Blasi Mario parroco evangelizza domenica XVIII tempo ordinario anno A Matteo 14,13ss

Domenica XVIII T. O. Matteo 14, 14, 13ss  Don Mario Blasi parroco

Mt.14,13-21)

“Egli vide una grande folla, sentì compassione per loro, e guarì i loro malati”.

     Gesù si prende cura di tutti. Gesù è Colui che libera dal male, guarisce i malati, soccorre con amore chi vive nella sofferenza.

Gesù è nel deserto, ha lavorato tutto il giorno. La giornata ormai volge al termine. I discepoli sono preoccupati; nel deserto non c’è cibo per tanta gente. Gesù, proprio nel deserto, prepara un banchetto per tutti. Egli fa parte della famiglia umana.

Gesù mette alla prova i Suoi discepoli dicendo loro: “Voi stessi date loro da mangiare”.

Come possono essere i discepoli cibo per tanta gente? Gesù vuole sperimentare la loro fede. Essi non sanno come eseguire il comando di Gesù; hanno solo cinque pani e due pesci. Gesù chiede che gli sia donato tutto: sfida la loro fede.

Gesù trasforma quel poco pane donato in un pasto abbondante per tutti: che stupore! Le meraviglie del Signore si devono sperimentare nella comunità cristiana. Ogni fedele è chiamato a mettere in pratica la Parola di Gesù, deve diventare un autentico servitore dei deboli e dei poveri.

Gesù, prima di donare il pasto, comanda che tutti siano sdraiati. Il comando di Gesù indica che tutti gli uomini sono chiamati ad essere liberi. Gli uomini liberi, al tempo di Gesù, mangiavano il pasto della Pasqua, cioè della liberazione, sdraiati.

Prima di donare il pasto, Gesù rende grazie a Dio Padre. “Attraverso l’azione di grazie che Gesù rivolge a Dio per il pane, esso viene svincolato dai loro possessori umani per essere considerato dono di Dio, espressione della Sua generosità e del Suo Amore per gli uomini”. Condividere i pani e i pesci viene perciò a significare il prolungare la generosità di Dio Creatore.

Quando la creazione viene liberata dall’egoismo umano, ce n’è d’avanzo per  provvedere alla necessità di tutti”.

Al termine del pasto Gesù ordina che tutto sia raccolto; nulla deve andar perduto. La grandezza del dono è messa in evidenza dal numero degli uomini senza contare i bambini e le donne. Il pasto indica familiarità.

Nessuno si deve chiudere in sé stesso. Chi si chiude nel proprio egoismo rimane estraneo alla sorte degli altri.  Il vero discepolo è colui che aiuta in modo generoso le persone nelle loro necessità morali e materiali.

 “VIDE UNA GRANDE FOLLA E SENTI’ COMPASSIONE PER LORO E GUARI’ I LORO MALATI”.

Gesù è il Pastore vero; è la bontà e la misericordia di Dio. La Sua tenerezza si estende a tutti. Ha compassione di tutti e guarisce ogni infermità. Egli si fa carico delle necessità corporali e spirituali di ogni persona.

Nel deserto sfama una folla numerosa. Egli è il nuovo Mosè. E’ il profeta atteso. E’ pieno di Spirito e realizza in maniera inaudita i prodigi dei profeti Elia ed Eliseo.

L’Atteso è arrivato. La Sua presenza dona gioia. La Sua Parola illumina e salva. Il Suo pane, carico di amore, nutre la fame di ogni uomo, dà senso alla vita ed indica a tutti la meta. Con Lui è nata la Nuova Comunità dei credenti. Con Lui gente diversa, dispersa e senza guida, è riunita. Il Suo amore è segno di unità per tutti.

Venuta la sera i discepoli dicono a Gesù che bisogna mandar via la gente perché comperi il pane nei villaggi vicini. Essi pensano che chi ha i soldi compra, mangia e vive! Chi non ha i soldi non compra, non mangia, non vive. Questa è la mentalità di chi non ha il cuore di Cristo. Gesù, invece, insegna a condividere ciò chi si ha e ciò che si èQuando si condivide, tutti mangiano a sazietà. Quando non si condivide, molti soffrono la fame.

Venuta la sera è il verbo che l’Evangelista adopera nell’Ultima Cena. E’ il verbo che ricorda l’amore grande di Gesù che si dona come Pane vivo per ogni uomo.

Gesù non manda la gente a comprare il cibo, ma dice ai discepoli: “Date loro voi stessi da mangiare”.

I discepoli devono prolungare l’amore di Cristo nella storia, devono essere pane carico di amore per ogni persona. Devono condividere ciò che hanno e ciò che sono per sfamare tutti. Hanno cinque pani e due pesci. Danno tutto. Nella Bibbia i numeri non hanno valore aritmetico, ma simbolico. Cinque più due è uguale a sette. Il sette è simbolo della totalità, del tutto. Il cinque indica l’attività dello Spirito: amore di Dio.

I discepoli, guidati dalla forza dell’amore di Dio, danno tutto quello che hanno e lo mettono a disposizione della folla. Tutto è messo in comunione e tutti mangiano a sazietà.

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