Maria Eletta Sani lettera c. 153 Falerone Macerata

Maria Eletta Sani lettera c. 153
Viva Gesù e Maria
A gloria di voi, mio Dio, intendo di scrivere e per obbedienza del vostro Ministro. Anche a voce gli riferii il tutto ieri, che subito ricevuta la santa Particola, Gesù per sua misericordia s’impossessò del mio cuore ed è tutto suo che vuole purificar(lo), richiedendo da me una grande perfezione. Già come il solito il dolore sensibile nel cuore. E poi ci si aggiunse che scese quella prima favilla di color di fuoco nel mio cuore e in quattro o cinque parti dentro al cuore si impresse e mi fece tale dolore che sentii materialmente come un ferro infocato che abbruciasse la carne viva e sentii come friggere dentro al cuore quella scintilla di color di fuoco che Dio mi mostrò giorni (ad)dietro. Fu tanta l’acerbità del dolore che l’umanità desiderava sostegno; ma lo spirito ne godeva perché mi tirava all’amore e a sentire sensibilmente Gesù che stava nel cuore e si faceva sentire. E lì mi dava forza allo spirito e ne godeva e non si sarebbe mai staccato da quella favilla di fuoco benché era tormentosa e quasi insoffribile all’umanità, facendomi capire che questa favilla è la prima che doveva purificare il cuore con dolore sensibile. E per(ci)ò giorni indietro Dio mi disse con parole formate che il patire non è finito e che sarebbe stato diverso da quello di prima. Poi con quelle cognizioni che gli dissi a voce. Ieri dopo pranzo -Dio per sua misericordia- mi sentii come bussare al cuore e mi chiamò dicendomi che entrassi nell’orto dove Gesù sudò sangue e fece orazione all’eterno divin Padre. Ed io m’intesi rapire lo spirito e restai con Gesù come uomo, ma vidi l’Essere di Dio divino e poi sudore di sangue come nel tempo della sua passione. Il mio spirito si accese di gran desiderio che lo disfaceva e si perdeva, ma poi venne sollevato da certi raggi della sua reale presenza che conforta lo spirito perché scend(ono) da più vicino i suoi raggi divini. E pare che ne prenda conto il povero e misero mio spirito, bensì pregai per tutti i viventi cristiani e per tutti i peccatori, per quelli che stanno in pericolo di offendere Iddio e per le anime (dei) defunti. Anche verso il tardi fu rapito il mio spirito in Dio. Questa notte poi mi preparavo e (al)largavo il cuore per ricevere Gesù Sacramentato. E lì di nuovo mi son trovata in Dio all’eccessivo amore di questo grande (principio) di amore di un Dio: farsi cibo di una sì vile creatura come son io. Ritornata in me dopo di avere procurato un po’ di sonno già poco, mi son portata alla Madonna delle Vergini e lì mi son trovata con lo spirito al trono di Maria Ss.ma e lì con chiara notizia vedevo le altezze della sua dignità che tutto il Paradiso (a) lei ossequioso sta. Già dopo finito questo, mi venivo preparando per la Comunione e subito comunicata, Gesù mi ha detto che tenga il cuore preparato che ogni venerdì ci vuole far cadere quella favilla di fuoco, dentro al mio cuore, per dargli questo dolore di fuoco. E mi diceva: “Chi ama me è dovere che soffra qualche dolore simile al mio (poi)ché il giorno della mia passione io ero ferito nel cuore dentro e fuori come ben sai e vedi”. Così Gesù parlava al mio cuore ed io facevo vari atti di amore e di conformità e di desiderio di patire tutto quello che a Gesù piacerà. Subito (dopo) questo, mi sono sentita fermare il cuore da quel battimento e (pressione?) e mi faceva fermare il respiro. Dicevo: “Dio, che operate che fate dentro il mio cuore? S(ei) amore e misericordia, deh che fate a questa indegna?” E Gesù mi ha come risposto: “Questi che calco dentro al tuo cuore (sono) caratteri delle mie visite che ti fo”. E mi sentivo come sigillare certe lettere che diceva(no) essere tutta di Gesù. Formate queste lettere come impresse, mi hanno fatto dolore, ma altrettanto amore. Pareva che Dio mi volesse dire che il mio cuore (deve) essere tutto in amore di Gesù e si (deve) purificare e (si deve) struggere in amare Gesù. Solo (ben) mi fece intendere quel giorno che mi mostrò certe faville che il mio cuore si purificherà per mezzo di questa favilla di colore di fuoco e lo spirito con questi desideri di Dio in questi rapimenti. Questa impressione di eri mattina Dio me l’ha fatta (ricordare) quando mi sono intesa stampare queste lettere che formano un amore tutto di Gesù. In quel punto, di nuovo, ho riveduto le impressioni di quella favilla se mi stanno nel cuore e allora mi sentivo come il dolore, ma meno di quando mi toccò. E poi tutto di oggi ho inteso un certo doloretto continuo nel fondo del cuore. Mi porta a Dio e resta occupato per non poter reggere alla misericordia di Dio. Richiedo la sua santa Benedizione.
/Ceralacca e indirizzo/ Al P. Scaramelli

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