Blasi Mario evangelizza domenica quarta anno C Luca 15,1 ss

Mario Blasi parroco evangelizza quarta domenica anno C Luca 15, 1 ss
“Padre ho peccato contro il cielo e contro di te”.

Che Padre! Tutti devono sperare nella Sua grande misericordia.

La parabola del padre misericordioso è conosciuta da tutti. E’ un padre molto ricco, ma sembra di una grande fragilità. Al figlio che chiede l’eredità, quale padre non si sarebbe opposto? Eppure quel padre non si oppone, divide i beni e lascia libero il figlio! Il padre consegna i beni senza dire una parola. In quel momento, una parola sarebbe inutile e incompresa. Il padre è muto nel suo dolore.

Il figlio, in pochi giorni, cambia i beni in denaro e va in un paese lontano. E’ libero.

La libertà umana è un dono di Dio, ma porta in sé il rischio: l’uomo può scegliere il bene o il male nella sua vita.

Il giovane, in terra straniera, sciupa tutto in poco tempo; si riduce a pascolare i porci e vive come un animale immondo. Desidera sfamarsi con le carrube, ma

“nessuno gliene dava”.

Le carrube erano in terra, le poteva prendere da sé, ma “nessuno gliene dava” sta ad indicare che Dio, con la Sua mano, impedisce all’uomo di umiliarsi fino in fondo. L’uomo è sempre immagine e somiglianza di Dio anche nel peccato!

Proprio nell’estrema umiliazione, riaffiora nel cuore del figlio la famiglia dove si viveva con tanto pane e calore umano. Questo ricordo, che aveva voluto cancellare, gli dà la forza di ritornare e lo mette in moto.

E’ il cammino della fede e della conversione!

Il padre, che da tanto tempo lo aspettava, lo vede da lontano, gli corre incontro per affrettare quell’abbraccio e quel bacio che sigillano un perdono pieno e una conversione rinnovata.

Il padre non permette al figlio di pronunciare quella frase in cui si afferma di essere disposto a vivere nella casa come un semplice servo. Per il padre il figlio è sempre figlio e mai schiavo anche se è stato spinto dalla fame a ritornare.

“Il figlio non trova un giudice che lo condanna, ma un padre che con il suo amore lo rigenera”.

“Al padre interessa il figlio, non il suo passato peccaminoso”. “Il padre vuole che il figlio non sia considerato né servo, né ospite, ma padrone nella sua casa”.

Fa festa perché il figlio minore è nato una seconda volta!

QUARESIMA : TEMPO DI RIFLESSIONE
<.<.<.<.<.< "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te ". Gli scribi e i farisei si scandalizzano che Gesù sia in mezzo ai peccatori e ai pubblicani e mangia con loro. Gesù risponde loro con la parabola della misericordia di Dio. Un padre aveva due figli, il più piccolo gli chiede l’eredità. Il padre divide con i figli tutti i suoi averi. Sembra un debole, non reagisce alla richiesta del figlio minore. Dal suo volto non traspare nessun sentimento. Il suo è un dolore muto. Il padre rispetta la libertà e la volontà del figlio. Il figlio minore se ne va, si sente libero e sciupa tutto. Crede di aver fatto una scelta di vita, invece si rivela una scelta di morte. E’ abbandonato da tutti. Muore di fame e va da un contadino a fare il garzone e a pascolare i porci. Vuol mangiare le carrube, cibo degli animali, "ma nessuno gliene dava". L’uomo separato da Dio diventa simile agli animali. Dio veglia su tutti. Dietro a quel giovane c’è la mano di Dio che gli impedisce di giungere in fondo al suo degrado. Spinto dalla fame ritorna. Non vuol essere considerato figlio, ma schiavo. Non ritorna pentito. Non gli manca il padre, ma il pane. Torna il figlio, che non trova un giudice, ma un padre che accoglie con amore e rigenera. Al padre interessa il figlio, non il suo passato colpevole; gli interessa ricostruire la vita e la dignità del figlio. "Facciamo festa". Il padre è felice, ritrova il figlio perduto. Non lo rimprovera, ma lo abbraccia e lo bacia. Tutti devono sapere che il figlio è ritornato padrone. Non è trattato da schiavo, ma da uomo libero e gli dà pieni poteri nella famiglia: veste, anello e calzari ai piedi (simboli della piena libertà e dignità). Ma la felicità del padre è turbata dall’altro figlio, quello rimasto sempre in casa. "Questa allegria non viene condivisa dal figlio maggiore, che, alla gioia del padre, contrappone la sua ira. Il padre non comanda al figlio di entrare, lo prega. Non fa leva sulla sua autorità di capo famiglia, ma sul convincimento. Il suo atteggiamento non è quello del padrone che ordina, bensì del servo che supplica. Il padre invita il figlio ad essere capace di rallegrarsi e di festeggiare, perché chi "era perduto ed è stato ritrovato" è suo fratello. La festa non è solo per il padre, ma anche per i fratelli" (A.Maggi).

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Mario Blasi evangelizza domenica terza quaresima anno C

(Lc.13,1-9) Quaresima seconda domenica anno C

“Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei? No, vi dico”.
Alcune persone portano a Gesù una cattiva notizia che riguarda i Suoi paesani. Essi sono stati massacrati da Pilato nel tempio e il loro sangue si è mescolato con il sangue degli agnelli offerti a Dio.
Gesù risponde con un altro episodio doloroso: la caduta della torre di Siloe dove morirono diciotto persone.
Gesù reagisce contro l’opinione in cui si afferma che le disgrazie o le malattie sono dovute al peccato delle persone. Gesù invita a riflettere. “Nessuno di noi è immune dalla violenza che può travolgerlo: andando allo stadio o trovandosi senza colpa in mezzo ad una sparatoria tra delinquenti; nessuno di noi è protetto autonomamente da incidenti o da catastrofi naturali. Potrebbe essere vittima casuale per un atto di generosità e solidarietà, come è accaduto a volte per i soccorritori coinvolti nel medesimo incidente”.
Gesù invita a riflettere e chiama alla conversione nel tempo della misericordia.
“Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”.
La coscienza della propria limitatezza deve spingere alla conversione.
“Una disgrazia può suscitare la convesione verso il fratello vittima del male, cambiare il nostro atteggiamento verso Dio e verso il prossimo. E’ quanto avviene nel buon samaritano: il volto sofferente del fratello lo induce alla responsabilità morale. Dobbiamo approfittare dei segni dei tempi, del nostro tempo, per riflettere, scoprire il senso della vita e i valori, correggere le scelte e l’orientamento”.
Gesù, poi, mette in risalto il male morale e l’incredulità che conducono alla morte. Il peccato conduce alla morte che sarà il frutto ultimo di chi la sceglie.
Il peccato e l’incredulità sono la causa profonda di ogni male. Chi accoglie il messaggio di Gesù e crede in Dio che lo ha mandato, ha la vita eterna. Per questo motivo non si può essere indifferenti o neutrali alla Parola di Gesù. Essa esige una decisione: o si accoglie o si rifiuta.
“Urgenza della conversione non toglie la pazienza di Dio nei confronti del peccatore. La parabola del fico sterile la mette in risalto. Nel confronto tra il padrone e il coltivatore, appare la minccia, ma anche la possibilità che fa risaltare la misericordia e la bontà di Dio”.
Il tempo della vita è un dono di Dio. Bisogna produrre frutti buoni per il bene di tutti.

<.<.<.<.<.<.<.<.<.<.<.<.<. III DOMENICA DI QUARESIMA (Lc.13,1-9) "Se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo ". Gesù prende lo spunto da due avvenimenti della storia locale per esortare tutti a cambiare vita. Non bisogna guardare i disastri della storia per vedervi i castighi di Dio. Gesù presenta due fatti di morte violenta: alcuni galilei, uccisi da Pilato, il cui sangue viene mescolato con quello dei loro sacrifici, e il crollo inaspettato della torre di Siloe dove diciotto persone perdono la vita. Il primo fatto è causato dall’uomo e il secondo da una disgrazia inattesa. Gesù non accetta la mentalità diffusa del Suo tempo, dove le disgrazie sono sempre castigo per i peccati. La mentalità popolare lega la sventura terrena al peccato. Nel passare accanto ad un cieco nato, i discepoli di Gesù gli domandano: "Rabbì, chi ha peccato? Quest’uomo o i suoi genitori perché sia nato cieco?". Gesù risponde: "Né lui ha peccato né i suoi genitori". Dio ama tutti, giusti e ingiusti, buoni e cattivi. La Sua tenerezza si espande su ogni creatura. Il Signore non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva! Egli vuole il bene dell’uomo. Gesù invita a leggere gli episodi dolorosi della vita, non come castigo di Dio, ma come richiamo del Signore alla conversione. La vita è un dono per accogliere l’Amore di Dio nel cuore e ridonarlo ai fratelli. Gli uccisi da Pilato o dalla torre di Siloe non erano peggiori dei presenti. Gesù non dà una risposta al perché della sofferenza umana. Il dolore è un mistero! Gesù invita a prendere coscienza dell’importanza del tempo presente per accogliere la bontà del Signore ed essere misericordiosi con tutti. " Padrone, lascialo ancora". Il vignaiolo intercede presso il padrone con la speranza che l’albero porti frutto. Gesù intercede presso Dio perché ogni uomo porti frutti di bontà. Oggi la comunità cristiana, unita a Cristo, è chiamata a portare agli uomini il frutto dello Spirito: "GIOIA, PACE, PAZIENZA, BENEVOLENZA, BONTA’, FEDELTA’, MITEZZA, DOMINIO DI SE’ " (Gal. 5,22). I giusti devono essere solidali con coloro che sbagliano, senza giudicarli o condannarli, e devono diventare segno di salvezza per tutti.

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Mario Blasi Parroco evangelizza seconda domenica Quaresima anno C Lc 9, 28 ss

Blasi Mario Parroco evangelizza seconda domenica Quaresima anno C
II DOMENICA DI QUARESIMA (Lc.9,28-36)
“Mentre pregava il suo volto cambiò di aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante “.
La preghiera cambia il volto di ogni uomo. “Colui che prega si trasforma e mette la sua capacità di amare e di perdonare in sintonia con quella di Dio che è Amore. Pregare significa mettere il cuore del credente sulla stessa lunghezza d’onda di quello di Gesù, per renderlo capace di amare gli altri come Lui li ama” (A.Maggi).
La preghiera trasfigura ogni uomo. La trasfigurazione di Gesù è un’anticipazione della Sua Risurrezione.
Gesù sta parlando della Sua morte e Risurrezione. I discepoli non comprendono per quale motivo il Figlio di Dio debba morire. Gesù Messia non deve mai morire: è la VITA.
Gesù porta sul monte i discepoli che, con maggior forza, affermano che Egli non deve subire la morte. Gesù, con la Sua Trasfigurazione, vuol dimostrare che la morte non annienta la persona. La morte è l’esplosione della pienezza della persona. L’uomo, con la morte, acquista uno splendore di vita che non è possibile avere in questa terra. “I giusti risplenderanno come il sole nel Regno del Padre loro”. Splendere come il sole significa avere la pienezza della condizione divina.
La Trasfigurazione non è una prerogativa esclusiva di Gesù, ma è una possibilità per tutti i credenti in Cristo. Tutti quelli che danno adesione sincera a Gesù e accolgono il Suo Amore, si trasfigurano in Lui.
La Trasfigurazione non avviene solo dopo la morte, ma inizia in questa terra facendo brillare, giorno dopo giorno, in ognuno di noi, l’Amore di Cristo.
” Questi è il Figlio mio, l’eletto: ascoltatelo”.
Dio fa sentire ai discepoli di Gesù la Sua voce e dà loro un ordine: “è il mio Figlio amato, ascoltatelo”.
Non devono più seguire e ascoltare Mosè, non devono più seguire i profeti, ma Gesù, il Suo Figlio amato.
Gesù è l’unica persona che si deve ascoltare e seguire: questo è l’ordine di Dio Padre.
Gesù solo riflette la Sua volontà. Solo in Gesù si comprende la pienezza della volontà di Dio. Gesù è norma di vita per tutti.
Chi ascolta e segue Gesù trasfigura se stesso e la società in cui vive.
<.<.<.<.< "Mentre pregava il Suo volto cambiò di aspetto, la Sua veste divenne candida e sfolgorante". Gesù sul monte prega e si trasfigura, manifesta la Sua gloria divina nello splendore del Suo corpo. Mostra che la condizione divina si ottiene con il dono totale di Sé. Gesù aveva parlato che il Messia doveva morire. “Ai discepoli per i quali la morte è la fine di tutto e segno del totale fallimento del Messia, Gesù intende mostrare quale sia la condizione dell’uomo che passa attraverso la morte, per questo prese con Sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, li condusse in disparte su un monte alto”. “Ai tre discepoli Gesù indica quale è la condizione dell’uomo, che, per comunicare vita agli altri, è passato attraverso la morte: questa non annienta la persona, ma la trasforma, consentendo all’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, di raggiungere il suo massimo splendore”. “Sul monte, l’azione creatrice di Dio viene portata a compimento in Gesù, operando in Lui una trasformazione luminosa. Gesù, irradiazione della gloria di Dio, emana la stessa luminosità del sole, al quale Dio era paragonato e le Sue vesti abbaglianti indicano la pienezza della gloria divina” (A.Maggi). “Accanto a Gesù, appaiono ai discepoli i due personaggi che secondo la tradizione popolare non erano morti, ma erano stati rapiti in cielo: Mosè ed Elia. Mosè ed Elia rappresentano le promesse del Regno di Dio, manifestate attraverso la Legge e i Profeti che Gesù ha assicurato di voler portare a loro massimo compimento”. A turbare questo importante momento è Pietro che si rivolge a Gesù dicendo: “Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè ed una per Elia”. “Pietro non colloca Gesù al centro dei tre personaggi: il posto più importante è occupato da Mosé”. “Per Pietro, Gesù deve collocarsi sulle orme di Mosè e non sostituirlo: il Messia desiderato è Colui che si conforma alla Legge emanata da Mosè, facendola osservare con lo stesso zelo violento di Elia” (A.Maggi). “Mentre Pietro sta ancora parlando, Dio lo interrompe dicendo: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”. Gesù è l’unico Signore che il discepolo di ogni tempo deve ascoltare. Solo Gesù manifesta la volontà di Dio, perché è Suo Figlio. Chi ascolta la voce del Figlio ascolta la voce del Padre. “Mosè ed Elia non sono stati che servi del loro Dio e hanno trasmesso una alleanza tra dei servi e il loro Signore. Gesù è il Figlio di Dio e la Sua Allenaza è tra dei figli e il loro Padre” (A.Maggi). QUARESIMA : TEMPO DI RIFLESSIONE

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Mario Blasi Parroco Evangelizza Domenica I Quaresima Luca 4, 1 ss Fidarsi di Dio anno C

Blasi Mario parroco evangelizza I DOMENICA DI QUARESIMA (Lc.4,1-13) anno C
“Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo “.
Il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto è molto significativo. Non indica solo un momento storico della Sua vita, ma riguarda tutta la Sua vita terrena.
Gesù, proclamato nel Battesimo Figlio di Dio e ricevuta la missione di Messia, è spinto nel deserto dallo Spirito per essere tentato da Satana.
Gesù, con il Battesimo, si impegna a rivelare l’Amore di Dio per gli uomini fino al dono totale di Sé. Dio Padre vuole la slavezza di tutti gli uomini.
Gesù è chiamato a rivelare con la vita e la Parola la bontà del Signore realizzando il Regno di Dio nella storia. Gesù, quindi, è il Messia inviato da Dio. Quale Messia attende il popolo ebreo? Un Messia trionfatore e dominatore! Gesù, però, non è un Messia che domina, ma è il Messia che dona la vita.
Per questo motivo, lo Spirito spinge Gesù nel deserto. Egli si deve confrontare con tutte quelle false aspettative di un messia politico atteso nel mondo ebraico.
Il deserto non è un luogo geografico, ma il luogo della prova: fedeltà o infedeltà a Dio, luogo dove si verificano le proprie scelte (anche il popolo ebraico fu messo alla prova nel deserto).
Gesù, nel deserto, è provato nella fedeltà alla missione di Messia. Egli deve rivelare l’Amore di Dio. Gesù, nel deserto,
“ebbe fame”.
La fame di Gesù non è di pane, ma è compiere la volontà di Dio. Gesù si nutre sempre della Parola di Dio che deve donare a tutti: “mio cibo è fare la volontà del Padre”.
” Non di solo pane vivrà l’uomo”.
Non sono le cose materiali che danno il senso alla vita degli uomini, ma la fedeltà alla Parola di Dio. L’uomo non deve pensare solo ai propri bisogni, ma deve essere pane per gli altri.
Gesù è il vero Pane che dona la vita.
” Lui solo adorerai”.
Gesù non vuole il dominio, ma la gloria e l’onore a Dio. Gli ebrei aspettavano un messia che avesse il potere, la ricchezza, il prestigio e il dominio. Gesù, invece, si presenta come Colui che costruisce un Regno dove la condivisione, l’uguaglianza e il servizio devono essere le caratteristiche fondamentali.

<.<.<.<.<.<.<.<.< I QUARESIMA (Lc.4,1-13) "Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano, e fu condotto dallo Spirito nel deserto e fu tentato da Satana". La Quaresima è un cammino che fa percepire il significato della salvezza nel seguire Gesù. Gesù non è stato risparmiato dalle tentazioni. Nelle prove Gesù è rimasto tuttavia sempre fedele a Dio Padre. Ogni uomo si trova anche di fronte alle difficoltà e alle sofferenze. Tutto questo fa parte della vita di questa fragile creatura. “Con il Battesimo Gesù ha preso pubblicamente l’impegno di manifestare fedelmente l’Amore del Padre a tutti gli uomini. Il Padre risponde alla decisione di Gesù col dono dello Spirito. Lo Spirito, sceso su Gesù, gli comunica infatti la pienezza di vita e la forza di Amore del Padre” (A.Maggi). Dopo questo impegno, Gesù è condotto dallo Spirito per essere tentato nel deserto. Tre sono le prove del seduttore. Sono le proposte che ogni uomo di potere conosce. La prova della fame: “satana chiede a Gesù di usare la Sua potenza divina per il proprio vantaggio. Gesù rifiuta di fare miracoli (segni) per i propri interessi, ma agirà sempre per il bene di ogni uomo” (A.Maggi). “Il pane che sazia la fame dell’uomo non scende dal cielo, ma nasce dalla terra per opera del lavoro dell’uomo e va generosamente condiviso perché si converta in dono di Dio per tutti”. “Il pane usato solo per la propria soddisfazione è pane del diavolo, cibo che, anziché nutrire, intossica e quanti se ne nutrono mangiano la propria condanna” (A.Maggi). Solo Gesù si fa Pane per tutti per donare la vita che non viene mai meno. La seconda tentazione è quella del monte altissimo dove satana gli fa vedere tutti i regni della terra. E’ la tentazione del potere politico. Gesù non è venuto per dominare, ma per servire l’uomo. Per satana il fascino del potere politico è assoluto. Nessuno resiste alla tentazione suprema del potere. “Il potere è il massimo desiderio di ogni comune mortale”. Gesù rifiuta il potere come dominio, che non viene da Dio. “Gesù non solo rifiuta di utilizzare il potere per proclamare e diffondere il Regno di Dio, ma denuncia ogni tentativo di farlo, è un tradimento del disegno divino” (A.Maggi). La terza tentazione è il pinnacolo del tempio: fare del tempio il teatro dello spettacolo del prodigio divino. “Gesù non darà alcun segno straordinario, ma Egli stesso sarà il segno visibile dell’Amore del Padre” (A.Maggi). QUARESIMA: TEMPO DI RIFLESSIONE

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ZERBI prof. Pietro (1922-2008) docente universitario storiografo equilibrato del medioevo

Zerbi Pietro (1922-2008) docente UCSC MIlano
Storiografo del medioevo e docente universitario indicava la metodologia della serenità. Ha incentrato i suoi studi sui rapporti tra Papato e Impero tra l’anno Mille e il XIII secolo. Lo Stato Romano Pontificio, secondo la sua riflessione servì a garantire la libertà della Chiesa che rischiava di essere schiacciata tra gli interventi imperiali dal sud e i domini a nord dall’Emilia alla Toscana, tra i mari Adriatico ad est e Tirreno ad ovest. Ecco alcune sue riflessioni in “ Incontri, ideali e dibattiti di una lunga vita” Vita e Pensiero, Milano 2004 pp. 355. 389
“La nostra testimonianza dovrà essere equilibrata, aliena dalle posizioni estreme, spesso astratte e faziose, giustamente aperta alle esigenze di rinnovamento, ma ugualmente fedele al patrimonio vitale, inalienabile della tradizione.” (p. 355)
“ Qui soprattutto è la tremenda difficoltà: mantenere il giusto equilibrio tra le la spinta innovatrice … e l’esigenza di continuare ad attingere ad una linfa vitale … La fedeltà non deve irrigidirsi nel conservatorismo; la novità non deve deformare, né snaturare … rinunciare, qualche volta, alla critica inutile, o, peggio, corrosiva; sostituirla con uno sforzo di più attenta, meditata, obiettiva valutazione degli oneri umani, delle scelte ardue e continue.” (p. 389)

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BURUNDI missione di padre Vittorio Blasi anno 1997 lettere

Lettera P.Vittorio 1997. VI. 9
Carissimi Amici, vi ringrazio di tutto cuore per quello che state facendo in nostro favore. L’Associazione che con tanto amore e preoccupazione avete organizzato sta prendendo il volo. La mamma aquila protegge i piccoli ai primi assaggi di aria libera, ma poi volteggeranno soli e tranquilli negli spazi celesti. L’esperienza tutta nuova dell’Associazione vi fa cogliere le vertigini, ma siete accompagnati e protetti dalle ALI poderose della MAMMA celeste, la Mamma di tutti i figli più demuniti, malati, indifesi …
La nostra vita vi preoccupa: ma siamo sereni e tranquilli, perché “anche se la Passione è lunga e tanto dolorosa, la Vergine Madre, Regina delle Missioni, è con i suoi poveri figli”. E’ con LEI che abbiamo vissuto il mese di Maggio non di rose, ma di spine. Lo abbiamo iniziato con voi nella solennità della Santa Croce a Belmonte, issando le quattordici croci della Via Crucis a Mumuri.
La guerra ha seminato tanto pianto e dolore nel piccolo Seminario di Buta ed in tante altre famiglie sconvolte dal dolore e dalla morte. In Parrocchia abbiamo concluso il mese della Madonna all’insegna della Fede e della devozione Eucaristica, con messe e processioni eucaristiche nelle cinque cappelle succursali e nella grande processione del Corpus Domini, dove vi ho portato nel cuore …
Il giorno del Corpus Domini vi ho tenuto presenti, come voi ed i bimbi della Prima Comunione di Don. Angelo a Valmir ci avete ricordati a Gesù. Grazie! E’ questa la Comunione dei Santi! Ricambio i saluti ai giovani ed ai bimbi della comunità di Valmir: stiamo costruendo insieme i ponte di solidarietà, di fraternità e di pace in Gesù.
Il mese di maggio ha dato alla luce anche il libretto del Catechismo, intitolato “Dio abita in mezzo a noi”: sarà lo strumento che d permetterà la ricostruzione della Fede nelle famiglie. La FEDE ritrovataci porterà la PACE.
Il mese di Giugno, mese del Sacro Cuore,-si è aperto alla solidarietà. Son venuti in molti a chiedere aiuto per le necessità più urgenti. Alcuni han domandato coperte, altri vestiti, altri aiuti per poter aiutare. I prodotti agricoli sono scarsi: la natura è stata avara forse proprio perché vede che manchiamo di solidarietà e di amore. Saremo costretti a condividere il poco che avremo.
Il Santo Padre, in Polonia, ha ricordato che l’uomo non ha bisogno solo di pane terreno, ma ha bisogno del Pane che viene dal Cielo. Volesse il Cielo farci accogliere questo grido, perché Gesù vuole essere nostro Cibo che d riporterà la vita perduta.
A tutti voi, Giusto, Floriana, Giancarlo, Antonio, Milena, Walter, Lucia, Lorenzo, Don Mario, Don Angelo, Don Vittorio, Don Primo, agli amici, a tutti i benefattori un grazie e un cordiale saluto. La Mamma Celeste vi ricolmi delle sue benedizioni
In Gesù e Maria. P. Vittorio Blasi
***
Altra lettera del 1997

Carissimi, scrivo due righe per ringraziarvi tutti del dono che ci fate delle vostre giornate di preghiera. La preghiera è l’aiuto più bello ed efficace per tutti. Grazie!
La vita che viviamo è nelle mani di Dio. A Mumuri viviamo in pace. In Parrocchia ci sono diversi gruppi di preghiera: in molti il giovedì notte fanno ore di preghiera in casa per confortare Gesù nel Getzemani. Si sono organizzati spontaneamente proprio per implorare la Pace.
Qui a Bujumbura ieri 13 abbiamo celebrato la Messa quando voi eravate in preghiera dalle sei alle sette del pomeriggio. Vi abbiamo ricordato e siamo rimasti in sintonia. In Parrocchia ho fatto innalzare una croce nella sede della vecchia parrocchia e per il 3 Maggio giorno della festa della Santa Croce a Belmonte prepareremo la Via Crucis pubblica all’aperto, che partirà dalla chiesa parrocchiale fino alla Croce che abbiamo issato il 25 Marzo. Faremo una giornata di preghiera e di penitenza, tutto per invocare la Pace. Al Santuario mariano di Gitega, quello che Mons. Ruhuna ha voluto costruire e che è diventato faro di speranza, il 13 e il 12 notte è stato luogo di incontro e di preghiera per oltre 3.000 persone. Ieri, domenica, scendendo a Bujumbura, abbiamo sorpassato in macchina per oltre 25 chilometri gente che tornava a casa con il loro sacchetto di plastica o la bottiglia dell’acqua. In altre zone la gente scappa per altri motivi, noi possiamo contemplare gente che si mette in cammino per andare a pregare.
Come ho detto altre volte, in parrocchia abbiamo organizzato due ore di adorazione giornaliere per piccoli gruppi di volontari e mai Gesù resta da solo. Il santuario diverrà dubbio luogo di riconciliazione e di perdono.
Quando il Crocifisso del Papa troverà il suo posto, allora potremo dire che il detto marchigiano si sarà realizzato : “Chi va a Loreto e non va a Sirolo, vede la Mamma, ma non vede il Figliolo”. Per noi la stessa realtà dovrebbe verificarsi sullo stesso spiazzale del Santuario. Stiamo preparando il progettino perché il Vescovo possa approvarlo.
Per le opere di misericordia in questi giorni abbiamo fatto distribuire attraverso la Caritas Diocesana 16 tonnellate di fagioli sia per la semina, sia per le famiglie più povere della Parrocchia o nei campi profughi Abbiamo distribuito 2.600 coperte per i più poveri e nei centri dei campi profughi. E’ stato fornito soprattutto un campo profughi vicino ai fiume, dove il freddo è più intenso.
Anche in Parrocchia abbiamo distribuito fagioli per la semina di oltre 250 famiglie. Anche gli orfani scampati dal disastro di Bugenana hanno avuto la nostra attenzione, li abbiamo riforniti di coperte, fagioli e patate e continueremo ad aiutarli. Anche altri orfani della Parrocchia di Makebuko hanno ricevuto coperte e fagioli.
Abbiamo offerto, tramite la Caritas Diocesana, 2.500.000 Fbu per i malati più poveri ed i centri diocesani che accolgono malati più poveri.
Anche giovani delle Scuole Superiori, tramite l’amministratore diocesano P. Bururi hanno ricevuto un nostro aiuto di 2.000.000 di Fbu. Abbiamo aiutato sacerdoti in difficoltà, che debbono occuparsi degli orfani delle loro famiglie decimate.
A presto altre notizie. Un forte abbraccio e saluti a tutti in Gesù e Maria. P. Vittorio

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BURUNDI Pasqua 1997 ll’Arcivescovo di Gitega ringrazia p. Vittorio Blasi missionario e i suoi amici

Missionario Vittorio Blasi in Burundi 1997. Lettera del nuovo arcivescovo di Gitega
ARCHIDIOCESI DI GITEGA Pasqua 1997
Carissimi tutti,
voglio esprimervi la mia sentita gratitudine per la vostra simpatia, alla notizia della mia nomina ad Arcivescovo di Gitega e della mia intronizzazione a questo ministero, il 22.3.97. La giornata è stata molto serena, in una preghiera intensa, in un clima pieno di fraternità e d’intensa comunione ecclesiale.
La Vostra partecipazione è stata molto grande. Avete pregato. Avete implorato la benedizione sull’archidiocesi e sul suo Pastore. Avete indovinato le vere dimensioni di questa missione. Avete offerto un Vostro sostegno. La Vostra presenza a noi è stata preziosa. La Vostra solidarietà, specie in questi tempi molto difficili è ancora indispensabile. Ci contiamo.
Per tutto esprimo la mia profonda gratitudine. Una buona e santa Pasqua
Una buona e Santa Pasqua.
+ Simone Ntamwana Arcivescovo di Gitega
LETTERA DI PADRE VITTORIO BLASI DAL BURUNDI

P. Vittorio Blasi – lettera del 13-VI-07
… Stiamo preparando i bambini alla prima Comunione. Gesù ci aiuterà a superare le tante difficoltà che ci circondano. Sembra di vivere in pace, ma sotto la cenere cova qualche cosa, un fuoco che non sembra promettere bene.
Ieri ed oggi al Santuario oltre tremila persone han pregato e stanno pregando: la maggior parte povera gente, o gente del campo. Han percorso in molti dai venti ai quaranta chilometri a piedi, alcuni anche due giorni di marcia pur di partecipare al Pellegrinaggio Mariano.
Ad una donna anziana, che veniva dalla parrocchia di Nyabikare a circa 35 km. Lontano da Gitega, ho chiesto: ”Sei stanca ?”. Mi ha risposto tutta contenta e sorridente: “Sono tanto stanca!”.
Molti vorrebbero interdire questo pellegrinaggio, ma la Mamma celeste non lo permette. Ci sono tante negatività che potrebbero colpirci, ma la preghiera di tanti poveri ci aiuterà ancora una volta a superare tante difficoltà.
II Burundi continuerà a far parlare di sé, ma sarà per il bene ed il cambiamento di tanti. In questa settimana ho visto tanti genitori che avevano abbandonato la fede e che vogliono tornare a Dio grazie alla Prima Comunione dei figli o grazie al Battesimo dei figli La salvezza non d verrà che dalla ‘FEDE ritrovata.
E’ questo soprattutto il grido che vorrei fervi giungere dal Burundi. Vorrei ringraziarvi tutti e ciascuno personalmente, ma lo faremo quando ci sarà più calma e tranquillità, quando soprattutto Gesù ci ridarà la Pace del cuore e del PAESE.
Se mi sarà possiede, manderò anche la situatone aggiornata sul movimento della popolazione, le necessità mediche per i bisognosi, gli orfani, gli sfollati, i poveri. Vi metterete le mani sul cuore per dire: ”Ma come potremo farcela ?” La descrizione è tanto dolorosa, … ma vi manderò anche la documentazione fotografica di tanto bene e tanta gioia che vengono dalia fede.
Per il nuovo giornalino fate anche voi, vi raccomando solo una cosa … Chi scriverà non parli tanto delle divisioni etniche, ma delle divisioni dei cuori. Il problema non sono le divisioni etniche, ma tanto peccato, tanto odio, tanto rancore che cova nei cuori anche delle persone che dovrebbero fare professione di amor di Dio. E’ questo il grosso problema di tanta guerra infinita.
Bando all’odio e alla morte! Ma tanto spazio al perdono, all’AMORE, al Cuore PULITO libero e bello, pieno di Dio, di Maria e di sorriso.
Grazie infinite. In GESÙ e MARIA P. Vittorio
P.S. : A don Angelo vorrei far giungere tutto il nostro grazie più sincero e profondo. La coincidenza del Corpus Domini per le Prime Comunioni è tanto significativa. E’ la fede che veramente cementa le nostre relazioni.
Per voi del gruppo è tanto importante il momento dell’incontro di preghiera. Vi sentite incapaci di trattare i problemi internazionali, di ingiustizia e di guerra…
Ma vi ritrovate nella preghiera e costatate … quanto sia debole anche la fede. Ma tutto vi riesce quasi focile, state creando un’opinione, un interesse, siete come diventati un riferimento per fare il bene. Tutto questo non è nostro, non è mio, anzi se dovessi dire che vi aiuto in qualche cosa dovrei sentire tutta la mia confusione. Il primo foglio è molto bello, il titolo è ancora più significativo, tutto è venuto dal vostro cuore, ma il bel tutto lo dobbiamo a MARIA.
Ieri sera, quando ho lasciato al Santuario oltre 3.000 persone in preghiera e per tutta la notte… mi son chiesto: “Maria opera in mezzo a noi”, così per voi … Le nostre qualifiche sono zero, i nostri titoli non valgono niente … eppure tante persone rispondono a Maria. Facciamoci coraggio, facciamoci forza: sarà ancora LEI a mettere tutto al posto giusto ed al momento giusto.
— Restiamo uniti nella preghiera. p. Vittorio

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IL BURUNDI CONFORTATO DALL’ARCIVESCOVO DI GITEGA E DAL MISSIONARIO P. VITTORIO BLASI 1994


Arcidiocesi di Gitega Gitega Burundi 20 Dicembre 1994
Cari Amici,
Il Natale l’anno scorso ci ha trovato in una profonda oscurità: il Burundi aveva perso il suo primo Presidente democraticamente eletto, e molti dei suoi figli e figlie. Il paese era come un immenso cimitero: migliaia di cadaveri distesi sulle colline o inumati senza alcuna dignità. Ovunque lacrime. Il paese era in rovina: famiglie smembrate, case incendiate. Quasi più niente era in vita nel paese che sentiva la morte.
Quest’anno che volge al termine ci sta conducendo verso il cammino della ripresa. La riorganizzazione dell’autorità a tutti i livelli è un passo importante nella ricerca della Pace. La saggezza ha saputo guidare i nostri politici sulla via del dialogo. In ogni modo non sono mancate le prove. Un lavoro arduo attende tutti coloro che vogliono operare la pace. In quasi tutto il paese la situazione resta fragile. Qua e là si annunciano morti e distruzioni. Sappiamo che molti giovani si esercitano e si armano per la guerra. Nello stesso tempo enormi problemi sociali provocati dagli avvenimenti ci sollecitano. Un po’ ovunque nel paese gli sfollati sono raggruppati nei campi profughi, e non osano ritornare nelle loro proprietà spesso distrutte. Migliaia di orfani domandano di essere accolti ed assistiti.
Malgrado tutte le sofferenze possiamo ringraziare il Signore per i numerosissimi segni di bontà e di misericordia verso il nostro popolo. Fin dall’inizio una gara di simpatia e di compassione, fortificata da tante preghiere, ci è giunta da parte di molti Amici. E’ quello che ci ha sostenuti. Per paura di dimenticare i nomi, non oso menzionare tutti coloro che ci sono venuti in aiuto. Ma a tutti diciamo: il Signore vi ricompensi al centuplo.’ Possiamo rallegrarci nel costatare che il nostro paese annovera tra i suoi figli e figlie dei veri santi e molti martiri. Infatti nel cuore delle tribolazioni, la generosità ha agito con potenza in numerose anime. Abbiamo iniziato a raccogliere testimonianze di eroismo di persone ancora in vita o già morte. Molti hanno raccolto persone con il pericolo della propria morte. Alcuni sono stati vittime della loro carità. Persone sono andate alla morte trionfalmente perché coscienti di raggiungere attraverso di essa il luogo del riposo e della felicità eterna.
Numerose famiglie si organizzano per raccogliere orfani. Gruppi di persone di tutte le categorie si incontrano per pregare ed organizzare opere caritative. Tutte queste iniziative sono segni di speranza e prove che la verità e l’amore finiranno per trionfare. Molti dei nostri vivono nel bisogno con vitto e vestiti insufficienti ed esposti a malattie. Molti dei nostri orfani in età scolare mancano del necessario. Non esito a raccomandare tutti coloro che attirano la nostra sollecitudine pastorale.
Che tutti: Organismi, Chiese, e tutti gli amici siano certi della nostra gratitudine e delle nostre ferventi preghiere. A tutti i nostri migliori auguri per una Santa festa di Natale ed un Anno pieno di Gioia e di Felicità. * + Gioacchino Ruhuna arcivescovo di Gitega
*****

. Vittorio Blasi – Gitega – Burundi 19/XII/1994
Stimati Benefattori, Gentilissime Benefattrici,
Grazie per le vostre offerte. Con l’inizio dell’Avvento sto vivendo una nuova esperienza: sono tornato nella Diocesi di Gitega, dove Mons. Gioacchino Ruhuna mi ha accolto, per potermi dedicare alla missione con tutto il cuore immerso nella realtà del Paese. A nome di tutti i sofferenti del Burundi ringrazio tutti Voi che siete stati scelti da MARIA per dare sollievo ai suoi figli travolti “dalla guerra non solo materiale”, ma soprattutto spirituale.
A chi si preoccupa dei disastrati, di farmi conoscere la situazione della Diocesi di Gitega, una della più provate dalla guerra fratricida. I dati non sono completi, ma fotografano la portata del disastro ancora da valutare in tutta la sua gravità. La guerra ha causato oltre 8000 orfani che vivono in famiglie di accoglienza o negli orfanotrofi di Mugera: 180 orfani, di Karuzi, 115 orfani, di Ndava,85 orfani. Nella sola parrocchia di MAKEBUKO 784 orfani sono accolti in famiglie. Alcune di esse accolgono anche 20 bambini.
I problemi non riguardano solo i piccoli, ma intere famiglie sono alla sbando, o non hanno la possibilità di ricostituire una vita normale. Nella sola parrocchia di Giheta 1681 famiglie di vecchi- vedove -orfani, si trovano in una situazione di indigenza totale. La Diocesi di Gitega é composta di 22 parrocchie e si estende su tre provincie.
Con il mio rientro a Gitega non aiutiamo solo ima parrocchia, ma la carità prende spessore nazionale.
A Bujumbura i bimbi orfani ed abbandonati che abbiamo raccolto nel piccolo nido di Maria, hanno interceduto per migliaia di bimbi vittime dell’odio satanico, di Gitega, Karusi, Muramvya, Bujumbura, e perché no!, potremmo raggiungere le provincie di Ruyigi, Canguzo, Kirundo, Ngozi, Muyinga, dove i problemi sono ancora tanto gravi ed impellenti. Questa guerra silenziosa, fatta di odi -vendette- rancori, ci interpella.
Carissimi chiediamo a Gesù Bambino la Pace. La Mamma celeste ci copra con il suo manto, San Giuseppe ci guidi e trasporti con il suo asinello attraverso il deserto della prova. La Sacra Famiglia ci riporti alla casa del Padre che vuole mettersi in “cammino per abbracciarci”. Preghiamo il Padre perché ci santifichi, “lo meritiamo per tanto soffrire”. “Il Pane Benedetto arrivi a tutti come alimento di anima e corpo”.
Supplichiamo Dio Padre perché ci insegni a perdonare come ha perdonato LUI. “Perché nel perdono sta l’AMORE, nel perdono la COMPRENSIONE”.
Sia questo l’augurio per un Santo Natale di Amore e di Pace. Sia l’augurio per un Anno Nuovo 1995 di Misericordia e Pietà. La Mamma dia a tutti la gioia di offrire con amore e sacrificio, nella certezza di partecipare alla riconciliazione dei CUORI.» Grazie. Dio vi Benedica. In Gesù e Maria P. Vittorio Blasi

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Missionario p. VITTORIO BLASI BURUNDI Vangelo gesti etnici Carità Diocesi Gitega. 1991

P. Vittorio Blasi 1991
Cari Amici,
Nel 1978 ho iniziato il mio apostolato a Mumuri dove, grazie a Dio ed alla Vergine santissima ho potuto far crescere una comunità cristiana con oltre 6.000 Battesimi ed ho potuto favorire la crescita di vocazioni sacerdotali e religiose soprattutto con la costruzione del Noviziato per le suore di Santa Bernadetta a Mumuri stessa e la costruzione della loro Casa -madre a Gitega.
Con i catechisti e con il Consiglio Parrocchiale abbiamo dato inizio a quello che potremmo considerare un tentativo di inculturazione liturgica riscoprendo nei gesti, nei simboli, nelle feste tradizionali, I segni che possano far entrare i Barundi nella comprensione del mistero di Cristo. Abbiamo imparato a celebrare il Natale alla luce della nascita di un bambino nella famiglia murundi, Con la felicitazione per la mamma (la Vergine Maria) e la presentazione dei doni per la madre che deve essere aiutata a far crescere il neonato. Il Bambino Gesù viene presentato alla Comunità il giorno della Sacra Famiglia, come il neonato Murundi viene presentato con la solenne festa alla famiglia ed ai vicini. Il Figlio di Dio e di Maria lo presentiamo a tutto il mondo, al Burundi, alla diocesi, alla Parrocchia, alle colline, alle famiglie perché Lui è il Bambino che è nato per tutti.
Abbiamo anche celebrato la settimana santa e la Pasqua alla luce della tradizione locale: il giovedì santo Cristo ci ha lasciato il Suo Corpo e il Suo Sangue ed il sacerdozio come testamento della Nuova Alleanza. Questo evento salvifico è rivissuto tenendo presenti gli elementi della tradizione kirundi del capo-famiglia che lascia il testamento ai suoi quando sente che è giunto l’ora di passare ‘alla terra’ deli uomini, cioè il luogo del riposo eterno.
Il Venerdì santo lo meditiamo come celebrazione della morte di Cristo con il rito della consolazione di Maria, sua Madre, come nell’uso tradizionale.
Il Sabato santo e la Pasqua li celebriamo come momento di uscire dal lutto nella cultura kirundi. Con la madre del congiunto tutto si ferma, il fuoco si spegne … Ma bisogna pur ricominciare una vita nuova! Per togliere il lutto i Barundi riaccendono il fuoco, si lavano, si mettono un vestito nuovo, preparano un nuovo cibo per celebrare la festa del ritorno alla nuova vita Sono gli stessi elementi che nella veglia Pasquale ci fanno entrare nel mistero del Cristo morto e risorto a nuova vita.
Abbiamo anche cercato di rivivere il sacramento della penitenza- riconciliazione come i Barundi celebrano la riconciliazione dopo le offese.
Tutta la liturgia della s. MESSA è vissuta alla luce della cultura locale, con mdanze, canti, tamburi, gesti ed offerte presentate con i cesti ornati di foglie di banane. E’ una partecipazione corale e festosa al Banchetto di Cristo che si immola e si offre a noi come cibo. La s. Messa è diventata per noi il punto centrale del nostro attaccamento a Cristo, evidenziato da “Ebrei 12, segg. Noi fissiamo il nostro sguardo in Cristo che guida la nostra fede e la porterà a compimento.
Questa celebrazione liturgica è stata la gioia del Papa quando è venuto in BURUNDI.
I Cristiani del Burundi hanno preso in mano le varie attività della Parrocchia soprattutto con l’attenzione ai poveri ed ai bisognosi perché sentono che la parrocchia è l’espressione della loro fede e della loro vita comunitaria.
Un’attenzione particolare è rivolta al problema vocazionale sia con la preghiera che con le offerte per i seminaristi.
Inoltre i gruppi di azione cattolica ed i vari movimenti si organizzano secondo il loro carisma per la crescita della fede e della testimonianza cristiana sia a livello giovanile che di adulti.
Secondo i valori tradizionali siamo attenti alle necessità della gente e dei ragazzi. Per loro abbiamo predisposto, in collaborazione con le autorità amministrative locali e con la gente, ben 92 aule di scuola, inoltre acquedotto, cooperativa, rimboschimento ed abbiamo fatto una sensibilizzazione per rendere la vita locale più degna della persona umana. Un serie di sei cappelle sparse per tutto il territorio favoriscono una crescita spirituale più famigliare per tutti.
Ma quello che mi sta a cuore è ringraziarvi soprattutto per avermi aiutato alla costruzione del santuario della Madre della Misericordia, la Rosa Mistica che con tanta predilezione ci ha invitato e aiutato a realizzalo nella discrezione più assoluta e nel periodo più difficile per la Chiesa del Burundi. La Mamma ci ha voluto dire con quel santuario che si occupa dei popoli e della nazione del Burundi e dei Barundi: si occupa e preoccupa di ciascuno di noi come mamma affettuosa e Il delicata, piena di misericordia e di perdono.
Il santuario è stato il dono più bello della vita missionaria. E’ il luogo di riconciliazione, di amore, di festa. La Vergine sant\ma ci vuol portare al Suo Figlio che perdona e che si dona come cibo!
Sto per iniziare un altro periodo di vita missionaria con Maria e sotto il suo manto. I sogni sono tanti. Sarà Lei a concretizzare il futuro. La mia vita è nelle mani dello Spirito santo affinché Lui sia la guida e il consolatore. Lo Spirto, come ha sorretto ed accompagnato Maria, Gesù e Giuseppe nel deserto, protegga così la mia vita che voglio vivere con Maria ed in Maria per portare tutti a Gesù. Con questi sentimenti e progetti mi rimetto alle vostre preghiere ed al vostro aiuto. Per tutti domando benedizioni e grazie alla Rosa Mistica, la Madre di Gesù e Madre nostra.
La Vergine santissima ha benedetto il Burundi e continua a benedirlo. Anche in questo momento vi propongo di venirci in aiuto proprio per far crescere la pietà verso la Madre di Dio perché ci porti a suo Figlio Gesù. Senza indugio e con fiducia lancio questo nuovo appello che potrebbe interessarvi
= Centomila Rosari per il Burundi; perché non duecentomila? = Medagliette e Crocifissini per respingere l’ondata di amuleti e stregonerie perché Gesù e Maria siano coi Barundi = Immagini sacre della Madonna: es. Il Cuore Immacolato dì Maria/l’Immacolata di Lourdes, la Madonna del Rosario»
= l’Ausiliatrice» la Madonna della Pace, la Madonna del Pianto o di Medjugorje: formato grande e santini = Immagini di Gesù Misericordioso, del Volto Santo, del Croce-fisso, della Sacra famiglia e simili…
= Pissidi, Calici, Teche per la Comunione ai malati, per oli santi, casule e altro per la sacra liturgia.
Gli oggetti sacri favoriscono la dignità della celebrazione ed il rispetto a Gesù Eucaristico. = Statue di Maria, di s. Giuseppe e del Sacro Cuore da noi e giacciono in sacrestie o ripostigli, invece farebbero tanto bene nelle cappelle e chiese del Burundi.
Quando si ama il popolo non si può non dare al popolo stesso il gusto di amare Dio e sua Madre, Maria. Per superare le povertà bisogna cercare, difendere e rispettare i valori umani solo in Dio.
Il primo modo per aiutare l’uomo è la preghiera: “Pregate! Pregate! Perché solo con la preghiera potete allontanare satana e tutto il male che viene da lui () perché solo con la preghiera potete allontanare stana e tutto il male che viene da Lui” perché solo con la preghiera potete allontanare satana e tutto il male che viene da lui (Matteo 17, 21).
Aiutateci in questo sforzò che vuol fare dell’uomo murundi un autentico figlio dì Dio ed un cittadino che ama é costruisce il suo paese.
La Mamma celeste vi aiuti ad entrare in sintonia con questo tipo di Missione che nello Spirito Santo desidero continuare in Burundi. Grazie per la vostra comprensione evi benedico in Gesù e Maria.
NB. Un contenitore partirà da Parma a fine giugno ’91,ed altri due contenitori partiranno per fine anno. Altri due contenitori partiranno a fine anno. Spedite per Padre VITTORIO BLASI BUJUMBURA BURUNDI. Grazie! Dio benedice.

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FERMO PROVINCIA NEL TEMPO DAI ROMANI ALLA REPUBBLICA ITALIANA digitazione Albino Vesprini Notizie Gabriele Nepi

LA PROVINCIA DI FERMO NEL TEMPO (digitazione di Vesprini Albino)
Gabriele Nepi, sostenitore della Provincia che era da recuperare per Fermo assieme con l’Associazione Intercomunale del Fermano e con l’Associazione Intercomunale della Zona Calzaturiera ha pubblicato per mezzo della società “Iommi” nel 1992 il volume “La provincia di Fermo nella storia” (pagine 80 formato A4 con molte illustrazioni, cartografia geografica e dati statistici). Ecco alcune notizie estratte da questo libro.
Le vicende passate chiariscono i presupposti delle più recenti consapevolezze. Vari scrittori greci e latini hanno parlato di Fermo: Tolomeo, Strabone, Cicerone, Catullo, Giulio Cesare, Valerio Patercolo e in seguito vari autori cristiani, papi, imperatori e personalità famose.
Lo stesso Nepi Gabriele pubblicò un volume sui testi dei principali scrittori dell’antichità riguardanti il Piceno. Dopo decaduto l’impero romano occidentale Fermo ebbe importanza come ducato longobardo, divenuto contado (comitato) con carlo agno e Marca Fermana che unita dal papa a quella anconetana fece creare il toponimo “Marche” per questa regione.
Il governo dello Stato Romano pontificio ebbe in Fermo un centro culturale ed amministrativo che coinvolgeva il governo dei castelli del suo circondario, regolati dagli “Statuta Firmanorum” (1381) cioè dalle leggi dei castelli fermani.
La diocesi di Fermo mantiene ancora una territorialità che deriva dalla Marca Fermana altomedievale con i seguenti attuali comuni, cinque dei quali in provincia di Ascoli Piceno (AP) e altri 13 in quella maceratese (MC). Ecco l’elenco dei 57 comuni della diocesi;
Altidona (FM)
Amandola (FM)
Belmonte Piceno (FM)
Campofilone (FM)
Carassai (AP)
Civitanova Marche (MC)
Comunanza (AP)
Corridonia (MC)
Falerone (FM)
Fermo (FM)
Francavilla d’Ete (FM)
Grottazzolina (FM)
Gualdo di Macerata (MC)
Loro Piceno (MC)
Lapedona (FM)
Magliano di Tenna (FM)
Massa Fermana (FM)
Massignano (AP)
Mogliano (MC)
Monsampietro Morico (FM)
Montappone (FM)
Monte fiore dell’Aso (AP)
Monte Giberto (FM)
Monte Rinaldo (FM)
Monte San Giusto (MC)
Monte San Martino (MC)
Monte San Pietrangeli (FM)
Monte Urano (FM)
Monte Vidon Combatte (FM)
Monte Vidon Corrado (FM)
Montecosaro (MC)
Montefalcone Appennino (FM)
Montefortino (FM)
Montegiorgio (FM)
Montegranaro (FM)
Monteleone di Fermo
Monterubbiano(FM)
Montottone (FM)
Moresco (FM)
Morrovalle (MC)
Ortezzano (FM)
Palmiano (AP)
Pedaso (FM)
Penna San Giovanni (MC)
Petriolo (MC)
Petritoli (FM)
Ponzano di Fermo
Porto San Giorgio (FM)
Porto Sant’Elpidio (FM)
Potenza Picena (MC)
Rapagnano (FM)
Sant’Angelo in Pontano (MC)
Sant’Elpidio a Mare (FM)
Santa Vittoria in Matenano (FM)
Servigliano (FM)
Smerillo (FM)
Torre San Patrizio (FM)
La provincia di Fermo, ricostituita nel 2004 con 174.000 abitanti separandosi da Ascoli Piceno, è divenuta operativa nel 2009. L’attuale superficie è di 862,77 km² comprendente 40 comuni. Sin dall’ordinamento antico dello stato romano pontificio è rimasta tra le maggiori città marchigiane, come capoluogo.
L’attenzione alle appartenenze territoriali provinciali a Fermo o a Macerata o ad altra città interessa gli studiosi delle vicende storiche perché nel cercare documenti d’archivio debbono recarsi negli archivi pubblici dei rispettivi diversi capoluoghi a cui un comune apparteneva, talora con cambiamenti nel corso dei secoli. Ad esempio Montegiorgio ha fatto parte della delegazione di Macerata fino al 1817, come pure erano territori maceratesi Amandola, Montegranaro, Monte San Pietrangeli, Sant’Elpidio a Mare (che comprendeva l’attuale comune di Porto Sant’Elpidio). Presso la sede dell’archivio storicvo provinciale nel tempo si trovano molti documenti
Sono interessanti i cambiamenti governativi che si sono verificati nei secoli.
La POPOLAZIONE del FERMANO come risulta dal Censimento Pontificio del 1782 nello Stato di Fermo.
Fermo comprendeva Porto San Giorgio….abitanti…17.904. Inoltre: Monte Verde abit. 400 e Rocca di Monte Varmine…ab. 241
a.1782 = Territorio della zona ‘Marina’ dello Stato di Fermo: comuni ed abitanti
Acquaviva .. 1637
Altidona 1076
Campofilone… 1161
Carassai……… …1015
Grotte a Mare 2449
Lapedona 1502
Marano (Cupra Marittima) ab.1544
Massignano….….1477
Moresco……………615
Pedaso 288
Sant’ Andrea………326
San Benedetto e Monte Aquilino 2329
Torre di Palme 1008
Territorio della Mezzina
Belmonte 714
Collina (in Monte Vidon Combatte) 347
Grotta Azzolina 1060
Monte Falcone 936
Monte Giberto …..1219
Monte Vidon Combatte 371
Monte Leone 812
Monte Ottone 1430
Monte Rinaldo 754
Monte San Pietro Morico 611
Ortezzano 659
Petritoli 2109
Ponzano 817
S. Elpidio Morico 431
Servigliano …..1780
Smerlilo …. 706
Torchiaro 386
= Territorio della zona di Montagna
Alteta 521
Cerreto 371
Falerone 2584
Francavilla (d’Ete)… 961
Gualdo e Castelgismondo 1358
Loro (Piceno) 2803
Magliano 895
Massa 750
Mogliano ……3597
Montappone..1131
Montevidon Corrado 875
Monturano………1630
Petriolo…… ….. 1781
Rapagnano 1453
S. Angelo in Pontano 2135
Torre San Patrizio 957
Tot. 72.766
Già del Governo di Macerata:
Amandola 3734
Monte Giorgio 4341
Monte Granaro 3789
Monte San Pietrangeli 2141
Sant’Elpidio a Mare 7479
Tot. 21.484

Da notare che tra il territorio Ascolano e quello Fermano nell’alta zona collinare Picena esisteva nel 1782 da più secoli il Presidato Farfense detto poi di Montalto (1586) nel quale erano Montelparo , Monterubbiano e Santa Vittoria in Matenano attualmente in provincia di Fermo.
Presidato di Montalto
Montalto……………………1070
Castignano…………………1739
Cossignano…………………. 880
Force…………………………1453
Monte di Nove …………… 885
Montelpare………………..1168
Montefiore…………………1952
Montegallo…………………1536
Monte Monaco……….…..1211
Monte Rubbiano…………2449
Offida…………………………1229
Patrignone………………….. 378
Ripatransone………………..413
Porchia…………………………617
Rotella…………………………..699
S. Vittoria…………………….1854
TOT. 25120

Prima del 1796, anno dell’occupazione territoriale fatta da Napoleone Bonaparte la Marca centro meriodionale comprendeva
Quattro governi: di Macerata, abitanti 140.769,
di Ancona,
di Fano,
di Jesi,
il Presidato di Montalto, abitanti 25.120
_ lo Stato di Ascoli,
_ lo Stato di Fermo,
.+. sette governi diversi: a Fabriano, a Loreto, a Domo, a Matelica, a San Severino, a Monte Marciano, Ficano, in tutto 44.322 abitanti)
.+. alcuni Luoghi Baronali (Civitanova, Barbara, Genga).
TOTALE della Marca di 464.188 abitanti
Inoltre a Nord nelle Marche attuali, il Ducato di Urbino o Stato di Urbino; oltre alla città di Urbino e circondario, comprendeva la provincia Feltria, la provincia di Massa Trabaria e 30 Luoghi Baronali. Il totale demico del Ducato di Urbino era di 166.575 abitanti;
Vi era inoltre lo Stato o ducato di Camerino con un totale di 29.160 abitanti.
\\\ Napoleone divise i territori al modo francese con la prima occupazione nella marca del 1797. Nella seconda occupazione 1808-1815; il 2 Aprile del 1808 Napoleone Bonaparte con decreto emanato dal Palazzo di S. Cloud, decretava la riunione al Regno d’Italia (dominio francese) di Urbino, Ancona, Macerata, Camerino e vi teneva stabiliti tre Dipartimenti:
.Dipartimento del Metauro con capoluogo Ancona (vi era incluso anche Urbino);
..Dipartimento del Musone con capoluogo Macerata;
…Dipartimento del Tronto con capoluogo Fermo. Quest’ultimo era costituito dai territori dell’ex Governo generale della Marca, dello Stato di Fermo, dello Stato di Ascoli, dello Stato di Camerino, del Presidato di Montalto.
A Fermo che era designata capoluogo risiedeva il Prefetto del Dipartimento del Tronto. Ascoli e Camerino ebbero due vice-prefetture. Tre i distretti: Ascoli, Fermo, Camerino che abbracciava varie località dell’odierna provincia di Macerata.
Il distretto di Fermo città capoluogo, era formato da sette cantoni, ognuno dei quali abbracciava più comuni: Fermo, Monte Giorgio, Petritoli, Ripatransone, Sant’Elpidio a Mare, San Ginesio e Sarnano (questi due ultimi ora in provincia di Macerata).
Il Distretto di Ascoli con tre Cantoni: Ascoli, Montalto e Offida.
Il Distretto di Camerino con tre cantoni: Camerino, Fiastra ed Esanatoglia (allora Anatolia))
Con successivo decreto del 25 Luglio 1808 il distretto di Camerino venne unito al Dipartimento del Musone e staccato da quello del Tronto. Venne istituito tre anni più tardi il distretto di S. Ginesio con: cantoni di San Ginesio, Monte Giorgio e Sarnano (già nel distretto di Fermo).
DIPARTIMENTO DEL TRONTO
A Fermo città risiedeva il Prefetto nominato dal Governo centrale, risedevano il Consiglio di Prefettura (4 membri); il Consiglio generale dipartimentale (40 membri); il segretario Generale di Prefettura (4 membri);
Primo distretto – Fermo – con sette cantoni:
*. Cantone I – abitanti: 27.531: Fermo, Porto di Fermo, Torre di Palme, Altidona, Lapedona, Monterubbiano, Ponzano, Grottazzolina. La città di Fermo aveva 15.115 abitanti nel 1810 subì perdite nel periodo napoleonico; nel 1816 gli abitanti erano ridotti a 12.500.
*. Cantone II – abitanti: 19.919: S. Elpidio, Montegranaro, S. Giusto, Monsampietrangeli,
Rapagnano, M. Urano
*. Cantone III – abitanti: 18.371: Montegiorgio, Magliano, Falerone, Montappone,
Francavilla, Mogliano, Loro Piceno
*. Cantone IV – abitanti: 12.837: S. Ginesio, Camporotondo, Caldarola, Cessapalombo,
S. Angelo in Pontano, Gualdo, Monastero, Morico, Colmurano
*. Cantone V – abitanti: 10.867: Sarnano, Amandola, M. S. Martino, Penna S. Giovanni
*. Cantone VI – abitanti: 14.022: Petritoli, Monte Giberto, Montottone. Monte Leone, Belmonte Piceno, Castel Clementino (ex Servigliano) S. Vittoria in Matenano, Monterinaldo
*. Cantone VII – abitanti: 22.056: Ripatransone, Cossignano, Acquaviva, S. Benedetto, Grottammare, Marano (=Cupra Marittima), Campofilone, Montefiore, Carassai
Secondo distretto – Ascoli – con tre Cantoni:
*. Cantone I – Ascoli, Montefortino, Montemonaco, Montegallo, Comunanza, Folignano, Acquasanta, Venagrande, Force, Venarotta, Monte Acuto, Ancarano, Massignano, Mozzano, Rocca Reonile
*. Cantone II – Offida, Monteprandone, Appignano, Castignano, Colli, Monsampolo
*. Cantone III – Montalto, Rotella
\\ Con la caduta di Napoleone nel 1815 si ebbe la riorganizzazione dello Stato Romano con Pio VII Ecco la nuova ripartizione amministrativa di tutto lo Stato Pontificio in vigore il 1 Agosto l816 eccettuata Roma.
Furono create 17 fra Legazioni e Delegazioni Apostoliche . ,
Le Legazioni erano quattro: Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna
. Delegazione di prima classe era Urbino e Pesaro.
.. Delegazioni di seconda classe: Ancona, Fermo, Frosinone (con Pontecorvo), Macerata, Perugia, Spoleto, Viterbo.
… Delegazioni di terza classe: Rieti, Civitavecchia, Benevento, Ascoli, Camerino.
Nella Delegazione di Fermo dal 26 Novembre 1817
.*. Monte Giorgio dalla Delegazione di Macerata passò a quella di Fermo;
.*. Montefiore dell’Aso, Monterubbiano, Montelparo, Santa Vittoria, dalla Delegazione di Ascoli passarono pure a quella di Fermo.
.*. Amandola, dalla Delegazione di Macerata passò a quella di Ascoli.
— Il Distretto di Fermo fu articolato in otto governi: Fermo, Falerone, Grottammare, Mogliano, Montefiore (dell’Aso), Montegiorgio, Monterubbiano, S. Vittoria, (in Matenano)
In seguito dal 21 dicembre 1827, in virtù di altro motu proprio di Leone XII, tra le Delegazioni di Fermo e quella di Macerata – Camerino vi fu uno scambio territoriale: da Macerata passarono a Fermo i Comuni di Montegranaro, Monsampietrangeli, Sant’Elpidio a Mare.
PROVINCIA DI FERMO ANNO 1853
COMUNI n. 47
Totali: popolazione 109403 Studenti 289 – Militari 484 – Ricoverati 7 – Carcerati 138
FERMO 18179 \studenti 223 \ militari 375\ carcerati 85
ALTETA 938
ALIDONA 1356
BELMONTE 1102
CAMPOFILONE 1415
CASTEL CLEMENTINO (ex Servigliano) ab. 2217 \ militari 1
COSSIGNANO 1343
FALERONE 3459
FRANCAVILLA 1097
GROTTAMMARE ab. 3785 \ militari 14
GROTTAZZOLINA 1431
LAPEDONA 1474
MAGLIANO 1048
MARANO (poi Cupramarittima) 2254 \ militari 8
MASSA 1255
MASSIGNANO ab.1845 \ militari 3
MONTEAPPONE 1960
MONTELPARE 1641
MONTEFALCONE 1124
MONTEFIORE ab. 2429 militari 7
MONTEGIBERTO 1585
MONTEGIORGIO ab. 4912 \ studenti \ 1 militari \ 9 carcerati 14
MONTEGRANARO ab. 4336 \ militari 6
MONTELEONE 1049
MONTOTTONE 1738
MONTERINALDO 936
MONTERUBBIANO ab. 2895 \ militari 9 \ carcerati 20
MONTESAMPIETRANGELI 2412
MONSAMPIETRO MORICO 695
MONTURANO 2015
MONTE VIDON COMBATTE 1141 \ studenti 1
MONTE VIDON CORRADO 1259
MOREGNANO 405
MORESCO ab. 880 \ militari 1
ORTEZZANO 862
PEDASO ab. 602\ militari 3
PETRITOLI ab. 2610 \ militari 5
PONZANO 1395
PORTO SAN GIORGIO (di Fermo) 4151 \ militari 12
RAPAGNANO 1469 militari 5
RIPATRANSONE 6214 \ studenti 52 \ militari 4 \ carcerati 8
SANT’ELPIDIO A MARE 8781 \ studenti 12 \ militari 13 \ carcerati 11
SANT’ELPIDIO MORICO 502
SANTA VITTORIA ab. 2410 \ militari 9
SMERILLO 808
TORRE DI PALME 1126
TORRE SAN PATRIZIO 1107

Nel 1853 Amandola e Montefortino erano territorialmente nella Provincia di Ascoli Piceno.
Amandola abitanti 4702, studenti 2, militari 7, carcerati 2
E’ interessante il quadro globale di alcune province della Marca:

PROVINCE – POPOLAZIONE DEGLI ANNI
Vari anni 1816 a. 1833 a. 1844 a. 1853
ANCONA 147.355 158.159 167.119 176.519
ASCOLI 69.058 78.946 83.980 91.916
CAMERINO 31.136 36.592 37.705 42.991
FERMO 77.089 89.404 104.003 110.321
MACERATA 197.313 220.130 233.004 243.104
PESARO-URBINO 198.145 225.806 235.386 257.751
I Comuni della Provincia di Fermo erano 47 e c’erano anche piccoli Comuni appodiati.
I sacerdoti diocesani erano 964. I religiosi 687.
I cultori di scienze e letteratura (esclusi i docenti) 46.
I pittori e scultori 139.
I medici, farmacisti, levatrici in totale 241.
Gli avvocati 140.
Gli ingegneri 44.
I professori e maestri 131.
I magistrati 441.
I militari 531.
I possidenti di beni immobiliari 9989.
Strade rotabili Km. 357.
Dal 1860, dopo l’avvento del Regno di Vittorio Emanuele II, da varie circoscrizioni amministrative, è nata quella che la provincia di Ascoli nel 1860: Ascoli Fermo, Montalto.
In territorio fermano, ai seguenti comuni ne fu unito un altro: Moresco unito a Monterubbiano; Smerillo unito a Montefalcone; Ripaberarda a Castignano; Sant’Elpidio Morico a Monsampietro Morico; Alteta a Montegiorgio; Moregnano a Petritoli; Pagliare a Spinetoli.
Nel 1878 Torre di Palme comune aggregato a Fermo; Moresco, il 25 giugno 1910, riebbe l’autonomia; come pure comune indipendente dal 1919 Smerillo che era stato unito a Montefalcone nel 1870.
A Fermo venne istituita il 1 Novembre 1861 una Sotto-Prefettura, ma con Regio Decreto Legge del 2 gennaio 1927 n.1 venne abolita. In precedenza, il 21 Ottobre 1926, erano stati soppressi tutti i circondari e quindi anche quello di Fermo.
Vi furono aggregazioni ed accorpamenti “curiosi”. Alteta, unito a Montegiorgio nel 1869, viene ricostituito a comune autonomo nel 1896 per essere di nuovo aggregato, dopo due anni, a Montegiorgio. Sant’Elpidio Morico, già accorpato a Monsampietro Morico nel 1868, ne è staccato nel 1870 ed unito a Monteleone di Fermo; nel 1893 poi ritorna sotto Monsampietro Morico.
Nel 1951, con decreto del Presidente della Repubblica in data 10 Gennaio, viene creato un nuovo comune: Porto Sant’Elpidio per distacco dal Comune di Sant’Elpidio a Mare.
Per la parte ecclesiastica Fermo è la più grande Arcidiocesi delle Marche con circa 270.000 battezzati su 287.000 abitanti (dati del 2011) ed è sede del Tribunale Regionale Piceno per le cause matrimoniali. Ha proprio Seminario. Tra le Biblioteche che sono distribuite nei comuni fermani, quella del comune di Fermo, intitolata a Romolo Speziali ha 400.000 volumi, 680 incunaboli, 15.000 edizioni cinquecentine, oltre 60.000 stampe e 2.000 disegni.
L’Archivio di Stato Fermano, molto importante, possiede circa 3.000 le pergamene.
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CODICE POSTALE – CAP – dei 40 Comuni della PROVINCIA DI FERMO
COMUNE CAP
Altidona……………………………63824
Amandola………………………… 63857
Belmonte Piceno……….63838
Campofilone..………………63828
Falerone…………………….……. 63837
FERMO (capoluogo)…… 63900
Francavilla d’Ete 63816
Grottazzolina……………… 63844
Lapedona……………………….…63823
Magliano di Tenna……… 63832
Massa Fermana…………….…..63834
Monsampietro Morico …63842
Montappone……………….…….63835
Monte Giberto……..63846
Monte Rinaldo……………..63852
Monte San Pietrangeli 63815
Monte Urano………..……….63813
Monte Vidon Combatte..…..63847
Monte Vidon Corrado………. 63836
Montefalcone Appennino….63855
Montefortino… ……………….. 63858
Montegiorgio……63833
Montegranaro…………….…….63812
Monteleone di Fermo…63841
Montelparo………………… ……63853
Monterubbiano ………….63825
Montottone…………… ………63843
Moresco…….. 63226
Ortezzano…………………….63851
Pedaso…………………………..…63827
Petritoli………………….…………63848
Ponzano di Fermo………….63845
Porto San Giorgio…………..63822
Porto Sant’EIpidio………….….63821
Rapagnano..…………. 63831
Sant’EIpidio a Mare..…..…… 63811
Santa Vittoria in Matenano 63854
Servigliano………… 63839
Smerillo………….. .63856
Torre San Patrizio…………….. 63814
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Digitazione di Albino Vesprini

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