te lo prometto sì, ma aiutami tu.
= In una parte dico il vero
e spiego il mio pensiero.
Nell’altra poi smentisco
e il mio Gesù tradisco.
Ma che mi penta mai
questa sì è bugia intesa mai.
= Dunque fratello su
prega il buon Gesù
che voglia farmi pentire
del mio grave fallire
e il mio cuore si penta
e dargli la grazia sua si contenta.
= Un matto, da catena
perché a Dio sempre da pena;
né si accorge il meschinello
che ha perduto il cervello
e lacera Dio eterno,
ma per questo il meschino avrà l’inferno.
= Il più perverso tra i perversi
ti manda questi versi.
\\***\\

RESURREZIONE!!

Allegrezza, o cuore
Gesù è risorto il tuo Signore,
e con la sua morte
ha fatto che non sia più forte
il mondo, carne e satanasso
che vinti da Gesù non fa più (il gradasso).
= E subito trionfante
se n’andò avante
alla sua cara Madre,
da celesti squadre
circondato e disse,
avendo un ole all’altro le luci affisse:
= “ Eccomi già risorto
o Madre, se prima morto
mi piangevi, ora non più
piangere, perché è risorto il tuo Gesù.
Son venuto a visitarti
e con voce d’allegrezza salutarti.
= Questi, che ho liberati
dal Limbo inginocchiati
avanti te già stanno
nei più temeranno
andar nel Limbo oscuro,
ma li porterò con me nel ciel sicuro.”
= Ciò detto si abbracciano
Maria Gesù, o amor (sano).
Si licenziò ciò fatto
dalla madre e in un tratto
partì con gli altri in compagnia,
salutando con ringraziar Maria.
= Ora mentre il buon Gesù
Deh, che s’aspetta più?
Ci porta l’allegrezza
e scaccia da ogni cuore la tristezza
allegri noi siamo
e lui ben lieto cuore ringraziamo.
= Ti ringraziamo buon Gesù
che scendesti dal Cielo quaggiù
e patisti morte in croce
e ti liberasti dal mondo atroce
e già sei risuscitato
e con questo nella fede ci hai confermato.
= Prega dunque per me
il già risorto Re
che stia allegramente
e quieti la mia mente
e con lieto giorno
e finisca le fatiche d’andar dattorno.
\\***\\
CRISTO RESUSCITATO
Gesù mio resuscitato,
deh, perdona il mio peccato.
Gesù, Gesù, Gesù
non vorrei offenderti più.
Gesù mio t’amerò,
Gesù mio ti loderò.
Alleluia, alleluia canterò.
***\\
CRISTO RESUSCITATO. 2
E’ resuscitato il mio Signore.
E’ uscito dalla tomba il Redentore,
risplendente più del sole,
inginocchiatevi intorno, Angeli santi
lodatelo voi con dolci canti.
Alleluia, alleluia, alleluia.
\\***\\

ASCENSIONE DEL SIGNORE
Senti, senti anima mia
quella bella armonia
che fan gli Angeli al mio Signore
che entra in Ciel con gran splendore.
Loda, loda anima mia
con gli Angeli in compagnia.
Loda, loda il mio Signore
che entra in Ciel con gran splendore.
=. I Cieli risplendono,
gli Angeli cantano,
i Santi s’inchinano,
gli Apostoli s’ammirano.
Il mio Signor lodiamo,
Gloria, Gloria, gloria in eterno cantiamo.
***\\
A CRISTO NELL’ASCENSIONE
Mentre al Ciel te ne vai,
amato mio Gesù,
non mi lasciar qui tra pene e guai
nel mondo ingannatore,
ma porta il mio cuore lassù,
amato mio Gesù.
FESTA DELLA PENTECOSTE

Fuoco di Santo Amore,
empie di carità il nostro cuore
O Carità soave
che fai il leggero assai il peso grave,
Carità santa e pia,
te solo io vorrei nell’anima mia.
\\***\\

ALLA SANTA TRINITA’

O Santa Trinità,
piena di potere, sapere e carità,
Padre, Spirito e Figliolo,
tre Persone, un Dio solo,
te amoroso fiato,
te, Padre invoco col Figlio umanato.
= Voi con la vostra clemenza,
bontà, eternità e sapienza,
fate che il mio cuore
sia netto dall’errore
e anche l’anima mia
dal mondo, Satana, e carne ria.
= Tu che del Verbo sei
Padre senza principio e fine
fa che i pensieri miei
non siano cagione delle mie rovine.
E sia da te aiutato,
da te che da lui sei generato.
= E lo Spirito che procede
dal Padre e dal Figlio
mi dia amore e fede
e mi scampi dal periglio
e da ogni grand’inganno,
che far mi può il satanno.
= Si canti un’Unità
Trinità, infinità,
infinità, immensità.
Fa’ che non sia smarrita a me la via
che conduce al ciel l’anima mia.
= Acciò anche io
venga nel Paradiso,
la tua gloria, o Dio
a goder con lieto viso,
dove non sono noie,
ma sol dolcezze eterne e sempre gioie.
\\***\\

SUL SS. SACRAMENTO

Ostia in cui si contiene ogni contento,
Sacramento che appaghi ogni desio,
Pane celeste, unico alimento,
unico bene del cuore mio,
ti benedico mille volte e cento
e lodo il nome tuo unico e pio.
Lodato sia il Santo Sacramento
è sempre viva la Madre di Dio.
\\***\\

STRETTA E’ LA VITA

Chi in Paradiso se ne vuole entrare
per porta stretta bisogna transire,
Santo Stefano di pietre si fece ammazzare,
e San Lorenzo si fece sminuire
e San Bartolomeo che seppe fare,
la pelle ci lasciò per poter capire.
\\***\\
SU S. MARIA MADDALENA

O ben avventurata
Maddalena pentita,
bella cerva del Ciel d’amore ferita
che guaristi il tuo male,
ungendo i piedi al medico immortale
\\***\\

SU SANTA CATERINA DA SIENA
Fortunati tesori
e ricchezze celesti,
o Caterina, tu possedesti
quando il tuo Signore
cambiar volle il suo cuor con il tuo cuore.
Oh, che dolce gioire
e soave diletto
sentirsi dal Signor aprire
e dire: “O Caterina,
del tuo cuore voglio far dolce rapina”.
S’inchinò riverente
a così dolce richiesta
e disse: “Oh, mio Signor, che grazia è questa
che sei contento farmi
con volere il mio cuor e il tuo lasciarmi”.
= Tolto ch’ebbe il signore
da quel seno innocente
quel cuore che di fede tutt’era ardente,
il suo le diede in pegno
per renderglielo poi nell’altro Regno.
O che dolci ferite
furono le tue, Caterina,
che riceveste dalla mano divina,
e dal celeste amore
le tue mani sono ferite, i piedi e il cuore.
Caddero lampi amorosi
da quei raggi cocenti
accompagnati da fulmini ardenti
che quel suo dolce luogo
tutto fiamma divenne e tutto fuoco.
Dai quei raggi cocenti
ebbe pena infinita
che Catarina quasi uscì di vita
e dicendo “Io moro!”
scese sopra di lei d’Angeli un coro.
\\***\\

SU SAN FRANCESCO

Fortunato ferito
da feritor sì degno
non per vendetta o sdegno
perché amor fu il consigliere,
arco la santa Croce e Dio l’arciere!
\\***\\

SU SAN BONAVENTURA
O ottimo dottore
e essere questo bramasti per il Signore,
di santa Chiesa lume
e di eloquenza fiume,
beato Bonaventura,
l’anima che a te ricorre sarà sicura.
Pastore di santo gregge
e di divina legge
devoto amatore,
deh, prega il Signore
che la Grazia ci dia
e ci Levi da ogni mala fantasia.
\\***\\
AI FRANCESCANI

Cappuccini e Francescani
di Francesco amati figli,
ogni ora Gesù chiamate,
la vostra regola osservate
e cantate con fervore
“Viva, viva Gesù amore.
Vieni, vieni consolami tu,
o dolce Gesù, o dolce Gesù,
e dammi un tantino
di quel tuo Amore divino,
bambino mio, Gesù,
bambino mio, Gesù”.
\\***\\

SCUSE DELL’AUTORE

Chi questi versi ha fatto
e pieno di misfatti,
scrive, ma niente osserva,
ha l’anima sua serva
del demonio, né pensa
di fare penitenza.
= Scrive, quando ha l’umore,
pare che abbia netto il cuore
ed è il più tristo
di quanti offendano Cristo,
né cessa mai ferire
quel Dio che per lui volle morire.
= Tu dunque, fratello mio,
bisogna preghi Dio
per questo meschinello
acciò stia in cervello
e faccia quello che scritto ha,
così cerca la santa carità.
= Per i perfidi, come sono io non sarà risposto. Amen.
Maggior sarà la carità
chi per un perfido pregherà.

CANTICO DEL BENE ===

Chi fa ben sol per paura,
non vale niente e poco dura.
Chi fa ben sol per usanza,
se non perde, poco avanza.
Chi fa ben come per forza,
lascia il frutto e tiene la scorza.
Chi fa ben qual sciocco a caso,
va per acqua senza vaso.
Chi fa il bene per parer buono,
non acquista altro che suono.
Chi fa ben per vanagloria,
non avrà giammai vittoria.
Chi fa ben per avarizia,
cresce sempre più in malizia.
Chi fa ben con negligenza,
perde il frutto e la semenza.
Chi fa ben all’indiscreta,
senza frutto mai s’acquieta.
Chi fa ben solo per gusto,
mai sarà santo né giusto,
Chi fa ben sol per salvarsi,
troppo s’ama e non sa amarsi.
Chi fa ben per puro amore
dona a Dio l’anima e il cuore
e quel figlio e servitore
sarà unito al suo Signore.
Gesù dolce Salvatore
sia lodato a tutte l’ore
il supremo e gran motore
d’ogni grazia donatore.
Amen

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calendario perpetuo gregoriano 2018-2038 ventennio con date della PASQUA

Anno 2018 Pasqua domenica 1 aprile
Anno 2019 Pasqua domenica 19 aprile
Anno 2020 Pasqua domenica 12 aprile
Anno 2021 Pasqua domenica 4 aprile
Anno 2022 Pasqua domenica 17 aprile
Anno 2023 Pasqua domenica 9 aprile
Anno 2024 Pasqua domenica 31 marzo
Anno 2025 Pasqua domenica 20 aprile
Anno 2026 Pasqua domenica 5 aprile
Anno 2027 Pasqua domenica 27 marzo
Anno 2028 Pasqua domenica 16 aprile
Anno 2029 Pasqua domenica 1 aprile
Anno 2030 Pasqua domenica 21 aprile
Anno 2031 Pasqua domenica 13 aprile
Anno 2032 Pasqua domenica 28 marzo
Anno 2033 Pasqua domenica 17 aprile
Anno 2034 Pasqua domenica 9 aprile
Anno 2035 Pasqua domenica 25 marzo
Anno 2036 Pasqua domenica 13 aprile
Anno 2037 Pasqua domenica 5 aprile
Anno 2038 Pasqua domenica 25 aprile

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DETTI di SAN GIUSEPPE DA COPERTINO letti e riassunti dal libro di BRUNELLI ROBERTO biografo

Detti notabili di S. Giuseppe da Copertino desunti e sintetizzati dalla lettura del libro di BRUNELLI ROBERTO “E lo vedemmo volare. La vera vita di San Giuseppe da Copertino”. Osimo 2017 qui il numero della pagina.
CRISTO. Si è incarnato Gesù Cristo, ha voluto soffrire affinché noi ci convertissimo. 344
CONOSCERSI. A Dio basta che l’uomo arrivi a conoscere il proprio interiore e si umili. 341
DIVINA CARITA’. Dio è venuto in terra a che gli uomini comincino a sentire il calore della Divina Carità. 338
CREATURE. È mosso ad amare Dio chi ammira le cose belle da lui create. 344
VANGELO. Il Vangelo e la preghiera operano la conversione interiore. 342
MERITI. Dio non concede grazie a chi cerca incarichi senza aver meriti. 348
PERSEVERANZA. Dio concede ogni cosa a chi domanda, piange e persevera nel chiedere. 339
PENITENZA. Dio è amoroso con il peccatore che torna a lui con la penitenza. 347
INSENSIBILITA’. Il peccatore non intende cosa sia l’onore né la vergogna. 340
OTTUSITA’. La mente del peccatore rimane senza lume. 339
PERICOLI. Quando uno dà occasione al male facilmente vi cade. 345
RIFLESSIONE. Pensare cose sode non fuochi di paglia. 339
LACRIME. Le lacrime sincere fanno piangere il cuore, e le lacrime della testa sono di devozione. 341
CORREZIONE. La correzione fraterna è come medicina da dare al momento opportuno ed efficace. 347
DECISIONE. Chi sta fermo nel proposito di voler servire Dio rimane libero dagli scrupoli. 347
AFFLIZIONI. Sono le afflizioni d’animo i patimenti veri dei servi di Dio, non i cilici. 338
MORTIFICAZIONE. La mortificazione di sé vale più di opere esterne di penitenza. 341
PRONTEZZA. Chi si pente presto dell’errore è caldo come candela spenta e subito riaccesa. 346
DILIGENZA. Chi si vergogna dei suoi difetti usa maggiore diligenza 338
CATENE. Gli affetti umani sono catene e conviene umiliarsi e liberarsi chiedendo l’aiuto divino. 340
ARIDITA’. Il cristiano nell’aridità perde le forze di operare ma evita la vanagloria. 342
ESEGUIRE. Chi chiede parere al sacerdote e non li esegue è meglio che non li chieda. 339
DILIGENTE. La somma diligenza nel servire la Regina del Cielo somministra ingegno e forze. 343
GLORIA. Più si conoscono le grandezze di Dio, meno si apprezzano le cose della terra 344
MERITO. Dal soffrire per amore di Dio si cava merito 341
AMICIZIA. L’amicizia spirituale si conosce meglio dopo la morte 348
INCARICHI. Maggiori sono le responsabilità di doveri o dignità e maggiori i meriti. 348
OBBEDIENZA. Conviene avere l’obbedienza per parlare efficacemente delle cose di Dio.
CONSAPEVOLEZZA. I sapienti imparano a conoscere se stessi. 339

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DETTI DI SAN GIUSEPPE DA COPERTINO IN SINTESI DAL LIBRO di Brunelli Roberto biografo

Detti notabili di S. Giuseppe da Copertino desunti e sintetizzati dalla lettura del libro di BRUNELLI ROBERTO “E lo vedemmo volare. La vera vita di San Giuseppe da Copertino. Osimo 2017 notando il numero della pagina.
EGOTISMO. L’amor proprio cerca di cacciarsi dappertutto. Conviene vivere cauti. 365
PROVE. Le tentazioni insegnano a stare timidi. 364
VANAGLORIA. L’uomo sente compiacenza per le sue buone azioni, le offra a gloria di Dio. 359
CONSOLAZIONE. Si trova sempre qualche consolazione o da Dio, o dagli uomini e conviene stare forti. 362
DISTACCO. Le aridità aiutano a voler piacere a Dio con distacco dall’amore proprio. 368
PENITENZA. Dio si compiace quando chi ha peccato prova dispiacere di averlo offeso. 360
POTATUTURA. Tagliati i cattivi affetti con la penitenza, cominciano i frutti virtuosi. 367
GUIDA. Conviene mettersi in tutto e per tutto nelle mani di Dio e lasciarsi guidare da lui. 359
SCUSABILE. L’uomo, senza volerlo, inciampa in alcuni difetti naturali, ma sono scusabili. 367
NULLITA’. Il merito di chi riceve ossequi dagli altri è rendere onore a Dio, dalla propria nullità. 364
PAROLA DIVINA. Le cose di Dio ricevute nell’ascolto e meditate fanno gustare la loro dolcezza. 365
FIDUCIA. Dio è sempre pronto ad aiutarci benché noi non lo sentiamo, né lo vediamo. 367
FATICA. L’uomo si affatica nella via della virtù, ma sempre è aiutato dalla divina Grazia. 366
ORGOGLIO. Per cacciare l’orgoglio conviene offrire a Gesù intelletto, memoria, volontà. 368
RESISTERE. Per produrre frutti di buone opere occorre resistere alle prove, sempre con l’aiuto divino. 363
CONSENSO. Il cambiare la volontà secondo l’ordine di Dio dipende dal consenso voluto dall’uomo. 361
CROCE. Gesù si compiace di stare vicino agli amici delle lacrime e della compunzione. 360
OPPORTUNITA’. Dio concede la grazia al tempo più opportuno, non a semplice domanda. 364
RINGRAZIARE. Quando si riceve del bene dalle persone si deve ringraziare Dio. 360
UNIONE. Dalla unione delle genti si argomenta che qui si trova Dio. 363
MIRACOLI. Sono maggiori i miracoli fra quei cristiani che appartengono all’anima. 361
MERITO. Le nostre angustie e pene vanno applicate ai dolori sofferti da Gesù e sono meritorie. 366
CONDUTTURA. Chi serve Dio riceve da lui il bene che distribuisce come fa una canna che porta acqua. 365
RAGIONE. La ragione vuole assolutamente quello che piace a Dio che concede le grazie. 364
PROMOZIONE. Conviene piacere a Dio più che agire per ottenere utile o avanzamento. 363
DEVOZIONE. Nella santa Messa bisogna rimettersi al divino volere circa il gusto sensibile. 360
MONDO. Chi si apre ad amare Dio, va chiudendosi al senso del mondo. 361
DIO. Abramo amava suo figlio Isacco solo in Dio e per Dio. 359
VOLONTA’ Dio vuole dall’uomo la volontà con cui si metta nelle sue divine mani. 360
NATURA UMANA. La grazia di Dio non altera la natura umana, bensì la perfeziona. 366
LIBERTA’. Dio non forza il consenso con cui l’uomo può corrispondere liberamente a lui. 361

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PENSIERI DI SAN GIUSEPPE DA COPERTINO IN SINTESI dal libro di Brunelli Roberto Biografo

Detti notabili di S. Giuseppe da Copertino desunti e sintetizzati dalla lettura del libro di BRUNELLI ROBERTO “E lo vedemmo volare. La vera vita di San Giuseppe da Copertino”. Osimo 2017 notando il numero della pagina.
VIVERE INSIEME. Gesù stimò sua delizia vivere insieme con i figli degli uomini. 351
DICERIE. In materia di matrimoni si frappongono dicerie. Conviene gettare via le lettere anonime. 354
SENZA RISPOSTA. Sono pochi quelli che scrivendo, se non ricevono risposta, non se ne turbano. 354
IMPAZIENZA. Per renderci pazienti, Dio ci fa provare l’impazienza. 349
ALL’ORIGINE. L’odore di un fiore, il sapore di un cibo fanno conoscere Dio invisibile, origine di ogni cosa. 351
ERRORE. Quando l’errore non è pubblico, la correzione va fatta da solo a solo. 353
DISTRAZIONI. Nel partecipare alla S. Messa basta una parola per raffreddarsi nella devozione. 356
PENSARE. Il superiore deve prima ascoltare i sudditi e poi pensare con calma e risolvere il giudizio. 355
CONSIGLIO. Chiedi consiglio ai saggi e invoca Dio. 348
CROCI. Il governo delle anime pesa più delle croci materiali. 349
BENE. Chi opera il bene ha bisogno di chiedere l’aiuto di Dio. 349
OPERE. Senza la Grazia divina nessuno può operare alcun bene. 349
DIFETTI. Negli altri non guardare le macchie ma guarda l’anima per compatire i peccatori e aiutarli. 355
SEMINARE. Prima di gettare il seme si ara la terra per ottenere il frutto, così per seminare la parola di Dio. 355
STIMOLI. I gesti di cortesia sono ispirati da Dio come stimoli di carità e non di vanità. 355
SENZA FRUTTO. Lo sdegno guasta ogni opera e non se ne trae alcun frutto. 353
DEBOLEZZA. Non agire per proprio onore né puntiglio ma riconosci la tua debolezza e chiedi l’aiuto divino. 353
FATICARE. Per farsi santi si vive in terra con la fatica e il patire, e così ottenere il premio in cielo. 356
INDOVINI. Non credere agli indovini, ma usa la prudenza dettata dalla ragione. 354
PENTIMENTO. Il divino Amore permette il peccato per perdonare il peccatore pentito e legarlo a sé. 356
VANAGLORIA. Non dire mai cosa alcuna per vanagloria né per odio. 351
ADDOMESTICARSI. I superiori abbiano carità e gran fede in Dio senza addomesticarsi con i sudditi. 352
INSTABILITA’. Nelle persone non si trova stabilità, così si impara a ritornare all’unione con Dio. 356
APERTURA. I pensieri si mantengono quando si dà loro apertura. 350
UNITA’. Lo Spirito Santo opera come bontà del Padre e del Figlio. 356
SANITA’. Chi inciampa nei difetti e non vorrebbe offendere Dio dica: “io non sono ben sano”. 367
PRESUNZIONE. Dio concede grazie agli umili, non ai presuntuosi. 348
MIRACOLI. I santi maestri fanno sempre miracoli. 350
OBBEDIENZA. Gesù morì per obbedire. L’obbedienza è come spada che uccide la volontà dell’uomo. 352
PREGARE. Il cristiano prega per i miscredenti; i miscredenti non pregano per i cristiani. 348
INTENZIONI. Si deve considerare il fine di tutte le cose che uno vuol operare e non dubitarne. 352
RACCOMANDATI. Sul far raccomandazioni non dare subito risposta negativa, poi fa notare con grazia chi non merita essere raccomandato. 352
MATRIMONIO. Il bene e la pace del matrimonio non sono i beni materiali, ma la Grazia divina. 354
FORZE. Dio si compiace di chi lo serve secondo le sue forze pur limitate e concede a costui nuovi favori. 321

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DETTI DI SAN GIUSEPPE DA COPERTINO IN SINTESI DESUNTI dal libro di Brunelli Roberto biografo

Detti e pensieri memorabili di san Giuseppa da Copertino sul ricevere Dio, sintetizzati desumendoli dal libro di BRUNELLI Roberto, “E lo vedemmo volare. La vera vita di san Giuseppe da Copertino”. Osimo 2017. Pagina indicata
SCRIVERE. I veri scrittori meditano prima quello che poi scrivono, cercando le cose dello spirito. – 310
MATURITA’. Da chi ha maturato in sé frutti di sante opere, gli altri possono cogliere frutti maturi. – 314
SOLLIEVO. Giova mirabilmente il poter sfogare il cuore con qualche buono e fidato amico. – 313
RUMINARE. Chi ha udito altri parlare di cose salutifere, le rumina come fanno i buoi e ottiene il frutto. – 313
NEGLIGENZE. Le azioni negligenti non rappresentano in chi le fa Dio che li ha creati a sua immagine. – 320
FREDDEZZA. A volte Dio si allontana un po’. Allora chi sta in grazia non sente il gusto delle cose buone. – 313
CONVERSIONE. Il figlio prodigo ritornato al Padre, lo serve, senza mai stancarsi con tutta l’anima. -316
COLPE PASSATE. A fermarsi sulle colpe passate si diventa pusillanime. Meglio pensare a servire a Dio. – 315
RISORGERE. Per mezzo di Gesù Cristo si rinnova e ritorna alla vita di grazia chi è caduto nel peccato. – 312
VOLARE. Come gli uccelli, chi serve Dio si abbassa per necessità al mondo, poi vola in alto lodando Dio. -312
MORIRE. Chi pensa al suo morire cerca di servire Dio con fare del bene agli altri. – 309
RELIGIOSI. I religiosi, con l’osservanza regolare sono lontani dai pericoli del mondo. – 316
SUPERBIA. Conviene essere superbi contro i pensieri cattivi per scacciarli. – 310
AVARIZIA. Si deve essere avari nel dare consenso alle tentazioni, allontanandole. – 310
LUSSURIA. Conviene essere sempre ansiosi per servire il Signore, non per le cose. – 311
IRA. È necessario essere sempre iracondi con le cose che offendono Dio, per onorarlo. – 311
GOLA. Conviene essere golosi nel fare il bene e stomacati dal male. – 311
INVIDIA. È utile invidiare chi è migliore di noi nella via di Dio, per seguirlo. – 311
ACCIDIA. È bene accidioso colui che lo fa riguardo al male per evitarlo, con l’aiuto del Signore. – 311
RICONOSCERE. Nell’ammirare tutte le cose create si può riconoscere Dio autore di ogni bene. – 314
VEDERE. Dio ci ha dato gli occhi per conoscere le sue grandezze nella natura e ringraziarlo. – 311
UDIRE. Le orecchie ci sono state date per sentire le lodi divine e le parole oneste. – 313
ASCOLTARE. Non tutti sono capaci di ascoltare, essendo molto scrupolosi e indiscreti. – 313
ODORARE. Dio ci ha dato il naso per odorare le cose create e dargli gloria. – 311
BONTA’. Può dare agli altri cose buone chi serve Dio mortificando le passioni. – 314
GUSTARE. La bocca ci è data per nutrirci, non per cose superflue. – 311
TOCCARE. Le mani ci sono date per impiegarle nel servire Dio, a bene del prossimo. – 311
STRUMENTI. Con gli occhiali guardiamo le cose non gli occhiali stessi e con l’intelletto le opere di Dio. – 319
IMPERTURBABILI. Chi serve Dio non si turba del male che di lui si dice. – 315
OFFERTA. Nell’offerta a Dio è maggiore favore il patire che il godere per suo amore. – 317
RAMMARICO. Chi serve Dio si rammarica dei difetti naturali per assomigliare di più al sommo Dio. – 320
DELUSIONE. Non prova dispiacere per i progetti falliti chi resta unito al volere divino. – 320
PENARE. In questo mondo si sta vicino a Dio tra spine e travagli. – 318
MONDO. L’uomo ha sempre occasione di conoscere le miserie di questo mondo. – 319
ANIMA. L’anima aspetta che il corpo muoia per sollevarsi splendente al cospetto di Dio. – 318
INFERNO. Con i sensi e con le parti con cui hanno offeso Dio, si patiranno i castighi nell’inferno. – 309
PARADISO. Dio si comunica in modo indicibile alle anime sante che rende amanti con perfetta carità. – 309
GRAZIE. Sempre Dio fa grazie a chi lo serve, anche se non sono vedute. – 309
PREGARE. Sente l’utilità per sé chi prega per gli altri. La preghiera innalzata scende sul Corpo mistico. – 310
SPIRITO SANTO. Lo Spirito Santo sempre ci avverte sul modo di ricevere Dio in ogni situazione. – 318

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CONOSCERE VOLERE SOCIALIZZARE tematiche proposte anno 2018

CONOSCERE E VOLERE. Proposta di tematiche:
AMMINISTRATORI POLITICI di fronte alla saggezza e alla corruzione.
SACERDOTI sostenuti nel loro fatiche pastorali dalla fraterna amicizia.
FAMIGLIE valorizzate come patrimonio dell’umanità da proteggere con scelte politiche.
POVERI aiutati e rispettati con senso di giustizia.
CONSACRATE-I in fervore missionario per gli emarginati.
MINORENNI liberati dalla malvagità degli uomini e dei tempi.
VECCHI e anziani in atto di vivere con serenità i limiti dell’età loro.
GIOVANI con possibilità di accedere alla formazione ed al lavoro effettivamente
DETENUTI con educatori e volontari per realizzare il loro recupero.
DISOCCUPATI con speranza di un’occupazione dignitosa sostenuta dallo Stato e dalla società.
MALATI sostenuti dal servizio di SANITA’ con competenza e umanità.
DOTATI DI TALENTI di intelligenza e di cuore sono le persone che sviluppano socialmente.
DIVERSITA’ di CULTURE dei popoli in dialogo.
BELLEZZE del creato guardate con attenzione ed espresse dagli artisti.
FERIE estive, tempo di spiritualità evangelica e di condivisione.
ECONOMIA gestita con nuove queste strade per impedire l’esclusione.
DIRITTI delle armi e diritti del dialogo a confronto.
BENE COMUNE vissuto nella dignità delle persone più che in altre cose.
LIBERTA’ per le minoranze religiose, favorita con rispetto.
DIFFERENZE individuali e comunitarie rispettate con reti sociali solidali per le diversità.
DISCERNIMENTO e formazioni personali e comunitarie da attuare.
TESTIMONIANZA evangelica per la catechesi
SFIDE del mondo attuale affrontate con rinnovata creatività.
PREGHIERA praticata nelle famiglie per vivere l’amore e la compassione.

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BLASI DON MARIO PRESENTA Pietro beato che insegna la dottrina del Risorto domenica XXI.A

BLASI SON MARIO 2002
XXI DOMENICA ORDINARIA (Mt16,13-20)

“TU SEI PIETRO E SU QUESTA PIETRA EDIFICHERO’ LA MIA CHIESA”.

Gesù porta i Suoi discepoli in terra pagana e domanda loro che cosa pensi la gente di Lui. Rispondono: “Giovanni Battista, il martire risorto, Elia, il profeta che deve preparare la strada al Messia; Geremia, il profeta lapidato ma protetto da Dio, o un profeta simile a Mosè”. Ma essi che cosa dicono del Figlio dell’Uomo?

Nella Bibbia Figlio dell’Uomo è colui che possiede la pienezza dello Spirito. Gesù è Figlio dell’Uomo perché possiede la vita piena e la trasmette. Non si fa chiamare Figlio di Davide perché Davide conquista il Regno togliendo la vita ai nemici. Gesù, invece, dona la vita per tutti.

Pietro, alla domanda di Gesù, risponde per tutti e dice: “Tu sei il Figlio del Dio vivente”.

Gesù è Figlio di Dio e trasmette la vita perché la possiede in pienezza. Simone è il primo tra gli apostoli che riconosce Gesù Figlio del Dio vivente. Gesù, per questo motivo, lo chiama “beato” perché è adatto a costruire la Sua comunità. Pietro è il primo mattone per edificare la Chiesa di Gesù: l’assemblea del popolo di Dio, assemblea aperta a tutta l’umanità.

Chi ascolta e mette in pratica l’insegnamento di Gesù costruisce la sua vita sulla roccia: Cristo. Gesù è anche Colui che elimina la morte: “le porte dell’ade non prevarranno”. L’ade è il regno dei morti. Chi riconosce Gesù figlio del Dio vivificante ha dentro di sé una potenza capace di superare la morte.

“A te darò le chiavi…

e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato in cielo”.

Chi ha in mano le chiavi è il custode e il responsabile della sicurezza della casa. Le chiavi che Gesù dà a Pietro non sono per aprire e chiudere, ma legano e sciolgono sulla terra. Pietro non ha nessun potere di aprire e di chiudere nell’aldilà, ma un potere che esercita sulla terra.

Legare nella Bibbia significa avere autorità nell’insegnamento. Gli scribi legavano pesanti fardelli, cioè imponevano un insegnamento.

Chi ha il compito di insegnare nella Chiesa? E’ Pietro perché riconosce per primo Gesù come Figlio di Dio che dona la vita.

Pietro, dunque, nella Chiesa, deve insegnare e interpretare la dottrina del Risorto.

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