A Fermo la statua di Giacomo Leopardi, una biblioteca, lasciti per orfani e nubili 1876

A FERMO LA STATUA A GIACOMO LEOPARDI PER L’AMORE AGLI STUDI   E DUE LASCITI PER LE RAGAZZE E I BIMBI ORFANI da Lorenzo Maggiori

A Fermo, lungo la via Giacomo Leopardi, troviamo la statua di questo amato poeta marchigiano, di fronte all’edificio del Liceo classico, con un’iscrizione che ricorda la data e l’occasione. Il dotto giovane Lorenzo Maggiori, nato a Castellano di Sant’Elpidio a mare nel 1850 ed ivi morto nel 1872, fece ben quattro elargizioni al comune di Fermo. In una disponeva lire 5000 per ad innalzare due statue: una a Giacomo Leopardi e l’altra ad Annibal Caro. L’esecutore testamentario Urbano Urbani, suo zio, di Monte San Martino, si interessò alla realizzazione.        La statua di Giacomo Leopardi è stata creata nel 1874 dalla maestria di Odoardo Tabacchi, milanese, docente di scultura all’Accademia delle arti di Torino, artista stimato per le molte opere richiestegli in Italia ed all’estero. Ha rappresentato il Leopardi mentre si appoggia ad un tronco di colonna e reca nelle mani un libro, in atto di leggere, tenendo la gamba destra sovrapposta alla sinistra. Questa posizione corporale è un finissimo accorgimento del Tabacchi che non voleva far notare quel difetto per cui i Recanatese disprezzavano il grande poeta, chiamandolo”Gobbo!”. L’atteggiamento di chi legge in piedi è il più adatto a non far notare la deformità del dorso.       Nell’epigrafe si legge: “ A Giacomo Leopardi – di Recanati –  volle con suo legato eretto q(uesto) m(onumento) –  il conte Lorenzo Maggiori –  per eccitare i presenti e i futuri –  all’amore degli studi –  il Municipio contribuendo pose – 25 giugno 1876.”       L’epigrade della seconda statua dice parimenti: “ Ad Annibal Caro – di Civitanova – volle con suo legato eretto q(uesto) m(onumento) – il conte Lorenzo Maggiori – imitabile esempio – di Patria Carità – il municipio contribuendo pose – 25 giugno 1876.” Qui Annibal Caro  è raffigurato ritto nella persona, con la fronte coronata da alloro poetico e vestito da Cavaliere Gerosolimitano (di Gerusalemme) con lo stemma nel petto; la sua mano sinistra stringe un rotolo di carte scritte, mentre la destra poggia sul fianco.

L’artista Tabacchi era lodato per la sua abilità nell’esprimere con naturalezza  e aderenza reale il profilo particolare di ciascuna personalità raffigurata. In segno di stima, su proposta del cav. Giuseppe Ignazio Trevisani, nel dicembre 1874, il comune gli assegnava la cittadinanza Fermana  onoraria. Il basamento della statua è stato progettato e realizzato dal fermano Pompeo Marini.       Le iscrizioni sono state dettate dalla docente Vincenzo Curi, richiesto da molti perché esprimeva vari concetti con brevi parole e con dignitosa semplicità, tanto che le sue epigrafi sono state raccolte e pubblicate nel suo tempo, in un libro. Il giovane Lorenzo Maggiori aveva pubblicato componimenti poetici in italiano ed anche in lingua latina.        Le sue intenzioni sono dichiarate nel testamento. Voleva queste statue affinché “tutti avessero negli occhi un esempio che sia di incitamento ad imitare le opere di questi Gloriosi e ciò in ossequio di quei Grandi che illustrarono la nostra Patria.” Nella seconda elargizione di altrettante lire 5000 al comune di Fermo, disponeva che si creasse una nuova biblioteca, oltre a quella esistente, e lasciava la scelta dei libri per questa all’Accademia della crusca di Firenze. Da qui la biblioteca del Liceo classico fermano.       Due elargizioni ancora per l’onore delle ragazze e per far evitare gli aborti. Dal fruttato annuo di un suo legato di lire 2500 il Comune dava ogni anno una somma alle ragazze povere. Parimenti da altrettante lire 2500 il Comune provvedeva alla “cura esclusiva di bambini lattanti, che a preferenza degli altri abbisognano di maggiori riguardi.”

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