Maria Eletta Sani lettera c. 128 Falerone Macerata

Maria Eletta Sani lettera c. 128
Viva Gesù e Maria
A gloria di voi, mio Dio, intendo di. scrivere e per obbedienza del vostro Ministro. Ieri non ebbi tempo di scrivere; spero che mi compatirà se io ho mancato all’obbedienza. Sono due notti che vado alla Madonna delle Vergini. In queste visite che io fo con la sua obbedienza ci. patisco molto ma tutto sia a gloria di Maria, Alla porta della chiesa… io prego la Ss.ma Vergine. Son due volte che Maria Ss.ma pare che mi dia cognizione di d(onna) Leonora Teresa già defunta che sti(a) in luogo di purgazione, onde io tra la pena e l’affetto che io (le) porto, mi sento struggere di compassione, non so che farmi, non manco di offrire il Sangue di Gesù e tutta la Passione con i meriti di Gesù e di Maria per suffragio di questa anima, perciò lo dico anche a lei acciò faccia qualche particolare orazione: siccome l’ha assistita, l’ha anche conosciuta. Mentre però pregavo Maria Ss.ma che mi desse lume per fare questa Confessione Generale, subito mi sono intesa turbare (con) inquietudine interna; ho tralasciato di pensare e di rimettermi solo all’obbedienza: che dia lume al suo Ministro, cioè al mio Confessore. Poi ho raccomandato quella povera anima che lei mi disse ed ho avuta una certa notizia come si trova in uno stato molto debole e indietro a Dio. Se (a) questa non gli si dà aiuto, ricadrà alle offese a Dio, benché io la raccomando in mano di Maria Ss.ma. Ed ecco il rimedio: che la povera anima faccia ricorso alla ‘Regina delle grazie’ ché qui si può sperare tutto. Circa poi i rapimenti di spirito di questi giorni, in fretta gli dico che ora il mio spirito si è trovato alla notizia chiara delle grandi e innumerabili schiere di spiriti Celesti, come fanno corteggio alla Regina del Cielo, ora in modo di sfere, ora di trono magnifico. Lodano Maria (che) viene riconosciuta per Madre dell’unigenito divin Figlio di Dio Padre. Io qui perdo i sensi perché son cose di Paradiso: non si possono esprimere dalla lingua mortale. Ben sì mi sento accendere di brama, che tutti amassero Maria, che se ci darà la sorte di conoscere Maria, (all)ora felici e beati noi. Ma, o stoltezza dei viventi cristiani che non pensano a Maria, non si ama Maria! Io dico che non si ha cuore, oppure non (ha) sensi chi non ama Maria e chi non cerca Maria. Ieri dopo la Comunione per un pezzo mi trovai con lo spirito in Dio per sua misericordia. Mi fece intendere con chiara notizia come i peccatori rinnovano il giorno di venerdì la flagellazione di Gesù alla colonna. Io non posso ridirgli il modo come era: (nulla) altro che sangue per ogni parte versava: non si crederebbe simil cosa, solo chi ne ha notizia. Richiedo la sua s. Benedizione.
/ Ceralacca ed indirizzo\ Al P. Scaramelli

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