LA MUSICA E IL MUSICISTA DI FRONTE AL MISTERO. Da un pensiero di san Giovanni Paolo II

LA MUSICA COME L’ARTE E’ DI FRONTE AL MISTERO (considerazione di un pensiero espresso da san Giovanni Paolo II))

La musica è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primigenia, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È la parola dell’origine, che scruta, al di là dell’immediatezza dell’esperienza, il senso primo e ultimo della vita. È conoscenza tradotta in suoni, simboli che il concetto sa riconoscere come proiezioni sull’arcano della vita, oltre i limiti che il concetto non può superare: aperture, dunque, sul profondo, sull’altro, sull’inesprimibile dell’esistenza, vie che tengono libero l’uomo verso il mistero e ne traducono l’ansia che non ha altre parole per esprimersi. Religiosa, dunque, è l’arte perché conduce l’uomo ad avere coscienza dell’inquietudine che sta al fondo del suo essere e che né la scienza, con la formalità oggettiva delle leggi, né la tecnica, con la programmazione che salva dal rischio d’errore, riusciranno mai a soddisfare.

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